Ponte termico: cos’è e come si corregge

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Riscaldamento Gennaio 05, 2021

Gran parte del comfort abitativo passa attraverso la creazione di ambienti salubri, energeticamente equilibrati e privi di pericolosi ponti termici.

Ma cosa sono esattamente i ponti termici e come è possibile evitarli/correggerli?

Definizione di ponte termico

I ponti termici possono presentarsi vicino a pilastri, travi, infissi, balconi e davanzali, in corrispondenza delle giunture di malta dei laterizi e, in generale, in tutti quei punti di discontinuità dell’involucro abitativo che si configurano come corsie preferenziali per il passaggio del calore.

In sostanza, il ponte termico è un varco, un collegamento, che si viene a creare tra l’interno della struttura abitativa e l’esterno. 

Tale “apertura” consente al freddo di penetrare in casa e al calore prodotto dall’impianto di riscaldamento di disperdersi verso l’esterno, creando una disomogeneità di temperatura sulle superfici.

Per evitare la formazione dei ponti termici è necessario che la struttura sia ben coibentata, ossia isolata dalla temperatura esterna e dall’azione aggressiva degli agenti atmosferici.

Il cappotto termico delle pareti, sia interne che esterne, così come l’installazione di infissi ad elevata efficienza energetica, sono tra gli interventi edilizi più utili a scongiurare la formazione dei ponti termici, nonché i più efficaci a creare i migliori presupposti per ambienti sani (privi di umidità e muffa) e climaticamente autosufficienti. 

Assenza di ponti termici significa riduzione delle dispersioni energetiche e, di conseguenza, ottimizzazione dei consumi per il riscaldamento/raffreddamento della casa e concreto risparmio in bolletta.

Ponte termico: perché si forma

Le cause della formazione di ponti termici dell’involucro edilizio sono riconducibili essenzialmente a due tipologie di discontinuità:

  • Discontinuità costruttive
  • Discontinuità geometriche

Le discontinuità costruttive si verificano quando la struttura è realizzata con materiali a contatto che presentano differenti caratteristiche di isolamento termico

Ad esempio, gli elementi strutturali che costituiscono una parete in cartongesso, l’innesto solaio-parete, il pilastro passante in un muro, il cassonetto della tapparella, il davanzale della finestra.

Le discontinuità di tipo geometrico, invece, sono quelle che si formano, ad esempio, in corrispondenza degli spigoli tra due pareti perimetrali, nei pressi delle intersezioni tra i muri interni e i muri esterni perimetrali, tra balcone e parete, tra parete ed infisso. 

Discontinuità geometriche possono verificarsi anche nelle variazioni di spessore che si vengono a creare nella muratura in corrispondenza di nicchie per l’alloggiamento di vani tecnici, canne fumarie o radiatori.

tubi di riscaldamento
Isover 810 x 125

Ponte termico: quali conseguenze?

Tra le conseguenze più evidenti del ponte termico troviamo:

  • Formazione di condensazioni superficiali e consequenziale comparsa di muffa
  • Crepe e distacchi dell’intonaco della facciata, dovuti alla differente dilatazione termica di materiali eterogenei a contatto tra loro
  • Dispersioni termiche verso l’esterno, responsabili del peggioramento della qualità della vita in casa e dell’innalzamento dei consumi energetici

Ponti termici: come individuarli e correggerli

Il metodo più efficace per individuare le discontinuità e i ponti termici di un edificio è l’esame termografico agli infrarossi. Di che si tratta?

La termografia -letteralmente “rappresentazione grafica della temperatura”- è un’indagine non distruttiva e non invasiva che si avvale di una sofisticata termocamera all’infrarosso che ha il compito di:

  • Individuare i ponti termici
  • Misurare la temperatura superficiale delle pareti
  • Individuare elementi costruttivi nascosti
  • Verificare il grado di isolamento termico/coibentazione della struttura
  • Verificare l’impermeabilizzazione di determinate superfici
  • Ricercare infiltrazioni idriche
  • Verificare l’eventuale presenza di umidità di risalita
  • Analizzare intonaci in fase di distacco

Una volta individuati attraverso la specifica analisi termografica, i ponti termici possono essere corretti attraverso interventi mirati di ristrutturazione e isolamento termico dell’involucro, sebbene l’ideale sarebbe evitarne a monte la formazione adottando le opportune contromisure già nella fase progettuale dell’edificio.

riscaldamento domestico

Cappotto termico per correggere i ponti termici

Lo strumento di correzione principe è il cappotto termico, che si realizza aggiungendo specifici materiali termoisolanti alla muratura, sia esterna che interna. 

Per isolare la struttura abitativa e correggere i ponti termici potenzialmente responsabili di dispersioni energetiche, crepe, condensa e muffa, occorre scegliere materiali isolanti caratterizzati da bassi valori di conducibilità termica (l’attitudine a trasmettere il calore) ed elevata resistenza termica, ossia la capacità del materiale stesso di opporsi al flusso di calore.

È importante considerare anche altre caratteristiche del materiale utilizzato per il cappotto termico. 

In particolare:

  • Igroscopicità: i materiali igroscopici assorbono con velocità i vapori acquei e la condensa, migliorando il clima interno degli ambienti domestici
  • Traspirabilità: i materiali traspiranti sono quelli che permettono il naturale passaggio dell’umidità
  • Capillarità: tale caratteristica consente alla condensa di distribuirsi velocemente, evitando che si depositi in una sola zona
  • Densità: si tratta della capacità di un materiale di accumulare calore; le condizioni migliori si creano con materiali ad elevati valori di densità associati a bassi valori di conducibilità

I materiali sono importanti, ma da soli non bastano a garantire il massimo grado di isolamento termico: per essere davvero efficace, il sistema di coibentazione termica deve essere continuo e a regola d’arte.

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