Vetrocemento: cosa è, di cosa si compone e come si produce

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Edilizia Pareti Interne Vetrocemento Ottobre 06, 2021

Molti di noi sanno che cos’è e come si usa il vetrocemento, ma le sue caratteristiche e modalità d’impiego sono meno conosciute.

Vediamo insieme come nasce uno degli elementi architettonici simbolo dell’edilizia anni ‘70/‘80 che vive, nella sua versione contemporanea, una nuova giovinezza.

A seguire, approfondire i seguenti argomenti:

Parete in vetrocemento colorato: effetto visivo audace e originale

Vetrocemento: di che cosa si compone?

Questo materiale viene impiegato nella realizzazione di molte opere edilizie: edifici sia residenziali sia pubblici e altri luoghi in cui sia necessario avere una partizione che lasci penetrare la luce naturale. 

Troviamo spesso soluzioni di questo materiale nei vani scala, nelle pareti di vetrocemento portanti o nelle partizioni interne così da avere la possibilità di far filtrare la luce da una stanza all’altra pur rimanendo ambienti separati.

Molto comuni sono anche le finestre in vetrocemento. Si tratta di un materiale versatile che permette infatti di creare partizioni trasparenti.

Questo, senza nulla togliere alla stabilità statica e strutturale della parete in cui viene inserito, a differenza delle aperture murarie tradizionali come porte, finestre, lucernari e oblò.

Il vetrocemento garantisce una continuità strutturale che non intacca la capacità portante delle strutture.

Parete divisoria in vetrocemento: una soluzione originale per l'ambiente bagno

Per capire come sia possibile che un materiale tanto fragile come il vetro possa diventare un resistente e affidabile materiale da costruzione è necessario capire come si compone il vetrocemento.

Chiamato anche vetromattone, questo materiale è composto essenzialmente da due strati di vetro pressato tenuti insieme da speciali materiali isolanti. Questi ultimi  permettono la creazione di un’intercapedine sottovuoto tra le due facce del mattone.

Questa caratteristica conferisce al vetrocemento ottime capacità isolanti sia a livello termico che acustico, capacità di isolamento paragonabili all’utilizzo di doppi vetri.

Per soluzioni ancor più creative, sia per ambienti privati che per ambienti pubblici, si può optare per il vetrocemento colorato.

Questo viene realizzato inserendo nel prodotto originale, in fase di produzione, dei pigmenti nella massa vitrea che donano tonalità alla formella.

Separè in vetrocemento con fantasie vitree eleganti

Come si producono i mattoni di vetrocemento?

La produzione dei mattoni in vetrocemento, pur basandosi sullo stesso comune principio delle due facce di vetro tenute insieme da materiale isolante che creano un’intercapedine sottovuoto, varia da un’azienda all’altra.

Questo perché la scelta per i mattoni in vetrocemento si è decisamente ampliata negli ultimi anni.

Vetromattone: performance ed effetto visivo dinamico

Il sistema di produzione dei mattoni in vetrocemento si basa essenzialmente su:

  • Colatura di vetro pressato in appositi stampi che ne consentono una struttura interna omogenea.
  • Successiva saldatura di essi con elementi in acciaio e conglomerato cementizio.

È infatti fondamentale tenere presente che i mattoni in vetrocemento si compongono essenzialmente di tre parti:

  • Vetro
  • Conglomerato cementizio
  • Acciaio

Questi tre aspetti assumono grande importanza nel momento in cui si vanno studiare le caratteristiche di resistenza di questo materiale.

Il vetro infatti è un materiale fragile che assume valore e affidabilità strutturale in funzione del suo spessore e della combinazione adeguata all’acciaio, che gli conferisce elasticità, e al conglomerato cementizio, che interviene sulla massa.

La posa del vetromattone e la sua resistenza

Come si è detto, il vetrocemento è un materiale estremamente resistente che consente di costruire pareti e rivestimenti coniugando esigenze strutturali e illuminazione naturale.

La posa del vetrocemento è quindi fondamentale per avere prestazioni conformi a parametri di sicurezza standard.

Inoltre, permette di creare pareti trasparenti, legando insieme i vetromattoni tra loro mediante giunti di cemento armato.

Quando si parla di posa del vetrocemento si deve sempre fare i conti con le dimensioni delle singole unità per avere ben chiaro il tipo di texture finale cui si andrà incontro.

La posa del vetrocemento ha a che fare con dimensioni degli elementi piuttosto ridotte poiché il vetro, per sua natura fragile, è un materiale che passa dalla fase elastica a quella di rottura senza fasi intermedie.

Inoltre, questo materiale non mantiene caratteristiche di resistenza adeguate alla costruzione se lavorato in grandi superfici. Infatti, più una lastra di vetro è grande più è soggetta a rottura.

La sua posa è quindi legata a fattori strutturali che caratterizzano questo materiale:

L’intercapedine sottovuoto lo rende paragonabile a infissi con doppi vetri. Quindi il vetromattone risulta idoneo per opere di riempimento e isolamento.

  • Resistenza agli urti

La posa del vetrocemento deve tenere conto della fragilità del vetro, compensandola attraverso un’opportuna muratura che ne garantisca l’equa distribuzione del carico e sfrutti le proprietà elastiche dell’acciaio e quelle meccaniche del conglomerato cementizio adeguatamente.

  • Prestare attenzione alle variazioni termiche

La posa del vetrocemento deve tenere conto delle condizioni ambientale, un’accurata progettazione preventiva che privilegia strutture isostatiche e consente il naturale dilatamento delle strutture senza che esse subiscano o inneschino fenomeni di dissesto statico.

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Vetrocemento: dimensioni, caratteristiche e modalità d’impiego

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Edilizia Pareti Interne Vetrocemento Ottobre 05, 2021

Il vetrocemento è un materiale che permette la realizzazione di soluzioni di arredo interessanti ed economicamente sostenibili.

Nato come materiale povero, è stato rivalutato come materiale dalle grandi potenzialità tecniche ed estetiche.

Scopriamo insieme le sue modalità d’impiego, le caratteristiche e le dimensioni.

In questo articolo, parleremo di:

Trasparenza e opacità: parete in vetrocemento all'interno di un'abitazione moderna

Il vetrocemento nella storia: usi e tendenze

Il vetrocemento o vetromattone è un materiale che nasce principalmente per ottenere soluzioni progettuali semplici e funzionali di isolamento, facilmente gestibili dal punto di vista economico. É stato abbondantemente impiegato per esempio nelle costruzioni industriali.

Quando durante il novecento il settore secondario è fiorito, il vetrocemento ha permesso la sostituzione delle classiche pareti tradizionali con superfici visivamente più leggere ma comunque robuste, e soprattutto in grado di generare bagni di luce negli ambienti lavorativi garantendo comunque la privacy.

Il vetromattone ha vissuto i suoi anni ruggenti durante i ’70 e gli ’80, periodo in cui la progettazione degli ambienti residenziali e degli uffici ne ha fatto largo uso.

Finestra in vetromattone: illuminazione naturale e appeal estetico

Questo ha portato ad un graduale riscatto del vetrocemento che era nato inizialmente come materiale povero e ad oggi, alcuni architetti di fama mondiale, lo utilizzano con la consapevolezza di operare una scelta di stile.

