Come arredare un bagno piccolo e poco spazioso al meglio

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Bagno Finiture Sanitari e Mobili Luglio 20, 2021

Arredare un bagno piccolo può sembrare facile all’apparenza, mentre in realtà è un progetto di ristrutturazione che richiede tempo e cure specifiche.

Lo studio dell’arredamento e del design del bagno è in continua sperimentazione ed evoluzione.

Questo perché un ambiente bagno piccolo deve poter sia essere esteticamente appetibile, sia poter garantire comunque ergonomia e sicurezza nei movimenti.

Da qui, la nascita di soluzioni brillanti che permettono di ottimizzare lo spazio anche negli ambienti di dimensioni più ridotte per un comfort abitativo che nulla toglie alla bellezza dell’arredo.

In questo articolo, parleremo di:

Selezionare i migliori arredi di design salvaspazio per un bagno piccolo è fondamentale

Arredare un bagno poco spazioso: le soluzioni ideali

I bagni con poco spazio a disposizione sono un grande sfida, arredarli è molto complesso in quanto si corre il rischio di rinunciare al comfort per l’estetica o viceversa.

In aggiunta a questo, alcuni bagni hanno la fortuna di far apparire lo spazio più grande, mentre altri necessitano di una ristrutturazione per guadagnare ariosità e dimensione spaziale.

Arredare un bagno piccolo dipende allora da numerosi fattori tra cui spiccano il budget a tua disposizione e, prima ancora del design, le tue abitudini quotidiane.

Vediamo allora come prendere le decisioni ottimali per arredare un bagno poco spazioso.

Perché è importante valutare gli usi del lavabo per arredare un bagno piccolo?

Il lavandino e lo spazio disponibile attorno ad esso sono aspetti cruciali di ogni bagno. In questo caso prima di prendere decisioni importanti è consigliabile determinare le tue esigenze.

Se sei una persona solita utilizzare molti articoli per la cura personale allora avrai necessariamente bisogno di altrettanto spazio per stiparli comodamente.

Nel caso di un bagno piccolo con doccia e vasca, la soluzione vincente è sfruttare tutti gli spazi, ad esempio inserendo un mobile sotto il lavabo o aggiungendo mensole aggiuntive.

Orientati verso modelli di lavandini a colonna abbinati a scaffalature e mobili decorativi per curare al meglio anche l’aspetto visivo.

Infine, in commercio esistono anche lavandini ad angolo che si prestano ad essere inseriti tra due pareti permettendoti di arredare il bagno sfruttando anche gli angoli.

Un bagno piccolo deve essere sicuro, accogliente ed elegante

Prediligi soluzioni design salvaspazio: opta per gli arredi Fiora

Fiora progetta e produce soluzioni globali per il bagno che si distinguono per un design curato al minimo dettaglio e la delicatezza delle sue texture e colori.

Piatti doccia, pannelli per pareti, radiatori, mobili e lavabi in poliuretano, un materiale avanzato specialmente adatto per le zone umide.

Design in armonia con lo spazio e il tempo che rivelano precisione tecnologica e la delicatezza tipica del lavoro artigianale. Due valori apparentemente opposti, il cui connubio equilibrato è la chiave della produzione aziendale.

Fiora introduce il Solid Surface e il marmo naturale nella sua gamma di materiali per superfici, piani d’appoggio e lavabi.

Inoltre, in Italia presenta Sinergy, un mobile da bagno che si distingue per la sua texture laminata e i suoi tre esclusivi colori.

Marca leader nell’uso del poliuretano, Fiora include ora nel suo catalogo, superfici, piani d’appoggio e lavabi in mono-materiale, sia Solid Surface, sia in un ventaglio di cinque marmi di diversa origine e tonalità.

In questo modo moltiplica le possibilità di personalizzazione di ogni pezzo e introduce sia materiali avanzati, sia altri naturali.

Questa novità risponde ai trend nell’arredo bagno, dove il poliuretano e la sua alta capacità di riproduzione di texture, si combinano con nuove finiture, con una maggior presenza materica nel design.

Il sistema di arredamento Synergy interpreta lo stile di vita contemporaneo attraverso una straordinaria sensibilità verso i materiali.

Synergy recupera l’essenza dei laminati di legno massello con una collezione con due superfici di tendenza: una ondulata dritta e l’altra stondata. L’identità estetica di Synergy si traduce in un design scevro da decori eccessivi, con un equilibrio tra le tendenze attuali e il suo carattere senza tempo.

Oltre alla gamma cromatica di Fiora, Synergy dispone di tre colori esclusivi per la collezione: Ultramar, Kermes e Tuile, toni di tendenza frutto di un apposito studio cromatico. In totale dodici colori, due texture esclusive, quattro tipi di lavabo e tre forme di specchio.

Synergy si adatta a diversi tipi di spazio grazie alla varietà delle composizioni e dei formati possibili.

Fiora: soluzioni di design salvaspazio per arredare un bagno piccolo ma con gusto

© Photo credit by Fiora

Arredare un bagno piccolo significa anche scegliere i giusti sanitari

Anche se la maggior parte delle persone desidera avere il massimo spazio disponibile attorno ai sanitari, non è sempre possibile nei bagni più piccoli.

Se il budget a tua disposizione ti permette di cambiare i sanitari, puoi sostituirli con altri più piccoli e che occupino meno spazio all’interno del bagno.

Altrimenti un consiglio è di cercare di liberare il pavimento dagli oggetti tipici del bagno come cestini, tappeti ingombranti e sacchi della biancheria. In questo modo più spazio libero vedrai intorno a te e meglio ti sentirai.

I sanitari definiscono il grado di ergonomia e funzionalità in un bagno di piccole dimensioni

Progetta un box doccia custom per arredare il tuo bagno piccolo

Se hai un bagno piccolo quasi sicuramente sarai obbligato a scegliere una doccia.

Un’alternativa possono essere i sistemi combinati vasca doccia o un box doccia custom coordinato con vasca, tuttavia in questi casi bisogna essere pronti a spendere un po’ di più.

Per prima cosa, sempre se il tuo budget lo consente, è opportuno sostituire le tende della doccia con porte a vetri.

Il vetro riesce a dare l’illusione di uno spazio più grande e, anche quando userei la doccia tu stesso, ti sembrerà di trovarti in un bagno più grande. Oppure potresti semplicemente cambiare le tue tende con altre dai colori più chiari e tenui.

Opta per finiture e colorazioni in grado di rendere il bagno piccolo più accogliente

Nell’arredare un bagno piccolo devi sempre tenere a mente che i colori scuri fanno sembrare una stanza più piccola mentre i colori chiari più grande.

Il consiglio è allora di scegliere colori che tendono ad imitare ed esaltare la luce naturale con toni neutri e solari. Cambia le lampadine con altre che abbiano una luce più calda.

Questo ti aiuterà a valorizzare in modo migliore lo spazio e soprattutto le lampadine hanno un effetto determinante su come ti vedi nello specchio. Se la luce non è buona, la tua immagine non ti soddisferà e tanto meno il tuo bagno.

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Termocopertura: prezzi al metro quadro e tutti i suoi benefici

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Isolamento Tetto e Coperture Luglio 11, 2021

In questo articolo, studieremo i benefici derivanti dagli interventi di isolamento termico degli edifici, con un focus sulla termocopertura prezzi al metro quadro.

Iniziamo facendo un salto indietro, quando agli inizi del 2000 si è sviluppata la sensibilità verso la questione energetica in generale e soprattutto nel settore delle costruzioni.

Questa tardiva ma vigorosa attenzione rende onore a numerosi studi e ricerche che hanno dimostrato come tra gli anni ‘60 e ’90 abbiamo consumato troppo per riscaldare e raffrescare i nostri edifici.

Ma da dove è sorta la necessità di fare così largo uso di termosifoni e condizionatori?

Alla base di tutto questo vi è un’insufficiente attenzione tecnologica ai pacchetti costruttivi generata anche da una reale carenza di cultura in materia energetica.

Ciò ha fatto sì che gli involucri delle costruzioni fossero poco capaci di gestire i rigidi climi invernali e le afose temperature estive.

A seguire, andremo ad affrontare alcune tematiche centrali inerenti all’argomento. In modo particolare:

Applicazione termocopertura

Quali sono i prezzi al metro quadro della termocopertura?

Che tipo di spesa bisogna affrontare per isolare casa nostra? Qual è il prezzo della termocopertura al metro quadro? Facciamo alcuni esempi concreti per comprendere meglio la situazione.

Un pannello in poliuretano o polistirene con spessore da 8 cm è un prodotto non molto risolutivo ma sono in tanti ad applicarlo poiché, in effetti, con una spesa piuttosto contenuta permette già un miglioramento apprezzabile.

