Doccia a filo pavimento: i vantaggi da tenere in considerazione

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Bagno Docce e Vasche 22 Maggio, 2020

La doccia a filo pavimento è una soluzione d’arredo di stile per la stanza da bagno. Alcuni sostengono, a torto, che queste tipologie di docce non trattengono perfettamente l’acqua come la classica doccia con piatto in ceramica o in vetroresina. In realtà scegliendo i prodotti giusti e le tecniche corrette di installazione non c’è alcun problema e grazie anche alla resa estetica molto gradevole questo sanitario sta riscuotendo enorme successo. .

Doccia a filo pavimento: mai più senza

La doccia a filo pavimento può avere lo stesso rivestimento del resto della stanza da bagno, ciò contribuisce ad ampliare notevolmente lo spazio. La superficie della doccia quindi si estende al bagno offrendo il massimo comfort e una straordinaria continuità estetica.

Nel bagno scompaiono così spigoli scomodi da pulire e punti d’inciampo pericolosi, questa tipologia di doccia si inserisce senza interruzioni nella superficie della stanza da bagno e garantisce ulteriore spazio libero di movimento.

L’assenza di gradini è di forte impatto estetico e moderno, ma allo stesso tempo offre la massima comodità di accesso alla doccia per tutte le età, soprattutto per i bambini e gli anziani.

doccia a filo pavimento
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Soluzione senza piatto doccia per integrare gli ambienti

La doccia a filo pavimento si distingue praticamente in ogni ambiente, non solo nelle nuove abitazioni super moderne, ma anche in case soggette a ristrutturazione o lavori di rimodernamento.

Questa soluzione di “doccia walk-in”, presenta una particolare consapevolezza di design: la rinuncia all’utilizzo di porte favorisce la totale integrazione dell’area doccia nella sala da bagno. In generale, la soluzione rappresentata da doccia e pavimento che si uniscono senza interruzioni permette anche una manutenzione e pulizia più facile dell’ambiente. Non c’è quindi da meravigliarsi se questa tendenza oltre ad essere considerata pratica e sicura sia anche estremamente allettante.
A questo risultato contribuiscono sistemi di scarico con ingombro ridotto: l’acqua confluisce in una scanalatura laterale nascosta o in una discreta apertura nel pavimento.

Perché scegliere questo tipo di doccia?

Non esistono dei reali svantaggi della doccia a filo pavimento, infatti se ben progettata prima della posa del tipo di rivestimento adottato, dal piatto della doccia a filo pavimento non ci sono fuoriuscite d’acqua.
I vantaggi, al contrario, sono molteplici: dalla comodità fino alla facilità di pulizia. Infine la resa estetica è impressionante, dato che questa tipologia di doccia crea una continuità con il pavimento e può essere realizzata in diverse forme e dimensioni, conferendo al bagno uno stile personale e unico.

Oggigiorno esistono diversi sistemi che si rivelano non solo belli esteticamente e ricchi di stile, ma anche di elevata qualità.

doccia a filo pavimento

Attenzione al rivestimento da utilizzare

I rivestimenti per doccia a filo pavimento sono le classiche piastrelle, ma anche piatti in ceramica o a mosaico. Se si vuole una doccia ancora più contemporanea ci si può affidare a materiali innovativi, come il corian, l’acrilico e la pietra acrilica.

Proteggere in modo elegante e funzionale il bordo di rivestimenti in ceramica, mosaici in vetro o resine richiede un elevato livello di precisione e non è sempre semplice trovare il profilo più adatto. Un profilo di protezione particolarmente fine e ricercato, è quello sviluppato dall’azienda Schlüter-Systems che, dotando i propri prodotti di aletta di ancoraggio, si sviluppano verso l’esterno a 45° e proteggono così efficacemente lo spigolo del rivestimento da eventuali danni.
Questo sottile profilo è particolarmente indicato per raccordare elegantemente il pavimento al rivestimento ottenendo un effetto chic e sempre pulito.

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Levigatrice professionale per parquet: funzionamento e prezzi di acquisto

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Levigatrici e Pialletti 20 Maggio, 2020

Il parquet costituisce senza dubbio una delle migliori soluzioni in termini di finiture per pavimenti. Il colore caldo del legno, la matericità dell’aspetto estetico e la forma organica a liste, restituiscono una sensazione di calore e accoglienza, unita ad un tocco di eleganza senza tempo.
Tuttavia, essendo il legno un materiale naturale, col tempo subisce gli effetti del calpestio, dello sfregamento e degli urti. Questo porta alla necessità di eseguire periodicamente opportuni cicli di manutenzione, tramite l’impiego di apposita attrezzatura. Scopriamo insieme i vantaggi della levigatrice professionale per parquet, come funziona e quanto costa, senza tralasciare la possibilità del noleggio macchina.

Come funziona una levigatrice professionale per parquet?

Prima di comprendere il funzionamento della levigatrice professionale per parquet, possiamo dirvi che la prassi esecutiva vuole che la parte superficiale del pavimento, poiché consumata e rovinata, venga asportata al fine di raggiungere lo strato sottostante di legno ancora buono.

Quando utilizziamo il termine “asportare” non dobbiamo pensare ad operazioni complicate. Infatti potremmo pensare che sia necessario rimuovere spessori considerevoli mentre stiamo parlando di lavorazioni che interessano alcuni decimi di millimetro di parquet, non di più. Tanto quanto basta per rimuovere il film protettivo della superficie e recuperare un piano unico.

Per fare ciò ci serviamo di queste levigatrici per parquet appunto. È da dire che si può intervenire più o meno decisamente. Infatti i processi abrasivi si possono basare su due tecniche:

  • L’utilizzo di dischi di diamante, corindone o carburo di silicio i quali ruotando consumano il materiale sottostante
  • L’utilizzo di rulli in carta vetrata che attivandosi fanno scorrere la carta sul supporto

Inoltre le macchine per la levigatura del parquet sono composte di un motore elettrico che attiva i dischi o i rulli e di un sistema di aspirazione che conduce le polveri delle lavorazioni dentro un sacco usa e getta.

Il sistema a dischi è più idoneo a lavorazioni pesanti, ma anche con quello a rullo si può sostenere tali lavorazioni. È da tenere presente che si procede sempre per gradi. Da dischi più abrasivi a dischi più leggeri, e così per la carta.

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Levigatrici per parquet: quali sono i prezzi?

Quanto pesa l’acquisto di una levigatrice professionale per parquet?

