Come pulire la vasca da bagno: ingiallita, con ruggine o calcare

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Edilizia Dicembre 06, 2021

Come pulire la vasca da bagno in maniera ottimale? Dopo un frequente uso del sanitario può capitare di confrontarsi con macchie di sporco ostinato, calcare indesiderato e fenomeni di ingiallimento dello smalto. Vediamo quindi insieme come prevenire questi inconvenienti!

In questo articolo parleremo di:

Alcune dritte su come pulire al meglio la vasca da bagno

Come si può lavare la vasca da bagno in resina?

Innanzitutto per capire quali sono le accortezze da seguire per lavare la vasca da bagno in resina, diversamente dalla vasca da bagno in muratura, dobbiamo considerare la tipologia di vasca che possediamo.

In verità, generalmente ci troviamo ad oggi molto spesso in possesso di oggetti in vetroresina, prodotti di più recente produzione che stanno soppiantando le vecchie vasche in metallo smaltato.

A prescindere da ciò, i rimedi che di seguito vi illustreremo per quanto riguarda le macchie di sporco, i fenomeni di ingiallimento e la diffusa presenza di calcare, valgono in ogni caso.

Questo poiché, di fatto, ogni vasca da bagno presenta uno strato di smalto che funge da finitura e quindi le problematiche e le relative soluzioni sono le stesse.

In generale lo sporco che di consueto troviamo sulla vasca può essere trattato con un qualunque prodotto riscontrabile in commercio, sugli scaffali di un supermercato.

In realtà, non è la singola macchia di sporco a rappresentare un problema di difficile gestione, piuttosto sono altri, come vedremo in seguito.

Quali sono i migliori prodotti per la pulizia della vasca da bagno?

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Alcuni consigli su come pulire la vasca da bagno dagli ingiallimenti

Una situazione comune alle vasche da bagno che da un po’ di tempo ci accompagnano nei nostri momenti di relax, è l’ingiallimento.

Come detto, la singola macchia non rappresenta un problema poiché può essere agilmente rimossa.

Ma l’ingiallimento della vasca da bagno risulta spesso difficile da risolvere con prodotti generici. A tal proposito possono venirci in aiuto miscele di prodotti naturali.

Dapprima senza dubbio è opportuno procedere ad una approfondita pulizia. Per esempio l’utilizzo di semplice detersivo per piatti se passato con una spugna può essere ottimo.

Ma, come sbiancare la vasca da bagno qualora lo sporco fosse particolarmente ostinato? Bene, in tal caso vi consigliamo di provare un mix di alcuni ingredienti naturali:

  • Detersivo liquido per piatti
  • Aceto di mele o vino
  • Bicarbonato

Questo miscuglio di ingredienti naturali origina una sorta di pasta che applicherete su tutta la vasca e lascerete agire per 10 minuti. In seguito, con una spugna strofinate la superficie della vasca e sciacquatela con acqua calda.

Lo sbiancamento degli smalti nella vasca da bagno prevede un composto più elaborato:

  • Olio di trementina (un bicchiere e mezzo può essere sufficiente)
  • Sale

Anche in questo, per smacchiare la vasca ingiallita stendete la miscela sulla superficie e lasciatela agire per 10 minuti circa, strofinate con una spugna e sciacquate. Questa pratica è altamente consigliata perché toglie il giallo e ravviva lo smalto della vasca da bagno.

Ogni vasca da bagno ha bisogno di cure differenti in base al materiale e al tipo di sporco

Come togliere il calcare duro dalle superfici della vasca?

Qualunque vasca da bagno, piatto doccia o vasca da bagno con doccia è soggetto all’accumulo di calcare. A seconda che l’acqua sia più o meno dura e in quantità più o meno massicce.

Pertanto, capiamo insieme come rimuovere il calcare dalla vasca da bagno con ingredienti naturali. La soluzione che vi proponiamo è completamente naturale, antica e di comprovata efficacia:

  • Acqua calda
  • Aceto

L’aceto ha una fortissima capacità di sciogliere il calcare. Un consiglio specifico che possiamo darvi qualora il calcare sia molto strutturato, è quello di lasciare delle chiazze di solo aceto puro sopra la macchia di calcare.

Se il calcare è posto su una superficie verticale, imbevete un asciugamano di solo aceto e lasciatelo a contatto con la macchia: più tempo tenete l’aceto a diretto contatto, meglio sarà.

Suggerimenti chiave su come togliere la ruggine nella vasca da bagno

Infine affrontiamo insieme il problema della ruggine che potrebbe presentarsi nella vasca da bagno con riferimento alle vasche in metallo smaltato, quelle in ghisa di una volta. Ebbene, il nostro consiglio è quello di munirvi di quanto segue:

  • Succo di limone
  • Borace
  • Paglietta metallica
  • Pennellino per dipingere su carta
  • Convertiruggine
  • Smalto

A questo punto isolate la macchia di ruggine, trattatela con succo di limone e borace strofinando energicamente con una paglietta.

Fate attenzione a che la paglietta non sia troppo dura, potreste rigare lo smalto ancora buono!

Infine applicate in modo estremamente puntuale del convertiruggine con un pennello molto piccolo e carteggiate con la paglietta per quanto possibile. Stendete dello smalto e di nuovo carteggiate.

Il risultato dovrà essere quanto più omogeneo possibile, così da mimetizzare l’intervento svolto.

Ogni volta che finite di usare la vasca, svuotatela, ripassatela con un getto di acqua calda per togliere le impurità e asciugate con un panno di microfibra. In questo modo ritarderete di molto l’insorgenza dei fenomeni sopra descritti!

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Tetto in lamiera e metallo: cosa sapere riguardo un tetto ad alta funzionalità

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Coperture in Metallo Edilizia Tetto e Coperture Dicembre 02, 2021

Le coperture, come può essere un tetto in lamiera e metallo coperture in metallo, sfruttano i vantaggi della tecnica a secco, con tutti i benefici che derivano da questo approccio al modo di gestire i lavori in cantiere.

Se fino a qualche tempo fa eravamo abituati ad associare le coperture in metallo quasi esclusivamente all’edilizia di stampo industriale, oggi iniziamo a notare l’applicazione di questa tecnica anche a edilizia di altro genere, dal quella commerciale fino a quella civile.

In questo articolo, parleremo di:

Tetto in lamiera e metallo: una garanzia di resistenza ed efficienza

Tetto in lamiera e metallo: materiali, composizione e impiego

É usanza comune ritenere che se si parla di coperture in metallo venga utilizzata nella maggior parte dei casi la lamiera, ma non è affatto così.

Al giorno d’oggi le coperture in metallo vengono realizzate ricorrendo a diversi materiali, ognuno con pregi e difetti, per adattarsi al meglio alle diverse condizioni atmosferiche e costruttive.

La leggerezza e la funzionalità di un tetto in lamiera è impareggiabile

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Copertura tetto in lamiera

E’ il materiale più diffuso e maggiormente utilizzato per realizzare coperture in metallo.

Le tegole in lamiera sono state largamente impiegate per gli edifici industriali per poi espandersi anche all’edilizia domestica.

In genere un tetto in lamiera viene trattato con ulteriori rivestimenti in piombo e stagno e, grazie a questi trattamenti, se installato correttamente, può durare fino a 50 anni.

Tetto in lamiera in differenti finiture e colori

Copertura in acciaio galvanizzato

É un materiale molto durevole e allo stesso tempo poco costoso. Se mantenuto in buono stato un sistema tetto in acciaio galvanizzato può durare più di 50 anni.

All’acciaio viene applicato un rivestimento protettivo di zinco che lo rende particolarmente resistente alla ruggine. É il tetto in metallo ideale per coperture adibite ad aree particolarmente umide o piovose.