Applicato sulla copertura, si può andare a spendere mediamente dai 6 ai 10 euro al metro quadrato circa per il pannello.

Un isolamento con fibra di legno, da posizionare anch’esso sulla copertura e con uno spessore di 10 cm, è acquistabile a 25-35 euro al metro quadro per il pannello.

Se siete orientati all’acquisto di pannelli in lana di roccia ad alta densità, spessore 10 cm, il prezzo potrebbe oscillare tra i 20 e i 30 euro.

Molto più contenuti sono invece i rotoli per il sottotetto. Un rotolo di lana di vetro – spessore 12 cm – è acquistabile a circa 10 euro a metro quadrato.

Tenete conto che, oltre a questo dovrete sostenere l’eventuale installazione. Certo non è possibile dare un range a riguardo.

I fattori in gioco sono numerosissimi e il consiglio è quello di farvi seguire da un professionista.

Stratificazione termocopertura

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I benefici dell’isolamento termico? Benessere e risparmio

Dopo aver parlato di come migliorare l’isolamento termico: le regole base per un lavoro a regola d’arte, cogliamo questa occasione per concentrarci sui lavori che è consigliabile svolgere durante l’operazione per la copertura.

Partiamo come sempre da alcuni concetti basici grazie ai quali è possibile comprendere meglio quanto poi esposto.

  • La conducibilità termica è l’attitudine di un materiale a essere attraversato dal calore e a trasmetterlo. I materiali con bassa conducibilità sono i cosiddetti isolanti.
  • La trasmittanza termica richiama il concetto di conducibilità ma, mentre questa fa riferimento ad una proprietà intrinseca del materiale, la trasmittanza descrive il comportamento di un pacchetto tecnologico in toto. È quindi corretto parlare di conducibilità del sughero mentre parliamo di trasmittanza di una copertura.
  • L’inerzia termica è il concetto di inerzia ma applicato al passaggio del flusso di calore all’interno del pacchetto tecnologico che stiamo considerando. Di fatto, essa si valuta col numero di ore necessarie perché un flusso termico attraversi da superficie esterna a superficie interna un determinato involucro.

Se riusciamo a costruire involucri abitativi con ottime caratteristiche energetiche, allora possiamo sia vivere meglio sia risparmiare in riscaldamento e raffrescamento affannando meno il clima e l’inquinamento terrestri.

Strato termocopertura

Pannelli coibentati per copertura esistente

Pannelli preaccoppiati per isolamento termico e/o tetto coibentato: come fare? Iniziamo col dire che nella maggior parte dei casi in cui vogliamo isolare una copertura, siamo in presenza di un edificio esistente.

Per farlo è necessario procedere in due modi:

  • Isolamento esterno: nel caso in cui abbiate il tetto a vista o una mansarda di cui vi servite, siete obbligati ad intervenire all’estradosso del solaio di copertura, ovvero all’esterno. In questo caso dovete allestire i ponteggi o altri sistemi di protezione attorno alla casa come, il parapetto mobile per copertura e, una volta tolto il manto di copertura, posizionare uno strato di materiale isolante.
  • Isolamento interno: nel caso invece in cui avete una mansarda non abitabile o che non usate, potete procedere disponendo del materiale isolante direttamente sull’estradosso del solaio in questione, senza quindi dover intervenire in copertura.

Quali pannelli coibentati usare? O meglio quali materiali prediligere? A seconda che siamo nella prima o nella seconda ipotesi, ci serviamo di soluzioni differenti.

Ecco i materiali dei pannelli collocabili sotto il manto di copertura:

  • Poliuretano
  • Polistirene
  • Lana di roccia ad alta densità
  • Lana di vetro ad alta densità
  • Fibra di legno
  • Sughero

Per i sottotetti possiamo invece usare rotoli di:

  • Lana di roccia
  • Lana di vetro
  • Sughero

Ogni caso è a parte per quanto riguarda la capacità isolante. Ma un consiglio che sentiamo di darvi è di garantire comunque almeno 12 cm di spessore per avere risultati tangibili.

In riferimento alla tematica della termocopertura e dei relativi prezzi al metro quadro, prodotti come lana di roccia, fibra di legno e sughero costano maggiormente, ma sono ottimi articoli.

Per approfondimenti sulla coibentazione del tetto, consigliamo la lettura di questo articolo: “Ecobonus 110% anche per la coibentazione dei tetti: come funziona e come ottenerlo”.

Pannelli sandwich per copertura nuova

Anche se le nuove costruzioni sono rare, potreste essere intenzionati ad un piccolo ampliamento o una sopraelevazione.

Tenete in considerazione, qualora così fosse, la possibilità di servirvi di pannelli sandwich.

La tendenza di oggi è quella di comporre la stratigrafia del tetto con due isolanti differenti, accoppiati con lo scopo di sfruttare le migliori caratteristiche di entrambi (per esempio: poliuretano + fibra di legno, conducibilità e sfasamento).

Questi sono pannelli autoportanti che costituiscono il solaio stesso. Sono composti da due lamiere che accolgono al loro interno uno strato di isolante.

Qualora decideste di muovervi in questa direzione, esistono sandwich di varie misure ma, per garantire una buona inerzia termica, vi sconsigliamo di scendere sotto i 18 cm di spessore.

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Vasca da bagno in muratura: i diversi modelli e costi

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Bagno Giugno 16, 2021

Oltre alla classica vasca, intesa come oggetto a se stante, è possibile progettare soluzioni di maggior impatto visivo, inglobate all’interno di struttura circostante: le cosiddette vasche da bagno in muratura.

Vediamo assieme quali modelli possiamo realizzare e i loro costi.

Bagno moderno con vasca in muratura

Costruire una vasca da bagno in muratura: i modelli

In un precedente articolo abbiamo parlato in generale degli oggetti preposti alla nostra igiene e al nostro relax, affrontando l’argomento della scelta tra vasca o doccia per l’arredamento bagno.

In questa circostanza parleremo della vasca da bagno in muratura. In particolare, vediamo come una vasca inserita in un struttura esterna possa fungere da contenitore di design e lo integri al contesto.

In tale senso, i modelli per un bagno in muratura possono essere di 2 tipi:

  1. Vasca in vetroresina inserita in una struttura realizzata in muratura e rivestita successivamente;
  2. Vasca realizzata interamente in muratura, quindi non provvista di un guscio prefabbricato.
XELLA ITALIA S.r.l.

Vasca in muratura con guscio prefabbricato

Per il primo modello dei due citati, le soluzioni estetiche con cui finire la superficie della struttura sono molteplici:

  • Superficie piastrellata in modo da integrare la vasca al rivestimento circostante
  • Superficie piastrellata per mettere in risalto la vasca rispetto al contesto
  • Rivestimento a mosaico
  • Rivestimento con smalto all’acqua
  • Rivestimento con smalto ceramico
  • Rivestimenti con doghe di legno per simulare l’ambiente sauna e baita di montagna

Impermeabilizzare vasca da bagno in muratura: metodi e prodotti

Nel secondo caso, invece, parliamo di una vera propria “piscina” di piccole dimensioni. Quindi non esiste alcun guscio prefabbricato, ma con la muratura stessa andiamo a plasmare la forma che abbiamo in mente.

Le soluzioni per l’impermeabilizzazione sono numerose:

  • Guaina liquida
  • Smalto ceramico
  • Resine
  • Intonaci e relative finiture specifici per lo scopo

In questo caso siamo in presenza di possibilità espressive decisamente più plastiche e la realizzazione risulta più onerosa.

vasca da bagno in muratura

Infatti la vasca che riempiremo d’acqua sarà costituta dalla muratura stessa e quindi avremo possibilità di generare molte forme, fra le quali dritte, curve, regolari e irregolari. Allo stesso tempo dovremo curarci che il sistema funzioni e soprattutto sia ben impermeabilizzato.

L’acqua risulta estremamente insiodiosa e quindi è necessario prestare attenzione affinché essa non si infiltri nelle strutture.

I muriccioli possono essere realizzati in elementi laterizio e malta. Una buona soluzione è l’uso di blocchi semipieni. Essi sono abbastanza leggeri ma sufficientemente stabili per creare l’effetto piscina.

Merita in questo caso ricordare che è bene prestare attenzione in fase di progettazione a non farsi prendere eccessivamente la mano. Vogliamo dire che, essendo liberi, rischiamo di costruire vasche da bagno in muratura eccessivamente estese e capienti. Non dimentichiamoci che l’acqua pesa e potremmo generare un carico eccessivo sul solaio sottostante.

vasca da bagno in muratura

Quanto costa una vasca in muratura e la sua realizzazione?

