Massetto autolivellante: prodotti, campi di applicazione e prezzi

Il massetto è uno strato funzionale di grande importanza nella composizione di un solaio. Nel tempo, le modalità, gli spessori e i prodotti con con cui è realizzato hanno avuto uno sviluppo e un’evoluzione costanti. Il massetto autolivellante, sotto questo punto di vista, rappresenta un caso particolare che merita di essere presi in considerazione da vicino, in quanto ci consente di risolvere problemi specifici con grande disinvoltura.

Il massetto: funzione e modalità classica di realizzazione

Innanzitutto, merita chiarire cosa sia il massetto e quale sia la sua funzione. Un solaio è composto, possiamo dire, di tre strati:

  • Uno strato intradossale con funzione strutturale, ovvero grazie al quale l’orizzontamento si autosostiene
  • Uno strato intermedio che ha una funzione tecnologica in quanto accoglie tutta la parte impiantistica
  • Uno strato estradossale che invece è di fatto costituito dalla pavimentazione.

Il massetto è lo strato intermedio, ovvero una sezione di circa 12-14 centimetri di spessore nel quale vengono annegate tutte le tubazioni e le forassiti degli impianti idrici, termici, sanitari, elettrici e quant’altro.

Lo spessore in questione col tempo è cresciuto perché è cresciuta la quantità di impianti richiesti. Un tempo si avevano pochissime tubazioni in ferro e spesso i fili della corrente venivano gettati o intonacati direttamente senza protezione attorno. Oggi, invece, si ha che i fili della corrente vengono alloggiati all’interno di tubi in plastica con diametro di 2 centimetri circa, per esempio. O ancora, si hanno tubazioni e cavi aggiuntivi come l’impianto dati.

Normalmente, il massetto è un getto dato da una miscela di sabbia, cemento e acqua che va a inglobare tutte le tubazioni e crea un piano finito. Questo viene adeguatamente livellato e lisciato a perfetta complanarità e sopra di esso viene posto il pavimento incollato. Per la sua stesura ad hoc, viene disposto sul piano, distribuito e poi passato un regolo in alluminio. Queste lavorazioni sono necessarie perché di fatto si tratta di una miscela umida ma comunque piuttosto compatta che necessita di essere energicamente accompagnata a lavorazione finita.

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Massetto autolivellante: composizione e applicazione

Un caso specifico è invece il massetto autolivellante. Infatti questo, a differenza di quello tradizionale, si definisce autolivellante proprio per la sua capacità di disporsi autonomamente sul supporto in modo da generare il piano finito. Esso è fortemente liquido, e per questo motivo colandolo sul supporto sottostante e semplicemente accompagnandolo con leggeri movimenti di cazzuola o altro utensile, il lavoro si intende finito.

Questa soluzione si presta bene per risolvere per esempio il problema di solai vecchi slivellati. Infatti, in modo automatico l’autolivellante si dispone così da avere 2 centimetri di spessore dove necessario oppure 4. E la complanarità del tutto è ripristinata. I risparmi in termini di tempo sono notevolissimi. E quindi anche sotto il profilo economico.
Si possono realizzare degli autolivellanti anche per gli impianti radianti a pavimento, e il buon funzionamento è garantito dal fatto che la miscela avvolge in modo integrale e certo le serpentine.
L’unico limite è dato dallo spessore massimo raggiungibile con questo prodotto. Nella maggior parte dei casi, è consigliabile non andare sopra i 4 centimetri. Per alcuni articoli specifici di qualità, invece, si può stare anche sui 6 centimetri.

I principali tipi di prodotto riscontrabili nel mercato sono:

– Massetti fluidi autolivellanti cementizi
– Massetti fluidi autolivellanti in anidrite sintetica
– Massetti fluidi CAS con solfati naturali (Cemento- Alfa- Solfato)

Il massetto cementizio è il primo ad essere stato sviluppato. Pertanto, quello con anidride sintetica rispetto ad esso presenta caratteristiche migliori. Le principali sono le seguenti:

  • Migliori capacità meccaniche
  • Ottima convivenza con riscaldamenti a pavimento
  • Rischio di fessurazione quasi azzerato
  • Capacità di raggiungere spessori minimi

La qualità dei massetti fluidi CAS è probabilmente paragonabile a quella dei massetti con anidrite sintetica. Forse, tuttavia, la caratteristica principale che lo caratterizza è quella di essere lavorabile in modo particolarmente egregio in fase di colatura.

Massetto autolivellante: spessore minimo di stesura

Come visto, gli spessori rappresentano un discrimine importante fra il massetto classico e l’autolivellante. È importante tenere presente, al riguardo, che il nostro prodotto ha dei limiti per la misura massima ma anche per la misura minima. Diciamo che, per la maggior parte dei casi, è sconsigliabile andare sotto i due centimetri di spessore minimo.

Massetto autolivellante: prezzo di fornitura e posa in opera

Infine chiudiamo con un’idea generale del costo medio per la fornitura e posa in opera di un intervento di questo tipo. Consideriamo sempre le specifiche del caso. E quindi sicuramente aspetti microeconomici, geografici e logistici. Ma non solo. Oltre a ciò, avendo il materiale un buon peso nel costo totale dell’opera, fa la differenza lo spessore da garantire. È chiaro che, considerando un massetto di 3 centimetri o 5, l’incremento percentuale di solo materiale è pari al 66%.
Ciò specificato, possiamo dire che i prezzi si aggirano mediamente sui 10-12 euro fino a 25-30 euro a metro quadrato.

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