A questa domanda è necessario rispondere considerando davvero moltissimi fattori. Infatti in questo settore lavorativo si possono trovare sia utensili da bricolage e strumenti professionali che potrebbero reggere un carico di lavoro di 8 ore al giorno per anni. È un po’ come per i trapani per esempio. Per tali motivi i prezzi partono da 400 euro e arrivano, per prodotti di qualità alta, anche a 3000 euro.
Teniamo conto che le macchine più serie nascono per lucidare parquet lavorando su centinaia di metri quadrati al giorno, praticamente senza interruzioni.

Levigatrice parquet usata: quanto si risparmia?

Se siete interessati ad una levigatrice usata per poter risparmiare sull’acquisto, possiamo dire che il mercato presenta molte offerte e occasioni che possono fare al caso vostro. Come è naturale ogni qualvolta acquistiamo qualcosa di usato, dobbiamo ricordare che non conosciamo la storia dell’utensile e quindi ignoriamo se ci sono difetti latenti che potrebbero saltar fuori da un momento all’altro.

Ciò detto, i rivenditori di levigatrici presentano numerose possibilità così come internet, dove centinaia di persone pubblicano la loro offerta. Di certo potrete contenere i costi su un determinato prodotto e risparmiare il 25-35% rispetto al prezzo originario.

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Levigatrice parquet noleggio: ne vale la pena?

Infine un’opzione decisamente appetibile.
L’acquisto di una levigatrice parquet non sempre può convenire. Tenete presente che, mediamente, si eseguono cicli di manutenzione del parquet ogni 8-12 anni. Quindi, se non avete bisogno dell’attrezzatura per altre occasioni oltre che casa vostra, è sensato considerare l’ipotesi dell’affitto e noleggiare una levigatrice piuttosto che acquistarla.

Per un prodotto di qualità, una cifra media da sostenere per il noleggio si aggira sui 45 ai 90 euro lordi al giorno per un solo giorno. Se noleggiamo per più giorni di seguito allora il prezzo giornaliero si abbassa mediamente del 25% circa.

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Fioriere da esterno: i materiali e le forme per arredare gli esterni di casa

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Fioriere e Fontane Outdoor 16 Agosto, 2018

Abbiamo tutti in mente il meraviglioso effetto delle casette di montagna, con le facciate decorate da tante fioriere da esterno. Con le loro forme regolari e piene di fiori colorati al loro interno, le fioriere non sono un semplice contenitore, ma un elemento decorativo che può cambiare radicalmente l’aspetto di un edificio, con giochi progettuali e geometrici.
Vediamo insieme i principali materiali e forme delle fioriere da esterno.

Le fioriere da esterno: un modo semplice per arredare con la natura

Il tema delle fioriere da esterno è caro a molti, e in effetti lo abbiamo già affrontato in parte, parlando delle “Fioriere e fontane da giardino per gli spazi scoperti”. Oggi invece ne parliamo a tutto tondo, sia per esempio per arredare un giardino, sia per valorizzare la facciata di casa nostra.
Infatti la bellezza sta in questo: i fiori sono un elemento comunemente sentito e riconosciuto come bello, appagante alla vista e all’olfatto.
Possiamo allestire delle fioriere all’esterno e grazie ad esse ottenere più scopi contemporaneamente. Per comprendere meglio facciamo alcuni esempi.

  • Posizionando degli elementi bassi e magari in legno, creiamo dei segni organizzativi dello spazio verde. La loro altezza contenuta non ce li fa percepire come degli arredi veri e propri ma più come un modo per arredare il giardino e creare limiti e percorsi.
  • Posizionando invece elementi alti, come le tipiche fioriere da 40 cm di altezza circa, comunichiamo un messaggio visivo molto più forte e chiaro, offrendo un’organizzazione dello spazio esplicita. Se abbiamo l’accortezza di prolungare la fioriera e realizzarne una parte chiusa superiormente, possiamo realizzare una seduta vendendo ad avere quindi un elemento a funzione promiscua di arredo del verde.
  • Un bell’edificio, se adornato di fiori in facciata è probabilmente ancora più bello. Un edificio di qualità progettuale inferiore, può invece guadagnare tanto esteriormente grazie ad un sistema di fioriere posto in facciata, con le quali creare armonie geometriche. Tenete conto che ad oggi esistono veri e propri progetti improntati sul verde, come il bosco verticale di Boeri a Milano.

Ma quali sono i materiali con cui viene costruita e commercializzata la fioriera ad uso esterno? Vediamoli assieme.

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Fioriera in legno e ceramica: i classici

Senza dubbio uno dei materiali più belli e che più si prestano è il legno. Ne esistono di tante tipologie e il legno ben si presta anche al fai da te. In effetti è tipico dei paesi di montagna ma si addice anche ad altri contesti. Ad oggi può essere usato ovunque e la lavorazione fa la differenza. Un oggetto fatto con tante doghettine staccate fra loro e ordinate è ben riconoscibile per il suo gusto tipico. Se invece immaginiamo un elemento liscio e minimale allora ci stiamo avvicinando già ad un gusto più contemporaneo.

Un’altra tipica immagine in questo contesto è la fioriera in ceramica. Col suo caratteristico colore rosso mattone fa parte anch’essa dell’immaginario collettivo, nelle varie forme del tipo tronco di piramide e a tronco di cono rovesciati.

Fioriera in cemento

Anche la fioriera in cemento o calcestruzzo per meglio dire è una soluzione che ben si presta allo scopo. Spesso, questa tipologia di fioriere vengono usate in giardino, poiché sono soluzioni pesanti, cioè stabili, e comunque massicce e resistenti. Al loro interno viene normalmente disposta una rete metallica zincata o inox in modo da offrire sostegno strutturale alla fioriera senza però incorrere nel problema dell’ossidazione.

Trattandosi di prodotti prefabbricati, ci sono più tipi e modelli. Si va dai classici parallelepipedi aperti superiormente fino ai pezzi predisposti per la soluzione ad angolo e quindi con il cosiddetto quartabuono.

Fioriere in resina

Infine citiamo da ultime le fioriere in resina. Sono fra le più economiche anche se certo non sono le più pregevoli esteticamente ma hanno modo di essere impiegate comunque con successo. Infatti possono ricevere colorazioni di vario genere e il segreto sta per esempio nel loro utilizzo in facciata. In tal caso arredano adeguatamente e, dal fronte strade, non se ne percepisce in modo chiaro la natura materica poiché si rimane distanti. Quindi, se ben usate e ben posizionate, assolvono al loro compito più che dignitosamente, costano poco, sono leggere e si maneggiano agilmente.