Elenchiamo le spese per la costruzione di vasche da bagno in muratura.

Innanzitutto ricordiamo che nel primo caso visto, ovvero se si ha un guscio in vetroresina, le misure principali in pianta sono:

  • 70×150 cm
  • 70×160 cm
  • 70×170 cm
  • 70×180 cm
  • Alcune variazioni sulle misure sopra riportate

Di conseguenza il lavoro è quello di formare prima il contenitore in muratura con il guscio inserito all’interno e poi rivestirlo.

Considerando di spendere dai 150 ai 400 euro per una vasca, possiamo aggiungere dai 300 ai 500 euro per il lavoro dell’idraulico e dai 300 agli 800 euro o più per il lavoro del muratore. Questa voce varia in funzione delle lavorazioni svolte.

Certo, altro caso se non abbiamo già le predisposizioni dell’acqua e dobbiamo rivoluzionare il nostro bagno. Ancora più oneroso se interveniamo in un ambiente in cui il bagno non esiste ancora.

Per la vasca interamente in muratura il discorso chiaramente cambia.

Si intende che non è possibile proporre in questa sede un prezzo sensato poiché riveste fondamentale importanza la complessità del progetto.

Per questo motivo, concludiamo consigliandovi di farvi seguire da un professionista di vostra fiducia qualora vogliate usare tale sistema.

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Lavori in cartongesso, ristrutturare casa con creatività e funzionalità

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Cartongesso Edilizia Pareti Interne Giugno 14, 2021

I lavori in cartongesso permettono ampie possibilità di personalizzazione sia funzionale che di finiture, unendo creatività e praticità. Ma quali lavori in cartongesso puoi realizzare in casa? Vediamolo di seguito.

Leggero, pratico da montare, versatile e con ampie possibilità di personalizzazione sia funzionale che di finiture: è il cartongesso, re delle soluzioni degli interni poiché unisce creatività e praticità, ottimizzando le possibilità spaziali in casa nostra.

Le pareti in cartongesso, infatti, sono una delle prime idee che si hanno quando è necessario cambiare qualcosa in casa. Una vera e propria manna dal cielo per chi decide di ristrutturare casa tenendo sotto controllo il budget.

In questo articolo approfondiamo:

Le pareti in cartongesso ospitano facilmente forassiti e cavi di impianti

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Che cos’è e come utilizzare il cartongesso?

Prima di metterci ad eseguire lavori in cartongesso è bene capire di che cosa stiamo parlando.

Il cartongesso è uno strumento edile che troviamo sotto forma di pannelli di vario spessore costituiti da gesso trattato con speciali resine che lo rendono molto robusto.

Il composto ottenuto dalla miscela di gesso e resine viene poi racchiuso tra due strati di cartone.

Questo è l’elemento base che ci permetterà, tramite un supporto metallico, di avere le partizioni in cartongesso.

A seconda del tipo di lavori che andremo ad eseguire potremmo fruire di diverse tipologie. Ad esempio si trovano pacchetti che conferiscono alle pareti in cartongesso un migliore isolamento termico o acustico o entrambi.

Le lastre comuni di cartongesso hanno di solito due spessori:

  • 9,5 mm
  • 12,5 mm

Applicazione lastre in cartongesso

Per cosa si usa il cartongesso?

Le soluzioni dei lavori in cartongesso vengono usate principalmente nel momento in cui ci si trova a ristrutturare casa magari aggiungendo un vano o apportando modifiche ad alcune stanze.

Il cartongesso fai da te sta prendendo sempre più piede tra le abitudini degli appassionati di piccola edilizia poiché:

  • ha tempi di realizzazione molto brevi;
  • non comporta un eccessivo impegno cantieristico;
  • ha costi contenuti.

I lavori in cartongesso più diffusi sono quelli di partizione degli spazi attraverso pareti divisorie, controsoffitti e rivestimenti.

Se ti stai chiedendo quanto costa un lavoro in cartongesso, considera che gli interventi in cartongesso sono una soluzione veloce ed economica che dura nel tempo. Infatti la velocità di installazione e l’ampia gamma di applicazioni si combinano con le elevate caratteristiche di isolamento termico e acustico del materiale.

Come realizzare lavori in cartongesso?

Una delle caratteristiche che maggiormente si riconoscono all’uso del cartongesso in edilizia oltre alla sua estrema rapidità di realizzazione, è che si presta a molteplici soluzioni.

La struttura che sorregge le lastre dei pannelli in cartongesso può essere modellata e studiata sulle caratteristiche specifiche di ogni intervento.

Si va dalla semplice partizione di stanze fino alle controsoffittature, passando per nicchie, angoli libreria e ogni elemento che possa avere una funzione assimilabile.

Uno dei pregi delle pareti in cartongesso è che ospitano facilmente forassiti e cavi di impianti, sarà sufficiente incidere la superficie delle pareti in cartongesso e poi stuccare per avere una libertà compositiva a livello illuminotecnico che, in una muratura tradizionale, avrebbe portato via molto più tempo ed energie.

Non a caso gli elementi in cartongesso ospitano spesso faretti led e soluzioni di illuminazione variegate e originali. Una delle cose a cui bisogna fare attenzione quando si decide per la realizzazione di lavori in cartongesso è quella di non sottoporre le pareti in cartongesso a eccessivi carichi verticali come, ad esempio, quadri pesanti o librerie a sbalzo.

Lavori su pareti in cartongesso

Lavori in cartongesso ed edilizia ad alta tecnologia

Se in Italia le pareti in cartongesso sono ancora viste principalmente come materiale per ristrutturare casa, nei paesi del nord Europa, Germania in testa, è un vero e proprio materiale da costruzione.

I lavori in cartongesso sono infatti realizzati mediante tecnologia a secco, procedura che si combina perfettamente con le costruzioni in legno lamellare e x-lam che prevedono montaggi di elementi prefabbricati senza eccessivo uso di malte.

Facile è quindi immaginare che i lavori in cartongesso, da semplice cartongesso fai da te, diventeranno ben presto uno degli strumenti principali di una progettazione attenta ai costi e alla dispersione di energie e consapevole della necessità di cambiamento che ogni edificio residenziale ha nel tempo.

Trova gli specialisti della ristrutturazione

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Ringhiere per esterni moderne e classiche: la normativa

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Outdoor Giugno 08, 2021

Quando progettiamo e costruiamo le nostre abitazioni spesso non rinunciamo alla possibilità di avere degli spazi limitati da ringhiere per esterni che funzionino da filtro e da interfaccia fra interno ed esterno.

Balconi, lastrici solari oppure delle scale che dal giardino conducono fino al portone di casa: aree che ci permettono di vivere in relazione con la dimensione aperta e pubblica pur sentendoci al riparo fra le mura della nostra casa.

Perciò, dalla necessità di posizionare un’opportuna ringhiera per motivi di sicurezza sorge l’occasione di progettare degli elementi che siano non solo funzionali ma anche oggetto di design e decoro della facciata.

In questo articolo, parleremo di ringhiere per esterni e affronteremo le seguenti tematiche:

Una ringhiera da esterno per delimitare balconi, verande e scale

Normativa di riferimento per ringhiere da esterno

Per normativa siamo obbligati a posizionare un opportuno corrimano in tutte quelle situazioni in cui si rischia un caduta dall’alto.

Quindi per esempio nel caso di balconi, terrazze, lastrici solari, scale esterne e altri casi. I disposti di legge sono riscontrabili su due livelli normativi:

  1. La normativa nazionale fa riferimento al decreto ministeriale numero 236 del 1989
  2. La normativa locale fa riferimento ai regolamenti edilizi e non solo dei singoli comuni

Vi è inoltre un bonus per il restauro delle facciate che potrebbe tornare utile al fine di eseguire un lavoro a regola d’arte.

Genericamente i parapetti, per essere considerati a norma, devono possedere le seguenti caratteristiche che normalmente vengono confermate anche a livello locale:

  • Altezza non inferiore a 1.00 metro
  • Nel caso siano costituite da montanti verticali posti uno vicino all’altro fra loro, tali montanti devono essere posizionati così da non permettere il passaggio di una sfera di diametro d = 0.10 m. La sfera in questione, più in generale, non può trovare passaggio in nessun modo.

In questa occasione però, ricordiamo che nella storia dell’architettura le ringhiere non sono state solo un obbligo, ma sono diventate motivo di creatività progettuale e molti architetti le hanno usate per dare forma e ritmo alle facciate degli edifici.

Pensiamo alla lanterna della cupola di Santa Maria del Fiore a Firenze: essa è circondata da una semplice e lineare quanto muscolare ringhiera in ferro che, garbata e splendida, è ravvisabile sin dai palazzi attorno e dalla piazza sottostante.

