Tetto ventilato: vantaggio, funzionamento e costi

Il solaio di copertura è un elemento tecnologico fondamentale dell’abitazione. Il tetto ci difende dal freddo, dal caldo e dagli agenti atmosferici. Per questo motivo tutto ciò che ha a che fare la sua realizzazione è in continua evoluzione, in termini di materiali, tecnologie costruttive, impermeabilizzanti e isolanti. Il tetto ventilato è una dimostrazione di quanto detto: un modo di progettare e costruire il tetto di ultima generazione, che però si basa su concetti di fisica che sin dall’antichità si conoscono e vengono impiegati in architettura.

Il tetto ventilato e la sua stratigrafia tecnologica

In che cosa questo tipo di copertura si differenzia da quello classico? Di fatto, rispetto a questo compie un passo evolutivo in termini tecnologici. 

Vediamo come si compone il pacchetto tecnologico di un tetto tradizionale, detto anche in gergo tecnico “tetto caldo”.

  • All’intradosso troviamo la struttura del tetto, che può essere lignea, in laterocemento intonacato, in travi di acciaio e tavelloni e altro.
  • Sopra la struttura portante, si ha lo strato di materiale isolante di spessore vario, dagli 8 ai 14 centimetri circa, per combattere il freddo invernale e il caldo estivo.
  • Sull’isolante viene posizionata la guaina impermeabilizzante, che ha uno spessore di 4 millimetri.
  • Infine si posa il manto di copertura in laterizio.

Talvolta viene inserita all’interno del pacchetto una membrana che funge da freno al vapore

E in cosa si differenzia il tetto ventilato rispetto a quanto illustrato? Vediamone assieme la stratigrafia.

  • Abbiamo sempre la struttura in basso.
  • Sopra c’è l’isolante, di solito in pannelli di buona rigidezza
  • Sopra l’isolante, va la ventilazione.
  • Di nuovo la guaina
  • Manto in laterizio

L’intercapedine creata tramite il posizionamento di listelli lignei sui quali vengono poi avvitati dei pannelli di legno. Si tratta di legno non massello, ma derivato da processi di recupero, come per esempio l’OSB. Il manto poggerà da ultimo su di essi. Questa intercapedine è “aperta” in basso e in alto. Ovvero, in prossimità della linea di gronda si ha tutto il frontale libero, da dove può passare agilmente aria. Così pure accade nel colmo. In questo modo, si instaurano delle correnti ascensionali che circolano dal basso verso l’alto all’interno della suddetta intercapedine.

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Tetto ventilato: vantaggi e svantaggi rispetto al tetto classico

Quali sono i vantaggi e gli svantaggi di una copertura di questo genere rispetto a quella tradizionale? Vediamoli assieme punto per punto partendo dal tetto vecchia maniera.

  • Possiamo inserire l’isolante del materiale e lo spessore che riteniamo opportuno. Tuttavia, la criticità del periodo estivo riguarda la massa, ovvero l’inerzia termica della copertura e dell’isolante nello specifico. Infatti, il caldo ha bisogno proprio di questo per essere rallentato.
  • È un pacchetto tecnologico molto stabile, funzionale. Se ben realizzato, con pochissima manutenzione può davvero durare molto tempo.

Nel caso del ventilato invece diciamo quanto segue:

  • La calura estiva viene meglio gestita poiché è smaltita continuamente dalle correnti convettive che percorrono l’intercapedine, impedendo accumuli di calore. In questo senso, il problema dell’inerzia termica viene in buona parte domato. L’obbligo di avere massa e spessore si fa meno urgente perché una buona fetta di calore dato dall’irraggiamento solare viene dispersa.

Più delicata è la manutenzione, per via degli accessi liberi in gronda e in colmo. Anche se si posizionano griglie apposite per lasciar passare l’aria ma evitare l’ingresso di animali e corpi estranei, è comunque consigliabile mettere in conto un ciclo di manutenzione di quando in quando.

Tetto ventilato: costo di realizzazione

Chiudiamo con qualche valutazione di tipo economico. 

Ora dobbiamo innanzitutto riflettere sul fatto che non è possibile dare una cifra precisa sul costo di rifacimento integrale di un solaio di copertura per una serie di fattori quali per esempio:

  • Il materiale utilizzato: se in legno, se in acciaio, se in lamiera grecata e getto.
  • Il contesto geografico in cui ci troviamo e le relative condizioni economiche.
  • La realtà nella quale ci troviamo a svolgere i lavori edili: per esempio se in una casa isolata ad un piano o un condominio di 5 piani in cui la superficie di ponteggi richiesta sarà molto maggiore.

Quindi, spiegato questi fattori, facciamo un esempio concreto

Ipotizziamo di demolire e smaltire un tetto  o una vecchia copertura per sostituirla. Quindi, costruiamo un solaio in legno con travi in lamellare, doppio tavolato ligneo di spessore 3+2 centimetri. Uno strato di isolante in lana di roccia ad alta densità spessore 14 centimetri. Guaina, coppo e tegola. 

Una soluzione di questo genere, può costare dai 200-220 ai 310-330 euro a metro quadrato

Ecco, se ora scegliamo di valutare lo stesso pacchetto appena visto ma con in più la ventilazione, aggiungiamoci un 20% circa. Pertanto, dai 240-270 ai 360-390 euro a metro quadrato.

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