Tassello chimico: come e quando utilizzarlo

Categorie
Edilizia 23 Settembre, 2020

In questo articolo vedremo come funziona l’ancoraggio tramite tassello chimico e in quali casi viene utilizzato.

Iniziamo col dire che il tassello chimico è un sistema di fissaggio che si rende necessario tutte le volte in cui i sistemi tradizionali non sono sufficienti a sostenere un carico pesante e/o quando il muro non si trova in condizioni ideali per resistere ai carichi.

In questi casi l’ancoraggio chimico interviene a sostegno del muro aumentandone le caratteristiche di rigidità, robustezza e tenuta del carico.

Vediamo in che modo.

Tassello chimico: come funziona

In che modo funziona l’ancoraggio chimico? Quale principio sfrutta?

Per rendere il punto di attacco un tutt’uno con il muro, il tassello chimico sfrutta la forza di adesione data dall’indurimento che si ottiene nel momento in cui le resine e i collanti entrano in contatto con l’aria.

In sostanza, nell’ancoraggio chimico non è solo l’espansione meccanica del tassello a garantire la tenuta della vite, ma anche e soprattutto l’attrito e l’adesione che si ottiene riempiendo il foro con i collanti chimici e le resine ad indurimento veloce e duraturo.

Tali prodotti hanno lo scopo di  aumentare la tenuta della vite, una volta che questa risulta ben posizionata all’interno del foro di inserimento.

Da cosa è composto esattamente il tassello chimico?

Per risultare efficace e affidabile nel tempo, il tassello chimico utilizza una miscela fluida composta da un catalizzatore indurente e da speciali resine bicomponenti dotate di elevata resistenza meccanica e velocità di irrigidimento.

Tassello chimico: come si introduce nel muro

Veniamo ora ai principali formati in cui si presenta il tassello chimico; formati che influenzano le modalità di utilizzo e di inserimento del prodotto all’interno del foro.

  • Tassello chimico in fialetta
    Le fialette ancoranti, già dosate con specifiche quantità di resina e catalizzatore, vengono inserite direttamente nel foro insieme alla barretta filettata, tramite l’utilizzo di un trapano a rotopercussione che permette anche di miscelare le componenti della resina prima che si induriscano completamente. Quando la fiala si rompe, il composto fuoriuscito fa presa nel muro, si plasma intorno alla vite e si solidifica nel giro di pochissimo tempo. In questo modo il sistema di supporto verrà bloccato chimicamente dal tassello e sarà pronto per sostenere il  carico.
  • Tassello chimico tramite pistola
    La resina bicomponente può essere iniettata nel foro del muro anche mediante pistola ed erogatore che, grazie al beccuccio a spirale in dotazione, consentono di miscelare i due componenti della resina prima di essere inseriti nel muro. Anche in questo caso, la barretta filettata presente nel foro rimane imprigionata e ancorata al prodotto chimico.

applicazione ancoraggio chimico

Newform 810 x 125

Tassello chimico: quando e per cosa utilizzarlo

Abbiamo visto che in linea generale il tassello chimico viene utilizzato quando gli altri sistemi di fissaggio e/o la consistenza della struttura su cui si va ad agire non sono adatti a sostenere dimensioni, peso e direzione del carico.

Eppure, la scelta di utilizzare il tassello chimico in luogo dei sistemi di ancoraggio tradizionali va ponderata con attenzione, tenendo conto, in particolare, di determinate variabili che potrebbero modificare sensibilmente l’efficacia dell’ancorante chimico e/o i tempi di indurimento delle colle, oppure potrebbero condizionare l’inserimento del tassello chimico.

Osserviamo più da vicino le due variabili:

  • Condizioni climatiche ambientali dell’ambiente di posa
    Prima di ricorrere al tassello chimico è bene chiedersi se la temperatura, il tasso di umidità e il livello di corrosione degli agenti atmosferici relativi all’ambiente di posa e alla zona climatica in cui dobbiamo operare possono compromettere in qualche modo il funzionamento e l’efficacia nel tempo dell’ancoraggio chimico
  • Geometria del substrato
    Prima di utilizzare l’ancoraggio chimico occorre considerare la geometria del substrato, ossia alcune caratteristiche (lo spessore del substrato, la distanza dei bordi e dagli interassi) che potrebbero influire sull’inserimento del prodotto chimico

Una volta verificate le due variabili, possiamo procedere all’utilizzo del tassello chimico avendo garanzia di un risultato stabile e duraturo nel tempo.

Ma per quali lavori è necessario utilizzare l’ancoraggio chimico? Per quali applicazioni domestiche, lavori di impiantistica e carpenteria viene impiegato?

Ecco i principali campi di applicazione:

  • Fissaggio di finestre, porte, scuri e persiane
  • Montaggio e fissaggio di ringhiere, parapetti e altre strutture perimetrali
  • Fissaggio di scale
  • Fissaggio di pensiline, tettoie e pergole
  • Fissaggio di parabole, antenne e telecamere
  • Applicazioni strutturali su calcestruzzo non fessurato, fori bagnati, muratura piena e forata
  • Applicazioni a soffitto
  • Riprese di getto
  • Rinforzi strutturali e consolidamento edifici

ancoraggio chimico al suolo

Quanto costa rimuovere la muffa dal compensato?

I costi sono molto ridotti, in quanto i prodotti necessari sono di facile reperibilità e di comune utilizzo. Volendo fare una stima, il prezzo di acquisto di tali prodotti oscillerebbe tra i 5 e i 10 euro.

Esistono anche prodotti specifici, come spray antimuffa professionali e rimuovi muffa igienizzanti, il cui costo medio oscilla tra 6 e 10 euro a confezione.

Un altro prodotto che rimuove la muffa e contemporaneamente copre, isola, sbianca ed è efficace anche a livello preventivo è la pasta antimuffa trivalente, il cui costo medio è di 15-16 euro per la confezione da 1 litro.

Richiedi informazioni:

Articoli Correlati