O, per citare un esempio più contemporaneo, pensiamo al palazzo per residenze di Milano dell’architetto Zaha Hadid. I suoi parapetti diventano davvero architettura e modellano la forma stessa dell’edificio.

Ringhiera per esterni in stile classico
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Ringhiere per esterni classiche

Ma quali sono gli stili per le ringhiere per esterni?

Cominciamo col citare modalità più classiche che rientrano ormai in modo stabile nelle nostre corde. Ovvero disegni consolidati che fanno parte del nostro immaginario e della nostra sensibilità già da tempo.

Gli stili che possiamo citare sono i seguenti:

  • Elementi classici con partiture regolari formati da materiali metallici: il corrimano e i montanti sono semplici, esili e stilizzati. Ricordiamo appunto la già citata ringhiera di S. Maria del Fiore.
  • Elementi classici con disegni comunque regolari ma dalla presenza più massiccia e importante di elementi orizzontali e verticali. In questo caso ci serviamo di materiali lapidei e costituisce un mirabile esempio la scala della biblioteca laurenziana a Firenze oppure il tempietto del Bramante a Roma
  • Elementi comunque noti tipici dell’architettura di montagna, costruiti con tavole lignee trattate.
Ringhiera per esterni di design moderno

Ringhiere per esterni moderne

Parliamo ora invece dei disegni moderni che costruiscono un più attuale panorama realizzativo. Trattasi di oggetti minimali, con linee semplici e al contempo insolite.

È frequente trovare una linea progettuale unica, che mai si dirama né si concede a grazie o ghirigori, ma fluida si muove cambiando direzione lungo il suo sviluppo. Alcuni esempi sono:

  • Il già visto palazzo di Zaha Hadid
  • Il centro Pompidou di Parigi progettato da Renzo Piano, dove la scala è un movimento che attraversa tutta la facciata in diagonale
  • Le residenze per anziani di Amsterdam progettate da MVRDV: una fortunata composizione di volumi architettonici in cui le ringhiere sono lastre di vetro colorate.

Materiali impiegati nella produzione di ringhiere per esterni

Infine concludiamo proponendo un vero e proprio elenco di materiali utilizzabili per realizzare ringhiere per esterni per ogni stile e sensibilità estetica:

  • Acciaio
  • Acciaio corten
  • Alluminio
  • Ferro battuto per effetti anche retrò o new liberty
  • Mattoni ed elementi laterizi in genere
  • Pietra
  • Legno massello
  • Vetro

Ovviamente, in base al tipo di materiale e a vostra discrezione potrete procedere sverniciando le ringhiere. Per questo lavoro di ristrutturazione, sebbene rientri nelle pratiche fai-da-te, vi consigliamo di rivolgervi ad un professionista.

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Come risolvere le infiltrazioni d’acqua da tetto, terrazzo, pareti

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Edilizia Maggio 12, 2021

Le infiltrazioni d’acqua sono un problema con il quale a tutti può capitare di confrontarsi prima o poi. Se c’è qualcosa, nella vita quotidiana trascorsa nelle nostre abitazioni, che può facilmente verificarsi e non sempre è di facile risoluzione, è proprio quello delle infiltrazioni nel tetto, nel terrazzo e anche nelle pareti.

Questo può presentarsi più facilmente nel caso in cui viviamo in case antiche, per esempio in centro storico.

In questi contesti urbani, infatti, spesso gli edifici si sono adagiati l’uno sull’altro generando coperture dalle conformazioni e geometrie davvero bizzarre.

Ma l’acqua si può presentare anche in molte altre situazioni costruttive più recenti.

L’acqua è insidiosa e con enorme facilità trova una strada da percorrere per giungere all’interno del nostro spazio. Vediamo come comprendere dov’ è la falla e come porre rimedio a questo problema.

In questo articolo, parleremo di:

Proteggere tetto, pavimenti e terrazzi dalle infiltrazioni d'acqua è fondamentale

Infiltrazioni d’acqua nel tetto: un caso classico

Il caso più classico di infiltrazione acqua è quello che riguarda la copertura dell’edificio. L’acqua che entra dal tetto e bagna i nostri plafoni e soffitti, giunge talvolta fino a terra. Quali sono le principali cause di questo fenomeno?

Normalmente i tetti presentano uno strato di guaina impermeabilizzante sopra la quale poggia il manto di copertura in elementi di laterizio.

Talvolta, invece, è presente il solo manto. A seconda della situazione in cui ci troviamo le ragioni variano.

Nel caso ci sia solo il manto di copertura, potrebbe essersi semplicemente rotto qualche coppo o tegola. Oppure da qualche parte una scossalina metallica si è spostata, lasciando filtrare l’acqua.

In merito alle scossaline puoi trovare informazioni utili in questo articolo: Scossalina metallica: quando e come usarla.

Nel caso sia presente anche la guaina, allora spesso la sola rottura degli elementi del manto non dovrebbe essere sufficiente a giustificare il bagnato.

La guaina infatti di per sé garantisce un’ottima impermeabilizzazione e, quindi, potrebbe essersi lacerata essa stessa.

Cosa fare in questi casi? Ovviamente è necessario l’intervento di un professionista poiché non è possibile salire liberamente in copertura per questioni di sicurezza.

Ma, per comprendere dove sia il problema, teniamo conto del fatto che le falde sono in pendenza. Questo significa che, qualora vedessimo l’acqua chiazzare l’intradosso del tetto, quel punto non è necessariamente dove avviene l’infiltrazione acqua.

Per meglio dire, il danno sarà avvenuto su quella linea di certo, ma potrebbe essere anche a monte, più vicino al colmo. L’acqua trova un pertugio più in alto, ma scivola per metri prima di comparire al di sotto del solaio.

I rimedi in questi casi consistono o nella sostituzione di eventuali tegole o coppi rotti, oppure nella saldatura di una porzione di guaina aggiuntiva laddove ci sia un taglio.

Le infiltrazioni d'acqua sul tetto possono creare danni ingenti: meglio prevenire
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Come intervenire sulle infiltrazioni d’acqua nel terrazzo

Molto spesso, invece assistiamo a infiltrazioni acqua attraverso le strutture orizzontali quali:

  • Terrazze a tasca
  • Balconi
  • Solai orizzontali

Purtroppo l’acqua trova facilmente la propria strada e quindi le strutture dovrebbero avere sempre opportuna pendenza per garantire lo scolo della pioggia. Negli elementi piani, quindi, l’impermeabilizzazione deve essere perfetta.

Gli interventi migliori che ormai permettono risultati eccelsi, prevedono l’applicazione di prodotti ad hoc in cui spesso una matrice viene usata assieme ad una rete che ha lo scopo di tenere assieme in modo solidale lo spessore del pacchetto impermeabilizzante.

Tali guaine liquide sono pensate appositamente per essere successivamente ricoperte da piastrelle e quindi permettere il normale calpestio.

Occorre intervenire il prima possibile sulle infiltrazioni d'acqua sul terrazzo

Il profilo brevettato da Progress Profiles che protegge dalle infiltrazioni d’acqua

Con la bella stagione si trascorre molto tempo all’aperto e, soprattutto in città, balconi e terrazzi diventano i luoghi preferiti per godere momenti di relax con amici o in famiglia.

Costantemente esposti agli agenti atmosferici, gli spazi esterni necessitano di particolari attenzioni: è importante scegliere materiali adeguati e di alta qualità non solo per gli arredi, ma anche che per le ­finiture, proteggendo le pavimentazioni e favorendo il corretto deflusso delle acque meteoriche.

Studiato per chiudere e ri­finire le piastrelle, Proterrace Drain Drip è un pro­filo brevettato da Progress Profiles, azienda veneta leader nei pro­li tecnici e decorativi di ­finitura e nei sistemi di posa.

Se non salvaguardato con le opportune soluzioni tecniche, il frontalino di terrazzi e balconi potrebbe permettere all’acqua di insinuarsi in piccole fessurazioni, causando seri problemi di tenuta.

Per questo Progress Profiles ha messo a punto un profi­lo che non solo protegge i bordi frontali, a ­filo o sporgenti delle piastrelle, ma assicura anche l’idoneo deflusso dell’acqua.

Proterrace Drain Drip: ideale per contrastare le infiltrazioni d'acqua

© Photo credit by Progress Profiles

Proterrace Drain Drip per terrazzi e balconi protetti contro le infiltrazioni d’acqua

Proterrace Drain Drip è dotato di un distanziatore per il corretto posizionamento e di una striscia adesiva in poliuretano a cellula aperta, che impedisce al silicone di ostruire i fori di drenaggio, evitando lo scalzamento degli ancoraggi e danni al frontalino.