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Pavimentazioni per esterni: quali materiali e come sceglierli

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Outdoor Pavimenti e Rivestimenti Esterni 14 Agosto, 2018

Pavimentando una superficie otteniamo molteplici risultati che ci garantiscono, congiuntamente, risultati funzionali ed estetici. Infatti uno spazio adeguatamente pavimentato garantisce calpestabilità, pulizia e igiene: tutte qualità che un selciato o un semplice massetto di calcestruzzo non possono offrire. Grazie alle numerose scelte che abbiamo a disposizione possiamo progettare gli ambienti come preferiamo. Una soluzione in gres avrà un effetto estetico diverso da una soluzione con uso di autobloccanti. Studiamo le possibilità progettuali per creare pavimentazioni per esterni adatte al contesto, al nostro gusto e al nostro budget.

Pavimentazioni per esterni: la nostra guida alla scelta

In molti casi è necessario provvedere alla pavimentazione esterna. La necessità si presenta infatti per tanti luoghi specifici di passaggio o sosta:

  • Pavimentazioni esterne per sentieri/viottoli in giardino
  • Pavimentazioni esterne per garage e box auto
  • Pavimentazioni esterne per terrazze e balconi

La messa in opera delle pavimentazioni per esterni deve garantire un piano finito perfettamente complanare, privo di insidie che possano mettere a rischio il loro utilizzo. Per fare questo un fattore importante è il loro comportamento nei confronti dello scivolamento. Gli elementi posti in opera devono avere un minimo di ruvidezza e questa viene regolata anche ai sensi di normativa, nello specifico esistono due leggi tedesche: la DIN 51130 e la DIN 510097.

Un altro fattore importante è la permeabilità. Se stiamo pavimentando o lastricando una zona esterna posta a terra, la cosa migliore è realizzare interventi che permettano all’acqua di percolare fino al terreno.

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Pavimenti per esterno carrabili

Innanzitutto, se non parliamo di balconi o terrazzi dobbiamo distinguere se il pavimento esterno dovrà essere:

  • Carrabili
  • Non carrabili

Ora, se dovete lastricare il vostro giardino e l’unico ingresso disponibile è una porta larga un metro, siete certi che non ci sia bisogno alcuno di realizzare un sistema carrabile. Ma in altre occasioni anche uno spazio che prevedete non carrabile potrebbe diventarlo. Per esempio un banale marciapiede.

I materiali riscontrabili nel mercato per pavimentazioni di questo genere sono numerosi:

  • Pietra
  • Cotto
  • Elementi in calcestruzzo tipo auto masselli autobloccanti
  • Gres

I masselli autobloccanti sono un’ottima soluzione se avete bisogno di garantire stabilità al passaggio di auto, perfetta pedonabilità e al contempo permeabilità del terreno. Sono inoltre economici e questo certo è di aiuto.
Il massello è un elemento in calcestruzzo gettato in piccole casseformi atte a conferire appunto la forma voluta. La miscela di calcestruzzo può essere colorata in più modi.

Immaginando che vogliate pavimentare il resede di casa vostra, creando anche uno spazio auto, dovreste procedere come segue se intendeste muovervi col fai da te:

  • Ricavare innanzitutto un piano più o meno omogeneo e complanare dal quale iniziare l’opera
  • Sul perimetro stabilito disporre una cordolatura di calcestruzzo o altro materiale per fare da contorno alla pavimentazione
  • Stendere una base di ghiaione a fini drenanti
  • Stendere sopra uno strato di sabbia di fiume in modo da aver un letto sul quale adagiare i masselli e lavorarli per ricavare una superficie finita complanare
  • Compattare la sabbia disposta in modo da renderla meno soggetta ad assestamenti differenziali che rovinino il piano
  • Posare i masselli con cazzuola, mazzetta da pavimentazione, regolo e bolla
  • Sigillare i giunti

Questo sistema per esterni è molto efficace ed economico. Le colorazioni con cui giungono i masselli sono di vario genere. Per questo le fantasie sono numerose e davvero potete sbizzarrirvi a creare disegni di vario genere nella posa. Essendo elementi di circa 8-10 centimetri per 15-20 e con spessore variabile fra i 4-6-8 cm, potete maneggiarli comodamente e realizzare da soli anche opere consistenti, se non andate di fretta!

Il pavimento esterno per terrazzi

Per quanto riguarda invece altri tipi di pavimentazioni per terrazze e balconi, in tale caso dovete muovervi su altri tipi di prodotti. Il massello è infatti peraltro molto pesante e chiaramente non adeguato al contesto. Normalmente si procede con l’utilizzo di ceramiche e più specificatamente con il gres porcellanato.

Fate però attenzione! In questo caso il supporto deve essere assolutamente impermeabile per evidenti motivi! Esistono modalità classiche per garantire l’impermeabilizzazione del solaio piano, anche se ormai per la maggiore vanno le guaine liquide bicomponenti che una volta indurite mantengono comunque un’ottima deformabilità e quindi sono perfettamente in grado di resistere all’alternanza caldo-freddo.

Qual è il prezzo dei pavimenti per esterni carrabili?

Come accennato l’autobloccante è una strategia valida anche dal punto di vista economico. Pertanto è interessante chiudere questo appuntamento con uno scenario economico di riferimento. Non dimentichiamo che a seconda del carico d’esercizio previsto lo spessore varia. Maggiore il carico, maggiore lo spessore, e anche questo influenza sul prezzo di fornitura.
Ciò detto, il prezzo di acquisto dei masselli va dagli 8 euro fino ai 15-17 euro a metro quadrato, e la posa può andare dai 15 ai 30 euro a metro quadrato, per un prezzo totale di circa 30-50 euro a metro quadrato.

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Tinte per pareti: come scegliere tipo di prodotto e colore

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Pareti Interne 12 Agosto, 2018

Le pareti di casa sono soggette ad un’usura più forte di quanto si possa credere. Su di esse giorno dopo giorno ci appoggiamo con la mano oppure con la schiena. Così, negli anni, si anneriscono e si ingialliscono progressivamente fino a che si fa chiara la necessità di tinteggiarle nuovamente. Questa può essere un’occasione, oltre che un obbligo manutentivo dettato dalle circostanze. Come sfruttarla? Pensare con attenzione alle tinte per pareti ci consente di scegliere il prodotto che fa più al nostro caso e impiegare i colori giusti, così da creare un progetto di interior design secondo la nostra sensibilità.