Pertanto, se siete intenzionati a risistemare il vostro bagno o a svolgere qualunque opera di ristrutturazione dei vostri spazi abitativi, il vetromattone può rappresentare un’alternativa valida fra le molte presenti.

Con esso potete comunicare la volontà di dare un registro molto identitario ai vostri ambienti, e coloro i quali entreranno al loro interno coglieranno la personalità che traspare da una scelta di questo genere.

Una sensibilità coscientemente vintage, attraverso la quale si manifesta un gusto ricercato e post-industriale associato ad un sano senso di funzionalità.

Parete in vetrocemento colorato: soluzione che unisce stile e funzionalità

Modalità d’impiego, forme e dimensioni del vetrocemento

Il vetrocemento è formato da due formelle di vetro unite tra loro a formare un vero e proprio “mattoncino” all’interno del quale, tra le due formelle, rimane una vetrocamera.

La densità del vetro assicura un buon isolamento acustico. Mentre la vetrocamera garantisce un buon isolamento termico.

Il nome “vetrocemento” deriva dal fatto che per creare le partizioni è necessario accostare più elementi, disponendoli con una modalità operativa simile a quella con cui viene realizzato un muro in mattoni, e utilizzando propriamente malta nell’interfaccia fra un elemento e l’altro.

Forme degli elementi in vetromattone

Le forme degli elementi in vetromattone sono varie: quadrati, rettangoli, triangoli.

Le finiture allo stesso modo offrono più soluzioni estetiche: si possono avere formelle in vetro perfettamente piano le quali si comporteranno di fatto come un normale vetro trasparente.

Oppure formelle in vetro ondulato, reticolato, lavorato in vario modo, il quale offrirà una soluzione estetica diversa e soprattutto inibirà la trasparenza, garantendo quindi la privacy.

Si potranno quindi realizzare nuove distribuzioni interne alla vostra abitazione con una spesa ragionevole e con giochi di luce e trasparenze a vostro piacimento.

Un nuovo bagno, una piccola sauna, un box doccia, un ritaglio di bagno dove accogliere la vasca. Non ultimo è pensabile generare giochi di colori grazie alla presenza di pareti in vetrocemento colorato.

Parete in vetrocemento dall'effetto visivo impattante

Dimensioni dei mattoni in vetrocemento

Le dimensioni dei mattoni in vetrocemento sono anch’esse di vario genere permettendo quindi una notevole libertà espressiva. Esistono delle misure standard alle quali fare riferimento.

In generale lo spessore classico è di 8 cm, ma si può arrivare anche a 16. E’ importante al riguardo fare delle considerazioni prima di scegliere. Molto spesso non realizziamo intere pareti di vetromattone ma degli inserti all’interno di pareti in muratura.

Pertanto che spessore hanno tali pareti? Sono esterne? Sono interne? In funzione di queste domande vi orienterete nella scelta dello spessore e delle dimensioni del vetrocemento e sceglierete di giocare sull’uguaglianza o la diversità fra spessore murario e spessore del vetromattone.

Può essere uno spunto di riflessione pensare se posizionare le formelle a filo con la parete o se arretrarle lasciando lo spigolo in vista. In questo modo si può generare una mensola o una nicchia che costituiscono motivo di arredo.

Soffitto in vetrocemento: luminosità e stile

Oltre allo spessore consideriamo base e altezza dell’elemento. Misure tipiche sono:

  • 19×19 cm
  • 24×24 cm
  • 30×30 cm

Anche in questo caso è importante considerare il contesto.

Quanto grande sarà la parete in vetromattone che volete realizzare? Che effetto volete comunicare? Una parete con elementi piccoli può comunicare un ritmo più serrato e sincopato, segno di attività e vivacità, prontezza.

Per esempio quindi scelta azzeccata per illuminare una piccola palestra domestica, all’interno della quale sentirsi stimolati. Una parete con elementi grandi appare invece maggiormente distesa, rilassata e blanda.

Quindi potrebbe essere una scelta corretta per uno studio, un ufficio, oppure un ambiente in cui distendersi e godersi un bagno caldo a fine giornata lavorativa.

Vetrocemento: prezzi e accessibilità

A questo punto è sensato provare a liberarsi, mettersi in gioco, immaginare.

Con una tecnologia di questo genere è davvero concesso di esprimersi realizzando ambienti e suggestioni nelle quali ci riconosciamo di più, ci sentiamo a nostro agio. Il tutto con un peso economico accessibile e gestibile.

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Lana di roccia: quali sono le sue caratteristiche e come si produce?

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Edilizia Isolamento Termico Pareti Interne Ottobre 04, 2021

Tra i più diffusi isolanti termici troviamo la lana di roccia, un materiale versatile che si presta a molteplici campi di impiego.

Conoscere meglio le sue caratteristiche è importante per poter scegliere in maniera ottimale il tipo di isolante da usare nei lavori di restauro.

Ecco una rapida panoramica per conoscere meglio uno dei sistemi di coibentazione più diffusi.

A seguire parleremo dei seguenti argomenti:

Posa pannelli di lana di roccia per isolamento termico

Lana di roccia: composizione di uno dei più diffusi isolanti termici

La lana di roccia è tra i materiali isolanti termici più diffusi e utilizzati ormai da molto tempo in edilizia. Si tratta di un isolante termico di origine naturale poiché è un silicato amorfo derivato dalla roccia.

I materiali isolanti composti da lane di vetro e di roccia sono prodotti molto simili e sono definiti anche con il termine collettivo di isolante termico e acustico a base di fibre minerali.

In particolare, la lana di roccia è composta per il 97% da diabase, basalto e dolomite.

Lavori di ristrutturazione: applicazione lana di roccia nel sottotetto

La sua caratteristica principale è la struttura macroscopica lanuginosa, una conformazione che permette di incamerare molta aria e di attutire i suoni e allo stesso tempo di isolare dalle variazioni di temperatura.

Per sua stessa natura questa composizione ha un’ottima resistenza la fuoco, caratteristica che la rende uno dei materiali di eccellenza nel panorama edilizio.

Si trova principalmente sotto forma di pannellature ad alta densità, soluzione che la rende adatta come isolante termico per pareti anche di scarso spessore così come a soluzioni di più ampio respiro.

Infine, questo materiale è venduto come isolante termico anche in forma di rotoli che appoggiano su fogli di carta Kraft.

Come si produce e si lavora la lana di roccia

Come abbiamo visto poco sopra, la lana di roccia è composta per il 97% da diabase, basalto e dolomite.

Questi elementi subiscono fusioni a temperature che si attestano sui 1400° e il composto viene filato in fibre minerali artificiali. Per coadiuvare la fusione viene impiegato dal solfato di sodio.

Una delle caratteristiche prestazionali imprescindibili per un isolante termico per pareti e affini è la stabilità. Questa si ottiene addizionando al composto minerale la bakelite con funzione di legante.

La percentuale di bakelite varia in funzione del grado di stabilità richiesta al prodotto, si va dal 1% al 3%. La bakelite è una resina fenolo-formaldeide, compresa nel gruppo dei Composti Organici Volatili (VOC).

Composizione e aspetto della lana di roccia

Nonostante sia quindi potenzialmente dannosa per il nostro benessere, il contenuto di formaldeide a prodotto finito è ampiamente sotto la soglia massima consentita.

La bakelite solidifica se sottoposta a flussi di aria calda. Se si producono isolanti termici per pareti in forma di pannello, essi sono inoltre sottoposti ad un trattamento impermeabilizzante con dalle sostanze idrofobizzanti a base di silicone o oli minerali (al massimo 1%).

Come isolante termico per pareti questo materiale è uno strumento dalle ottime capacità prestazionali purché si abbia la cura di utilizzarlo su pareti non direttamente a contatto con la terra.

Lana di roccia: un isolante termico per pareti e non solo

Si tende a pensare la lana di roccia come un isolante termico per pareti: in realtà la gamma di impiego di questo materiale è molto più vasta.

La lana di roccia è particolarmente indicata non solo come isolante termico per pareti ma anche nei casi difficili, nelle progettazioni con contenuti tecnologici importanti o con richieste di prestazioni a controllo energetico elevato come le Case Passive.

La lana di roccia è un isolante termico diffuso e consigliato nei casi di isolamento a cappotto, di facciate ventilate o di coperture in legno. Si suggerisce un suo utilizzo anche in situazioni in cui l’isolante deve assolvere a innumerevoli e specifiche caratteristiche.

La funzione della termocopertura per pareti è, dunque, solo uno dei molteplici utilizzi: basti pensare che si usa la lana di roccia anche per la coibentazione di navi e, recentemente, nell’idroponica.

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Grate per finestre: come orientarsi al meglio nella scelta?

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Edilizia Porte e Finestre Settembre 30, 2021

Per scongiurare rischi di effrazione è intelligente munirsi delle giuste protezioni: tra queste, le più indicate sono le grate per finestre.

Ma per fare questo, che costi dobbiamo affrontare? Per offrirvi chiarimenti su questo argomento, oggi vediamo assieme i prezzi di questo tipo di inferriate metalliche.

In questo articolo, tratteremo le seguenti tematiche:

Le grate conferiscono sia protezione che decoro alla finestra

Grate per finestre prezzi: al mq o al kg?

Tutti noi conosciamo la paura di perdere la propria sicurezza domestica.

Nei giornali e telegiornali locali e non solo, spesso viene dato risalto alla notizia di una qualche effrazione eseguita in un’ abitazione mentre gli inquilini erano assenti, in vacanza, a cena fuori o, nella più malaugurata delle ipotesi, mentre stavano dormendo in piena notte.

Occorre quindi optare per delle finestre blindate a prova di ladro! Pertanto, per acquisire una certa serenità è necessario dotarsi dei mezzi necessari. Un portone d’ingresso stabile e massiccio, infissi moderni dotati di vetri spessi e resistenti e soprattutto grate per finestre.

Per ulteriori informazioni, consigliamo la lettura di questo articolo: “Bonus infissi 2021: cosa comprende e quali sono i requisiti?”.

Sicurezza ed estetica: tutto ciò che puoi ottenere dall'installazione delle grate per finestre

Cosa c’è da sapere sui prezzi delle grate per finestre?

Talvolta si valutano i preventivi ad euro per metro quadrato. Questo principio è piuttosto aleatorio e quindi non può essere considerato come valido a priori.

Immaginate per esempio un inferriata fissa in acciaio composta da tondini verticali tutti equidistanti fra loro.

Poi visualizzatene una costituita da piatti disposti a 45° e intrecciati fra loro a mo’ di cesto di vimini, comprenderete autonomamente la differenza di tempo e impegno che il fabbro dovrà mettere in campo per la loro fattura.

Grata vista dall'interno casa: non ostruisce la vista e assicura protezione

Certo può essere un metodo valido ma sempre contestualizzato al progetto dell’inferriata.

Una modalità molto usata, per eseguire una stima delle grate finestre prezzi, consiste nel supporre come unità di misura l’euro per kg.

Su questa ci possono essere delle variazioni in funzione delle lavorazioni svolte, così come valeva per il metro quadrato. Ma, stabilita la cifra, si moltiplica per il peso complessivo del pezzo.

Un modello semplice di composto di tondini di diametro 10 mm posizionati verticalmente e orizzontalmente può valere 8-14 euro per kg.

Considerato un vano di circa 1.00×1.20 m, si può ipotizzare un peso circa 20 kg. il totale si aggirerebbe quindi sui 200 euro circa, che risulta un prezzo credibile.

Grate per finestre: l'inconfondibile disegno del ferro battuto
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Inferriate per finestre: come difendersi dagli intrusi?

Come già detto, le grate per finestre offrono un’ottima forma di prevenzione nei confronti dei pericoli esterni.

Di fatto si tratta di grate metalliche installate nel vano della finestra atte a inibire il passaggio dell’uomo. Normalmente sono composte di acciaio lavorato e saldato.

Per resistere alle intemperie viene trattato e dipinto secondo il colore che più si avvicina ai gusti del cliente e che meglio si addice al contesto dell’abitazione.

A volte può essere addirittura effettuata la zincatura come forma massima di preservazione nei confronti dell’umidità.

Perché le inferriate abbiano efficacia, è sconsigliabile distanziare gli elementi in acciaio più di 10 cm l’uno dall’altro.

Inferriate in ferro per finestre dalle geometrie definite

Grate per finestre: modelli di design che garantiscono sicurezza

Si possono distinguere alcune tipologie di inferriate per le finestre verticali, organizzate in base alla loro modalità d’installazione e apertura.

Elenchiamo principalmente 3 modelli:

Inferriate fisse

Ancorate direttamente alla muratura con un sistema detto di zancatura oppure tramite resinatura. Queste sono le più sicure poiché sono inamovibili e risultano prive di serratura. Le inferriate possono essere installate anche su finestre da tetto.

Mobili a battente

Il sistema è costituito da due ante che si aprono a battente, come le finestre stesse.

In questo modo si ovvia alla sensazione di chiusura che può derivare dalle grate fisse ma, al contempo, la loro efficacia può ridursi.

Laddove vi è una serratura, infatti, aumenta il rischio di effrazione. Il consiglio è di investire in una buona serratura con almeno tre punti chiusura o più.

Grate per finestre lavorate a mano in ferro battuto: classe e sicurezza indiscusse

Mobili a scorrimento

Differenti e al contempo simili dalle persiane scorrevoli: le ante in questo caso scivolano in modo complanare alla parete, e per questo motivo necessitano una tasca di alloggio all’interno della parete stessa.

Anche in questo caso è necessario provvedere alla fornitura di una serratura di ottima qualità.

Spesa per inferriate: il costo della manodopera

L’ultima considerazione in merito alle grate per finestre prezzi, riguarda il contesto geografico in cui viviamo.

Se è vero che il prezzo del ferro non varia di molto lungo la penisola, ciò che varia è senza dubbio il costo della manodopera.

In effetti, dal sud al nord, soprattutto passando per le città, potreste spendere da un minimo di 15-17 euro all’ora fino a 38-40 euro all’ora più IVA.

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Recupero sottotetto: come sfruttare la luce naturale con finestre e lucernari

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Finestre da Tetto Finiture Porte e Finestre Settembre 27, 2021

Il recupero del sottotetto è vantaggioso sotto molti aspetti.

Aprire una finestra e vedere il cielo, una delle immagini che più ci fa sentire bene a casa nostra.

Per chi ha la possibilità di sfruttare i locali del sottotetto, questa è una possibilità più che concreta, basterà aprire un lucernario e concedersi il lusso e il piacere della luce naturale dall’alto, con la sensazione di avere un angolo di cielo tra le pareti di casa.

In questo articolo, parleremo in modo approfondito dei seguenti argomenti:

Il recupero del sottotetto consente di installare lucernari e creare spazi luminosi e ariosi

Recupero sottotetto: gli step fondamentali

L’aggiunta di una o due finestre sottotetto a una soffitta è un ottimo modo per conferire maggiore luce alla stanza e renderla abitabile.

Spesso, il piano superiore delle nostre abitazioni viene solo utilizzato come una specie di magazzino, ma il recupero del sottotetto domestico è un’attività molto più semplice di quello che si creda.

Nella maggior parte dei casi basta pulire tutto l’ambiente e aggiungere delle finestre sottotetto.

Grazie all’accesso diretto al tetto, l’installazione delle finestre sottotetto è più pratica e quindi meno costosa, rispetto a qualsiasi altra stanza della casa.

Infine, l’aggiunta di lucernari per la tua soffitta, aumentando la fruibilità dello spazio, potrebbe essere il primo passo per il recupero sottotetto. Mentre, se il sottotetto è già rinnovato, il lucernario può dare il tocco finale perfetto.

Un nuovo spazio vivibile grazie ad un progetto di recupero del sottotetto ad hoc

Materiali necessari per realizzare le finestre del sottotetto

Un altro vantaggio delle finestre sottotetto è che in commercio è possibile trovare kit con tutti i materiali e utensili per realizzarle, compresi i materiali isolanti per le rifiniture finali.

In genere questi kit hanno un prezzo che può oscillare tra i 150 e i 450 euro, considerando finestre sottotetto di 60 x 120 cm.

Tuttavia, se i materiali di copertura del tuo tetto sono in metallo o piastrelle, dovrai utilizzare kit con materiali speciali.

Questi possono costare il 20% in più rispetto ai kit tradizionali ed è consigliabile rivolgersi ad un professionista per non compromettere l’isolamento del tetto.

Infine, se la tua mansarda ha un ulteriore strato isolante nell’intercapedine del sottotetto dovrai reinserire del materiale isolante o intelaiature ad hoc.

Rivolgendoti ad un corniciaio professionale il costo del lavoro può aumentare di circa 1000 euro.

Per concludere il lavoro e realizzare le finiture finali avrai anche probabilmente bisogno di nastro isolante, cartongesso, materiali di inquadratura, intonaco e vernici per il soffitto.

Vuoi conoscere le caratteristiche delle finestre in PVC? Ti consigliamo allora di leggere questo articolo: “Finestre PVC: scopri tutti i vantaggi di installarle in casa“.

Recupero del sottotetto con finestre GPU integre by Velux

© Photo credit by Velux

La finestra GPU integra con apertura vasistas by Velux

La finestra GPU integra è in legno termo trattato e rivestito in poliuretano senza giunture che non richiede manutenzioni.

L’apertura vasistas è di 45° e garantisce una ampia vista verso l’esterno; la finestra è inoltre ribaltabile a 180° per facilitare la pulizia del vetro esterno direttamente dall’interno di casa.

È dotata di sensore pioggia che chiude automaticamente la finestra alle prime gocce di pioggia; è compatibile con Velux Active, il sistema intelligente che gestisce e migliora il clima interno della tua casa grazie ai sensori che monitorano temperatura, umidità e anidride carbonica.

Tutte le finestre per tetti VELUX sono dotate dell’inimitabile barra di controllo e ventilazione per assicurare un sano riciclo d’aria anche quando piove.

Grazie al filtro lascia fuori polvere e insetti. Inoltre, ogni finestra è dotata di innovativi materiali isolanti, Velux Thermo Tecnology, che offrono un’eccellente efficienza energetica, isolamento termico e chiusura ermetica.

È inoltre possibile completare la finestra per tetti con gli accessori Velux, proteggendo la casa dal calore del sole fino al 95%.

3 pratici consigli per un recupero sottotetto perfetto

A seguire, alcune buone pratiche per eseguire un’impeccabile riqualifica del sottotetto.

1. Pianifica dove inserire le finestre sottotetto

Aggiungere finestre sottotetto o lucernari è molto più semplice rispetto ad altre sezioni della casa, bisogna prestare meno attenzione ad eventuali tubature o allacci elettrici.

Tuttavia, rimane pur sempre un lavoro da pianificare attentamente per rendere il sottotetto abitabile. Cerca di scegliere una posizione che sia in grado di fornire una diffusione della luce ottimale.

Affrettare questa operazione potrà costringerti a dover inserire più finestre sottotetto e spendere di più.

Camera da letto nel sottotetto: un modo per ricreare uno scenario accogliente grazie a finestre e lucernari

2. Scegli il kit giusto

Prima di recarti ad acquistare un kit per inserire dei lucernai studia la struttura e la pendenza del tuo tetto.

Se possibile cerca di pre-configurare alcune dimensioni ideali per le tue finestre sottotetto.

Questo ti aiuterà a scegliere il kit che fa al caso tuo. Infine una volta acquistato, prima di rimuovere i materiali del tetto, rivedi attentamente tutte le istruzioni per il montaggio.

Meglio accorgersi di dover cambiare il kit prima di aver cominciato a rimuovere i materiali del tetto.

La luce entra direttamente dal lucernario nell'ambiente

3. Verifica l’impermeabilità delle finestre

Anche se ritieni di aver fatto un buon lavoro testa sempre l’impermeabilità delle finestre, puoi farlo con un tubo da giardino o spruzzando acqua sul tetto.

A seconda dei sigillanti utilizzati potresti dover attendere un giorno o due prima di effettuare questo test.

Comunque il consiglio è di farlo il prima possibile, piuttosto che scoprire troppo tardi che le tue finestre sottotetto causano infiltrazioni d’acqua, sopratutto nel caso di un sottotetto abitabile.

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Consigli per ristrutturare il bagno: idee di stile e funzionalità

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Bagno Finiture Settembre 10, 2021

Un metodo per incrementare il valore di un immobile residenziale è sicuramente quello di ristrutturare il bagno.

L’ambiente bagno può essere uno spazio difficile da progettare, ecco perché sarebbe meglio affidarsi al know how ed alle competenze di chi di ristrutturazioni se ne intende.

In questo articolo, affronteremo le seguenti tematiche:

Ristrutturare il bagno con materiali e finiture eleganti, delineando spazi confortevoli

Ristrutturare il bagno: 6 consigli per la realizzazione di un progetto ad hoc

Secondo un interessante rapporto d’oltreoceano “2015 Costs vs Value” al momento della vendita, il valore medio di 15.000 € per la ristrutturazione di un bagno, può essere recuperato per oltre il 70%.

Questo significa che la ristrutturazione del bagno non è un impresa così rischiosa se si seguono una serie di buone pratiche durante il proprio operato.

Possiamo indicare una serie di accorgimenti da seguire e di azioni da evitare per portare a termine un ottimo lavoro riuscendo a risparmiare tempo e denaro.

Vogliamo essere incisivi. La ristrutturazione del bagno comporta necessariamente dispendio di forze e investimenti orientati ad ottenere risultati che riescano non solo a soddisfare noi stessi, ma anche a aggiungere valore al nostro immobile.

Per raggiungere a pieno questi risultati, è utile seguire alcuni consigli che andiamo qui sotto ad introdurre.

1. Rivolgersi ad un professionista

Se ci si appresta a realizzare in prima persona parte dei lavori necessari nella ristrutturazione del bagno, è fondamentale fermarsi e pensare alle proprie capacità o mancanze.

Una riflessione autocritica può infatti evidenziare la mancanza di vere e proprie competenze pratiche, come quelle idrauliche o di posa dei rivestimenti, suggerendo la necessità di rivolgersi a esperti per evitare un risultato superficiale e non adeguato all’impegno.

2. Definire un budget ampio

Nel momento in cui pensiamo a quanto denaro investire per ristrutturare il bagno, è utile non fermarsi a considerare solo la ristrutturazione vera e propria.

Di fatto, è fondamentale considerare un budget extra che lasci la possibilità di far fronte anche a una serie di extra (come ad esempio gli accessori).

Questo soprattutto per mettersi al riparo da imprevisti nei quali ci si può imbattere solo una volta iniziati i lavori.

Includere una maggiorazione del 10-15% rispetto alla quota iniziale farà incrementare le spese, ma ci salverà da quelli che possiamo considerare “eventi inaspettati”.

3. Creare un progetto efficace

Nel progetto che andiamo a realizzare è importante che la funzionalità e il design del bagno prendano in considerazione chi lo andrà a usare nel minimo dettaglio.

Potrebbe allora risultare utile distinguere tra bagno principale, per bambini o per ospiti.

Realizzare tale scelta porta conseguentemente a soluzioni differenti e caratteristiche dei diversi ambienti, come ad esempio un gradino che aiuti i bambini a raggiungere da soli il lavandino, o un armadio per gli asciugamani degli ospiti.

Tutti dettagli che un buon progettista dovrebbe considerare e che non rimpiangerete di averci dedicato tempo e risorse.

Ristrutturare il bagno e creare lo spazio perfetto

4. Selezionare le finiture in relazione all’idea di bagno da raggiugere

Il bagno può diventare esteticamente “vecchio” già dopo cinque anni. Dall’altro lato però vi sono delle caratteristiche estetiche e di design che nel tempo tendono a diventare universali e a ripetersi nei diversi stili.

Scegliere un bagno iper-moderno e che può “stancare” velocemente chi lo vive ed uno senza tempo che si progetta oggi e può rimanere sempre attuale per diversi anni, può portare ad una necessaria scelta attenta delle finiture e degli accessori.

Una scelta che incide sugli investimenti necessari dovendo decidere se mantenerli in un numero minimo acquistando soluzioni facilmente sostituibili nel tempo, o puntare a prodotti che incidono pesantemente sull’investimento totale da prevedere.

5. Sfruttare idraulica e ventilazione esistenti

Nel rifare il bagno, lasciare invariati l’impianto idraulico o quello di ventilazione permette di evitare incidenti costosi nei quali ci si può imbattere durante la ristrutturazione.

Sfruttare gli impianti già presenti porterà sì ad una minore libertà nell’ideazione delle soluzioni possibili nel nostro nuovo bagno, ma ci metterà al riparo da conseguenze imbarazzanti e dispendiose.

Qualora però questi non fossero già presenti o fossero mal funzionanti, diventa fondamentale metterli al centro dei proprio progetto per evitare problemi futuri sui quali operare nuovamente, come ad esempio l’insorgere di muffa.

Ristrutturare il bagno significa ridare nuova immagine agli spazi

6. Definire i tempi di lavoro

Quando si tratta di ristrutturare casa, o semplicemente il bagno, è assolutamente importante:

  • definire una data di scadenza;
  • pianificare tutte le azioni che portano al termine dei lavori è importante.

Però se il progetto si conclude qualche giorno dopo la data immaginata è impossibile prevederlo.

Anzi, se al termine dei lavori di ristrutturazione del bagno, la tempistica è stato il problema più grande, sicuramente il lavoro finale sarà stato un successo!

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Come scegliere il parquet: guida alle principali tipologie per interni

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Finiture Parquet Pavimenti e Rivestimenti Agosto 25, 2021

Hai deciso di rifare le pavimentazioni di casa e non sai come scegliere il parquet?

Il fascino di questo materiale è intramontabile. Sentire una consistenza naturale quando si appoggiano i piedi sul pavimento di casa è una sensazione che infonde un immediato benessere.

Ma come scegliere il parquet ideale tra le mille essenze di legni disponibili sul mercato? Ecco una piccola guida per fare chiarezza nel mondo variopinto dei legni d’arredo.

In questo articolo, parleremo di:

La scelta del tipo di parquet è il primo passo verso la progettazione dei tuoi ambienti

Come scegliere il parquet? Scopri le principali tipologie

Conoscere le principali tipologie di parquet in commercio è fondamentale per sapere come scegliere il parquet ideale per le tue esigenze.

Considerando l’uso domestico e non commerciale le tre tipologie di parquet più diffuse sono quelle in legno:

  • Massello
  • Prefinito multistrato
  • Prefinito massello

Parquet in legno massello

La pavimentazione è esclusivamente composta da legno nobile ed è generalmente venduto nella sua forma grezza.

Occorre quindi levigarlo e lucidarlo dopo la posa prima di renderlo effettivamente calpestabile.

Per questo motivo l’installazione del pavimento può richiedere anche quaranta giorni a causa delle operazioni di posa, levigatura e verniciatura finale.
Sebbene l’aspetto estetico finale sia uno dei migliori, a prescindere dall’essenza dei legni scelti, la difficoltà di installazione e posa ha dato sempre maggiore spazio al parquet prefinito.

Oggi, infatti, il parquet in legno massello rappresenta solo il 35% del mercato delle pavimentazioni in parquet per uso domestico.

Parquet: tipologie differenti per effetti eleganti e variegati

Pavimento in parquet prefinito multistrato

Il parquet prefinito è in genere composto da più strati di legni differenti.

Quello superficiale è la tipologia di legno più pregiato, rappresenta l’essenza del parquet e il suo spessore deve essere almeno di 2,5mm per un pavimento in parquet prefinito di buona qualità.

Il parquet prefinito a differenza del pavimento in parquet massello viene già levigato e verniciato in fase di produzione.

Quindi la posa richiede meno tempo e manodopera. Inoltre, il pavimento in parquet prefinito multistrato è calpestabile dopo solo 24 ore dalla posa.

Il successo del parquet prefinito è dovuto al suo costo sensibilmente inferiore rispetto al parquet massello.

Parquet prefinito massello

Una via di mezzo tra il parquet prefinito multistrato e il parquet massello, che sta riscuotendo sempre più successo negli ultimi anni.

Il legno massello viene già lavorato, levigato e verniciato in fabbrica permettendo di ottenere tempi di installazione e posa più rapidi, senza dover rinunciare all’aspetto estetico del legno massello.

In questo caso il costo è superiore al semplice parquet prefinito ma sensibilmente inferiore al parquet in legno massello tradizionale.

Per consigli di cura e manutenzione impeccabili, ti consigliamo di leggere questo articolo: Ripristinare parquet rovinato: consigli, soluzioni e costi.

Come scegliere il parquet: valuta le essenze dei legni

Un’altra decisione molto importante da prendere quando si decide come scegliere il parquet ideale riguarda le essenze del legno.

Bisogna considerare più fattori, alcuni inerenti lo stile altri la praticità e la funzionalità del pavimento.

Ad esempio, un’essenza del legno scura si presta bene per gli ambienti più formali mentre un’essenza chiara ad ambienti maggiormente informali.

Tuttavia non esistono regole precise e stringenti; la decisione sarà guidata dalla tua fantasia e dal tuo budget, dato che le diverse tipologie di parquet possono avere prezzi molto differenti tra di loro.

Contatta un professionista per effettuare la posa del pavimento in parquet

Ovviamente elencare tutte le tipologie di essenze disponibili sarebbe un’impresa titanica, per questo ti suggeriamo quelle più diffuse e comuni:

Quercia rossa

E’ una delle essenze più diffuse negli Stati Uniti che si sta diffondendo anche nel vecchio continente. Ha un colore rossastro con una grana grossa ed è un legno duro e denso che resiste molto bene all’usura.

Quercia bianca

A differenza della quercia rossa un pavimento in quercia bianca ha tonalità molto più chiare. La quercia bianca è l’ideale per aumentare la luminosità degli spazi e renderli più accoglienti.

Inoltre, avere un pavimento in quercia bianca aumenterà il valore della tua abitazione e se curato adeguatamente durerà quasi per sempre.

Betulla

La betulla ha un’ampia gamma di colorazioni che va dal giallo al bianco rosato. Per questo motivo è una tipologia di parquet adatta a tutti gli ambienti domestici.

Inoltre è anche molto elastica e flessibile, limitando il rumore ed eventuali scricchiolii. Tuttavia la sua elevata elasticità lo rende un parquet molto delicato e sensibile all’umidità.

Faggio

Si tratta di un legno con una durezza media e una piacevole tonalità di colori calda e accogliente.

Il legno di faccio si contraddistingue per avere una fibra dritta molto regolare, ma, a causa della sua nervosità, non è indicato per pavimentazioni con riscaldamento a pavimento o nel bagno.

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Scossalina metallica: quando e come usarla

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Edilizia Agosto 04, 2021

Una delle sfide più significative nell’edilizia è senza dubbio la perfetta impermeabilizzazione degli edifici nei confronti degli agenti atmosferici. In questo articolo, vedremo quindi come servirsi di una soluzione tecnologica antica e di comprovata validità: la scossalina metallica.

Il settore delle costruzioni è da sempre uno dei campi d’eccellenza del nostro Paese.  La nostra storia, sviluppatasi attraverso i secoli all’insegna di meravigliose realizzazioni architettoniche, ha visto crescere e svilupparsi le conoscenze tecnologiche e il know-how necessari per costruire una protezione a regola d’arte.

A seguire, tratteremo le seguenti tematiche:

Impermealizzazione tramite scossalina metallica

Scossalina metallica: cos’è e a cosa serve?

Tempo addietro abbiamo visto come usare la guaina impermeabilizzante e più recentemente ci siamo dedicati anche all’impermeabilizzante liquido.

Oggi vediamo invece la scossalina metallica, un modo di operare antico ed efficace e che non tutti conoscono nella vita comune di tutti i giorni.

Di cosa stiamo parlando? Di fatto i nostri edifici presentano numerosissime occasioni in cui hanno bisogno di difendersi dall’acqua:

  • In copertura
  • Nella sommità dei muri che non sono coperti da strutture orizzontali
  • Nel caso di balconi e terrazzi

Per le coperture, per fare un esempio, nel mezzo delle grandi superfici il manto di copertura stesso, in elementi laterizi, svolge bene la funzione impermeabilizzante.

Ma, laddove le falde si incontrano nei compluvi, i coppi e le tegole non sono funzionali e, la guaina è un’invenzione solo recente.

Non solo. La scossalina è comunque consigliabile in alcuni casi rispetto alla guaina poiché, essendo metallica, è sottoposta molto meno ad usura.

Ecco quindi che vengono appositamente tagliate e sagomate delle lamiere atte a coprire gli spot deboli a seguito di opportuno posizionamento e fissaggio.

Le lamiere possono essere in rame, alluminio o in acciaio inox. Si tratta di materiali che ben si comportano a contatto con l’atmosfera esterna.

Per esempio il rame sviluppa un iniziale film, una sorta di pellicola data dall’ossidazione, che poi è destinata a rimanere tale e protegge per lunghissimo tempo l’interno.

Scossalina metallica: un'ottima soluzione per proteggere dagli agenti atmosferici
Quare design

Scossalina in metallo: quali sono le dimensioni?

Non esistono propriamente dimensioni esatte delle scossaline in metallo. Molto spesso infatti sarà il professionista stesso che, da una singola lamiera taglierà e darà vita all’elemento.

Ecco quindi che le misure sono delle più disparate. Certo, in alcuni casi esistono prodotti standardizzati, come nel caso di quelli destinati alle gronde delle coperture.

Di varie forme, una volta scelta la sagoma ne acquistiamo la quantità necessaria e la collochiamo in opera.

Scossaline per tetti

Ci sono alcuni casi principali in cui possiamo servirci di questa strategia impermeabilizzante. Come già accennato sicuramente uno è quello della copertura.

In essa, possiamo ritrovare alcune situazioni in cui difficilmente possiamo operare adeguatamente con gli elementi di laterizio:

I compluvi delle falde possono essere ben risolti disponendo una lamiera sagomata a V e posta a mo’ di canale al di sotto dei manti delle due falde le quali scaricheranno le acque meteoriche sulla scossalina metallica stessa.

Un caso in cui spesso viene usata la lamiera in rame sagomata con forme esteticamente apprezzabili e al contempo funzionali è quello della gronda delle coperture.

Non parliamo del caso della gronda perpendicolare alla pendenza: in quel cosa possiamo direttamente il canale di raccolta delle acque.

Parliamo del lato del tetto parallelo alla pendenza. Una scossalina ben posta proteggerà tetto, muro sottostante e rifinirà il prospetto dell’edificio.

Scossalina metallica per una impermealizzazione efficace

Scossalina coprimuro

Nel caso delle pareti di recinzione del giardino, dei muriccioli delle aiuole o ancora dei parapetti di balconi e terrazze, una scossalina metallica è una valida soluzione.

La manutenzione richiesta è pressoché nulla e la sua durata è estesissima. Inoltre, le scossaline fanno progetto. Abbiamo citato il caso delle gronde di copertura ma ci sono numerose possibilità ancora da valutare:

  • Se vogliamo che i nostri muri di recinzione siano perfettamente integrati al giardino e poco si notino, opteremo per una scossalina in rame che col tempo imbrunirà con funzione di mimesi
  • Se vogliamo che invece il loro sky-line sia riconoscibile potremmo scegliere una soluzione in acciaio inox o zincato.

Queste riflessioni possono senza dubbio valere anche per la cimasa dei nostri parapetti.

Quanto costano le scossaline metalliche?

Infine spendiamo alcune considerazioni in merito ai prezzi di acquisto e installazione delle scossaline metalliche.

Come detto sopra, trattandosi di circostanze sempre diverse, le misure delle lamiere sono spesso diverse fra loro e quindi non è possibile dare un riferimento economico certo.

Nel caso dei canali di gronda in PVC si parte da un minimo di 6 euro ad un massimo di circa 15 euro.