Il nuovo profi­lo, realizzato in alluminio verniciato a polvere semilucido o goffrato e disponibile in diverse tonalità, dal bianco al grigio antracite, dal beige al color testa di moro, crea una perfetta continuità con gli interni.

L’azienda veneta mette a disposizione una vasta gamma di profi­li che assicurano l’integrità del massetto sottostante e ri­finiscono il bordo della pavimentazione esterna, decorando gli spazi con linee sobrie ed eleganti.

Ecco le soluzioni Proterrace:

  • Drain FDP
  • PCG
  • PCJ
  • PC
  • PTER, in alluminio verniciato colorato o in acciaio inox

Tutti sono dotati di aletta di ancoraggio traforata per il ­fissaggio al supporto e di piccoli fori per un provvisorio ­fissaggio con i chiodi; inoltre, per ciascun modello sono disponibili elementi di raccordo per angoli esterni e giunzioni.

Con Proterrace System, Progress Profi­les offre una linea completa di profi­li che combinano funzionalità nel tempo, alta qualità dei materiali impiegati e una resa estetica sobria, ideale per qualsiasi stile.

Infiltrazioni d’acqua in cantina: dalle pareti e dal pavimento

Per quanto riguarda il problema delle infiltrazioni presenti nelle cantine e in genere quindi negli ambienti interrati, la natura del fenomeno è invece di tutt’altra specie.

Mentre nelle situazioni finora viste l’acqua viene “filtrata” dai solai e trova il suo passaggio procedendo dall’alto verso il basso per gravità, in questa circostanza la sua presenza si verifica per capillarità.

Quindi, essa addirittura risale le strutture affiorando dal pavimento controterra e dai muri. È la cosiddetta umidità di risalita. Le soluzioni migliori sono:

  • Solai controterra ventilati
  • Intonaci macroporosi e antiumido in genere
  • Deumidificatori elettrici per ambienti
  • Deumidificatori elettrolitici

A tal riguardo potrebbe interessarvi sapere come eliminare l’umidità di risalita e anche approfondire l’argomento riguardante la deumidificazione elettrofisica.

Guida impermeabilizzazione coperture

Consigli pratici per prevenire le infiltrazioni d’acqua

Per finire solo alcune riflessioni inerenti il problema dell’infiltrazione acqua.

Quando l’acqua passa attraverso il tetto il problema non è semplicemente l’antiestetica macchia sul plafone. C’è ben oltre!

Gli ambienti umidi sono infatti malsani e quindi più tempo passerete in questo contesto più vi esporrete al rischio di malanni e problemi articolari.

Inoltre, ancor più grave, l’acqua può seriamente danneggiare gli elementi strutturali portanti di casa vostra.

Una prolungata esposizione all’umidità delle travi lignee della copertura può portarle a marcire e quindi indurre il crollo.

Un solaio in laterocemento che per lungo periodo rimane bagnato può andare incontro a fenomeni di corrosione dell’acciaio dei travetti fino a giungere a fenomeni d’instabilità.

Pertanto, il consiglio che ci sentiamo di darvi è: se notate un problema di infiltrazione acqua, intervenite e intervente rapidamente.

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Come impermeabilizzare un tetto e fare un lavoro a regola d’arte

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Edilizia Impermeabilizzazione Tetto Tetto e Coperture Aprile 28, 2021

Impermeabilizzare il tetto è un’operazione complessa che richiede una buona capacità manuale e una certa dimestichezza con gli attrezzi del mestiere.

Certo è che con le soluzioni di oggi molti dei complessi passaggi di un tempo vengono facilitati ed effettuare questa procedura non è più cosa riservata ai soli addetti del settore edile – anche se sarebbe comunque consigliabile chiedere un consulto o l’assistenza di un professionista.

Di seguito, troverete una piccola guida con tutti i passaggi salienti del lavoro che vi aiuterà a fare chiarezza in questa operazione di restauro.

In questo articolo, andremo ad approfondire i seguenti argomenti:

Come impermeabilizzare un tetto? Partire dalla verifica delle condizioni iniziali

Per prima cosa quando si pensa a come impermeabilizzare un tetto, bisogna capire quale tipo di problematica abbiamo di fronte.

Se si tratta del rifacimento dell’intero tetto le cose sono piuttosto complesse.

Perciò prima di pensare a una qualche guaina impermeabilizzante o resine impermeabilizzanti è importante decidere quale tipo di copertura fare in sostituzione dell’esistente.

Se invece si tratta di una robusta manutenzione è bene capire con che tipologia di manto abbiamo a che fare ed eseguire le dovute manovre di smontaggio.

Mentre se abbiamo tra le mani una copertura in cotto, possiamo valutare se sostituirla completamente.

Oppure, qualora gli elementi fossero in buono stato, si potrà optare per una sostituzione parziale, integrata con elementi invecchiati ad hoc.

Tutto ciò al fine di ottenere un effetto finale coerente con l’aspetto complessivo del fabbricato.

Ed ora, esaminata la fase iniziale del lavoro, veniamo al come impermeabilizzare un tetto.

Impermeabilizzazione del tetto: quali isolanti scegliere?

Affinché l’impermeabilizzazione dei tetti sia efficace e stabile nel tempo è importante rimuovere accuratamente la vecchia impermeabilizzazione e verificare la tenuta dello strato di appoggio sottostante.

Una volta effettuata questa operazione se lo strato di supporto presenta discontinuità o lesioni è bene procedere con un recupero della superficie per dare coesione e stabilità, così da poter poi stendere l’isolante.

Come è facile immaginare, per una buona impermeabilizzazione dei tetti è necessario dotarsi di buoni impermeabilizzanti. Il mercato offre numerose possibilità a seconda delle diverse esigenze.

Vediamo quali sono le principali categorie di isolanti che faranno chiarezza sul come impermeabilizzare un tetto:

Per una buona impermeabilizzazione dei tetti è necessario dotarsi di buoni impermeabilizzanti.
Weber 810 x 125

Guaine impermeabilizzanti per tetto: tipologie e caratteristiche

La guaina impermeabilizzante per tetto è un materiale che permette di preservare le superfici dalle infiltrazioni d’acqua.

Esse vengono stese sulle superfici interessate e fissate mediante adeguato sistema di ancoraggio. Sopra di esse vengono poi adagiati i successivi strati utili a completare il lavoro di copertura e finitura.

Quando si pensa a come impermeabilizzare un tetto è importante capire quali possibilità troviamo in commercio, così da poter scegliere in modo corretto il prodotto più adatto a noi.

Guaina bituminosa

È la tipologia di guaina impermeabilizzante più diffusa. Si tratta di un materiale in fogli di spessore variabile, a base di bitume.

La sua composizione è altamente resistente e facile da posare, caratteristica che la rende adatta anche per lavori di fai da te per utenti di esperienza media.

Un fattore da tenere in considerazione è lo spessore: a maggior spessore corrisponde maggior resistenza ma, allo stesso tempo, un aumentato grado di difficoltà di posa.

Guaina liquida

La guaina impermeabilizzate liquida è una buona soluzione per superfici dalle geometrie complesse poiché essa viene stesa come fosse una vernice, mediante rullo, pennello o compressore.

È necessario però fare attenzione alla consistenza. La guaina impermeabilizzante liquida è gelatinosa e viscosa.

Pertanto, è necessario avere una certa abilità per poter avere strati di impermeabilizzazione uniformi e che possano rispondere alla stessa maniera.

In questo modo, si eviteranno frazionamenti nelle capacità meccaniche del materiale.

Prima di pensare alle resine impermeabilizzanti è importante decidere il tipo di copertura.

Guaina ardesiata

La guaina impermeabilizzante ardesiata è una particolare membrana che permette di avere anche una buona impermeabilizzazione.

Essa è ampiamente impiegata in campo architettonico perché può essere lasciata a vista, senza strati di finitura superficiale come coperture o pavimentazioni.

La sua resistenza permette quindi un utilizzo a diretto contatto con gli agenti atmosferici.

Inoltre, le numerose varianti di colore in cui viene prodotta la rendono versatile e adattabile a numerose situazioni di recupero, restauro e progettazione.

Bitume

Il bitume è stato uno dei materiali maggiormente usati nell’impermeabilizzazione dei tetti e delle coperture. In particolar modo, in ambito industriale o di edilizia civile su grande scala.

La consistenza viscosa e la granulometria variabile ne fanno un materiale facilmente adattabile a molte geometrie.

Anche se, per sua natura, è soggetto a invecchiamento che ne intacca l’elasticità, compromettendone nel tempo le qualità meccaniche.