Tinte per pareti: come scegliere la pittura giusta per le pareti di casa?

Come orientarci nella scelta delle tinte per pareti per la nostra abitazione? Quali prodotti prediligere in un mercato sempre più ampio, con soluzioni tecnologiche sempre più varie? Ci siamo soffermati a parlare delle “Pitture per interni, come scegliere quella giusta?” e abbiamo valutato parte dell’argomento.

Ma le cose da conoscere sono moltissime e può essere utile farsi un po’ di cultura tecnica, oltre che, perché no, studiare i colori così da poterli scegliere e abbinare al meglio. Iniziamo con una descrizione tecnica dell’argomento.

Possono essere impiegate più tipologie di tinte, che si contraddistinguono per la loro composizione e per gli effetti e le prestazioni garantite.

La tempera a base di gesso: ha avuto un grande sviluppo con la crescita della produzione industriale. Il minerale stesso, ovvero il gesso, viene lavorato a formare una polvere sottilissima e impalpabile la quale, mescolandosi all’acqua, forma il prodotto finale grazie anche alla presenza di leganti vegetali o animali che tengono assieme la soluzione. È stata impiegata per tanti decenni e, anche oggi, continua ad esserlo anche se progressivamente meno. La sue performance non sono eccezionali e nel tempo tende a sfarinare.
Il gesso è idrofobo, e quindi sopporta male l’acqua. Una parete così dipinta non può essere passata con una spugna umida poiché stinge rapidamente e al contempo se ne sconsiglia l’uso in ambienti umidi.
La tinta a base di calce: è ottenuta dalla cottura ad alta temperatura dei calcari, in un secondo tempo sgretolati e tenuti in acqua per lungo tempo. Da questa lavorazione viene estratta solo la parte più fine e viene inserita anch’essa in acqua. Questa pittura murale per decorare le pareti può essere usata anche per pitturare superfici esterne. È esteticamente di grande pregio e la sua gestione dell’umidità passa dalla sua capacità di traspirare.

Le case antiche si prestano molto a essere trattate a calce poiché offre un aspetto di naturalezza e raffinatezza agli ambienti.

Lo smalto per pareti: inizialmente era un prodotto a base fortemente sintetica e quindi caratterizzato da un odore pungente. Oggi si trovano molti smalti a base di acqua quasi inodore. Gli smalti hanno un aspetto intuibile dalla parola stessa, ovvero lisci al tatto e privi di porosità, sono impermeabili e si possono trovare o lucidi o opachi.

L’idropittura: è una pittura che negli ultimi tempi è stata impiegata sempre maggiormente. Di fatto la si acquista come un composto molto denso che poi deve essere diluito. Essa può essere anche lavabile, e quindi non soffre un colpo di spugna qualora necessario. Può essere una soluzione interessante per gli interni di casa nostra.

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Guida alla scelta del colore giusto per le pareti di casa

Parlare dei colori significa parlare delle emozioni che questi comunicano, del modo in cui riempiono un ambiente influenzandone fortemente il mood e conferendogli una determinata atmosfera piuttosto che un’altra.
Un modo per parlare dei colori da usare nelle tinte per pareti è quello di suddividerli in gruppi di appartenenza, caratterizzati da significati e aspetti comuni.

  • Colori scuri: tutte le tinte per pareti scure sono impegnative e in generale si addicono ad ambienti di forte personalità. Un nero, un rosso o un marrone possono sposarsi bene con dei ristoranti, dei locali e anche con dei negozi. Anche uno studio professionale può avere alcune pareti scure per dare un tono di serietà all’ambiente.
  • Colori chiari: rispetto ai colori scuri si caratterizzano per la loro pacatezza e senso di pace. Mentre i colori scuri talvolta tendono a contrarre gli spazi, i colori chiari dilatano gli ambienti. Si prestano a moltissime situazione e contesti, e sono idonei ad ambienti in cui trascorrere molto tempo poiché non stancano.
  • Azzurri: Sono per loro natura colori che portano serenità, distensione, ma non sono neutri come il bianco. Per esempio una stanza si presta bene all’azzurro poiché ci predispone al riposo e alla felicità dell’intimità.
  • Verdi: il verde è un colore comunque sereno e positivo, come l’azzurro. Soprattutto se declinato nei toni pastello. Però si distingue per una senso di positività creativa, maggiormente vocata all’azione piuttosto che al riposo.
  • Bianco: il bianco raccoglie tutto lo spettro dei colori in sé e si presta a tutti i contesti. Per questo motivo è considerato da molti il colore principe: molti artisti e architetti se ne servono e Meier ha realizzato gran parte dei suoi capolavori architettonici con il bianco, come per esempio il Getty Center in California.
  • Grigio: il grigio è un colore elegante ed ambiguo. Questo perchè si compone del bianco e del suo opposto, ovvero il nero, ma al suo interno possono entrare numerosissimi altri colori. Può essere elegante per un loft, adatto per uno studio professionale, perfetto per un ristorante: jolly.

Con le indicazioni sopra riportate, se già volete applicarvi per ipotizzare accostamenti progettuali, potete farlo.

Leggendo avrete capito infatti come un colore di fatto è in grado di suscitare un’emozione.
Con le indicazione offerte, speriamo che possiate avere ora quella consapevolezza in più per affrontare un progetto di interior design, con i materiali giusti e i colori che più vi rispecchiano.

tinte per pareti

Quali sono i colori pareti 2018?

Cosa possiamo dire per le tinte per pareti più impiegate nel 2018? Se siete in procinto di ritinteggiare in questi giorni casa vostra, vi consigliamo di dare un’occhiata alla lista dei colori più di tendenza qui sotto riportata.

  • Il bianco, in verità di moda oggi come sempre, per il suo carattere sobrio è di fatto un evergreen
  • Grigio, in tutte le sue varianti più eleganti o più aggressive
  • Rosso scuro, tendente al porpora o fegato, più precisamente bordeaux
  • Color Tortora: viene impiegato da molto tempo e non pare cedere alla stanchezza; infatti, a seconda della sua composizione può contestualizzare ambienti country e al contempo contemporanei.

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Piscine interrate economiche: tecnologie di realizzazione e prezzi

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Piscine 10 Agosto, 2018

Quando il caldo estivo si fa sentire è bello concedersi il piacere di un bagno rinfrescante, magari nel giardino di casa propria. Le piscine interrate economiche sono la soluzione ideale, poiché uniscono la bellezza di una piscina classica alla praticità di una prefabbricazione, con tutti i vantaggi che ne derivano, vediamoli insieme!