Tetto in alluminio: pro e contro

É un materiale che sta diventando sempre più popolare nell’edilizia urbana dato che resiste bene alla corrosione e richiede una manutenzione quasi nulla.

Inoltre l’alluminio tende a riflettere il calore meglio di altri materiali garantendo un miglior isolamento termico.

Lo svantaggio è la resistenza minore rispetto alla lamiera e all’acciaio galvanizzato; è difficile che un tetto in allumino resista più di 40 anni.

Tetti in lamiera saldati insieme

Tetto in rame

Il rame è molto costoso e quindi difficilmente vi capiterà di vedere coperture realizzate con questo materiale, è anche molto difficile da ottenere e non tutti i costruttori ne hanno.

Tuttavia è il materiale migliore dato che riesce a combinare tutti i vantaggi della lamiera, dell’acciaio e dell’alluminio con una durata della copertura secolare.

Quali vantaggi può garantire un tetto in lamiera e metallo?

A prescindere dal materiale scelto per la realizzazione delle coperture, un tetto in metallo può apportare numerosi vantaggi all’efficienza e all’estetica della tua casa.

Ciò non significa che un tetto in metallo sia migliore degli altri, ma che comporta vantaggi di diversa natura.

I materiali assicurano maggiore efficienza

Un tetto in lamiera e metallo è molto più efficiente in termini energetici rispetto ad altri materiali.

I tetti in metallo tendono a riflettere il calore piuttosto che assorbirlo e quindi dovrai spendere molto meno per raffreddare la tua casa in estate.

Il tetto in lamiera e metallo è più resistente e longevo

Il principale fattore che tutti i proprietari valutano nella scelta del tetto è la sua longevità e resistenza.

Infatti riparare o rifare l’intera copertura può diventare un vero e proprio incubo domestico.

I tetti in metallo possono durare, a seconda del materiale, dai 40 agli 80 anni, inoltre resistono meglio al vento e permettono un miglior drenaggio dell’acqua.

Tetto in lamiera ricurvo per un tocco di stile

I materiali offrono più leggerezza

É indiscutibile che i tetti in metallo pesino molto meno rispetto a quelli realizzati con altri materiali.

Per farti un’idea considera che un tetto in terracotta, la tipologia più diffusa in Italia, arriva a pesare 340 Kg (considerando un’area di 10 metri quadrati) mentre un tetto in lamiera pesa in media soltanto 100 Kg.

Ciò significa che è possibile installare un tetto in metallo anche su coperture pre-esistenti oppure risparmiare sensibilmente sul numero dei componenti necessari per sostenere il tetto in fase di costruzione.

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Isolanti termici per la casa: ecco cosa bisogna sapere

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Edilizia Isolamento Tetto e Coperture Novembre 29, 2021

Gli isolanti termici per la casa possono rappresentare una grande opportunità per riqualificare e rivalorizzare vecchie costruzioni e edifici, aumentandone anche il valore sul mercato immobiliare.

Infatti, secondo dati del ministero dello Sviluppo Economico, il 35,9% dell’inquinamento prodotto sul suolo italiano è causato da vecchi edifici, in particolare quelli realizzati prima del 1976 che non dispongono di isolanti termici.

In questo articolo, parleremo di:

Isolanti termici per la casa: tutto ciò che c'è da sapere sull'isolamento

Isolanti termici per la casa: i fattori da considerare per buon isolamento termico

Se si considera che le spese per il riscaldamento rappresentano l’87% dei costi complessivi di gestione di una normale abitazione allora isolare la casa può essere un ottimo modo per salvaguardare l’ambiente e risparmiare sensibilmente.

Tuttavia scegliere le migliori soluzioni e isolanti termici non è sempre facile. Al giorno d’oggi esistono sul mercato tantissimi materiali e tipologie di pannelli isolanti termici e ognuno di loro ha dei pro e contro che è bene considerare.

In genere nel valutare l’efficienza e le prestazioni dei materiali per l’impermeabilizzazione si prende in considerazione il loro R-Value.

L’ R-Value è semplicemente un’unità di resistenza termica che è utilizzata per misurare la resistenza dei materiali isolanti al passaggio di calore.

Un R-Value pari a 5 è neutrale, ciò significa che il materiale isolante non perde ne acquista calore se posizionato su una superficie con temperatura di 0°c. Quindi isolanti termici con un alto valore di R-Value offrono prestazioni e un isolamento termico migliore.

Naturalmente bisogna considerare anche il fatto che l’ R-Value, essendo una misura scientifica, non tiene conto delle proprietà radiative o convettive dovute alla forma dei materiali isolanti una volta installati.

Quindi, oltre a considerare l’R-Value, nello scegliere gli isolanti termici è opportuno valutare in quale parte della casa andranno installati.

L’attico e la mansarda sono le sezioni più sfruttabili per isolare la casa. In questo caso è più conveniente installare isolanti termici in termini di risparmio energetico e spese di montaggio.

Alternativamente si può migliorare l’isolamento termico agendo sulle eventuali perdite d’aria dell’edificio o isolando termicamente il piano interrato.

Queste soluzioni tuttavia oltre ad essere più costose non garantiscono gli stessi risultati di un buon isolamento termico della mansarda e del tetto dato che il calore tende ad essere disperso verso l’alto.

Stratificazione dei materiali per l'isolamento termico della casa
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I pro e contro dei principali isolanti termici

Naturalmente per l’isolamento termico di un edificio o delle pareti, del tetto o di altre parti della casa esistono in commercio numerose soluzioni e materiali isolanti differenti. Ognuno di essi ha dei vantaggi ma anche degli svantaggi.

Oltre a considerare l’R-Value di ciascun isolante termico è importante considerare l’effettivo contesto di utilizzo per essere certi di scegliere gli isolanti termici migliori per le proprie necessità.

Di seguito sono riportati gli isolanti termici più comuni e largamente impiegati per l’isolamento termico di case e edifici commerciali. Per ogni materiale isolante è stato inoltre evidenziato il valore R medio per ogni 2,54 cm di materiale.

Schiuma Isolante: R-Value 3.6 – 8.2 x cm 2,54

Tra gli isolanti termici la schiuma isolante viene principalmente utilizzata per riempire piccole fessure. Tuttavia può essere impiegata anche per numerose sezioni della casa; dai soffitti alla pareti fino alle fondamenta.

La schiuma, dopo l’applicazione, si espande e offre una tenuta resistente all’umidità e quasi perfettamente ermetica. È molto utile anche per proteggere e isolare la casa da muffe e parassiti.

Inoltre la schiuma isolante riesce a bloccare il calore molto efficientemente garantendo una temperatura costante in tutte le stagioni. Tuttavia è più costosa degli altri isolanti termici convenzionali che offrono prestazioni molto vicine.

Infine la schiuma isolante può risultare pericolosa per persone con particolari allergie.

Per questo motivo è bene evitare che la schiuma, una volta applicata, venga a contatto con solventi e prodotti per la pulizia oppure sia troppo esposta alla luce del sole.

Oltre a questo, i fumi che la schiuma può esalare in caso d’incendio possono essere molto nocivi per la salute.

Isolamento termico della casa in modo efficace

Fibra di Vetro: R- Value 2.9 – 3.8 x 2,54 cm

Dalla sua introduzione nel 1938 la fibra di vetro è uno degli isolanti termici maggiormente utilizzati per gli edifici commerciali e residenziali.

La fibra di vetro è generalmente impiegata per isolare la casa intervenendo sulle pareti interne, soffitti o ampi spazi. Questo perché la fibra di vetro è un materiale isolante che è inerte e non decade nel tempo mantenendo il suo R-Value per lunghi periodi di tempo.

Oltre a garantire un ottimo isolamento termico, la fibra di vetro è fono assorbente e quindi è l’ideale per rivestire le pareti esterne delle abitazioni o i soffitti e pavimenti degli appartamenti.