Guida impermeabilizzazione coperture

Per un’idea più green ed eco-friendly: tetto verde e finestre da tetto by FAKRO

Realizzare tetti verdi è vantaggioso dal punto di vista energetico e valorizza l’immagine degli edifici: l’inserimento di finestre per tetto rende questa tecnologia competitiva quanto i normali tetti rivestiti.

L’idea di ricoprire le coperture degli edifici con il verde affonda le proprie radici in pratiche costruttive tradizionali.

Rispetto ai manti di copertura realizzati con materiali lapidei e laterizi, il cosiddetto “tetto verde” propone una diversa concezione della copertura.

La pioggia, infatti, viene in gran parte trattenuta e rilasciata molto lentamente.

Penetra all’interno del terreno, che funge da substrato per il manto vegetale, andando anche ad alimentare le specie erbacee che l’assorbono attraverso gli apparati radicali, utilizzandola per i propri processi metabolici.

La protezione delle intemperie è ovviamente la funzione principale di un tetto verde. L’isolamento termico è invece fra gli aspetti più significativi dal punto di vista ambientale.

Come una “pelliccia vegetale”, il manto erboso protegge gli edi­fici dal freddo più intenso, mentre in estate la massa termica del terreno mantiene freschi gli ambienti sottostanti.

  • Lo sviluppo delle prestazioni degli impermeabilizzanti
  • L’accurato studio delle stratigra­fie dei substrati
  • La ricerca di specie vegetali resistenti a lunghi periodi di siccità

Hanno facilitato la riscoperta di questa tradizione costruttiva, tipica delle costruzioni rurali, trasformandola in una tecnologia edilizia evoluta, sempre più impiegata anche in ambito urbano.

Finestre da tetto FAKRO installate sulla copertura della residenza Groener

L’edi­ficio residenziale Groener Wonen, realizzato recentemente a Lent (Paesi Bassi) è caratterizzato da un ardito tetto verde, che ne distingue nettamente l’immagine architettonica rispetto alle case circostanti, con falde inclinate a 45° – una pendenza notevole per questo tipo di applicazione.

  • L’integrazione con il paesaggio circostante, composto da edi­fici unifamiliari isolati circondati da giardini
  • La personalizzazione del disegno architettonico, con una falda che scende fino a terra a proteggere la veranda.

Sono stati i principali obiettivi del progettista, chiamato a collegare l’edificio al giardino, lo spazio interno all’esterno.

La riduzione delle dispersioni termiche è estremamente elevata, al pari dell’isolamento acustico, anch’esso risultato dello spesso strato di terreno posto sulla copertura.

Finestre FAKRO installate su tetto dal manto erboso

© Photo credit by FAKRO

FAKRO FTP-V: ideale da integrare con il tetto verde

L’inserimento delle ­finestre da tetto di qualità FAKRO, installate con soluzioni mirate a garantire la massima tenuta all’umidità, rende gli ambienti interni estremamente luminosi, enfatizzando il candore delle pareti.

L’intero edi­ficio – comprese le finestre da tetto FAKRO – è realizzato con materiali naturali e sostenibili come il legno e il vetro.

Le ­finestre da tetto installate sulla copertura della residenza Groener Wonen sono del modello FAKRO FTP-V, adatte a qualsiasi applicazione su coperture a falde.

In questo caso, sono equipaggiate con la tenda parasole esterna AMZ, in grado di schermare l’irraggiamento solare prima del vetro, trattenendo il calore all’esterno.

Realizzate con telaio in legno di colore naturale, queste ­finestre da tetto sono dotate del sistema di ventilazione automatica V40P, che assicura un continuo ricambio dell’aria migliorando le condizioni microclimatiche degli ambienti.

Oltre a presentare il sistema topSafe, utile a rafforzare la costruzione del serramento per una maggiore resistenza contro l’effrazione, le ­finestre da tetto FAKRO FTP-V possono essere integrate con il sistema wireless Z-Wave.

Sistema dotato di radiocomando per l’apertura, la chiusura e la gestione degli accessori, in modo da garantire il massimo comfort, specie quando la finestra è posizionata troppo in alto per l’azionamento manuale diretto.

Come impermeabilizzare il tetto e rendere l’abitazione più isolata e sicura

In questo articolo, ti abbiamo mostrato i differenti tipi di isolanti e tutto ciò che richiede questa particolare procedura di restauro.

Impermeabilizzare un tetto è fondamentale ai fini di un isolamente della casa ottimale, perciò vanno rispettati passaggi precisi e fatte le scelte giuste in termini di materiali.

Segui la nostra guida per non sbagliarti!

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Pitturare casa: 9 consigli per dipingere come un professionista!

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Finiture Pavimenti e Rivestimenti Pitture Rivestimenti Aprile 16, 2021

Ridipingere le pareti è uno dei modi più semplici e economici per rinfrescare il look della tua abitazione.

Questo processo di restauro si inserisce tra i lavori di ristrutturazione più popolari. Ma nonostante possa sembrare semplice, questa operazione richiede particolari accorgimenti.

In questo articolo, ti mostreremo alcuni utili consigli per pitturare casa e ottenere un risultato soddisfacente.

Per pitturare casa è un lavoro fai-da-te alla portata di tutti. Ad ogni modo, è sempre consigliabile consultare un professionista per non sbagliare.

Ovviamente, come in qualsiasi tipo di ristrutturazione casalinga è fondamentale seguire dei passaggi ben precisi. Di seguito,  prenderemo in esame le seguenti tematiche:

Dipingere casa come un vero professionista

9 suggerimenti per dipingere casa come un vero professionista

Ecco una guida pratica fai-da-te per dipingere casa in modo impeccabile.

Ti consigliamo di seguire gli step passo dopo passo così da curare ogni fase del restauro e non lasciare nulla al caso.

1. Scegli il giusto colore per le pareti di casa

Se non sai come pitturare una parete o l’intera stanza un primo punto di partenza è il valutare il colore dei principali elementi d’arredo che sono nella stanza o verranno collocati in essa.

Scegli due o tre colori che possano combinarsi al meglio con l’arredamento e avrai un set iniziale di colorazioni tra cui scegliere per come pitturare una parete.

A questo punto potrai acquistare delle tavole di esempio su cui stendere i colori scelti; più ampie sono le superfici di test più ti sarà semplice decidere se un colore è adatto a pitturare casa oppure no.

In genere si arriva ad essere indecisi su due colori per come pitturare una parete. In questo caso, posiziona le tavole d’esempio una davanti l’altra e falle scorrere in modo sequenziale.

Sicuramente ti capiterà di sentirti a più agio con una delle due: quello sarà il colore adatto a dipingere le pareti della tua casa.

Conta che in un secondo momento dovrai anche scegliere il colore esterno della casa e trovare un giusto equilibrio cromatico tra gli interni e l’outdoor.

E' fondamentale scegliere il giusto colore per le pareti di casa

2. Prepara le pareti da dipingere

Molto spesso piuttosto che sapere alla perfezione come pitturare una parete è consigliabile conoscere come preparare al meglio la parete da dipingere.

Infatti, nel pitturare casa, questa è una fase trascurata o eseguita in modo improprio. Mentre, in realtà, nel dipingere casa questo è lo step più importante.

Sapere alla perfezione le migliori tecniche su come pitturare una parete può essere inutile se il muro è rovinato e presenta numerose imperfezioni.

Prima di pitturare casa, ogni parete deve essere spazzolata alla perfezione per eliminare la polvere. Per farlo potrai utilizzare una spazzola o pennelli con setole dure.

Pulito il muro muro, prima di procedere a pitturare casa, è importante applicare del nastro adesivo di carta sugli spigoli e sugli infissi delle finestre e delle porte.

Di fatto i professionisti, prima di dipingere casa, delimitano sempre le sezioni da pitturare con nastro adesivo di carta per evitare sbavature su aree di altre colori o che devono ricevere un altro trattamento.

3. Mantieni un bordo della parete sempre bagnato

Nel pitturare casa a volte può capitare che si formino delle strisce sulle pareti dovute a strati di vernice di accumulo.

Questo avviene quando nel dipingere casa si passa una seconda mano su della vernice che è già in parte asciutta. In un clima caldo e asciutto le vernici a base di lattice possono cominciare ad asciugarsi in meno di un minuto.
Per pitturare casa evitando questo problema la chiave è quella di mantenere sempre un “bordo bagnato”.

In questo modo ogni colpo del rullo colpisce sempre la parte bagnata prima che questa ultima possa asciugarsi. Potrai pitturare casa agevolmente senza aver paura di creare accumuli di vernice.

Per dipingere casa e mantenere sempre un bordo bagnato inizia a dipingere in prossimità di un angolo e muovi il rullo lungo tutta la lunghezza del muro spostandoti un po’ ad ogni colpo.

