Pavimenti flottanti e galleggianti: le diverse tecnologie di posa in opera

Il rifacimento del pavimento è, dopo la ritinteggiatura delle pareti e il rifacimento degli arredi, uno dei modi più impiegati per ristrutturare casa rinnovandone gli ambienti. Tuttavia possiamo immaginare anche qualcosa lontano dall’idea classica in base alla quale il piastrellista arriva in cantiere, impasta la colla e posa le piastrelle praticando tagli. Esiste infatti, oltre alla tipologia di posa a umido, anche la tipologia di posa a secco. In poche parole, oltre a servirsi di malte, colle e incollare permanentemente le piastrelle, è possibile anche realizzare un pavimento flottante.

Pavimento flottante: cos’è e come funziona

Il pavimento flottante, o l’altra soluzione sul genere detta galleggiante o sopraelevato, costituiscono davvero un nuovo modo di concepire la posa in opera e la fruizione del pavimento.

Avevamo toccato l’argomento tempo fa parlando del “Parquet prefinito flottante: prezzi di posa e opinioni comuni”. Ora affrontiamo il tema da vicino, analizzando bene questa tecnologia e le possibilità che ci concede.

Il pavimento classico prevede come detto la posa tramite colla, che sia sul massetto oppure direttamente in sovrapposizione al pavimento esistente. Trattasi quindi di un sistema a umido.

Nel caso dei pavimenti flottanti invece, possiamo fare a meno di questo processo tramite il funzionamento del sistema a secco.

Esistono, come accennato, pavimenti flottanti o galleggianti. Nel caso della soluzione galleggiante il processo di realizzazione prevede quanto segue:

  • In basso si posizionano dei piedini metallici regolabili in altezza sui quali poggeremo poi le piastrelle. Questi piedini possono raggiungere altezze variabili, dai pochi centimetri a più decine di centimetri fino a raggiungere il mezzo metro di altezza.
  • Sopra i supporti avviene la posa delle piastrelle che sono differenti da quelle normalmente impiegate. Infatti, mentre queste sono spesse non più di un centimetro, quelle flottanti sono spesse 2 o 3 centimetri e sulla faccia estradossale presentano una finitura in gres porcellanato mentre sottostante a questa uno strato che assume una funzione strutturale. Infatti, poggiando solo ai 4 spigoli, devono avere un comportamento assimilabile a quello di un mini solaio portante.

Al di sotto del pavimento, si sviluppa un mondo a parte. Infatti, mentre nelle soluzioni usuali gli impianti viaggiano all’interno del massetto impiantistico, con questa soluzione innovativa possiamo fare passare il tutto liberamente nell’intercapedine che rimane libera: forassiti per l’impianto elettrico, tubi dell’acqua, tubi del riscaldamento, tubi di scarico, linee internet, linee telefoniche e tutto il resto.

Questa soluzione è assolutamente vantaggiosa negli uffici di una certa importanza in cui lo spostamento e l’aumento delle postazioni di lavoro possono necessitare modifiche all’impianto. Con la soluzione galleggiante, è sufficiente alzare quattro piastrelle e si può lavorare in libertà sui cavi sottostanti, senza opera alcuna di demolizione.

pavimento flottante
OVER-ALL – 810×125
ITALIANA CORRUGATI – 810 x 125
BILDEX – 810 x 125

Pavimento flottante PVC: il valore della convenienza

Parallelamente al pavimento galleggiante, si aggiungono le varianti flottanti date dalla posa delle piastrelle direttamente a terra con l’interfaccia, al massimo, di un semplice materassino di 2-3 millimetri di spessore con funzione ripartitoria e di isolamento acustico. Quindi non siamo più in presenza dei supporti metallici sottostanti.

Un materiale molto impiegato in queste circostanze è il PVC, ovvero il polivinilcloruro. Esso è economico, riproduce numerosissimi effetti finiturali e si lavora addirittura con un semplice cutter. Quindi, la posa è del tutto facilitata.

Pavimento flottante legno: solo una questione di posa

Quanto detto per il PVC vale anche per il legno, e cioè per il parquet. Di fatto, possiamo mettere in opera un parquet tramite incollaggio oppure a secco con il posizionamento, come visto, di un materassino sottostante. Il risultato finale è del tutto garantito in entrambi i casi.

Pavimento flottante interno ed esterno

È da sottolineare che il pavimento sopraelevato è idoneo sia in ambienti interni sia in ambienti esterni. Addirittura, negli esterni può essere davvero più utile che negli interni per la sua praticità. Infatti ci permette di non realizzare ulteriori massetti che appesantiscano la terrazza nel caso ci troviamo in quota e non richiede particolari soluzioni impermeabilizzanti. Posizionandoci semplicemente sopra il solaio, abbiamo la possibilità di lasciar percolare l’acqua meteorica attraverso i giunti delle piastrelle e quindi le lavorazioni da svolgere sono minime.

Pavimento flottante prezzi

Infine, proviamo a fare il punto sui prezzi di questi sistemi di posa.

È un’operazione complessa, in quanto come visto ne esistono numerosi e quando usiamo il termine flottante vogliamo semplicemente dire che il sistema non prevede l’incollaggio, al di là della tecnica e dei materiali impiegati.

Per fare un esempio specifico sul pavimento galleggiante, nel caso del gres, abbiamo che la posa delle sottostruttura può costare dai 15 ai 40 euro a metro quadrato circa (molto dipende dall’altezza del sistema) e le piastrelle soprastanti invece ci possono costare dai 20 ai 60 euro a metro quadrato.

Nel caso del parquet flottante, invece, di fatto la materia prima ci può costare dai 40 ai 70 euro a metro quadrato per un buon parquet, prezzo al quale aggiungere pochi euro per il materassino e 10-15 euro a metro quadrato per la posa.

Richiedi informazioni:





Nome*
Cognome*
CAP*
Città*
Email*
Telefono
Compila il campo "Telefono" per una comunicazione più rapida
Tipologia Utente
Scrivi la tua richiesta*
Dichiaro di aver letto e accetto l'informativa sulla privacy

Share

Pavimenti flottanti e galleggianti: le diverse tecnologie di posa in opera

Discussion

Leave A Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *