Riscaldamento a metano: funzionamento, prestazioni e costi

Il metano è un combustibile fossile largamente impiegato dalla popolazione mondiale per usi correnti della quotidianità: riscaldare l’acqua per l’igiene personale, accendere i fuochi per cucinare, assicurare il comfort climatico di casa durante il periodo invernale. Conosciamo assieme il riscaldamento a metano, il suo funzionamento, i suoi costi.

Riscaldamento a metano: come funziona?

Il metano è un combustibile fossile. Viene estratto dai giacimenti e trasportato a destinazione allo stato gassoso, che è la forma in cui si presenta in natura sotto normale condizioni di pressione ambientale.
Trattasi di un idrocarburo semplice e la sua proprietà è quella di incendiarsi producendo energia sotto forma di calore. Vale a dire che quindi può essere usato per riscaldare gli ambienti.
Il processo di generazione di calore avviene dunque tramite combustione. Quest’ultima avviene grazie alla caldaia, che è laddove il gas viene bruciato.
Grazie al calore sviluppato l’acqua dell'impianto termico è portata in temperatura e da qui immessa all’interno degli scambiatori di calore preposti a riscaldare gli ambienti, ovvero i radiatori o i pannelli radianti.
Nel caso dei radiatori, la temperatura necessaria del vettore termico è attorno ai 65°-70°. Nel caso dei pannelli radianti siamo sui 35°.
Come in ogni combustione, avviene la produzione di fumi originati dalla combustione. Il monossido di carbonio, dunque, deve essere espulso in ambiente esterno con opportuno tiraggio.

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Riscaldamento a metano o gpl: quali sono le differenze?

Spesso, si sente parlare di gpl o gas propano liquido in alternativa al metano.
Quali sono le differenze? E perché usare in sostituzione dell’altro?
In verità, il metano permette, a parità di spesa, di generare maggiore energia termica. O, se vogliamo vedere il problema tenendo come termine di paragone l’energia prodotta, il metano ha una spesa minore. In generale, dunque, il metano conviene.
La questione quindi si gioca su altri temi. Ovvero il fatto che il metano è capillarmente distribuito e il gpl no. Ma, laddove non arriva la fornitura di metano, non c’è modo alcuno di avere questo servizio. Per esempio, immaginiamo una casa in aperta campagna.
Il gpl, invece, può essere fruito con una modalità del tipo “stand-alone”. Vale a dire che possiamo installare un bombolone capiente da ricaricare periodicamente ed essere dunque indipendenti anche se fuori dalla griglia di approvvigionamento del metano.

Riscaldamento a metano pro e contro

Quindi, possiamo dire che in effetti il metano ha numerosi vantaggi.

  • Spesa iniziale per l’approvvigionamento contenuta, se l’abitazione è inserita all’interno della griglia di fornitura, ovvero se dotata di allaccio.
  • Potere calorifico elevato a prezzi competitivi.
  • Il metano è fornito direttamente dalla rete e quindi non necessita bomboloni, bombole o in generale altre tecniche di stoccaggio.
  • Sebbene sia un combustibile fossile è poco inquinante.

Mentre, come accennato, l’unico difetto del metano è che se la nostra abitazione non è servita dalla rete di distribuzione non c’è modo di garantire l’approvvigionamento.

Riscaldamento a metano: costi in bolletta

Ancora qualche parola per inquadrare l’argomento dal punto di vista economico.
Come detto, il metano è una soluzione vantaggiosa in termini di spesa.

Il prezzo viene valutato a metro cubo standard. Ovviamente non è possibile offrire un prezzo univoco sul prodotto. Infatti, appartenendo il metano al mercato libero, il suo prezzo oscilla in base all’andamento del mercato stesso.

Ad ora, si aggira sui 275 centesimi per metro cubo. Un metro cubo pesa circa 720 grammi in condizioni standard ed è in grado di generare 12000 kilocalorie.

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