Pavimenti galleggianti per esterni: cosa sono e come funzionano

La produzione di piastrelle e affini e le tecnologie impiegate per la posa del pavimento hanno avuto nel tempo un continuo sviluppo, evolvendosi in modo da mettere a disposizione degli installatori e degli utilizzatori nuove possibilità progettuali ed esecutive.
Una delle soluzioni più intelligenti, e di cui sempre più si fa largo uso negli ambienti adibiti a ufficio ma non solo, è il sistema di posa galleggiante.
Questo presenta una serie di vantaggi soprattutto se siamo in ambiente esterno, dove abbiamo il problema degli sbalzi di temperatura e dello smaltimento delle acque meteoriche. Pertanto, oggi, dedicheremo un focus specifico ai pavimenti galleggianti per esterni.

Pavimenti galleggianti: come funzionano

Il classico pavimento viene posto in opera tramite l’impiego di colla applicata a spatola americana sul piano sottostante, e dove quindi poggeremo le piastrelle e attenderemo fino a che la colla non avrà indurito. Trattasi di una posa a umido.
Questo è un metodo classico che porta con sé benefici immutati e, se ben realizzato, dura per molto tempo sia in interno sia in esterno.
Tuttavia, una volta posto in opera è permanente, a meno che non si proceda alla sua demolizione. E inoltre la sua longevità è legata indissolubilmente al perfetto funzionamento dei sistemi tecnologici che lo interessano.

Primo fra tutti, l’impermeabilizzazione del pacchetto solaio negli ambienti esterni come per esempio una terrazza.

Cosa presentano di innovativo i pavimenti galleggianti? Come si struttura il loro sistema di posa in opera? Di fatto, si tratta di una tecnologia a secco, la cui posa prevede i seguenti passaggi:

  • In basso si posizionano dei piedini metallici regolabili in altezza -o anche in plastica rigida- sui quali poggeremo poi le piastrelle. Questi piedini possono raggiungere altezze variabili, dai pochi centimetri a più decine di centimetri.
  • Sopra i supporti avviene la posa delle piastrelle che sono differenti da quelle normalmente impiegate. Infatti, mentre queste sono spesse non più di un centimetro, nei galleggianti si usano elementi spessi 2 o 3 centimetri e sulla faccia estradossale presentano una finitura in gres porcellanato per esterno mentre sottostante a questa uno strato che assume una funzione strutturale. Infatti, poggiando solo ai 4 spigoli, devono avere un comportamento assimilabile a un solaio autoportante a piastra.

Ciò che importa sottolineare, è che al di sotto del pavimento rimane un’intercapedine nella quale possiamo fare passare tutto il necessario, come per esempio cablaggi e forassiti varie.
Nel caso del pavimento esterno, i piedini poggeranno direttamente sul sistema di impermeabilizzazione. L’acqua piovana sarà libera di percolare attraverso il pavimento e raggiungere l’impermeabilizzante, così da essere correttamente smaltita lasciando le piastrelle umide per il minor tempo possibile.

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Pavimenti galleggianti per esterni: pro e contro

Quali sono dunque i pro e i contro di una soluzione tecnologica di questo genere in esterno? Proviamo a vederli assieme:

  • Si tratta di un sistema basato su montaggio a secco. Questo permette l’installazione e la rimozione del medesimo in modo agile e pratico. Inoltre, qualora fosse necessaria una qualunque opera di manutenzione –per esempio la sostituzione di una piastrella sulla quale è caduto un oggetto sfuggitoci di mano- è possibile agire in modo non invasivo, senza rompere e ripristinare alcunché.
  • La posa in opera dei sistemi classici prevede la realizzazione di un pacchetto impermeabilizzante a diretto contatto con le piastrelle, di fatto completamente fuso con esse. In questo caso i due sistemi sono del tutto separati fra loro. Se si presenta un qualunque problema di impermeabilizzazione, può essere risolto separatamente al pavimento.
  • Il contro più immediato che ci sentiamo di segnalare è dato dal problema degli spessori. Il pacchetto galleggiante come spiegato necessita obbligatoriamente una certa altezza per essere installato e talvolta non abbiamo a disposizione 5-8 centimetri per la posa in opera.

Pannelli galleggianti per esterni prezzi

Infine, dedichiamo una specifica parentesi ai prezzi di questi sistemi di posa.
La tecnologia impiegata è, come visto, diversa dalla norma e prevede una sottostruttura irrinunciabile. Sopra questa, i materiali che si avvicendano possono essere numerosi.
Facciamo alcuni esempi.
Nel caso del gres, abbiamo che la posa della sottostruttura può costare dai 15 ai 40 euro a metro quadrato circa –dipende molto dall’altezza del sistema- e le piastrelle soprastanti invece ci possono costare dai 20 ai 60 euro a metro quadrato.
Se invece vogliamo posare in opera delle “piastrelle” in pietra autentica, in questo caso si possono spendere anche 70-100 euro a metro quadrato solo per queste.

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