Piscine interrate economiche: la soluzione del calcestruzzo armato

Parlando di come “Costruire una piscina: consigli per scegliere quella giusta per la nostra casa”, siamo già entrati nel tema.

Oggi approfondiamo il discorso delle piscine interrate economiche. È infatti sensato ammettere che la realizzazione di una piscina interrata da sempre ci spaventa anche per il suo impatto economico.
Ma come mai? Ebbene, come spesso accade nelle opere edili in senso più ampio, fanno la differenza la tecnologia e le modalità impiegate. Infatti, oltre ai permessi comunali che quasi sempre sono necessari e paesaggistici (qualora siate in zona vincolata ai sensi del decreto 42 del 2004), il costo della piscina interrata è molto elevato.

La piscina classica, infatti, è un vero e proprio cantiere. Vediamo di seguito perché.

I 5 step per costruire piscine interrate:

  • Realizzazione scavo
  • Realizzazione struttura della piscina per riempirla con l’acqua
  • Montaggio sistema di pulizia e filtraggio acqua
  • Opere finiturali
  • Reinterro e modellazione terreno circostante

Ora, di queste fasi, la più problematica è la costruzione della struttura della piscina interrata.
La soluzione storica in calcestruzzo armato prevede la preparazione dei casseri, la piegatura dei ferri, la loro disposizione, il getto, il disarmo.
Queste operazioni sono complesse e richiedono davvero molto tempo, ed è proprio qui che buona parte del preventivo si gioca.

piscine interrate economiche
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Piscina interrata prefabbricata di nuova generazione: vetroresina e acciaio

Per i motivi detti, conviene quindi orientarsi su altre tipologie di piscine interrate a basso costo, a partire dalle tecniche e materiali. Queste di fatto sono:

  • Piscina interrata con vasca prefabbricata in vetroresina
  • Piscina interrata con pannelli prefabbricati in acciaio

Queste due tipologie di piscina interrata hanno avuto inizialmente successo, ma il loro principale limite è che sono integralmente prefabbricate, vale a dire un blocco unico che viene direttamente interrato.

Col passare del tempo e l’alternarsi delle stagioni, la piscina prefabbricata può iniziare a deformarsi e subire rigonfiamenti, oltre al fatto che tende a scolorirsi per via del cloro e dell’insolazione.

In tal senso, la miglior alternativa è la piscina interrata in acciaio: trattasi di una piscina realizzata con pannelli che possono essere disposti a piacimento dell’interessato, anche con forme specifiche, dai tratti lineari oppure curvi.

Le piscine interrate in acciaio sono ottime perché questo materiale è resistente e si comporta bene nel tempo, considerato che molte aziende lo danno garantito per 30 anni.

La velocità d’installazione della piscina realizzata in acciaio è notevolissima: già in 3 settimane dall’inizio dello scavo, si può fare il primo tuffo! Ed è proprio qui il risparmio, poiché la manodopera fa la differenza.

piscine interrate economiche

Quanto costa una piscina interrata economica?

Di che prezzi parliamo per la realizzazione di una piscina economica?
Ebbene, è certo che non è semplice dare dei riferimenti certi. Ci sono così tanti fattori da considerare, come le dimensioni della vasca della piscina in primis: lunghezza, larghezza, profondità.

Per esempio, una piscina 2.5×5.0 metri e 1.20 metri di altezza, può costare, fornita e posta in opera dai 6000 ai 9000 euro.

Se l’altezza della piscina aumenta e arriviamo a 1.40 m, allora andiamo dai 7000 ai 10000 euro.
Nel momento in cui compiamo il salto di scala, passando per esempio a 4.0×8.0 metri di dimensione, con un’altezza variabile da circa 1.20 m 1.8 metri, allora il prezzo di una piscina interrata si aggira attorno ai 9000-13000 euro.

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Rifare il bagno: quanto costa e le sue lavorazioni

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Bagno 08 Agosto, 2018

Fra i molti lavori di ristrutturazione che possiamo svolgere a casa nostra, alcuni sono più frequenti e meno impegnativi, come per esempio la riparazione degli intonaci, il rifacimento delle finiture e la tinteggiatura delle pareti. Altri lavori, invece, sono meno frequenti e richiedono maggior impegno lavorativo ed economico. Un esempio su tutti: rifare il bagno.
Vediamo quindi insieme come fare per affrontare un’opera del genere e gestire al meglio tempi e spese.

Rifare il bagno completo: tutte le fasi da seguire

Rifare il bagno presenta molti fattori da tenere in considerazione di volta in volta. Questi, com’è naturale influenzeranno la forbice di spesa ampliandola o restringendola.

Per esempio, se abitate in un affollato quartiere di una grande città, le imprese avranno il problema di avvicinarsi a casa vostra, trovare parcheggio e, presumibilmente, doverlo pagare. Se vivete in campagna, capite che la logistica è più semplice e il costo della vita meno caro. Inoltre, farà la differenza se vivete al quinto piano di un edificio residenziale o in una casetta isolata e ben raggiungibile.

Di seguito vi mostriamo le 9 fasi per il rifacimento del bagno necessarie a portare a termine l’opera.

  • Rimozione degli apparecchi sanitari ed elettrici
  • Demolizione e smaltimento delle piastrelle di rivestimento murario e del pavimento
  • Demolizione e smaltimento dei massetti impiantistici
  • Smantellamento e smaltimento degli impianti idrici comprensivi di sanitari
  • Smontaggio e smaltimento degli impianti elettrici esistenti
  • Riposizionamento degli impianti
  • Stesura del nuovo massetto impiantistico
  • Stesura dei pavimenti e dei rivestimenti a parete
  • Installazione sanitari
  • Tinteggiature
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Esempio di preventivo per rifare il bagno

In base a quanto detto, quindi, possiamo comprendere meglio un esempio di preventivo per ristrutturare il bagno di casa.

Nel rifacimento della zona bagno ci sono tre o se vogliamo quattro figure che intervengono nel processo, le quali rispecchiano le lavorazioni principali:

  • Muratore
  • Idraulico
  • Elettricista
  • Piastrellista –che spesso coincide con il muratore

Ora fate attenzione: i preventivi per ristrutturare il bagno possono essere fatti a misura, ovvero a costo per unità di realizzazione, o a corpo, ovvero un determinato artigiano per quel lavoro sceglie di chiedere una cifra complessiva e dentro ad essa ci rientra la completa fornitura e manodopera.

