Miglior materiale per un cappotto esterno: dall’isolante al rivestimento

Categorie
Edilizia Facciate Marzo 29, 2021

La scelta del miglior materiale per un cappotto termico esterno è fondamentale per la resa finale della vostra abitazione. Per questo motivo è bene affidarsi sempre ad un professionista che vi sappia consigliare la scelta migliore per voi.

Ma se dovessimo scegliere alcuni materiali per il cappotto termico esterno, quali caratteristiche dovrebbero avere?

 

Caratteristiche del cappotto termico esterno

La scelta più complicata per definire il miglior materiale per un cappotto esterno riguarda l’isolante termico.

Miglior materiale per un cappotto esterno: caratteristiche

SPI finestre e persiane

Le caratteristiche dell’isolante termico

Non è possibile dire quale sia l’isolante migliore in assoluto per realizzare un cappotto termico esterno poiché la scelta dell’una o dell’altra tipologia dipende da diversi fattori.

Dobbiamo valutare in che luogo si trova l’edificio, quali temperature vengono raggiunte, quanto spessore dovrà avere lo strato isolante per adeguare la struttura affinchè sia conforme alle normative o soddisfi i requisiti per i quali si sta intervenendo.

Ci sono alcuni parametri però che possono essere presi in considerazione per determinare quale sia per voi il miglior materiale per un cappotto esterno.

Vediamo insieme quali fattori possono influenzare le vostre scelte:

  • Lo spessore

Uno spessore maggiore significherà maggior potere isolante, poiché il flusso termico dovrà attraversare più massa. Di contro un maggior spessore potrebbe non essere funzionale in corrispondenza delle aperture creando sporgenze che possono diminuire il flusso luminoso all’interno dell’ambiente

  • Conducibilità termica

È una proprietà intrinseca del materiale. È identificata comunemente con la lettera lambda (ƛ). Minore è il suo valore maggiore sarà il suo potere coibentante

  • Sfasamento termico

Con questo termine si indica il tempo che impiega il calore o il freddo a passare attraverso il materiale isolante e a raggiungere gli ambienti interni. Si deduce quindi che maggiore è lo sfasamento termico migliore sarà la resa del materiale

  • Traspirabilità

Si prende in considerazione anche la traspirabilità del materiale dato che tanto è più piccolo questo valore più sarà efficace contro la formazione di condensa e/o muffa. Il potere traspirante di un materiale si misura con la lettera µ.

La varietà dei materiali isolanti è davvero tanta, la scelta è solo vostra!

Isolanti termici: classificazione per origine

Esistono, come ben sappiamo, diverse tipologie di isolanti.

La loro classificazione commerciale deriva dalla loro origine:

  • Materiali sintetici

Sono estremamente diffusi, versatili ed economici. Hanno un ottimo rapporto qualità/prezzo, sono facili da posare e hanno una durata nel tempo intorno ai 40 anni. Fanno parte di questa categoria il polistirolo espanso (EPS), il polistirene estruso (XPS) e il polietilene espanso (PE). È possibile trovarli in diverse forme (pannelli, rotoli, schiume)

  • Materiali minerali

Sono materiali che garantiscono alte prestazioni, per questo sono largamente impiegati in edilizia. Sono scelti soprattutto per la loro resistenza agli agenti atmosferici, alle muffe e ai funghi. Sono ignifughi e durevoli. Fanno parte di questa categoria la lana di vetro, la lana di roccia e la perlite espansa. Anche questi si trovano in formati differenti ma sono utilizzati per lo più in pannelli ad alta densità

  • Materiali naturali

La scelta di questa tipologia di isolante avviene quando oltre alle caratteristiche specifiche di isolamento si valuta anche l’impatto che l’utilizzo di questi materiali avrà sull’ambiente.

Gli isolanti di origine naturale sono rinnovabili ed ecosostenibili, riciclabili e biodegradabili, e sono realizzati attraverso processi produttivi non dannosi per l’ambiente e per l’uomo.

In questa categoria troviamo la fibra di legno e il sughero. Hanno grande durevolezza, un’ottima capacità termica ed acustica, ma sono anche i più costosi sul mercato.

La scelta di un buon isolante farà sicuramente la differenza per il vostro cappotto esterno, ma il consiglio è quello di affidarsi anche ad un tecnico competente che sappia valutare i giusti bilanciamenti delle grandezze.

I rivestimenti per il cappotto esterno

Intervenendo su una facciata è bene porre l’attenzione anche sull’estetica che avrà una volta terminati i lavori.

Ma quali materiali si possono utilizzare come rivestimento per un cappotto esterno?

I rivestimenti tradizionali

Il rivestimento più diffuso e conosciuto è senza alcun dubbio l’intonaco. Che sia liscio, ruvido, bianco o colorato, ovunque posiamo il nostro sguardo vedremo l’intonaco che ricopre le facciate degli edifici.

Anche per quanto riguarda il cappotto termico è nettamente il materiale più utilizzato come strato superficiale in facciata.

La scelta, al di là del costo che risulta essere più basso in confronto ad un qualsiasi altro rivestimento, sta anche nelle possibilità che vengono concesse a chi decide di effettuare un cappotto termico.

Infatti in alcune zone non è possibile mutare l’aspetto della facciata, anche solo per una scelta estetica comune, come ad esempio in un complesso residenziale dove ogni condominio ha lo stesso colore.

L’intonaco dunque rientra nella lista dei migliori materiali per cappotto esterno: i vantaggi che derivano da questa scelta sono molti in termini di praticità e funzionalità.

Materiali isolanti cappotto termico: uno sguardo ai prezzi

Diamo uno sguardo ai prezzi al mq dei principali materiali utilizzati per il cappotto esterno:

  • Pannelli isolanti in lana di roccia: dai 5 ai 20 euro
  • Pannelli in EPS (Polistirene Espanso Sintetizzato): dagli 8 ai 15 euro
  • Pannelli in fibra di legno: dai 10 ai 50 euro
  • Pannelli in silicato di calcio: dai 20 ai 25 euro
  • Pannelli isolanti in sughero: dai 30 ai 50 euro
  • Pannelli in fibra di carbonio: dai 30 ai 40 euro

Il materiale utilizzato per l’isolamento termico è uno degli elementi che maggiormente incide sulla definizione del costo dell’intervento. Dai pannelli sintetici come il polistirene e la lana di vetro fino alle fibre naturali.

Richiedi informazioni:

Articoli Correlati