Mentre per le soluzioni in alluminio, trattasi di una situazione più o meno codificata, dalla lunghezza di 1.00 metri e spessore 8/10 di mm si giunge ad un prezzo di circa 3.50, 5.50 euro.

Inoltre, è importante ricordare che oltre al prezzo del materiale vi è la manodopera dell’artigiano. Tali operazioni necessitano di perizia e professionalità non indifferenti.

Il dettaglio in questo caso è molto importante, un piccolo difetto di posa può inficiare la funzionalità del tutto. Un lattoniere esperto può, a seconda della zona geografica e del contesto, chiedere dai 17-18 ai 33-35 euro orari più IVA.

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Come arredare un bagno piccolo e poco spazioso al meglio

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Bagno Finiture Sanitari e Mobili Luglio 20, 2021

Arredare un bagno piccolo può sembrare facile all’apparenza, mentre in realtà è un progetto di ristrutturazione che richiede tempo e cure specifiche.

Lo studio dell’arredamento e del design del bagno è in continua sperimentazione ed evoluzione.

Questo perché un ambiente bagno piccolo deve poter sia essere esteticamente appetibile, sia poter garantire comunque ergonomia e sicurezza nei movimenti.

Da qui, la nascita di soluzioni brillanti che permettono di ottimizzare lo spazio anche negli ambienti di dimensioni più ridotte per un comfort abitativo che nulla toglie alla bellezza dell’arredo.

In questo articolo, parleremo di:

Selezionare i migliori arredi di design salvaspazio per un bagno piccolo è fondamentale

Arredare un bagno poco spazioso: le soluzioni ideali

I bagni con poco spazio a disposizione sono un grande sfida, arredarli è molto complesso in quanto si corre il rischio di rinunciare al comfort per l’estetica o viceversa.

In aggiunta a questo, alcuni bagni hanno la fortuna di far apparire lo spazio più grande, mentre altri necessitano di una ristrutturazione per guadagnare ariosità e dimensione spaziale.

Arredare un bagno piccolo dipende allora da numerosi fattori tra cui spiccano il budget a tua disposizione e, prima ancora del design, le tue abitudini quotidiane.

Vediamo allora come prendere le decisioni ottimali per arredare un bagno poco spazioso.

Perché è importante valutare gli usi del lavabo per arredare un bagno piccolo?

Il lavandino e lo spazio disponibile attorno ad esso sono aspetti cruciali di ogni bagno. In questo caso prima di prendere decisioni importanti è consigliabile determinare le tue esigenze.

Se sei una persona solita utilizzare molti articoli per la cura personale allora avrai necessariamente bisogno di altrettanto spazio per stiparli comodamente.

Nel caso di un bagno piccolo con doccia e vasca, la soluzione vincente è sfruttare tutti gli spazi, ad esempio inserendo un mobile sotto il lavabo o aggiungendo mensole aggiuntive.

Orientati verso modelli di lavandini a colonna abbinati a scaffalature e mobili decorativi per curare al meglio anche l’aspetto visivo.

Infine, in commercio esistono anche lavandini ad angolo che si prestano ad essere inseriti tra due pareti permettendoti di arredare il bagno sfruttando anche gli angoli.

Un bagno piccolo deve essere sicuro, accogliente ed elegante

Prediligi soluzioni design salvaspazio: opta per gli arredi Fiora

Fiora progetta e produce soluzioni globali per il bagno che si distinguono per un design curato al minimo dettaglio e la delicatezza delle sue texture e colori.

Piatti doccia, pannelli per pareti, radiatori, mobili e lavabi in poliuretano, un materiale avanzato specialmente adatto per le zone umide.

Design in armonia con lo spazio e il tempo che rivelano precisione tecnologica e la delicatezza tipica del lavoro artigianale. Due valori apparentemente opposti, il cui connubio equilibrato è la chiave della produzione aziendale.

Fiora introduce il Solid Surface e il marmo naturale nella sua gamma di materiali per superfici, piani d’appoggio e lavabi.

Inoltre, in Italia presenta Sinergy, un mobile da bagno che si distingue per la sua texture laminata e i suoi tre esclusivi colori.

Marca leader nell’uso del poliuretano, Fiora include ora nel suo catalogo, superfici, piani d’appoggio e lavabi in mono-materiale, sia Solid Surface, sia in un ventaglio di cinque marmi di diversa origine e tonalità.

In questo modo moltiplica le possibilità di personalizzazione di ogni pezzo e introduce sia materiali avanzati, sia altri naturali.

Questa novità risponde ai trend nell’arredo bagno, dove il poliuretano e la sua alta capacità di riproduzione di texture, si combinano con nuove finiture, con una maggior presenza materica nel design.

Il sistema di arredamento Synergy interpreta lo stile di vita contemporaneo attraverso una straordinaria sensibilità verso i materiali.

Synergy recupera l’essenza dei laminati di legno massello con una collezione con due superfici di tendenza: una ondulata dritta e l’altra stondata. L’identità estetica di Synergy si traduce in un design scevro da decori eccessivi, con un equilibrio tra le tendenze attuali e il suo carattere senza tempo.

Oltre alla gamma cromatica di Fiora, Synergy dispone di tre colori esclusivi per la collezione: Ultramar, Kermes e Tuile, toni di tendenza frutto di un apposito studio cromatico. In totale dodici colori, due texture esclusive, quattro tipi di lavabo e tre forme di specchio.

Synergy si adatta a diversi tipi di spazio grazie alla varietà delle composizioni e dei formati possibili.

Fiora: soluzioni di design salvaspazio per arredare un bagno piccolo ma con gusto

© Photo credit by Fiora

Arredare un bagno piccolo significa anche scegliere i giusti sanitari

Anche se la maggior parte delle persone desidera avere il massimo spazio disponibile attorno ai sanitari, non è sempre possibile nei bagni più piccoli.

Se il budget a tua disposizione ti permette di cambiare i sanitari, puoi sostituirli con altri più piccoli e che occupino meno spazio all’interno del bagno.

Altrimenti un consiglio è di cercare di liberare il pavimento dagli oggetti tipici del bagno come cestini, tappeti ingombranti e sacchi della biancheria. In questo modo più spazio libero vedrai intorno a te e meglio ti sentirai.

I sanitari definiscono il grado di ergonomia e funzionalità in un bagno di piccole dimensioni

Progetta un box doccia custom per arredare il tuo bagno piccolo

Se hai un bagno piccolo quasi sicuramente sarai obbligato a scegliere una doccia.

Un’alternativa possono essere i sistemi combinati vasca doccia o un box doccia custom coordinato con vasca, tuttavia in questi casi bisogna essere pronti a spendere un po’ di più.

Per prima cosa, sempre se il tuo budget lo consente, è opportuno sostituire le tende della doccia con porte a vetri.

Il vetro riesce a dare l’illusione di uno spazio più grande e, anche quando userei la doccia tu stesso, ti sembrerà di trovarti in un bagno più grande. Oppure potresti semplicemente cambiare le tue tende con altre dai colori più chiari e tenui.

Opta per finiture e colorazioni in grado di rendere il bagno piccolo più accogliente

Nell’arredare un bagno piccolo devi sempre tenere a mente che i colori scuri fanno sembrare una stanza più piccola mentre i colori chiari più grande.