Il principale vantaggio è il suo rapporto prezzo/prestazioni. Infatti l’isolamento termico ottenuto tramite la fibra di vetro ha un prezzo inferiore rispetto a quello di molti altri tipi di materiali isolanti ed è di sicuro l’opzione più conveniente.

Tuttavia, la fibra di vetro è particolarmente vulnerabile all’umidità. A differenza di altri isolanti termici se viene bagnata il suo R-Value scende drasticamente e perde tutte le sue capacità isolanti, facilitando la successiva crescita di muffe.

Infine, dato che in genere i pannelli di fibra di vetro sono disponibili in misure standardizzate, può risultare molto laborioso tagliare e adattare le lastre di fibra di vetro a forme di pareti e soffitti non tradizionali o a piccole fessure.

La fibra di vetro rientra tra i materiali isolanti termici per la casa

Cotone isolante: R-Value 3.0 – 3.7 x 2,54 cm

Tra gli isolanti termici il cotone è senza dubbio quello maggiormente rispettoso dell’ambiente.

A differenza di altri materiali isolanti, come la fibra di vetro, può essere prodotto con un dispendio minimo di energia ed è un materiale rinnovabile. Inoltre, così come la fibra di vetro, possiede anche discrete capacità fono assorbenti.

Anche dal punto di vista della sicurezza è uno degli isolanti termici migliori per isolare la casa. Essendo di provenienza naturale non ci sono contro indicazioni pericolose per la salute.

Infine, considerando le prestazioni isolanti, non si discostano molto da quelle ottenibili da altri isolanti termici. Il principale svantaggio del cotone è senza dubbio quello di non offrire una tenuta a prova d’aria, anche con una corretta installazione.

Questo può richiedere l’installazione di un rallentatore di vapore per mantenere un adeguato isolamento termico.

Senza un rallentatore di vapore si potrebbero generare delle piccole sacche dove l’aria può circolare liberamente riducendo i valori dell’R-Value.

Pannelli per isolamento termico della casa

Fibra di Cellulosa: R-Value 3.1 – 3.8 x 2,54 cm

Come il cotone isolante anche la fibra di cellulosa fa parte degli isolanti termici eco-sostenibili. Infatti è composta principalmente da carta, vecchi cartoni e giornali trattati con acido borico.

Questo trattamento rende la cellulosa resistente al fuoco e, allo stesso tempo la rende “sgradevole” per gli insetti, come le tarme, che possono rovinare i materiali di pareti e soffitti.

Inoltre, a differenza di altri isolanti termici, la cellulosa è traspirante e può funzionare come un equilibratore igrometrico. Può immagazzinare l’acqua, evitando la creazione di muffe, e restituirla all’ambiente quando il clima diventa più secco.

Tra i materiali per isolare la casa, la cellulosa è anche più conveniente rispetto alla fibra di vetro; il prezzo è inferiore del 25% circa. Tuttavia, a differenza di molti altri materiali isolanti, la cellulosa assorbe maggiormente l’umidità.

Questo può rappresentare un serio problema in caso di perdite dato che possono drasticamente inficiare il potere isolante della cellulosa.

Per questo motivo prima isolare la casa con la cellulosa è sempre bene controllare l’integralità e il perfetto funzionamento dei sistemi idrici della casa per evitare spiacevoli inconvenienti.

Schiuma isolante: uno tra i materiali più gettonati per l'isolamento termico della casa

Lana di roccia: R-Value 3.3 – 4.2 x 2,54 cm

La lana di roccia è un isolante termico in fibra simile alla fibra di vetro, la differenza è che è composta da materiali naturali invece che di vetro.

Ne esistono due tipi: la lana di roccia è costituito da fibre di pietre naturali (come il basalto), mentre, la lana di scorie è composta da fibre ottenute da scarti di minerali ferrosi.

L’isolamento termico con lana di roccia è stato, per molti anni, il tipo più diffuso di isolamento in Nord America e in Europa.

La lana di roccia è per sua natura molto resistente all’umidità e quindi ideale per isolare la casa agendo sulle zone più esposte agli agenti atmosferici.

Infatti mantiene le sue qualità isolanti anche se viene bagnata. Inoltre è particolarmente resistente al fuoco grazie alle sue proprietà ignifughe e può rappresentare un ottimo sistema per isolare la casa e aumentare anche la sicurezza in caso d’incendio.

Tuttavia data la sua composizione fisica è necessario prestare molta attenzione durante la sua installazione. Le piccole schegge della lana sono abbastanza piccole da poter essere inalate e possono provocare irritazioni e malattie polmonari.

Ciò significa che la lana di roccia deve essere adeguatamente coperta con cartongesso o rivestimenti specifici che impediscano alle fibre di entrare all’interno dell’edificio.

Installazione degli isolanti termici: perché vale la pena investire?

Isolare la casa può sembrare molto facile; esistono infatti numerose guide che spiegano e mostrano i metodi di installazione professionale.

Tuttavia è sempre meglio rivolgersi a dei professionisti per evitare piccoli errori che possono ridurre l’azione dei materiali isolanti oppure creare delle potenziali situazioni pericolose.

Ad esempio alcuni isolanti termici sono normalmente molto infiammabili, quindi è importante installare correttamente l’isolamento intorno alle luci, fonti di calore e prese d’aria.

Inoltre rivolgersi a ditte di professionisti può anche garantirvi una migliore assistenza nel lungo termine. Con il tempo i materiali isolanti possono deteriorarsi e perdere le loro capacità.

In questo caso non basta semplicemente inserire un nuovo livello di isolamento ma piuttosto è importante scoprire le cause che hanno causato la perdita di isolamento termico. Per farlo tuttavia è consigliabile rivolgersi a professionisti con esperienza.

Applicazione materiali isolanti termici per il soffitto

Il costo di installazione sarà senza dubbio più elevato rispetto al classico fai da te ma in questo modo si potrà essere maggiormente sicuri che la casa sia perfettamente isolata termicamente.

Inoltre, per concludere, al giorno d’oggi, isolare la casa nel modo migliore può rappresentare una forma alternativa di investimento immobiliare qualora si decida di trasferirsi.

E, sicuramente, un lavoro ben fatto sarà senza dubbio apprezzato e ben remunerato anche dai futuri proprietari.

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Come insonorizzare una porta: fai da te e metodi operativi

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Porte da Interno Porte e Finestre Novembre 25, 2021

In questo articolo, ci concentreremo su come insonorizzare una porta grazie al fai da te.

Vostro figlio o il vicino di appartamento ha per caso abbracciato una nuova passione per la chitarra elettrica o per la batteria?

Che sia qualcuno di famiglia o qualcun altro l’artefice del baccano, ha poca importanza: ci sarà sempre qualche vittima che farà fatica a lavorare, studiare, dormire perché le porte di casa vostra non sono in grado di trattenere i suoni di passaggio.

Per ovviare a questo problema, focalizziamoci insieme sulle seguenti tematiche:

Insonorizzare una porta per ridurre l'inquinamento acustico

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Isolare acusticamente una porta: da dove partire?

Precedentemente abbiamo affrontato insieme il tema dell’insonorizzazione di un solaio di calpestio. Oggi ci occupiamo invece di un’altra tematica, quella relativa a sapere come isolare acusticamente una porta con il fai da te.

Prima di procedere in modo pratico, dobbiamo considerare quale tipo di porta siamo interessati ad insonorizzare.

Quando si tratta di insonorizzare una stanza, partendo dalle porte, c’è molta differenza a seconda che si tratti di una porta esterna d’ingresso all’abitazione o una porta interna che separa una camera da letto dal disimpegno comune.

Materiali per l'insonorizzazione delle porte

Come insonorizzare la porta d’ingresso

Nel primo caso tenete conto che avete a che fare con suoni che provengono da fuori: urla, schiamazzi, clacson, sirene, rumori e urti tipici dei cantieri stradali.

In questa circostanza è opportuno che pensiate soprattutto a casa vostra e alle sue prestazioni acustiche complessive, non solo in relazione al portone esterno in questione.

Infatti, se per esempio avete finestre datate con un vetro singolo è molto probabile che se procederete esclusivamente all’isolamento acustico della porta d’ingresso investendo tempo e denaro in quel singolo frangente, l’impegno non sarà valso la pena.

Gli altri infissi risulteranno comunque poco efficienti dal punto di vista acustico e quindi non percepirete un beneficio reale dal lavoro svolto. Al contrario, qualora aveste infissi già insonorizzati, allora potrebbe essere adeguato intervenire sul portoncino d’ingresso.

Isolamento acustico delle porte interne: si può partire da qui?

Nel caso si tratti invece di una porta interna le valutazioni sopra non sussistono.

In effetti, quando si è intenzionati a procedere con l’isolamento acustico in casa spesso lo si fa per una questione di privacy, non vogliamo che i nostri suoni vengano percepiti dagli altri inquilini fuori dalla nostra camera.

Oppure, potrebbero infastidirci le voci e i rumori degli altri ambienti che arrivano a noi. In entrambi i casi isolare la porta diventa un valido aiuto.

Eventualmente, se ci mette a disagio il rumore di casa, isolando la porta potremmo comunque rimanere col problema delle infiltrazioni acustiche che dall’ambiente esterno ci arrivano attraverso la finestra.

In verità, questo è però un problema minore, poiché il chiacchiericcio dei bambini che giocano per strada o il treno che passa in lontananza quasi sempre costituiscono un brusio indistinto di sottofondo al quale siamo in grado di abituarci.

Insonorizzazione degli infissi

Insonorizzare una porta: i materiali da scegliere per il fai da te

Le considerazioni sopra esposte sono molto importanti. Infatti procedere alla diretta insonorizzazione della casa a partire dalle porta senza le dovute considerazioni iniziali può risultare inconcludente.

Vediamo ora come insonorizzare una porta in modo efficace con il fai da te. Innanzitutto, consideriamo i materiali che possono funzionare come isolanti acustici.

  • Pannelli sintetici generalmente poliuretanici
  • Schiuma sintetica generalmente poliuretanica
  • Lana di vetro
  • Lana di roccia
  • Gomme ad alta densità

L’intervento migliore prevede lo smontaggio della porta, il suo posizionamento su due cavalletti e l’applicazione di un pannello o un insieme di tessere dei materiali sopra citati sulla superficie interna della porta. La procedura si articola come segue:

  • Posizionate la porta sue due cavalletti
  • Smontate la maniglia per avere le lavorazioni agevolate
  • Disponete del materiale incollante così da fissare i pannelli fonoassorbenti: per esempio del biadesivo di qualità
  • Dopo averli ritagliati della giusta misura, posizionate i pannelli fonoassorbenti sulla porta

Tenete conto che i pannelli sopra citati vengono distribuiti con varie misure – di norma si possono reperire facilmente formati 120×200 cm – e colori.

Certo dovrete scegliere così da ottenere un risultato finale piacevole. Spesso possono essere anche rivestiti.

Insonorizzare una porta con il fai da te: alcuni accorgimenti pratici

Ora veniamo agli ultimi consigli. Ricordate che il suono si propaga benissimo in assenza di materia.

Ciò significa che, se svolgete un lavoro ad hoc con perizia e cura sull’anta stessa della porta ma dimenticate alcuni dettagli avrete lavorato per nulla. Quindi:

  • Curate la battuta della porta sul telaio
  • Curate la fessura porta e pavimento

Per il primo caso preoccupatevi di applicare delle guarnizioni sulla battuta di chiusura dell’anta sul telaio. Queste avranno una funzione ermetica di isolamento molto significativa.

Nel secondo caso, normalmente, si applica alla parte bassa della porta una cosiddetta ghigliottina, vale a dire una sorta di guarnizione che rimane a contatto col pavimento, spazzolandolo quando la porta viene aperta e chiusa. Questo accorgimento impedirà il passaggio di suono sotto la porta.

Bene, a questo punto sapete tutto ciò che c’è da sapere per procedere con l’isolamento acustico di casa e tutte le dovute valutazioni come se foste tecnici esperti e quindi procedere all’insonorizzazione pratica di una porta. Buon lavoro!

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Come pulire le fughe del pavimento con prodotti naturali

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Finiture Pavimenti e Rivestimenti Piastrelle Novembre 25, 2021

Pulire le fughe del pavimento dovrebbe essere una cura di igiene quotidiana per la vostra casa.

I pavimenti, di fatto, tendono a sporcarsi con grande facilità e spesso si depositano col tempo strati di sporco e, rendono quasi impossibile ripristinare il loro aspetto originario.

Ma allora, come si possono pulire le fughe del pavimento senza fatica per ottenere un effetto sorprendente?

A seguire, tratteremo i seguenti argomenti:

Rituali quotidiani di pulizia e igiene dei pavimenti

Quali sono le soluzioni per pulire le fughe del pavimento?

Precedentemente abbiamo visto come il colore sia fondamentale nello stucco per le fughe delle piastrelle.

I pavimenti appena posati mostrano fughe impeccabili che conferiscono un oggettivo senso di pulizia.

I materiali nuovi e ben rifiniti, il modo in cui lo stucco riflette la luce, la geometria perfetta delle fughe, sono tutti elementi che nel momento in cui entriamo in casa conferiscono benessere e una sensazione di ordine.

Inizialmente quindi, non si presenta il problema di pulire le fughe del pavimento.

Nel tempo però, l’aspetto delle nostre fughe peggiora. Si scuriscono, perdono il tocco di luce che inizialmente avevano e cominciano a presentare strani riflessi, innaturali e poco piacevoli.

Questa è testimonianza di depositi oleosi e sporcizia in genere e così, le fughe bianche diventano progressivamente grigie e poi nere.

Se per la pulizia delle piastrelle in sé il raggiungimento del risultato è più facile, per le fughe le cose si complicano.

Mentre le piastrelle mediamente sono tutte estremamente compatte dal punto di vista materico, come se fossero vetro, le fughe risultano leggermente più porose.

Ciò significa che le piastrelle sono facilmente sgrassabili, mentre le fughe non lo sono altrettanto.

Non solo, le fughe col tempo possono parzialmente consumarsi e quindi lo sporco tende ad intrappolarsi ancora di più creando strati spessi e sempre più duri.

Uno dei metodi di pulizia a fondo delle fughe del pavimento

I migliori metodi per pulire le fughe del pavimento a regola d’arte

A continuazione, parleremo delle soluzioni più gettonate per occuparsi della pulizia delle fughe del pavimento. In particolare, parleremo di:

  • Rimedi commerciali
  • Soluzioni fai da te
  • Aceto
  • Bicarbonato
  • Acqua ossigenata

Procediamo per gradi.

In commercio sono presenti numerose soluzioni ad hoc per la pulizia delle fughe del pavimento

Rimedi commerciali

Esistono molti prodotti in commercio idonei per pulire le fughe del pavimento che presentano buone caratteristiche. Alcuni di questi possono essere miscelati in soluzione acquosa e sono a base fortemente acida.

Nel momento in cui li utilizzerete, vi consigliamo di avere l’accortezza di seguire con attenzione tutte le istruzioni riportate nei flaconi poiché trattasi di sostanze potenti e aggressive (quali appositi prodotti per la pulizia o acido per pavimenti).

Pertanto, ponete la massima attenzione a che questi prodotti che non vengano a contatto con la vostra pelle o i vostri occhi.

Tali miscele acquose potranno essere impiegate sia sui pavimenti sia sulle pareti e, se applicati con buona frequenza possono assolvere bene il loro ruolo.

Soluzioni fai da te per la pulizia dei pavimenti

Oltre ai prodotti acquistabili nel mercato esistono numerose soluzioni fai da te che possono essere adottate in modo decisamente efficace.

Se desiderate mettervi alla prova e agire autonomamente, sperimentando in prima persona le vostre ricette e le loro dosi e perché no, risparmiare, siete capitati nel posto giusto!

I metodi fai da te si basano sulla mescolanza di alcuni prodotti che normalmente si possono trovare con facilità nei supermercati e, da non dimenticare, sull’impiego di un po’ di olio di gomito.

Strofinare energicamente aiuta, ma questo evidentemente vale anche per il caso di prodotti commerciali e non solo per i rimedi casalinghi.

Usate stracci che abbiano una buona ruvidezza, spugne abrasive o addirittura spazzolini, l’importante è che non esageriate.

Se lavorate con una spugna metallica su una fuga molto a lungo e per molte occasioni, è possibile che questa si rovini!

Un altro dettaglio importante è che nelle miscele che componete, raccomandiamo di usare sempre acqua calda poiché tende a sciogliere i grassi, permettendovi la rimozione dello sporco e dunque vi agevola nella pulizia delle fughe del pavimento.

Pulire le fughe tra le piastrelle è una cura di igiene e pulizia essenziale

Aceto: l’ideale per pulire le fughe del pavimento

Se volete pulire bene le fughe del vostro pavimento, un’ottima soluzione è dato dalla combinazione di acqua calda e aceto.

L’aceto pulisce a fondo e sgrassa potentemente, è un ottimo igienizzante e questo aiuta e non poco.

Inoltre, l’aceto funziona bene come brillantante, pertanto farà splendere anche le piastrelle!

Il bicarbonato rientra tra i rimedi naturali più idonei per la pulizia delle fughe del pavimento

Come applicare il bicarbonato per la pulizia delle fughe

Se desiderate optare per una strategia alternativa che ben si presta a ripristinare e sgrassare le fughe bianche che, nel frattempo si sono ingiallite, un altro ingrediente utile è il bicarbonato.

Il bicarbonato, unito ad una base di acqua in quantità minima, permette di formare una gelatina semi densa che può essere applicata in modo puntuale laddove le fughe manifestano maggior invecchiamento.

Una volta applicato, il composto deve essere lasciato agire per 10-15 minuti e solo dopo può essere rimosso. Ha un notevole potere sbiancante.

Acqua ossigenata: modalità di impiego per pulire le fughe del pavimento

L’acqua ossigenata presenta un ottimo modo per pulire le fughe. Può essere usata da sola oppure insieme al bicarbonato per amplificarne l’effetto di per sé già pulente e sbiancante.

In questo caso, come per l’uso dell’aceto, sarete voi in prima persona che, attraverso tentativi, comprenderete le giuste dosi, i giusti equilibri fra gli ingredienti, in un’alchimia casalinga dai risultati inaspettatamente positivi!

In generale, le fughe tendono a sporcarsi per i motivi espressi inizialmente. Sostanzialmente lo stucco che le costituisce è più poroso rispetto ad una ceramica.

Le fughe necessitano di cure di pulizia quotidiane

Inoltre la fuga stessa è parzialmente affossata ad un livello più basso rispetto la piastrella. Questo fa sì che tenda facilmente a fungere da canale di raccolta della sporcizia.

Pertanto, il consiglio è quello di preoccuparvi che lo sporco non si ammassi in modo eccessivo per evitare di soffrire troppo in un secondo tempo.

Per esempio, ogni volta che pulite il pavimento, ricordatevi di mescolare al detersivo una goccia di aceto per rendere la miscela pulente più incisiva: prevenire è meglio che curare!

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Intonaco termoisolante: composizione, funzionamento e prezzi

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Intonaci Novembre 02, 2021

L’intonaco termoisolante è un classico rivestimento protettivo delle murature con il quale si portano a finitura gli ambienti e le costruzioni.

Che si tratti di edifici nuovi e antichi, si applica sulle pareti interne o esterne, uno strato di malta di spessore minore all’interno, 1.5-2.0 cm, e maggiore all’esterno, 2.5-3.0 cm circa.

Nel tempo gli intonaci hanno subito numerose fasi evolutive: essendo essi frequentemente un elemento d’obbligo, l’uomo ha intelligentemente cercato soluzioni tecnologiche che unissero alla loro funzione primaria ulteriori utilizzi e vantaggi, come nel caso dell’intonaco termoisolante. Scopriamone insieme i vantaggi e i prezzi di questo rivestimento.

In questo articolo, approfondiremo le seguenti tematiche:

Applicazione dell'ntonaco termoisolante

Intonaco termoisolante: la sua funzione classica

Nella maggior parte dei casi, i muri degli edifici vengono portati a finitura applicando come visto uno strato d’intonaco. Esso è talvolta d’obbligo, come nel caso delle pareti realizzate con blocchi laterizi di produzione industriale per esempio.

Anche se oggi talvolta si sceglie volutamente di lasciare i materiali a vista con uno stile minimal.

In generale, l’intonaco permette l’ottenimento di un risultato finale pregevole e ha il doppio vantaggio di proteggere i pannelli murari dagli agenti atmosferici, evidente necessità soprattutto nel caso di applicazione di intonaco termoisolante per esterni.

Di questo abbiamo parlato nell’articolo: “Intonaco per esterni, quale fa al caso nostro?”.

Stesura strato fresco di intonaco
Grigolin 810 x 125

Composizione e funzionamento dell’intonaco

Un interessante progresso tecnologico in ambito edilizio è costituito dall’intonaco termoisolante. Esso come gli altri garantisce le funzioni primarie che già conosciamo:

  • Finisce la muratura grezza
  • Garantisce igiene e pulizia
  • Permette protezione della parete verso a acqua e umidità

Ma oltre a ciò offre una maggiore capacità di isolamento termico al pacchetto murario. Infatti la sua composizione prevede elementi propri di ogni miscela ma anche alcune aggiunte fondamentali che gli conferiscono proprietà termiche spiccate:

  • Inerte fine
  • Una parte di legante a base cemento
  • Un’altra di legante a base calce
  • Fibre di varia natura
  • Elementi aggiunti come microsfere di EPS

Il ruolo fondamentale viene giocato dalle fibre e dall’EPS. L’EPS in particolare si presenta come microsfere simili al polistirolo catturate all’interno della malta.

Queste permettono alla miscela, anche una volta indurita e bene asciugata, di mantenere al proprio interno una struttura meno compatta rispetto alle altre normalmente utilizzate.

Il calore, a differenza del suono, si propaga bene attraverso materiali solidi e compatti, caratterizzati da un’alta densità, intesa in termini di peso specifico, ovvero Kg/mc.

Quindi, gli “additivi” elencati fanno sì che il composto mantenga un conformazione porosa, caratterizzata da interstizi e cavità al proprio interno, e pertanto poco consona alla diffusione del calore.

Possono essere raggiunti, dall’intonaco stesso, valori di conduttività termica pari a l=0.05 W/mk.

Esistono poi particolari tipologie di composizione di intonaco termoisolante, tra cui citiamo le maggiori:

  • A base di sughero, traspirante e anche fono-assorbente, che permette quindi anche un isolamento acustico;
  • In aerogel, innovativo materiale ad elevata resa e consigliabile nella bioedilizia;
  • A base di polistirolo;
  • In biocalce ecologico;
  • A base di calce o calce idraulica, il più diffuso in commercio e adattabile ad un numero superiore di contesti.

Applicazione strato di intonaco termoisolante

Intonaco termoisolante: prezzi di realizzazione al metro quadrato

Il costo finito dell’opera va scorporato in due voci:

  • Prezzo dell’intonaco
  • Prezzo dell’applicazione dell’intonaco

I materiali in questione, per la loro specificità, non si trovano a buon mercato.

Un sacchetto d’intonaco normale, può essere acquistato a 4 euro a sacchetto circa prezzo finito, poco più poco meno. Il tipo termoisolante, invece, si aggira sui 15 euro a sacchetto.

Da tenere presente che un sacchetto sono 25 kg e che, genericamente, è sensato assumere che con un sacco si intonacano 3 mq di parete per un centimetro di spessore.

Ovviamente tale riferimento vale se la parete è abbastanza liscia e omogenea. Se parliamo di una parete in pietra con fughe profonde 3 cm, il calcolo perde di significato.

Quindi, in base a quanto detto, diciamo che per raggiungere 2 cm di spessore copriremo 1 metro quadrato e ½ con un singolo sacco.

Aggiungendo 10-15 euro circa a metro quadrato per la sola stesura, possiamo stimare un costo finale di 25 euro a metro quadrato.

Per tenere conto delle contesto in cui ci troviamo, se in città o in provincia, se nelle regioni al Nord o al Sud italia, aggiungiamo o togliamo 10 euro a tale cifra.

Le opinioni sull’intonaco termoisolante

L’intonaco termoisolante funziona? E se sì, quanto efficacemente? Concludiamo il nostro articolo con questa breve riflessione.

Diciamo che, se vogliamo ottenere risultati importanti, può essere saggio ricorrere direttamente al cappotto termico.

Questi concedono davvero risultati notevoli. L’intonaco termoisolante ha un’efficacia riscontrabile e oggettiva, ma non comparabile con il cappotto.

Raffrontando le due situazioni anche in termini di prezzi, pertanto, forse la soluzione del termocappotto è più meritevole.

Certo, però, talvolta semplicemente abbiamo bisogno di re-intonacare casa, oppure non abbiamo gli spessori necessari, per esempio all’interno, da spendere per il posizionamento di veri e propri pannelli isolanti. In tal caso, l’intonaco termoisolante fa davvero al caso vostro.

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Vetrocemento: cosa è, di cosa si compone e come si produce

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Edilizia Pareti Interne Vetrocemento Ottobre 06, 2021

Molti di noi sanno che cos’è e come si usa il vetrocemento, ma le sue caratteristiche e modalità d’impiego sono meno conosciute.

Vediamo insieme come nasce uno degli elementi architettonici simbolo dell’edilizia anni ‘70/‘80 che vive, nella sua versione contemporanea, una nuova giovinezza.

A seguire, approfondire i seguenti argomenti:

Parete in vetrocemento colorato: effetto visivo audace e originale

Vetrocemento: di che cosa si compone?

Questo materiale viene impiegato nella realizzazione di molte opere edilizie: edifici sia residenziali sia pubblici e altri luoghi in cui sia necessario avere una partizione che lasci penetrare la luce naturale. 

Troviamo spesso soluzioni di questo materiale nei vani scala, nelle pareti di vetrocemento portanti o nelle partizioni interne così da avere la possibilità di far filtrare la luce da una stanza all’altra pur rimanendo ambienti separati.

Molto comuni sono anche le finestre in vetrocemento. Si tratta di un materiale versatile che permette infatti di creare partizioni trasparenti.

Questo, senza nulla togliere alla stabilità statica e strutturale della parete in cui viene inserito, a differenza delle aperture murarie tradizionali come porte, finestre, lucernari e oblò.

Il vetrocemento garantisce una continuità strutturale che non intacca la capacità portante delle strutture.

Parete divisoria in vetrocemento: una soluzione originale per l'ambiente bagno

Per capire come sia possibile che un materiale tanto fragile come il vetro possa diventare un resistente e affidabile materiale da costruzione è necessario capire come si compone il vetrocemento.

Chiamato anche vetromattone, questo materiale è composto essenzialmente da due strati di vetro pressato tenuti insieme da speciali materiali isolanti. Questi ultimi  permettono la creazione di un’intercapedine sottovuoto tra le due facce del mattone.

Questa caratteristica conferisce al vetrocemento ottime capacità isolanti sia a livello termico che acustico, capacità di isolamento paragonabili all’utilizzo di doppi vetri.

Per soluzioni ancor più creative, sia per ambienti privati che per ambienti pubblici, si può optare per il vetrocemento colorato.

Questo viene realizzato inserendo nel prodotto originale, in fase di produzione, dei pigmenti nella massa vitrea che donano tonalità alla formella.

Separè in vetrocemento con fantasie vitree eleganti

Come si producono i mattoni di vetrocemento?

La produzione dei mattoni in vetrocemento, pur basandosi sullo stesso comune principio delle due facce di vetro tenute insieme da materiale isolante che creano un’intercapedine sottovuoto, varia da un’azienda all’altra.

Questo perché la scelta per i mattoni in vetrocemento si è decisamente ampliata negli ultimi anni.

Vetromattone: performance ed effetto visivo dinamico

Il sistema di produzione dei mattoni in vetrocemento si basa essenzialmente su:

  • Colatura di vetro pressato in appositi stampi che ne consentono una struttura interna omogenea.
  • Successiva saldatura di essi con elementi in acciaio e conglomerato cementizio.

È infatti fondamentale tenere presente che i mattoni in vetrocemento si compongono essenzialmente di tre parti:

  • Vetro
  • Conglomerato cementizio
  • Acciaio

Questi tre aspetti assumono grande importanza nel momento in cui si vanno studiare le caratteristiche di resistenza di questo materiale.

Il vetro infatti è un materiale fragile che assume valore e affidabilità strutturale in funzione del suo spessore e della combinazione adeguata all’acciaio, che gli conferisce elasticità, e al conglomerato cementizio, che interviene sulla massa.

La posa del vetromattone e la sua resistenza

Come si è detto, il vetrocemento è un materiale estremamente resistente che consente di costruire pareti e rivestimenti coniugando esigenze strutturali e illuminazione naturale.

La posa del vetrocemento è quindi fondamentale per avere prestazioni conformi a parametri di sicurezza standard.

Inoltre, permette di creare pareti trasparenti, legando insieme i vetromattoni tra loro mediante giunti di cemento armato.

Quando si parla di posa del vetrocemento si deve sempre fare i conti con le dimensioni delle singole unità per avere ben chiaro il tipo di texture finale cui si andrà incontro.

La posa del vetrocemento ha a che fare con dimensioni degli elementi piuttosto ridotte poiché il vetro, per sua natura fragile, è un materiale che passa dalla fase elastica a quella di rottura senza fasi intermedie.

Inoltre, questo materiale non mantiene caratteristiche di resistenza adeguate alla costruzione se lavorato in grandi superfici. Infatti, più una lastra di vetro è grande più è soggetta a rottura.

La sua posa è quindi legata a fattori strutturali che caratterizzano questo materiale:

L’intercapedine sottovuoto lo rende paragonabile a infissi con doppi vetri. Quindi il vetromattone risulta idoneo per opere di riempimento e isolamento.

  • Resistenza agli urti

La posa del vetrocemento deve tenere conto della fragilità del vetro, compensandola attraverso un’opportuna muratura che ne garantisca l’equa distribuzione del carico e sfrutti le proprietà elastiche dell’acciaio e quelle meccaniche del conglomerato cementizio adeguatamente.

  • Prestare attenzione alle variazioni termiche

La posa del vetrocemento deve tenere conto delle condizioni ambientale, un’accurata progettazione preventiva che privilegia strutture isostatiche e consente il naturale dilatamento delle strutture senza che esse subiscano o inneschino fenomeni di dissesto statico.

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Vetrocemento: dimensioni, caratteristiche e modalità d’impiego

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Edilizia Pareti Interne Vetrocemento Ottobre 05, 2021

Il vetrocemento è un materiale che permette la realizzazione di soluzioni di arredo interessanti ed economicamente sostenibili.

Nato come materiale povero, è stato rivalutato come materiale dalle grandi potenzialità tecniche ed estetiche.

Scopriamo insieme le sue modalità d’impiego, le caratteristiche e le dimensioni.

In questo articolo, parleremo di:

Trasparenza e opacità: parete in vetrocemento all'interno di un'abitazione moderna

Il vetrocemento nella storia: usi e tendenze

Il vetrocemento o vetromattone è un materiale che nasce principalmente per ottenere soluzioni progettuali semplici e funzionali di isolamento, facilmente gestibili dal punto di vista economico. É stato abbondantemente impiegato per esempio nelle costruzioni industriali.

Quando durante il novecento il settore secondario è fiorito, il vetrocemento ha permesso la sostituzione delle classiche pareti tradizionali con superfici visivamente più leggere ma comunque robuste, e soprattutto in grado di generare bagni di luce negli ambienti lavorativi garantendo comunque la privacy.

Il vetromattone ha vissuto i suoi anni ruggenti durante i ’70 e gli ’80, periodo in cui la progettazione degli ambienti residenziali e degli uffici ne ha fatto largo uso.

Finestra in vetromattone: illuminazione naturale e appeal estetico

Questo ha portato ad un graduale riscatto del vetrocemento che era nato inizialmente come materiale povero e ad oggi, alcuni architetti di fama mondiale, lo utilizzano con la consapevolezza di operare una scelta di stile.

Pertanto, se siete intenzionati a risistemare il vostro bagno o a svolgere qualunque opera di ristrutturazione dei vostri spazi abitativi, il vetromattone può rappresentare un’alternativa valida fra le molte presenti.

Con esso potete comunicare la volontà di dare un registro molto identitario ai vostri ambienti, e coloro i quali entreranno al loro interno coglieranno la personalità che traspare da una scelta di questo genere.

Una sensibilità coscientemente vintage, attraverso la quale si manifesta un gusto ricercato e post-industriale associato ad un sano senso di funzionalità.

Parete in vetrocemento colorato: soluzione che unisce stile e funzionalità

Modalità d’impiego, forme e dimensioni del vetrocemento

Il vetrocemento è formato da due formelle di vetro unite tra loro a formare un vero e proprio “mattoncino” all’interno del quale, tra le due formelle, rimane una vetrocamera.

La densità del vetro assicura un buon isolamento acustico. Mentre la vetrocamera garantisce un buon isolamento termico.

Il nome “vetrocemento” deriva dal fatto che per creare le partizioni è necessario accostare più elementi, disponendoli con una modalità operativa simile a quella con cui viene realizzato un muro in mattoni, e utilizzando propriamente malta nell’interfaccia fra un elemento e l’altro.

Forme degli elementi in vetromattone

Le forme degli elementi in vetromattone sono varie: quadrati, rettangoli, triangoli.

Le finiture allo stesso modo offrono più soluzioni estetiche: si possono avere formelle in vetro perfettamente piano le quali si comporteranno di fatto come un normale vetro trasparente.

Oppure formelle in vetro ondulato, reticolato, lavorato in vario modo, il quale offrirà una soluzione estetica diversa e soprattutto inibirà la trasparenza, garantendo quindi la privacy.

Si potranno quindi realizzare nuove distribuzioni interne alla vostra abitazione con una spesa ragionevole e con giochi di luce e trasparenze a vostro piacimento.

Un nuovo bagno, una piccola sauna, un box doccia, un ritaglio di bagno dove accogliere la vasca. Non ultimo è pensabile generare giochi di colori grazie alla presenza di pareti in vetrocemento colorato.

Parete in vetrocemento dall'effetto visivo impattante

Dimensioni dei mattoni in vetrocemento

Le dimensioni dei mattoni in vetrocemento sono anch’esse di vario genere permettendo quindi una notevole libertà espressiva. Esistono delle misure standard alle quali fare riferimento.

In generale lo spessore classico è di 8 cm, ma si può arrivare anche a 16. E’ importante al riguardo fare delle considerazioni prima di scegliere. Molto spesso non realizziamo intere pareti di vetromattone ma degli inserti all’interno di pareti in muratura.

Pertanto che spessore hanno tali pareti? Sono esterne? Sono interne? In funzione di queste domande vi orienterete nella scelta dello spessore e delle dimensioni del vetrocemento e sceglierete di giocare sull’uguaglianza o la diversità fra spessore murario e spessore del vetromattone.

Può essere uno spunto di riflessione pensare se posizionare le formelle a filo con la parete o se arretrarle lasciando lo spigolo in vista. In questo modo si può generare una mensola o una nicchia che costituiscono motivo di arredo.

Soffitto in vetrocemento: luminosità e stile

Oltre allo spessore consideriamo base e altezza dell’elemento. Misure tipiche sono:

  • 19×19 cm
  • 24×24 cm
  • 30×30 cm

Anche in questo caso è importante considerare il contesto.

Quanto grande sarà la parete in vetromattone che volete realizzare? Che effetto volete comunicare? Una parete con elementi piccoli può comunicare un ritmo più serrato e sincopato, segno di attività e vivacità, prontezza.

Per esempio quindi scelta azzeccata per illuminare una piccola palestra domestica, all’interno della quale sentirsi stimolati. Una parete con elementi grandi appare invece maggiormente distesa, rilassata e blanda.

Quindi potrebbe essere una scelta corretta per uno studio, un ufficio, oppure un ambiente in cui distendersi e godersi un bagno caldo a fine giornata lavorativa.

Vetrocemento: prezzi e accessibilità

A questo punto è sensato provare a liberarsi, mettersi in gioco, immaginare.

Con una tecnologia di questo genere è davvero concesso di esprimersi realizzando ambienti e suggestioni nelle quali ci riconosciamo di più, ci sentiamo a nostro agio. Il tutto con un peso economico accessibile e gestibile.

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Lana di roccia: quali sono le sue caratteristiche e come si produce?

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Edilizia Isolamento Termico Pareti Interne Ottobre 04, 2021

Tra i più diffusi isolanti termici troviamo la lana di roccia, un materiale versatile che si presta a molteplici campi di impiego.

Conoscere meglio le sue caratteristiche è importante per poter scegliere in maniera ottimale il tipo di isolante da usare nei lavori di restauro.

Ecco una rapida panoramica per conoscere meglio uno dei sistemi di coibentazione più diffusi.

A seguire parleremo dei seguenti argomenti:

Posa pannelli di lana di roccia per isolamento termico

Lana di roccia: composizione di uno dei più diffusi isolanti termici

La lana di roccia è tra i materiali isolanti termici più diffusi e utilizzati ormai da molto tempo in edilizia. Si tratta di un isolante termico di origine naturale poiché è un silicato amorfo derivato dalla roccia.

I materiali isolanti composti da lane di vetro e di roccia sono prodotti molto simili e sono definiti anche con il termine collettivo di isolante termico e acustico a base di fibre minerali.

In particolare, la lana di roccia è composta per il 97% da diabase, basalto e dolomite.

Lavori di ristrutturazione: applicazione lana di roccia nel sottotetto

La sua caratteristica principale è la struttura macroscopica lanuginosa, una conformazione che permette di incamerare molta aria e di attutire i suoni e allo stesso tempo di isolare dalle variazioni di temperatura.

Per sua stessa natura questa composizione ha un’ottima resistenza la fuoco, caratteristica che la rende uno dei materiali di eccellenza nel panorama edilizio.

Si trova principalmente sotto forma di pannellature ad alta densità, soluzione che la rende adatta come isolante termico per pareti anche di scarso spessore così come a soluzioni di più ampio respiro.

Infine, questo materiale è venduto come isolante termico anche in forma di rotoli che appoggiano su fogli di carta Kraft.

