Ancoraggio chimico: scopri le speciali resine ad indurimento veloce e duraturo

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Siliconi e Ancoranti Chimici 24 Aprile, 2020

Quando i sistemi fissaggio tradizionali o lo stato di tenuta del muro non sono idonei a sopportare un determinato carico, può rendersi necessario l’utilizzo di un tassello chimico.

In sostanza, il tassello chimico interviene per rendere il punto di attacco un tutt’uno con il muro, assumendone le stesse caratteristiche di robustezza e rigidità. Il principio di funzionamento dell’ancoraggio chimico non si basa sul fissaggio a incastro o per attrito, come avviene per i tasselli meccanici, ma sull’utilizzo di speciali colle rigide.

In particolare, affinché il tassello chimico sia efficace, è necessario utilizzare prodotti composti da un catalizzatore (indurente) e da resine bicomponenti caratterizzate da resistenza meccanica e velocità di indurimento per tutta la massa del collante.

Tale ancorante fluido viene applicato mediante il beccuccio di una pistola a estrusione oppure tramite una fialetta contenente una dose specifica di resina e di catalizzatore. Il prodotto ancorante viene inserito direttamente nel foro presente nel supporto insieme alla barretta filettata. In questo modo, il composto resinoso fa presa nel muro, si solidifica e nel giro di pochissimo tempo blocca tenacemente i sistemi di supporto.

Tassello chimico: quando utilizzarlo

La scelta di usare un tassello chimico o meccanico dipende da svariati fattori. Ecco le più importanti variabili da considerare:

  • Tipologia e consistenza del materiale di base su cui si andrà ad agire
  • Condizioni ambientali dell’ambiente di posa: temperatura, tasso di umidità e aggressività degli agenti atmosferici sono in grado di influire sulle modalità e sui tempi di indurimento dell’ancorante chimico, modificandoli sensibilmente
  • Dimensioni, peso e direzione del carico che la struttura dovrà sostenere
  • Geometria del substrato: ogniqualvolta ci avvaliamo di un ancoraggio chimico dobbiamo preventivamente considerare alcuni fattori che possono condizionare l’inserimento del tassello chimico, tra cui lo spessore del substrato, la distanza dei bordi e dagli interassi

Vediamo ora alcuni esempi di utilizzo dell’ancoraggio chimico tramite tassello chimico:

  • Montaggio ringhiere
  • Fissaggio di infissi, serramenti, scuri e persiane
  • Carpenteria pesante e leggera
  • Applicazioni strutturali su calcestruzzo non fessurato
  • Riprese di getto
  • Fori bagnati
  • Muratura piena e forata
  • Consolidamento e rinforzi strutturali di edifici esistenti (in questi casi si utilizza ancorante per cemento armato)
  • Applicazioni a soffitto
  • Fissaggio di scale, parapetti, pensiline, parabole, antenne, telecamere
  • Impiantistica leggera
  • Applicazioni domestiche
ancoraggio chimico
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Ancoraggio chimico: caratteristiche dei prodotti

Non tutti gli ancoranti chimici possiedono le stesse caratteristiche e funzionalità. Alcuni prodotti sono certificati per essere utilizzati in determinati contesti e per determinati lavori.

Qui di seguito indichiamo le principali caratteristiche che possiamo leggere sulle etichette dei prodotti, allo scopo di individuare quelli più adatti al tipo di fissaggio che dobbiamo effettuare:

  • alcune resine garantiscono certificazioni complete per ancoraggio in zona sismica e riprese di getto (certificazione sismica C1 e C2), in calcestruzzo fessurato e non fessurato, ancoraggio in muratura e connessioni di barre di armatura post installate
  • le resine realizzate in biomateriali sono utilizzate per applicazioni certificate in calcestruzzo non fessurato, muratura piena e forata, comprese le connessioni di barre ad aderenza migliorata e le applicazioni a contatto con il fuoco
  • alcune resine garantiscono un’ottima resistenza a temperature fino a +120°C (protezione antincendio) e l’impiego anche in caso di fori sommersi
  • le resine poliestere sono adatte per applicazioni leggere e non strutturali in calcestruzzo e muratura piena e forata; non contenendo stirene, possono essere utilizzate anche in ambienti chiusi o poco aerati

Regole generali per una buona presa dell’ancorante

  1. Dopo aver praticato i fori con il trapano, gli stessi fori vanno puliti accuratamente dalla polvere tramite un aspiratore. Solo eliminando lo sporco dai fori possiamo avere certezza di un buon risultato: il tassello chimico in questo caso garantisce un fissaggio sicuro e duraturo nel tempo.
  2. Una volta iniettato il prodotto nei fori, le barre filettate vanno inserite in modo preciso e ruotate rapidamente per imprimerle di ancorante. Per un eventuale riposizionamento delle barre il tempo a disposizione, prima che si induriscano, è molto poco e va dunque sfruttato al meglio.
  3. Il fissaggio definitivo avviene solo una volta concluso il processo di indurimento dell’ancorante inserendo le rondelle sulle barre filettate e avvitando i dadi
  4. In presenza di mattoni forati, il tassello chimico va applicato mediante una calza che ha lo scopo di contenere la sostanza chimica; è consentito anche il libero utilizzo di bulloni, tondino di ferro e barra filettata, a patto che la superficie di contatto sia sufficientemente ruvida da permettere una presa adeguata.
ancoraggio chimico

Ancoraggi chimici: prezzi

Infine, diamo uno sguardo ai prezzi degli ancoranti chimici e ad alcuni tra gli accessori utilizzati per evitare la dispersione dell’ancorante o facilitare l’applicazione.

Un tassello chimico ancorante chimico composto da resina da iniezione bicomponente a base poliestere a rapido indurimento, ideale per fissaggi su calcestruzzo e mattoni forati, costa intorno ai 6-7 euro (confezione da 300 ml), mentre il prezzo medio di un ancorante chimico base poliestere da 400 ml è di 8-10 euro.

Le bussole retinate hanno un costo piuttosto basso (1 o 2 euro al pezzo), i cardini tipo anuba per fissaggio con tassello chimico costano intorno ai 5-6 euro. Una pistola per cartucce da 400 ml costa variabilmente intorno ai 15-20 euro.

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