Il consiglio è allora di scegliere colori che tendono ad imitare ed esaltare la luce naturale con toni neutri e solari. Cambia le lampadine con altre che abbiano una luce più calda.

Questo ti aiuterà a valorizzare in modo migliore lo spazio e soprattutto le lampadine hanno un effetto determinante su come ti vedi nello specchio. Se la luce non è buona, la tua immagine non ti soddisferà e tanto meno il tuo bagno.

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Termocopertura: prezzi al metro quadro e tutti i suoi benefici

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Isolamento Tetto e Coperture Luglio 11, 2021

In questo articolo, studieremo i benefici derivanti dagli interventi di isolamento termico degli edifici, con un focus sulla termocopertura prezzi al metro quadro.

Iniziamo facendo un salto indietro, quando agli inizi del 2000 si è sviluppata la sensibilità verso la questione energetica in generale e soprattutto nel settore delle costruzioni.

Questa tardiva ma vigorosa attenzione rende onore a numerosi studi e ricerche che hanno dimostrato come tra gli anni ‘60 e ’90 abbiamo consumato troppo per riscaldare e raffrescare i nostri edifici.

Ma da dove è sorta la necessità di fare così largo uso di termosifoni e condizionatori?

Alla base di tutto questo vi è un’insufficiente attenzione tecnologica ai pacchetti costruttivi generata anche da una reale carenza di cultura in materia energetica.

Ciò ha fatto sì che gli involucri delle costruzioni fossero poco capaci di gestire i rigidi climi invernali e le afose temperature estive.

A seguire, andremo ad affrontare alcune tematiche centrali inerenti all’argomento. In modo particolare:

Applicazione termocopertura

Quali sono i prezzi al metro quadro della termocopertura?

Che tipo di spesa bisogna affrontare per isolare casa nostra? Qual è il prezzo della termocopertura al metro quadro? Facciamo alcuni esempi concreti per comprendere meglio la situazione.

Un pannello in poliuretano o polistirene con spessore da 8 cm è un prodotto non molto risolutivo ma sono in tanti ad applicarlo poiché, in effetti, con una spesa piuttosto contenuta permette già un miglioramento apprezzabile.

Applicato sulla copertura, si può andare a spendere mediamente dai 6 ai 10 euro al metro quadrato circa per il pannello.

Un isolamento con fibra di legno, da posizionare anch’esso sulla copertura e con uno spessore di 10 cm, è acquistabile a 25-35 euro al metro quadro per il pannello.

Se siete orientati all’acquisto di pannelli in lana di roccia ad alta densità, spessore 10 cm, il prezzo potrebbe oscillare tra i 20 e i 30 euro.

Molto più contenuti sono invece i rotoli per il sottotetto. Un rotolo di lana di vetro – spessore 12 cm – è acquistabile a circa 10 euro a metro quadrato.

Tenete conto che, oltre a questo dovrete sostenere l’eventuale installazione. Certo non è possibile dare un range a riguardo.

I fattori in gioco sono numerosissimi e il consiglio è quello di farvi seguire da un professionista.

Stratificazione termocopertura

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I benefici dell’isolamento termico? Benessere e risparmio

Dopo aver parlato di come migliorare l’isolamento termico: le regole base per un lavoro a regola d’arte, cogliamo questa occasione per concentrarci sui lavori che è consigliabile svolgere durante l’operazione per la copertura.

Partiamo come sempre da alcuni concetti basici grazie ai quali è possibile comprendere meglio quanto poi esposto.

  • La conducibilità termica è l’attitudine di un materiale a essere attraversato dal calore e a trasmetterlo. I materiali con bassa conducibilità sono i cosiddetti isolanti.
  • La trasmittanza termica richiama il concetto di conducibilità ma, mentre questa fa riferimento ad una proprietà intrinseca del materiale, la trasmittanza descrive il comportamento di un pacchetto tecnologico in toto. È quindi corretto parlare di conducibilità del sughero mentre parliamo di trasmittanza di una copertura.
  • L’inerzia termica è il concetto di inerzia ma applicato al passaggio del flusso di calore all’interno del pacchetto tecnologico che stiamo considerando. Di fatto, essa si valuta col numero di ore necessarie perché un flusso termico attraversi da superficie esterna a superficie interna un determinato involucro.

Se riusciamo a costruire involucri abitativi con ottime caratteristiche energetiche, allora possiamo sia vivere meglio sia risparmiare in riscaldamento e raffrescamento affannando meno il clima e l’inquinamento terrestri.

Strato termocopertura

Pannelli coibentati per copertura esistente

Pannelli preaccoppiati per isolamento termico e/o tetto coibentato: come fare? Iniziamo col dire che nella maggior parte dei casi in cui vogliamo isolare una copertura, siamo in presenza di un edificio esistente.

Per farlo è necessario procedere in due modi:

  • Isolamento esterno: nel caso in cui abbiate il tetto a vista o una mansarda di cui vi servite, siete obbligati ad intervenire all’estradosso del solaio di copertura, ovvero all’esterno. In questo caso dovete allestire i ponteggi o altri sistemi di protezione attorno alla casa come, il parapetto mobile per copertura e, una volta tolto il manto di copertura, posizionare uno strato di materiale isolante.
  • Isolamento interno: nel caso invece in cui avete una mansarda non abitabile o che non usate, potete procedere disponendo del materiale isolante direttamente sull’estradosso del solaio in questione, senza quindi dover intervenire in copertura.

Quali pannelli coibentati usare? O meglio quali materiali prediligere? A seconda che siamo nella prima o nella seconda ipotesi, ci serviamo di soluzioni differenti.

Ecco i materiali dei pannelli collocabili sotto il manto di copertura:

  • Poliuretano
  • Polistirene
  • Lana di roccia ad alta densità
  • Lana di vetro ad alta densità
  • Fibra di legno
  • Sughero

Per i sottotetti possiamo invece usare rotoli di:

  • Lana di roccia
  • Lana di vetro
  • Sughero

Ogni caso è a parte per quanto riguarda la capacità isolante. Ma un consiglio che sentiamo di darvi è di garantire comunque almeno 12 cm di spessore per avere risultati tangibili.

In riferimento alla tematica della termocopertura e dei relativi prezzi al metro quadro, prodotti come lana di roccia, fibra di legno e sughero costano maggiormente, ma sono ottimi articoli.

Per approfondimenti sulla coibentazione del tetto, consigliamo la lettura di questo articolo: “Ecobonus 110% anche per la coibentazione dei tetti: come funziona e come ottenerlo”.

Pannelli sandwich per copertura nuova

Anche se le nuove costruzioni sono rare, potreste essere intenzionati ad un piccolo ampliamento o una sopraelevazione.

Tenete in considerazione, qualora così fosse, la possibilità di servirvi di pannelli sandwich.

La tendenza di oggi è quella di comporre la stratigrafia del tetto con due isolanti differenti, accoppiati con lo scopo di sfruttare le migliori caratteristiche di entrambi (per esempio: poliuretano + fibra di legno, conducibilità e sfasamento).

Questi sono pannelli autoportanti che costituiscono il solaio stesso. Sono composti da due lamiere che accolgono al loro interno uno strato di isolante.

Qualora decideste di muovervi in questa direzione, esistono sandwich di varie misure ma, per garantire una buona inerzia termica, vi sconsigliamo di scendere sotto i 18 cm di spessore.

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