Se realizzate la pavimentazione di un salone di 200 mq, è comprensibile che si può richiedere un prezzo a metro quadrato e confrontarlo con altri prezzi. Questo vale anche per degli ambienti di media grandezza.

Ma quando optiamo per il rifacimento del bagno, di dimensioni 2×2 e magari con angoli e riseghe in pianta, il prezzo a metro quadrato rischia di non essere veritiero. E quindi gli artigiani propongono dei prezzi a corpo. Questo vale pure per le altre figure in gioco, anche se un idraulico, un elettricista possono scomputare più facilmente singoli materiali e installazioni.

Costo muratore per rifare bagno

Vi siete mai chiesti quanto costerebbe assumere un muratore per rifare il bagno?

Questa riflessione, vale pure per le altre figure presenti.

Comunque, un buon muratore è in grado di valutare un lavoro più o meno a colpo d’occhio. Esso esegue un sopralluogo, annota la grandezza della zona bagno, la praticità degli spazi e vi fa una proposta. Vi consigliamo quindi di farvi affiancare da un professionista che vi aiuti a comparare prezzi e proposte per rifare il vostro bagno e non avere spiacevoli sorprese.

Quali sono i costi totali per il rifacimento del bagno?

Concludiamo l’articolo con dei riferimenti di prezzo chiavi in mano per la ristrutturazione del bagno.

Possiamo dire che per le operazioni elencate la spesa si aggira dai 3500 ai 7000 euro.
In questa forbice rientrano i fattori sopra spiegati e, soprattutto, presa per riferimento la superficie di un bagno medio di 5 o 6 metri quadrati, fa la differenza il livello di pregio delle finiture. Potete infatti scegliere piastrelle che costano 18 euro a metro quadro o piastrelle da 80 euro a metro quadro. Anche la scelta dei sanitari e della rubinetteria è estremamente incisiva per il rifacimento del bagno. Ci sono buoni lavabi a circa 70 euro e oggetti di design dal prezzo superiore ai 250 euro.

Quanto costa rifare un bagno solo di manodopera?

Mediamente si può pensare che la realizzazione di un bagno piccolo di non eccessive pretese si aggiri attorno ai 4000 euro.

In linea di massima stimiamo che la manodopera copra il 55% per questo genere di opere. In questo caso avremmo quindi 2200 euro. Ai fini di una verifica, considerando un costo orario di manodopera specializzata di 24 euro per ora, avremmo all’incirca 12 giorni lavorativi pieni per il compimento del lavoro in questione, un tempo sensato.

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Pavimento per esterno: progetto e funzionalità degli ambienti all’aperto

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Pavimenti e Rivestimenti 25 Luglio, 2018

Gli spazi esterni, per essere vissuti al meglio, necessitano di soluzioni progettuali che li rendano fruibili, percorribili e praticabili in ogni stagione. In questo modo non dobbiamo preoccuparci se la pioggia rende fangoso il terreno. Con il giusto pavimento per esterno non avremo paura di sporcarci e al contempo saremo protetti da fenomeni di pericolosa scivolosità.
Vediamo insieme i materiali e la modalità per avere un pavimento per esterno di qualità.

Pavimento per esterno: un modo per migliorare la qualità della vita all’aperto

Come detto precedentemente, il pavimento per esterno fornisce molti vantaggi come:

  • Spazio esterno percorribile anche a seguito di maltempo, qualora sia in terra battuta
  • Pavimentazione esterna decorativa, pregevole esteticamente anche se ci sono strati di massicciate già presenti a terra, per un risultato molto piacevole agli occhi, con la possibilità di conferire vere e proprie qualità progettuali grazie a disegni, colori, geometrie e decorazioni
  • I pavimenti esterni antiscivolo conferiscono regolarità del piano e sicurezza mentre camminiamo anche in condizioni di pioggia

Pavimentazioni esterne materiali: resistenza e antiscivolo

I materiali per le pavimentazioni esterne devono essere adatti da gestire appropriatamente le seguenti problematiche:

  • Alternanza climatica estate-inverno
  • Fenomeni di ghiacciamento invernale
  • Smaltimento dell’acqua delle piogge
  • Resistenza all’abrasione maggiore rispetto all’interno
  • Requisiti di sicurezza minimi nei confronti dello scivolamento

Il materiale che riveste il pavimento per esterno deve necessariamente rispondere a queste tematiche.

Per esempio, un materiale per esterno troppo poroso può assorbire molta acqua durante una pioggia. Se successivamente si verifica un abbassamento repentino della temperatura sotto la soglia degli zero gradi, l’acqua contenuta nel rivestimento, ghiacciando, può condurre ad una rottura per l’aumento repentino di volume.

Ulteriore criticità è lo scivolamento. In tal caso, per via dell’umidità esterna, le superfici esterne rischiano di essere viscide e quindi i materiali impiegati per le pavimentazioni esterne devono garantire una soglia minima di grip. A tal fine si può fare riferimento alla regolamentazione, quale per esempio la normativa DIN 51130, che ci indirizzano verso precisi requisiti.

Samo 810 x 125

Pavimenti per esterno: gres, cemento, pietra

Vediamo ora più da vicino tre tipologie di pavimentazione esterna.

Il pavimento per esterno in gres, presenta capacità meccaniche invidiabili a prezzi di acquisto contenuti per via del processo di lavorazione delle argille col quale viene ottenuto il materiale.

Senza dubbio, la pietra usata per realizzare pavimenti esterni costituisce un risultato di qualità e profonda suggestione. Fate attenzione però alla tipologia di pietra per rivestire il pavimento esterno. Infatti, alcune di queste trattengono molto male l’acqua e l’umidità.

Purtroppo però, buona parte delle rocce sedimentarie per costituzione fisica sono in grado di assorbire acqua, consumarsi, sfaldarsi, esplodere sotto l’effetto dell’acqua che si ghiaccia. Un esempio tipico di roccia sedimentaria è la pietra serena, la quale spesso viene commerciata e impiegata perché fa parte della nostra cultura costruttiva ed è anche relativamente economica.

Per quanto riguarda il cemento, o per meglio dire calcestruzzo, è molto utilizzato il pavimento autobloccante, composto sostanzialmente da elementi di dimensioni contenute e facili da posare.

I masselli autobloccanti per esterni devono essere posati all’interno di un perimetro fisso, quindi sarà necessario prevedere un cordolo in cemento (anche prefabbricato).

