Superbonus 110, proroga 2023: tutte le ultimissime novità che devi sapere

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Detrazioni e Agevolazioni Fiscali Normative e Leggi Dicembre 20, 2021

Con la nuova manovra di Bilancio, il Governo ha stabilito la presunta proroga al 2023 per il Superbonus 110, ma solo per determinate tipologie di edifici

Le case unifamiliari avranno tempo per usufruire del beneficio fiscale fino alla fine del 2022 a patto che l’ISEE, al mese di luglio dello stesso anno, sia inferiore a 25.000 euro e che gli interventi riguardino l’abitazione principale. 

Scopriamo tutte le novità.

Già modificato dal Decreto Semplificazioni, il tanto ambito Superbonus 110% potrebbe subire ulteriori modifiche in termini di scadenze e proroghe: questo è ciò che emerge dalla prima bozza della Legge di Bilancio 2022, sebbene sia plausibile aspettarsi altre novità a breve.

Insomma, con il Superbonus 110 non ci si annoia mai: la notizia dell’ultima ora è la presunta proroga al 2023, ma non per tutti i contribuenti.

In attesa dell’ufficialità, cerchiamo di fare il punto sulla proroga 2023 del Superbonus 110, sulle principali novità introdotte e sulle differenze rispetto alla situazione attuale.

In particolare vedremo:

Iniziamo!

Architetti lavorano sulla ristrutturazione di una casa

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Come cambia il Superbonus 110 nel 2022

Nei prossimi mesi sono in arrivo nuove regole, limiti e un sistema “a scalare” che andranno a stravolgere la fisionomia del Superbonus 110.

Tra le novità principali troviamo la probabile proroga al 2023 del Superbonus 110 per condomini e IACP (Istituti Autonomi Case Popolari), la graduale riduzione dell’aliquota detraibile e l’introduzione di limiti ISEE per le altre tipologie di immobili.

Vediamo, nello specifico, cosa cambierà dal 1° gennaio 2022 e quali sono le nuove scadenze per ottenere il beneficio in base al tipo di immobile sul quale vengono effettuati gli interventi.

Le nuove scadenze del Superbonus 110

Quando scade il Superbonus del 110?

Non è semplice rispondere a questa domanda, viste le continue variazioni che interessano quello che – a ben ragione – è considerato uno degli strumenti più rivoluzionari mai introdotti nel settore edile.

Anche se nulla è certo – il Disegno di Legge di Bilancio 2022 può ancora cambiare e per l’ufficialità è necessario attendere il testo definitivo – le anticipazioni avute finora viaggiano in direzione di importanti novità riguardo il calendario dei lavori dei prossimi anni e la misura dell’agevolazione.

Vediamo insieme come cambiano i termini nel 2022.

Il DDL di Bilancio prevede proroghe con scadenza diversificata in base alla tipologia di edificio e al soggetto beneficiario della detrazione.

Per i lavori eseguiti sulle unità immobiliari (villette e unifamiliari) adibite ad abitazione principale da persone fisiche, onlus e associazioni di volontariato, la possibilità di accedere al Superbonus 110 terminerà il 30 giugno 2022.

Tale termine può essere esteso fino al 31 dicembre 2022 qualora sull’immobile sia stata presentata la Comunicazione di inizio lavori (Cila) entro il 30 settembre 2021 o, in alternativa, il contribuente abbia un ISEE non superiore a 25.000 euro.

Sulla questione ISEE tutto è ancora in discussione: l’intenzione pare sia quella di alzare il limite a 40.000 euro se non addirittura eliminarlo del tutto. C’è da attendere la decisione finale.

Oltre alla maxi detrazione del 110%, il Governo ha deciso di prorogare anche le opzioni per esercitare la cessione del credito e lo sconto immediato in fattura, fissando la nuova scadenza al 2025.

Scadenze bonus edilizi

A chi spetta il Superbonus 110 con la proroga al 2023

Importante modifica è quella che riguarda la presunta proroga 2023 del Superbonus 110 per condomini e IACP, a patto che entro il 30 giugno 2023 sull’edificio sia stato effettuato almeno il 60% dei lavori.

L’altra novità è il cosiddetto “décalage”, ossia la rimodulazione graduale dell’aliquota per i lavori effettuati sui condomini. 

Dopo il 31 dicembre 2023 – scadenza fissata per accedere alla maxi detrazione del 110% – sarà ancora possibile richiedere il Bonus, ma in misura ridotta: l’aliquota scenderà al 70% nel 2024 per poi stabilizzarsi al 65% nel 2025.

Il sistema a scalare servirà ad assicurare una transizione intelligente nei passaggi di aliquota, in modo che chi ha iniziato i lavori con un’aliquota più alta possa poi mantenerla.

Si segnala anche una maggiore stretta sui controlli per stanare i “furbetti” del Superbonus e degli altri bonus edilizi.

Controlli Superbonus 110: ecco le novità

Il Decreto Antifrodi – approvato dal Consiglio dei Ministri lo scorso novembre (Decreto n. 157, 11/11/2021) – estende l’obbligo del visto di conformità da parte di un professionista abilitato anche nel caso in cui il Bonus venga fruito come detrazione nella propria dichiarazione dei redditi (tranne se la dichiarazione stessa è presentata direttamente dal contribuente o tramite il sostituto d’imposta). 

Non più, dunque, solo in caso di opzione per la cessione del credito/sconto in fattura, come è stato fino adesso.

