Riscaldamento condominiale: come funziona il centralizzato e come risparmiare sulla bolletta

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Riscaldamento 31 Marzo, 2020

Quello del riscaldamento condominiale è sempre stato un tema spinoso e controverso.

Il motivo potrebbe risiedere nel fatto che il regolamento nazionale, approvato per esigenze di risparmio energetico, si limita a stabilire la durata giornaliera di accensione impianto riscaldamento, mentre le altre decisioni – data di accensione e spegnimento dei termosifoni, orari accensione – spettano al regolamento del condominio di residenza, se dotato di riscaldamento centralizzato.

Quando non ci sono disposizioni univoche i rischi di fare confusione aumentano. Ma, d’altronde, non potrebbe essere altrimenti. Le regole che dettano il funzionamento del riscaldamento condominiale centralizzato non possono essere uguali per tutte le regioni italiane e per tutti i Comuni di residenza. Le regole cambiano proprio come cambia il variegato territorio italiano: da nord a sud, passando per le isole, le temperature e i contesti climatici sono diversissimi tra loro.

Riscaldamento condominiale: riferimenti legislativi

Se la tematica del riscaldamento condominiale può risultare complessa è anche a causa delle diverse “interferenze normative” tra i vari rami e fonti del diritto. In ballo c’è sia il diritto pubblico ambientale, per quanto concerne il contenimento dei consumi energetici, sia il diritto privato condominiale, soprattutto per quanto riguarda la parte relativa alla contabilizzazione del calore e la conseguente ripartizione delle spese a consumo tra i vari condomini.

Tuttavia, alcuni punti fermi ci sono.

In base al D.P.R. 412/1993, la regolamentazione del riscaldamento condominiale dipende dal comune di residenza. Il nostro territorio è stato diviso in zone climatiche, in base alla temperatura media, così da stabilire, per ciascuna zona, differenti date e orari di accensione/spegnimento del riscaldamento, così come una differente durata massima giornaliera.

Quando arrivano i primi freddi, chi abita in condominio inizia a chiedersi quando verranno accesi i termosifoni e per quante ore al giorno è previsto il riscaldamento condominiale. Gli amministratori di condominio, così come i condomini, devono rispettare precise regole sull’utilizzo dei termosifoni per non incorrere in sanzioni pecuniarie (tra i 500 e i 2.500 euro).

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Riscaldamento condominiale 2019/2020: accensioni e Comuni interessati

Anche per la stagione invernale 2019/2020, i primi Comuni ad accendere riscaldamento e godere del tepore domestico sono quelli appartenenti alla fascia E: per loro il riscaldamento condominiale è partito il 15 ottobre 2019 e si spegnerà il 14 aprile 2020, per un totale di 14 ore al giorno. I Comuni interessati sono sparsi nelle diverse regioni italiane, in particolare nelle regioni settentrionali e in alcune zone montuose e particolarmente fredde del centro e sud Italia.

La ripartizione delle zone climatiche non è legata alla regione. Ad esempio, Rieti e Frosinone sono in fascia E, mentre gli altri comuni laziali rientrano in zone climatiche diverse: Roma e Viterbo nella zona D, Latina nella zona C.

Anche nella stessa regione, infatti, le città presentano caratteristiche climatiche che impongono criteri diversi per quanto riguarda la gestione del riscaldamento condominiale. Rimanendo sull’esempio, a Roma e Viterbo i termosifoni resteranno accesi dal 1° novembre 2019 al 14 aprile 2020 (con limite giornaliero medio fissato in 12 ore), mentre a Latina dal 15 novembre 2019 al 31 marzo 2020, per una media di 10 ore giornaliere.

Le altre zone corrispondono ai “casi limite”, ossia città in cui il clima è particolarmente mite o decisamente rigido.

Per la zona A (Lampedusa, Linosa e Porto Empedocle) e la zona B (Reggio Calabria, Crotone, Trapani, Siracusa, Palermo, Messina, Catania e Agrigento) è prevista, rispettivamente, una media di 6 e 8 ore di riscaldamento giornaliero dal 1° dicembre 2019 al 31 marzo 2020.

Nessun limite invece per la zona F (Cuneo, Belluno e Trento). Qui fa talmente freddo che il riscaldamento centralizzato condominiale può essere acceso senza limiti di date e orari.

In linea generale, i limiti imposti alle varie zone climatiche possono sempre essere bypassati qualora si verificassero situazioni climatiche straordinarie. La decisione ultima, in questi casi, spetta al sindaco dei Comuni interessati, il quale può disporre modifiche al calendario o attuare variazioni di orario.

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Riscaldamento condominiale: come risparmiare

Anche chi vive in un condominio con impianto di riscaldamento centralizzato può risparmiare sui consumi grazie ai meccanismi di termoregolazione introdotti dalla direttiva 2012/27/UE sull’efficienza energetica.

La caldaia rimane centralizzata per tutto il condominio, ma ciascun condomino può gestire liberamente il calore e la temperatura, pagando solo la quantità di calore effettivamente consumato.

Strumenti di termoregolazione per risparmiare sui costi del riscaldamento

Per rendere indipendente il funzionamento dei caloriferi, su ciascuno di essi occorre installare valvole termostatiche e contabilizzatori di calore.

È importante sapere che i contabilizzatori non rilevano effettivamente il calore prodotto dal termosifone, ma riescono a fare una stima dei consumi abbastanza attendibile basandosi sulla differenza di calore tra la temperatura del termosifone e quella esterna.

Riduzione dei consumi e detrazioni fiscali

La termoregolazione e la contabilizzazione calore consente di ridurre i consumi energetici dal 12 al 30%, con risparmio concreto in bolletta stimabile tra 50 e 100 euro a bimestre.

Inoltre, per gli interventi di installazione di termoregolazione e contabilizzazione del calore e per la sostituzione della vecchia caldaia con una ad alta efficienza energetica sono previste detrazioni fiscali in misura variabile, tra il 50 e il 65% della spesa totale, da portare in detrazione nella dichiarazione dei redditi.

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