È da tenere presente che, dei tre tipi di prodotti sopra esposti per la realizzazione della pavimentazione esterna, il pavimento autobloccante e la pietra possono essere appoggiati direttamente a terra su un letto di sabbia. Mentre il gres ha bisogno, in linea di massima, di un massetto sottostante.

Pavimentazioni per esterno in legno

 
Avete mai pensato al legno come materiale per i vostri pavimenti esterni? Anche il legno costituisce un’ottima idea progettuale per l’esterno. Col suo calore e la sua eleganza conferisce qualcosa in più alla vista di chi osserva.

Il tema del legno per uso esterno è poco sfruttato per via soprattutto dell’acqua.

A tale proposito, vi possiamo rassicurare: per i pavimenti esterni vengono impiegati dei legni molto resistenti agli agenti atmosferici, capaci di gestire la presenza di forte umidità, come per esempio il pavimento in teak, lo stesso che viene impiegato anche come rivestimento per le barche!

Pavimenti per esterno prezzi

Concludiamo con uno sguardo ai prezzi dei pavimenti per esterno in gres e realizzati con la pietra.

Per l’acquisto dei materiali per il pavimento esterno esistono prezzi di riferimento diversi, in base alla tipologia su cui ricade la scelta.

Un pavimento esterno in gres porcellanato può avere un range molto ampio. Invece, se scegliamo un formato di pavimentazione simil parquet di 20 x 230 cm con un effetto davvero realistico, possiamo giungere a spendere 60-80 euro a metro quadrato. Allo stesso tempo, se la nostra ricerca si risolve positivamente potremmo trovare un articolo simile di lunghezza inferiore, intorno ai 140 cm, e magari di seconda scelta, con alcuni elementi fuori squadro, a 25 euro a metro quadrato.

Come regola generale, si trovano pezzature diverse a prezzi anche più bassi. Considerando 25 euro a metro quadrato circa per la posa, potremmo spaziare dai 35-40 euro a metro quadrato per la fornitura e posa in opera ai 100 euro a metro quadrato.

La pietra per il pavimento esterno può costare cara. Una lastra di arenaria raggiunge i 40-60 euro a metro quadrato o più a secondo degli spessori e della qualità. Una pietra più compatta, sale anche di 30 o 40 euro, ma potremmo trovare di molto più caro. Per la posa della pietra facciamo riferimento a un pavimento classico. Anche se sarebbero necessarie specifiche considerazioni, come termine di paragone può andare bene. Ecco quindi che ci attestiamo su una forbice di 65-140 euro a metro quadrato.

Per quel che riguarda il prezzo degli autobloccanti possiamo dire che vanno dai 35 euro a mq per fornitura e posa in opera con una forbice anche consistente più o meno di 30 – 40 per cento.

Il legno teak ha moltissima variabilità in base alle pezzature, un esempio? 60 – 100 euro al metro quadro più la posa che si aggira intorno ai 13 – 20 euro a mq.

I prezzi sono da intendersi iva esclusa.

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Colori per pareti: come scegliere quelli giusti

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Pitture 24 Luglio, 2018

L’utilizzo dei colori per pareti può essere pensato come vera e propria disciplina e allo stesso tempo come espressione di creatività. È infatti quest’ultima che ci spinge a immaginare nuove proposte, ricercare nuovi abbinamenti e giocare con idee azzardate al fine di comunicare una sensazione nuova, capace di caratterizzare gli ambienti con sensazioni e percezioni inusuali. Oltre alla creatività è opportuno conoscere quello che, in termini tecnici, significa uno specifico colore in modo tale da utilizzarlo al meglio.
Vediamo insieme allora i colori per pareti: le emozioni che trasmettono, e che stimolano nell’osservatore, il loro impatto visivo. Inoltre troverete tanti spunti su come sceglierli e come pensare all’inserimento di colore negli ambienti abitativi.

Come fare il progetto di casa con i colori per pareti

Abbiamo già trattato la tematica dei colori per pareti consigliandovi come ottenere da soli il color tortora.

Perché non parlare in generale dei diversi colori per le pareti interne, la funzione del colore, soprattutto nell’interior design?

Per non rischiare di fare confusione, oggi parliamo di alcune categorie, dei modi di pensare e organizzare i colori. Questi gruppi assumono significato proprio in funzione di come la persona interagisce con essi, e sono concesse anche suddivisioni secondo vari criteri.

Vediamo qui di seguito le caratteristiche di alcune colorazioni per le pareti interne di casa:

  • Colore chiaro per pareti: in generale questa colorazione conferisce distensione e senso di riposo agli ambienti, illuminano e dilatano gli spazi. Sono maggiormente neutrali e quindi spesso sono ottimi in ambienti in cui spendiamo molto tempo poiché sono piuttosto discreti, adatti quindi in casa.
  • Colore scuro per pareti: le tonalità di queste colorazioni sono piuttosto impegnative, piene di personalità e hanno grande impatto. I colori per parete con tonalità più scure sono ideali per locali come bar, ristoranti, pub. Un colore scuro può essere talvolta aggressivo talvolta più elegante. Il colore nero, per esempio è da sconsigliare in casa, soprattutto negli ambienti in cui spendiamo più tempo.
  • Tinte accese e moderne o tinte pastellate: il colore verde per esempio, può essere reso effetto pantone, deciso e uniforme, oppure pastellato, effetto calce o silicato.
  • Celesti e azzurri: sono colori per le pareti interne rilassanti, che portano alla calma interiore e ci riappacificano con noi stessi, anche per esempio al termine di giornate pesanti e stressanti.
  • Verdi: sono anch’essi colori che danno serenità, ma rispetto agli azzurri portano con sé una maggiore vocazione all’iniziativa, all’azione.
  • Bianco: il bianco è il re dei colori poiché li racchiude tutti in sé. Estremamente elegante, è idoneo a tutti i contesti e, cosa incredibile, riesce a possedere al contempo personalità e vocazione neutrale.
  • Grigio: il grigio è un colore molto interessante, di natura elegante ma non solo. Un tono di grigio medio equilibrato può apparire super contemporaneo, oppure un antracite spinto e graffiante può richiamare atmosfere grunge.

Di seguito riportiamo qualche esempio pratico di colorazioni per le pareti per diverse zone della vostra casa.