Inoltre, nel pitturare le pareti in modalità fai-da-te è importantissimo che il rullo non diventi secco. Per questo è importante ricaricalo spesso e non aspettare mai che la vernice sia quasi esaurita.

4. Mischia la vernice in un secchio prima di iniziare a pitturare

Tutti i professionisti esperti nel dipingere casa sanno che il colore della vernice può variare leggermente tra una lattina di prodotto e l’altra.

Per questo motivo prima di pitturare casa è importante stimare con precisione la vernice necessaria e mischiarla tutta insieme prima di iniziare a dipingere casa. In questi casi sempre meglio abbondare piuttosto che trovarti a corto di vernice.

Il consiglio una volta stimata la quantità di vernice necessaria per pitturare casa o singole pareti è quello di mischiarla in secchi di plastica da 5 galloni (20 litri).

Se la vernice è troppa potrai sempre riversarla nelle lattine una volta che avrai finito di pitturare casa.

Per lavori di grandi dimensioni è consigliabile utilizzare una rete per rulli da inserire direttamente nel secchio.

Infatti in questo modo sarà molto più facile pitturare casa dato che dovrai inserire il rullo nel secchio e poi farlo rotolare sulla rete finché non smette di gocciolare.

A questo punto potrai iniziare a pitturare casa senza il timore di veder comparire diverse tonalità di colore.

Mischiare la vernice in un secchio prima di iniziare a pitturare

5. Conserva pennelli e rulli per averli pronti all’uso

Pitturare casa può richiederti più giorni di lavoro e quindi è fondamentale avere cura dei pennelli e dei rulli che utilizzi per pittura.

Tuttavia pulire i pennelli e i rulli dopo una giornata di lavoro può essere un’attività molto laboriosa. Ecco allora un piccolo trucco per ovviare a questo problema e mantenere i pennelli e i rulli in ottimo stato, risparmiando tempo prezioso.

Quando hai finito di pitturare casa elimina la vernice in eccesso sui rulli e pennelli e avvolgili in una comune pellicola di plastica per alimenti.

Se necessario, puoi anche utilizzare più strati, l’importante è cercare di sigillarli ermeticamente. Una volta avvolti nella plastica conserva i rulli e i pennelli nel frigorifero per mantenerli freschi.

Il giorno seguente potrai ricominciare a pitturare casa senza dover ogni volta lavare tutta la tua attrezzatura. Infatti, questo piccolo accorgimento ti permetterà di mantenere la vernice fresca e non farla asciugare durante la notte.
Naturalmente una volta finito di pitturare casa definitivamente dovrai comunque lavarli con acqua e sapone per non renderli inutilizzabili in futuro.

Conservare correttamente pennelli e rulli dopo l'uso

6. Utilizza le giuste protezioni per gli schizzi di vernice

Anche ai più esperti capita di causare schizzi e spruzzi di vernice non voluti nel pitturare casa.

Infatti, nel dipingere una parete, gli schizzi di vernice sono una costante del lavoro indipendentemente da quanto tu possa stare attento.

Per questo motivo è molto più facile prevenire i loro spiacevoli effetti piuttosto che dover rimuovere tracce di vernice dalla vostra moquette o parquet in legno.

Il modo migliore per proteggere la tua casa è utilizzare dei grandi fogli di tela. La tela grazie al suo spessore rimane più facilmente in posizione.

Invece, nel caso dei fogli di plastica, dovrai fissarli con del nastro adesivo prima di iniziare a pitturare casa.

Inoltre un altro vantaggio della tela è quello di assorbire la vernice al contrario della plastica che rimane bagnata e scivolosa.

Usando la plastica dovrai prestare molta più attenzione se hai intenzione di utilizzare scale per pitturare casa.

Tuttavia a prescindere dal materiale utilizzato, i grandi schizzi o tracce di vernice devono essere sempre rimossi al più presto. Possono infatti penetrare attraverso la tela oppure creare pozze scivolose sulla plastica.

In questo caso è conveniente smettere di pitturare casa e rimuovere la vernice con carta di giornale o vecchi stracci di stoffa.

Utilizzare le giuste protezioni per gli schizzi di vernice

7. Segui un ordine preciso nel dipingere le pareti casa

Può sembrare ovvio, ma è molto importante sapere come pitturare una parete o una stanza intera nel giusto ordine.

La prima regola fondamentale è quella di pitturare casa applicando la vernice dall’alto verso il basso. Dopo aver rifinito i bordi del soffitto e del battiscopa con un pennello è bene stendere la vernice con un rullo dal soffitto verso il pavimento.

Questa è una strategia adottata dai professionisti per correggere man mano eventuali errori, come gocciolamenti e versamenti occasionali, più facilmente mentre si procede dall’alto verso il basso.

Infatti, invertendo l’ordine può capitare di macchiare una zona che sta già cominciando ad asciugarsi. In questo caso non si può ripassare sopra di essa dato che è più facile lasciare segni e striature di colore diverso sulla superficie.

8. Opta per attrezzature di qualità

Molto spesso la maggior parte del budget per dipingere casa viene destinato alla vernice pensando che una vernice di alta qualità comporti automaticamente un lavoro ben svolto.

Sicuramente la qualità della vernice è un fattore determinante per pitturare casa ma non basta ad incidere sulla qualità globale del lavoro di pitturare casa.

È necessario avere anche pennelli e rulli di alta qualità per dipingere casa come i professionisti.

Pennelli e rulli di alta qualità infatti garantiscono una migliore diffusione della vernice e non dovrete perdere tempo applicando la vernice più volte.

Inoltre pitturare casa passando più volte sopra la stessa area può causare screpolature e differenti tonalità di colore.

Un altro errore comunemente commesso nel dipingere casa è quello di utilizzare del normale nastro adesivo per sigillare battiscopa e infissi.

Utilizzare questo tipo di nastro adesivo nel pitturare casa può asportare della vernice quando rimosso o non proteggere efficacemente da gocciolamenti.

Al contrario i nastri da mascheratura, appositamente progettati, assicurano un risultato professionale su qualsiasi muro.

Per concludere valuta anche di acquistare un prolungamento per il rullo in modo da pitturare casa senza dover ricorrere a scali o rialzi.

Da un lato le vernice moderne non necessitano di molta pressione e dall’altra un’estensione per il rullo ti permetterà di dipingere una vasta area senza spostarti, con il minimo sforzo e senza affaticare la schiena.

9. Pittura casa in condizioni ottimali

Oltre a conoscere le tecniche di tinteggiature delle pareti,  è fondamentale sapere qual è il periodo migliore per dipingere casa e in quali condizioni è meglio farlo. La prima regola è di dipingere solo su superfici pulite e asciutte.

Naturalmente se il tempo è umido si possono chiudere tutte le finestre e azionare un condizionatore o deumidificatore prima di iniziare a pitturare casa.

Comunque il consiglio sempre valido è, se possibile, di attendere le condizioni più favorevoli.

Dipingere casa in inverno ad esempio è sconsigliato sia per l’umidità più difficile da eliminare sia perché, anche se le vernici vendute oggi hanno meno composti organici volatili (COV) e quindi sono meno nocive, una buona ventilazione nella zona di lavoro è ancora importante.

Inoltre, mentre si lavora, bisognerebbe tenere le finestre aperte per permettere un costante rifornimento di aria fresca, che aiuterà a far asciugare la vernice più rapidamente. Ma sicuramente non è sempre facile e possibile farlo durante l’inverno!

Pitturare le pareti di casa nel periodo più adatto

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Come rasare un muro? Piccola guida per un lavoro a regola d’arte

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Edilizia Fissaggi Pareti Interne Marzo 02, 2021

La rasatura delle pareti è il passaggio che permette di poter decorare a nostro piacimento le pareti. La rasatura è, infatti, l’operazione che precede la tinteggiatura e maggior cura avremo nella rasatura del muro, migliore sarà il risultato superficiale finale. Vediamo insieme quali sono i passaggi fondamentali e i consigli su come rasare un muro a regola d’arte.

La rasatura di un muro è l’operazione che rende le pareti di casa adatte all’ultimo passaggio di finitura

Cosa si intende per rasatura di un muro?

La rasatura di un muro è l’operazione che rende le pareti di casa adatte all’ultimo passaggio di finitura, sia che si tratti di tinteggiatura o di applicazione di carta da parati.

La rasatura delle pareti è importante perché è la base su cui andremo ad applicare i colori delle tinte e da questo intervento dipende la qualità dell’effetto decorativo finale.

Se non eseguita con cura, questa darà origine a superfici incongrue su cui i difetti di fattura saranno inevitabilmente visibili sia sotto luce diretta, sia, soprattutto, sotto luce radente (si pensi alla luce delle lampade da parete che mostrano tutte le rugosità della parete).