Come si produce e si lavora la lana di roccia

Come abbiamo visto poco sopra, la lana di roccia è composta per il 97% da diabase, basalto e dolomite.

Questi elementi subiscono fusioni a temperature che si attestano sui 1400° e il composto viene filato in fibre minerali artificiali. Per coadiuvare la fusione viene impiegato dal solfato di sodio.

Una delle caratteristiche prestazionali imprescindibili per un isolante termico per pareti e affini è la stabilità. Questa si ottiene addizionando al composto minerale la bakelite con funzione di legante.

La percentuale di bakelite varia in funzione del grado di stabilità richiesta al prodotto, si va dal 1% al 3%. La bakelite è una resina fenolo-formaldeide, compresa nel gruppo dei Composti Organici Volatili (VOC).

Composizione e aspetto della lana di roccia

Nonostante sia quindi potenzialmente dannosa per il nostro benessere, il contenuto di formaldeide a prodotto finito è ampiamente sotto la soglia massima consentita.

La bakelite solidifica se sottoposta a flussi di aria calda. Se si producono isolanti termici per pareti in forma di pannello, essi sono inoltre sottoposti ad un trattamento impermeabilizzante con dalle sostanze idrofobizzanti a base di silicone o oli minerali (al massimo 1%).

Come isolante termico per pareti questo materiale è uno strumento dalle ottime capacità prestazionali purché si abbia la cura di utilizzarlo su pareti non direttamente a contatto con la terra.

Lana di roccia: un isolante termico per pareti e non solo

Si tende a pensare la lana di roccia come un isolante termico per pareti: in realtà la gamma di impiego di questo materiale è molto più vasta.

La lana di roccia è particolarmente indicata non solo come isolante termico per pareti ma anche nei casi difficili, nelle progettazioni con contenuti tecnologici importanti o con richieste di prestazioni a controllo energetico elevato come le Case Passive.

La lana di roccia è un isolante termico diffuso e consigliato nei casi di isolamento a cappotto, di facciate ventilate o di coperture in legno. Si suggerisce un suo utilizzo anche in situazioni in cui l’isolante deve assolvere a innumerevoli e specifiche caratteristiche.

La funzione della termocopertura per pareti è, dunque, solo uno dei molteplici utilizzi: basti pensare che si usa la lana di roccia anche per la coibentazione di navi e, recentemente, nell’idroponica.

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Grate per finestre: come orientarsi al meglio nella scelta?

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Edilizia Porte e Finestre Settembre 30, 2021

Per scongiurare rischi di effrazione è intelligente munirsi delle giuste protezioni: tra queste, le più indicate sono le grate per finestre.

Ma per fare questo, che costi dobbiamo affrontare? Per offrirvi chiarimenti su questo argomento, oggi vediamo assieme i prezzi di questo tipo di inferriate metalliche.

In questo articolo, tratteremo le seguenti tematiche:

Le grate conferiscono sia protezione che decoro alla finestra

Grate per finestre prezzi: al mq o al kg?

Tutti noi conosciamo la paura di perdere la propria sicurezza domestica.

Nei giornali e telegiornali locali e non solo, spesso viene dato risalto alla notizia di una qualche effrazione eseguita in un’ abitazione mentre gli inquilini erano assenti, in vacanza, a cena fuori o, nella più malaugurata delle ipotesi, mentre stavano dormendo in piena notte.

Occorre quindi optare per delle finestre blindate a prova di ladro! Pertanto, per acquisire una certa serenità è necessario dotarsi dei mezzi necessari. Un portone d’ingresso stabile e massiccio, infissi moderni dotati di vetri spessi e resistenti e soprattutto grate per finestre.

Per ulteriori informazioni, consigliamo la lettura di questo articolo: “Bonus infissi 2021: cosa comprende e quali sono i requisiti?”.

Sicurezza ed estetica: tutto ciò che puoi ottenere dall'installazione delle grate per finestre

Cosa c’è da sapere sui prezzi delle grate per finestre?

Talvolta si valutano i preventivi ad euro per metro quadrato. Questo principio è piuttosto aleatorio e quindi non può essere considerato come valido a priori.

Immaginate per esempio un inferriata fissa in acciaio composta da tondini verticali tutti equidistanti fra loro.

Poi visualizzatene una costituita da piatti disposti a 45° e intrecciati fra loro a mo’ di cesto di vimini, comprenderete autonomamente la differenza di tempo e impegno che il fabbro dovrà mettere in campo per la loro fattura.

Grata vista dall'interno casa: non ostruisce la vista e assicura protezione

Certo può essere un metodo valido ma sempre contestualizzato al progetto dell’inferriata.

Una modalità molto usata, per eseguire una stima delle grate finestre prezzi, consiste nel supporre come unità di misura l’euro per kg.

Su questa ci possono essere delle variazioni in funzione delle lavorazioni svolte, così come valeva per il metro quadrato. Ma, stabilita la cifra, si moltiplica per il peso complessivo del pezzo.

Un modello semplice di composto di tondini di diametro 10 mm posizionati verticalmente e orizzontalmente può valere 8-14 euro per kg.

Considerato un vano di circa 1.00×1.20 m, si può ipotizzare un peso circa 20 kg. il totale si aggirerebbe quindi sui 200 euro circa, che risulta un prezzo credibile.

Grate per finestre: l'inconfondibile disegno del ferro battuto
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Inferriate per finestre: come difendersi dagli intrusi?

Come già detto, le grate per finestre offrono un’ottima forma di prevenzione nei confronti dei pericoli esterni.

Di fatto si tratta di grate metalliche installate nel vano della finestra atte a inibire il passaggio dell’uomo. Normalmente sono composte di acciaio lavorato e saldato.

Per resistere alle intemperie viene trattato e dipinto secondo il colore che più si avvicina ai gusti del cliente e che meglio si addice al contesto dell’abitazione.

A volte può essere addirittura effettuata la zincatura come forma massima di preservazione nei confronti dell’umidità.

Perché le inferriate abbiano efficacia, è sconsigliabile distanziare gli elementi in acciaio più di 10 cm l’uno dall’altro.

Inferriate in ferro per finestre dalle geometrie definite

Grate per finestre: modelli di design che garantiscono sicurezza

Si possono distinguere alcune tipologie di inferriate per le finestre verticali, organizzate in base alla loro modalità d’installazione e apertura.

Elenchiamo principalmente 3 modelli:

Inferriate fisse

Ancorate direttamente alla muratura con un sistema detto di zancatura oppure tramite resinatura. Queste sono le più sicure poiché sono inamovibili e risultano prive di serratura. Le inferriate possono essere installate anche su finestre da tetto.

Mobili a battente

Il sistema è costituito da due ante che si aprono a battente, come le finestre stesse.

In questo modo si ovvia alla sensazione di chiusura che può derivare dalle grate fisse ma, al contempo, la loro efficacia può ridursi.

Laddove vi è una serratura, infatti, aumenta il rischio di effrazione. Il consiglio è di investire in una buona serratura con almeno tre punti chiusura o più.

Grate per finestre lavorate a mano in ferro battuto: classe e sicurezza indiscusse

Mobili a scorrimento

Differenti e al contempo simili dalle persiane scorrevoli: le ante in questo caso scivolano in modo complanare alla parete, e per questo motivo necessitano una tasca di alloggio all’interno della parete stessa.

Anche in questo caso è necessario provvedere alla fornitura di una serratura di ottima qualità.

Spesa per inferriate: il costo della manodopera

L’ultima considerazione in merito alle grate per finestre prezzi, riguarda il contesto geografico in cui viviamo.

Se è vero che il prezzo del ferro non varia di molto lungo la penisola, ciò che varia è senza dubbio il costo della manodopera.

In effetti, dal sud al nord, soprattutto passando per le città, potreste spendere da un minimo di 15-17 euro all’ora fino a 38-40 euro all’ora più IVA.

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