Il Decreto impone anche il divieto a banche e poste di acquistare i crediti derivanti dal Superbonus 110%, e dagli altri bonus edilizi, in caso si rilevino rischi e operazioni sospette ai fini della normativa antiriciclaggio, o anche solo se emergono difficoltà nell’identificare il cliente.

Per tutti i Bonus diversi dal Superbonus, la nuova attestazione è necessaria solo in caso di cessione del credito e sconto in fattura.

L’obbligo di presentare il visto di conformità e l’attestazione della congruità delle spese si applica solo alle comunicazioni trasmesse in via telematica all’Agenzia delle Entrate a partire dal 12 novembre 2021, data di entrata in vigore del Decreto Antifrode. 

Quali requisiti bisogna avere per il Bonus 110

Il Superbonus – ricordiamo – è l’agevolazione fiscale che consente di detrarre il 110% delle spese sostenute per l’efficientamento energetico e antisismico (interventi “trainanti”) e per ulteriori lavori realizzati congiuntamente ai primi (interventi “trainati”), a condizione che i lavori assicurino il miglioramento di almeno due classi energetiche dell’edificio.

Come detto, l’agevolazione consiste in un credito d’imposta, ossia un credito da scomputare dalle imposte in dichiarazione dei redditi. 

Esso è ripartito in 5 quote annuali di pari importo se le spese detraibili sono state sostenute negli anni 2020 e 2021, o in 4 quote annuali di pari importo per le spese sostenute nel 2022.

Esistono, però, due alternative:

  1. Cessione del credito: la possibilità di cedere il proprio credito a terzi (in genere istituti bancari o postali) 
  2. Sconto in fattura: la possibilità di utilizzarlo sotto forma di sconto da parte del fornitore dei lavori, in quest’ultimo caso l’agevolazione è pari all’importo della fattura stessa

Come richiedere il Superbonus 110 nel 2022

L’iter per richiedere il Superbonus per ora non cambia: vale la stessa procedura introdotta inizialmente dal Decreto Rilancio – l’agenzia delle Entrate ne riporta tutti i dettagli – sebbene possa intervenire qualche modifica nel caso in cui i decreti attuativi da emanare nei prossimi mesi introducessero nuovi adempimenti a carico dei beneficiari. 

Ad esempio, per le villette unifamiliari potrebbe essere necessario presentare un ISEE con data antecedente la fine dei lavori.

Operaio lavora per l'installazione dell'impianto fotovoltaico

Quali Bonus casa rimangono nel 2022

Il DDL Bilancio non si sta occupando solo della presunta proroga al 2023 del Superbonus 110 per l’efficientamento energetico di condomini e IACP, ma anche delle conferme o modifiche degli altri Bonus casa per le abitazioni monofamiliari.

Vediamo qui di seguito tutti i Bonus Casa di cui sarà possibile usufruire nel 2022.

  • Sismabonus: riconfermato anche per il 2022 l’incentivo di efficientamento sismico, con aliquota variabile tra il 50 e il 70% per le singole unità immobiliari e tra il 75 e l’85% per i condomini
  • Bonus Ristrutturazione: disposta non solo la conferma della detrazione del 50% per una spesa massima di 96mila euro per ogni unità immobiliare per tutto il 2022, ma anche la presunta proroga a regole invariate fino al 2024
  • Ecobonus: confermato per il 2022 e prorogato fino al 2024, prevede una detrazione al 60% per i lavori di efficientamento energetico che non rientrano in quelli per il Superbonus 110% 
  • Bonus facciate: per gli interventi di rifacimento facciata su strada (restano esclusi cortili e interni) nel 2022 la detrazione passerà dal 90 al 60%

Rimangono per tutto il 2022 anche:

  • Bonus mobili: nella misura del 50% da detrarre sulle spese per l’acquisto di mobili ed elettrodomestici di classe non inferiore alla A+ (A in caso di forni e lavasciuga) per singole unità immobiliari residenziali o parti comuni di edifici su cui siano realizzati interventi di ristrutturazione e recupero del patrimonio edilizio
  • Bonus giardini: che prevede una detrazione Irpef del 36% con tetto massimo di spesa pari a 5.000 euro per immobile

Confermata anche la possibilità di optare per la cessione del credito e lo sconto in fattura per le spese previste da Ecobonus, Sismabonus e Bonus facciate sostenute nel triennio 2022-2024.

Superbonus 2022: scadenze, conferme e proroghe 2023

Si attende ancora l’ufficialità, ma tutto lascia presagire che con la prossima manovra di Bilancio arriverà per il Superbonus 110 la proroga al 2023 per condomini e IACP.

Fissata, invece, al 30 giugno 2022 la scadenza per accedere al Superbonus 110 per i lavori eseguiti sulle villette monofamiliari e al 31 dicembre 2022 qualora sull’immobile sia stata presentata la Cila entro il 30 settembre 2021 o l’ISEE del contribuente sia inferiore a 25.000 euro.

Prorogate quasi ufficialmente anche le opzioni per lo sconto in fattura e la cessione del credito per tutti i bonus edilizi: 

  • fino al 2024 per Ecobonus e Sismabonus ordinari, Bonus facciate e Bonus ristrutturazioni
  • fino al 2025 per la cessione del credito legata al Superbonus 110

Con le conferme e le proroghe arrivano anche maggiori controlli e adempimenti per i contribuenti

Per la cessione dei crediti e lo sconto in fattura, relativi ai bonus edilizi diversi dal 110%, sarà richiesto il visto di conformità, mentre per il Superbonus il visto sarà necessario sia in caso di utilizzo sotto forma di detrazione fiscale nella dichiarazione dei redditi che come sconto in fattura.

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