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I colori per le pareti di cucina e soggiorno

Il soggiorno e la cucina sono ambienti che tendiamo a vivere molto durante la giornata. In essi cuciniamo, pranziamo, ceniamo, rimaniamo chiacchierando con familiari e amici.
Partendo dall’idea che il bianco, come detto, è il colore per antonomasia e si addice praticamente a tutte le situazioni, in cucina si inserisce bene un colore vivace, anche un verde salvia per esempio, che sia rappresentativo della solerzia e la creatività che richiede preparare i pasti.

Per quanto riguarda il colore delle pareti di un soggiorno, inteso sia come divano e tv sia come tavolo per il pasto, è interessante un colore meno acceso, con la capacità di rilassarci, talvolta un grigio è adeguato, talvolta possiamo tentare con un tortora.

Colore pareti per le camerette

Attenzione ai colori della parete nella camere da letto. Non dimentichiamo: qui dormiamo e il sonno è importante. Il colore delle pareti dunque, deve essere sereno, pacifico e ristoratore. Quindi niente colori elettrizzanti. Per quanto interessanti, in camera abbiamo bisogno di rilassarci più che venire stimolati da colori troppo accesi. Un colore perfetto è l’azzurro di certo, il celeste o il blu chiaro che ci fanno sentire fra il cielo e il mare.

Colori per pareti 2018: quali sono i più usati?

Ma quali sono le tendenze colori per il 2018?
Se è vero che Coco Chanel disse che la moda passa ma lo stile resta, è consigliabile evitare soluzioni estreme o troppo modaiole. Se siete persone che amano cambiare spesso potete azzardare. I colori molto forti tendono a stancare!
Ciò detto, concludiamo con una breve lista che a parere nostro rappresenta i gusti dell’anno:

  • L’intramontabile bianco
  • Grigio sempre elegante, anche nella sua variante antracite
  • Rosso scuro, tendente al porpora, nella sua specificità bordeaux
  • Tortora: un colore che da tempo è sulla cresta dell’onda; porta con sé il vantaggio di essere declinabile in toni shabby, eleganti e sofisticati, dal tocco anglosassone.

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Persiane in alluminio: su misura, scorrevoli, orientabili e prezzi

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Porte e Finestre 16 Luglio, 2018

Le persiane sono una soluzione tecnologica storica e sempre al passo coi tempi. Infatti, sono nate molto tempo fa ed il loro design deriva direttamente dal loro scopo di utilizzo. La forma è emanazione diretta della loro funzione.
L’evoluzione riguarda solo il materiale di realizzazione. Ad oggi, sono le persiane in alluminio ad occupare una buona fetta di mercato, perciò approfittiamo di questo spazio per parlarne un po’.

Le persiane in alluminio: funzionamento e la loro evoluzione

In un precedente articolo abbiamo parlato dei sistemi di ombreggiatura tradizionali delle persiane. Ora invece, cerchiamo di osservare più specificatamente le persiane in alluminio.
Come accennato sopra, questo elemento racchiude in sé design e funzione con una capacità d’integrazione mirabile: le persiane con lamelle orientate verso il basso schermano la luce solare e nello stesso tempo, però, permettono alla luce filtrata di garantire una giusta illuminazione degli ambienti.

In piena estate dunque, le persiane orientabili in alluminio sono una strategia vincente: possiamo infatti avere luce in casa senza però patire il caldo dell’irraggiamento solare.
L’evoluzione tecnologica delle persiane risiede nei materiali con cui al giorno d’oggi vengono prodotte:

  • Persiane in legno
  • Persiane in PVC
  • Persiane in alluminio
  • Persiane in acciaio
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Serramento esterno a lamelle per finestre: cosa c’ è da sapere

Concentriamoci sul serramento per finestre in lamelle di alluminio.
Sappiamo bene che l’alluminio è un metallo con peculiarità specifiche rispetto agli altri materiali. Infatti, possiamo dire che è di fatto immune all’ossidazione. A differenza dell’acciaio quindi, non necessita di mani finiturali protettive. L’alluminio per isolare meglio l’esterno è il materiale ideale poiché non si ossida, non si rovina, non si consuma. Di fatto, è semi-eterno. Vediamone i suoi pro ed i suoi contro:

Vantaggi delle persiane in alluminio:

  • È molto resistente meccanicamente
  • È molto resistente alle intemperie, al caldo e al freddo e non si consuma
  • Per i motivi sopra detti, quasi non necessita di manutenzione

Ma quali sono invece gli svantaggi di una persiana in alluminio? Forse quelli più importanti sono:

  • Conduttore di calore: in inverno le persiane sono fredde e in estate calde
  • L’aspetto estetico dell’alluminio è di qualità, ma non idoneo a tutti i contesti: si addice meglio a edifici moderni meno a quelli storici

Come mitigare l’effetto caldo – freddo dell’alluminio?

Un modo è stato quello di ricoprirlo con una pellicola di PVC che serve a smorzare le temperature estreme e a conferire particolari effetti estetici. Talvolta, si possono riscontrare dei profili in alluminio al cui interno è inserita un’anima in PVC.

Persiane in alluminio: su misura, scorrevoli, orientabili

Le principali realizzazioni di persiane che ci sentiamo di elencare, comuni anche agli altri materiali, sono:

  • Realizzazione di persiane in alluminio su misura
  • Ottenere una persiana in alluminio scorrevole
  • Installare lamelle orientabili nella persiana in alluminio

Analizzando le tre proposte di persiane, dovreste considerare che infissi di misure molto importanti non sono di semplice realizzazione. Infatti, possono risentire dell’effetto del loro peso, di dilatazioni e contrazioni eccessive ed altro. Da questo punto di vista l’alluminio è un ottimo materiale, capace di assicurare qualità e stabilità nel tempo.

Per esempio, le lamelle orientabili delle persiane in alluminio sono un’ottima idea per ripararsi integralmente dalla luce e al contempo sfruttarla quando richiesta. Il metallo, senza dubbio, permette la costruzione di meccanismi di orientamento e rotazione precisi e durevoli.

Quali sono i prezzi delle persiane in alluminio?

Concludiamo quindi l’articolo con il prezzo delle persiane in alluminio. Quanto ci impegna la fornitura e l’installazione di un prodotto del genere?

È importante rendersi conto che le condizioni in cui operiamo variano a seconda del contesto geografico e specifico in cui ci troviamo. Inoltre, considerazione fondamentale, contano più di tutto le misure. Quindi, per dare un’idea possiamo dire che per acquistare delle persiane in alluminio possiamo spendere all’incirca dalle 200 alle 400 euro a coppia di ante.

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