Detrazioni fiscali infissi: procedura e dettagli su come richiederle

Per tutti gli anni ’60, ’70 e a seguire, durante il freddo rigido dell’inverno era consuetudine alzare al massimo il riscaldamento per garantire tepore negli ambienti di casa. Questa era la prassi e l’economia volava: così, per un lungo tempo, non ci siamo posti problema alcuno in materia.
In seguito, per via della maggiore sensibilità ambientale che è venuta sviluppandosi nel nuovo millennio, abbiamo iniziato a considerare di fondamentale importanza la questione del risparmio energetico in edilizia. Inoltre, ci siamo accorti di quanto costasse riscaldare adeguatamente le nostre abitazioni.
Pertanto, si è cominciato a sviluppare tecnologie costruttive migliori sotto il profilo energetico, fra le quali la realizzazione degli infissi.
In questo, lo Stato ci viene incontro: possiamo infatti servirci delle detrazioni fiscali infissi per recuperare nel nostro reddito parte della spesa sostenuta per il rinnovamento delle finestre di casa.

La detrazione fiscale per il risparmio energetico

Abbiamo visto in un’altra occasione le “Agevolazioni fiscali ristrutturazione: quando e come usufruirne”. Oggi dedichiamoci con particolare attenzione al tema degli infissi.

Introduciamo innanzitutto il concetto di detrazione.

Con questo termine si vuole indicare il meccanismo con cui noi spendiamo dei soldi mettendo in moto l’economia, per esempio ristrutturando casa, e lo Stato ce ne restituisce una parte come incentivo, stornandola nella cifra IRPEF o IRES che consuetamente abbassa il nostro guadagno netto.

Le principali detrazioni fiscali sono le seguenti:

  • Agevolazione per manutenzione straordinaria e ristrutturazione
  • Agevolazione per risparmio energetico
  • Agevolazione SISMABONUS

Nel nostro caso ci dedichiamo alla questione energetica.

Sotto questo profilo rientrano numerosi tipi di intervento:

  • Sostituzione infissi
  • Schermature solari
  • Sostituzione caldaia
  • Installazione pannelli solari e fotovoltaici
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Le detrazioni fiscali infissi 2017: cosa è successo

Per quanto riguarda le detrazioni fiscali infissi nel 2017, la regolamentazione della materia era esposta in modo esaustivo dalle Istruzioni dell’Agenzia delle Entrate. I canoni con cui il processo funzionava erano ormai consolidati e già da molti anni immutati. Vediamoli assieme.

  • L’intervento doveva avvenire su un edificio esistente
  • Recupero del 65% della spesa sostenuta
  • 96000.00 euro per unità immobiliare di spesa massima su cui calcolare il 65%
  • Recupero ripartito in 10 quote annuali

Tali spese non erano cumulabili con altri tipi di recuperi. Ciò vale a dire che l’acquisto degli infissi era sottoposto al 65% e basta. Non era possibile cumulare sia il 65% del risparmio energetico sia il 50% della ristrutturazione per la stessa voce o prodotto.

Detrazioni fiscali infissi 2018: la regolamentazione in corso

Nel 2018 sono entrate in vigore nuove regolamentazioni che sono state introdotte dall’approvazione della legge di bilancio negli ultimissimi giorni di dicembre. La principale novità introdotta è la modifica della percentuale di spesa detraibile. Infatti siamo passati, per la verità è difficile comprenderne il motivo, dal 65% al 50% su 96000 euro.

Peraltro, questo cambio non ha riguardato tutte le opere di efficientamento energetico, ma solo quella degli infissi. Mentre rimangono al 65% le altre, possiamo dire che la sostituzione delle finestre è stato “declassata” a manutenzione straordinaria.

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La procedura per richiedere agevolazioni fiscali: la pratica ENEA e il pagamento

Concludiamo il nostro articolo con alcune indicazioni pratiche per chiarire la prassi del recupero al 65% in termini operativi.
I due step fondamentali sono:

  • Pagamento con bonifico parlante
  • Pratica ENEA

Per la prima voce, diciamo che potete o recarvi in banca oppure operare tramite home banking. In entrambi i casi, quando vi cingete ad inviare il bonifico, dovete scegliere il cosiddetto bonifico parlante, dove sarà riportato in modo esplicito la voce dell’agevolazione.

La pratica ENEA, invece, viene redatta attraverso il sito dell’ENEA stessa, ovvero dell’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile. Essa può essere portata avanti anche dal singolo cittadino, ma è consigliabile affidarsi ad un tecnico di fiducia se non si vuole incorrere in inutili mal di testa!

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