Per questo motivo è fondamentale conoscere materiali e tecniche della rasatura pareti per ottenere un risultato soddisfacente.

In sostanza, la rasatura di un muro è il completamento dell’intonacatura e viene fatta con grassello di calce, oppure mediante degli intonaci rasanti a base di gesso o a base cementizia, o varie tipologie di rasante per interni.

Cosa fare prima di rasare un muro?

La rasatura di un muro interno ci permette di avere le condizioni ottimali per poter tinteggiare, decorare o applicare carta da parati sulle pareti di casa.

Rasare un muro non è un’operazione banale e richiede tempo e una buona dose di manualità.

Ovviamente in questa fase occorre anche informarsi su quali attrezzi utilizzare per rasare un muro alla perfezione.

Ma prima di passare a come rasare un muro, occupiamoci della valutazione dello stato di fatto della parete. Una parete da rasare è una parete che è già stata intonacata e si presume abbia una superficie piuttosto coesa.

Queste sono le premesse ideali per passare alla rasatura di un muro. Ma se la parete presenta incongruenze?

Come rasare una parete già pitturata o intonacata?

In questo caso è necessario ripristinare l’intonaco con dei rappezzamenti che lo rendano uniforme. In commercio si trovano premiscelati di ottima qualità che permettono uno svolgimento rapido di questa fase.

L’intonaco va reso uniforme e, soprattutto se in alcuni punti si è ricorso ad applicazioni di stucco, si consiglia, a prodotto ben asciutto, di dare una passata di carta vetrata per ottenere il miglior fondo possibile per una rasatura delle pareti fai da te fatta a regola d’arte.

Una carta vetrata di media grana, 80-100, è l’ideale per la rasatura di un muro. Fatto questo va rimosso il pulviscolo residuo delle stuccature così da non avere grumi quando si passerà alla rasatura delle pareti.

La rasatura delle pareti è il passaggio che permette di poter decorare a nostro piacimento le pareti

Come rasare un muro: alcuni  consigli

Ed infine ecco la parte più complessa dell’intero lavoro: come rasare un muro.

Che si tratti di rasare un muro irregolare, rasare muro esterno o pareti interne grezze, rasare un muro è di per sé molto semplice. Consiste nel prendere la pasta rasante e stenderla sulla superficie mediante l’uso dell’apposita spatola piatta in metallo fino ad ottenere una buon grado di precisione.

Uno dei primi problemi che si ravvisano, però, sta nel fatto di fare una pasta per la rasatura del muro della giusta consistenza e viscosità.

Sbagliare le dosi significa compromettere il lavoro. A questo problema, fortunatamente, c’è soluzione: in commercio si trovano prodotti premiscelati e pronti all’uso.

Non c’è però mercato che tenga nella tecnica di distribuzione del rasante. Una pressione troppo lieve non fa attaccare il prodotto, una troppo decisa o non uniforme crea solchi visibili.

In questo caso basta avere tempo e pazienza e con un po’ di pratica si otterrà la rasatura delle pareti perfetta.

In un altro articolo abbiamo approfondito il tema della rasatura muro parlando di prodotti e pratica per il fai da te.

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Come stuccare una parete: metodi pratici per il fai da te

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Cartongesso Fissaggi Pareti Interne Marzo 01, 2021

Che sia per esigenza o per voglia di rinnovamento del look di casa vostra, molte volte vi trovate nella circostanza di tinteggiare con nuovi colori i vostri ambienti oppure volete sbarazzarvi di una carta da parati ormai vecchia e sbiadita. In un caso o nell’altro, quasi certamente dovrete fare i conti con numerosi buchi e forellini, fessure e piccole crepe che nel tempo si sono create. Vuoi perché avete appeso alcuni quadri e poi li avete rimossi, vuoi perché quando avete tolto la carta da parati, il supporto si è rovinato. Vi offriamo oggi alcuni consigli pratici su come stuccare una parete da soli, così da ripristinare superfici sane, piacevoli e lisce al tatto.

Come si stucca una parete interna?

Vediamo insieme come stuccare una parete interna a casa vostra. In generale, il prodotto più consigliato per poter ottenere una bella parete levigata è lo stucco.

Con il termine stucco, presso un qualsiasi rivenditore edile, si intende un prodotto a base di gesso. Se scegliete un stucco a base di gesso puro, il rivenditore avrà a disposizione quella che viene tecnicamente chiamata “scagliola”.

Fate attenzione! Di solito, per le riparazioni di casa, si evita la scagliola pura, poiché difficilmente lavorabile e impiegata maggiormente nelle opere edilizie rustiche.

Si preferiscono invece dei prodotti sempre a base di gesso ma più lavorabili. Questi possono essere:

  1. Stucchi in pasta già miscelati con acqua pronti all’applicazione
  2. Stucchi in polvere da miscelare con acqua

Tali stucchi sono caratterizzati da grande plasticità e quindi si prestano molto bene a riempire fori e crepe grazie alla loro capacità adesiva e hanno un ritiro controllato.

Cosa serve per stuccare una parete interna?

Se volete apprestarvi a stuccare una parete interna a casa vostra procuratevi quanto segue:

  1. Un telo o un cartone da poggiare a terra per minimizzare lo sporco
  2. Un diffusore per spruzzare acqua
  3. Un paio di spatole per lavorare lo stucco
  4. Una spatola americana
  5. Una striscia di carta vetrata per acciaio piuttosto fine, circa 120
stuccare una parete interna

Usate le spatoline per ripulite bene i fori e le crepe da stuccare, successivamente col diffusore spruzzate sulla parte interessata del muro, non eccessivamente ma quanto basta a far sì che lo stucco non trovi direttamente la polvere e quindi non aderisca.

Poi con spatole e americana applicate con passate decise lo stucco. Quando lo stucco sarà secco, carteggiatelo per ottenere una parete liscia come un lenzuolo teso.

Attenzione a non commettere alcuni errori come:

  1. Lo stucco in pasta è già pronto ma “ritira” più dello stucco in polvere: lo stucco in polvere potete prepararlo a vostro piacimento. Più sarà compatto meno ritirerà. Quindi, per fessure sopra i 2 o 3 mm, preferite lo stucco in polvere.
  2. Non pretendete di colmare crepe eccessivamente ampie, sopra i 7 o 8 mm circa. In tal caso optate piuttosto per una malta pronta a base di calce e cemento.
  3. Qualora vogliate coprire spessori importanti con lo stucco, applicate una prima passata, attendete l’asciugatura e procedete con una seconda.
  4. Non grattate lo stucco prima che sia secco.

Come stuccare una parete in cartongesso?

Per stuccare una parete in cartongesso, valgono le indicazioni già fornite.

Procedete solo con stucchi in polvere e sappiate che alcuni prodotti, che il vostro rivenditore di fiducia saprà consigliarvi, sono particolarmente adatti.

Normalmente si applica lo stucco lungo la linea di incontro fra le due lastre di cartongesso. Inoltre è buon uso applicare una rete portaintonaco apposita che serve per evitare la formazione di fessure fra le lastre.

stuccare una parete in cartongesso

Come stuccare parete esterna?

Per quanto riguarda i metodi per stuccare una parete esterna, di certo potete avvalervi di quanto detto fino ad ora.

Ma prestate attenzione: gli stucchi sono, come detto, a base gesso. Vale a dire che sono ottenuti tramite la cottura e la polverizzazione dell’omonimo minerale. Si tratta sostanzialmente di materiali idrofobi, e quindi che temono l’umidità.

Pertanto, se stuccate una parete esposta alle intemperie, è possibile che col passare del tempo tali stuccature saltino e la crepa torni a farsi notare.

Se eseguite piccolissimi interventi su pareti dove non batte direttamente l’acqua e applicate una pittura impermeabile come il quarzo, il problema viene minimizzato.

Altrimenti vi sconsigliamo di stuccare una parete esterna con stucchi base gesso e vi suggeriamo invece di usare finiture composte e a base calce.

L’ultimissimo consiglio che ci sentiamo di darvi, quando sarete pronti per stuccare una parete e prima di pitturare, è quello di assicurarvi di aver ben carteggiato la superficie, scongiurate la presenza di creste o avvallamenti.

Per esserne certi, afferrate una luce e posizionatela parallelamente alla parete stessa, così da creare la cosiddetta luce radente, una luce capace di scovare eventuali difetti.

Se ne trovate alcuni, rettificateli o con una mano di stucco in più o con una passata aggiuntiva di carta vetrata. Ricordate che, una volta applicata la pittura, tali difetti verranno a farsi notare con più facilità!

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