Isolamento termico degli edifici

Isolamento termico degli edifici: fattori da considerare, vantaggi e svantaggi

L’isolamento termico degli edifici – in particolare quello delle pareti perimetrali, dei solai e muri controterra e delle coperture – applicato sia su strutture nuove che sul patrimonio edilizio esistente con diverse modalità di intervento, contribuisce a garantire un elevato comfort degli spazi interni e la riduzione dei consumi energetici.

In questo articolo parleremo di tematiche connesse a questo argomento, quali:

Isolamento termico pareti

Rendimento energetico nell’edilizia: cosa dice la legge?

Il decreto legislativo n.192 del 19 agosto 2005, attuazione della Direttiva 2002/91/ CE relativa al rendimento energetico in edilizia, e il decreto legislativo n. 311 del 29 dicembre 2006, disposizioni correttive e integrative al decreto legislativo 19 agosto 2005 n.192, permettono di applicare anche ai sistemi edilizi con ogni destinazione d’uso i principi di contenimento dei consumi energetici conseguenti all’entrata in vigore del protocollo di Kyoto, che ha l’obiettivo di salvaguardare l’ambiente a favore delle generazioni future.

In Europa attualmente l’edilizia assorbe quasi il 40 per cento dell’energia complessiva utilizzata e quindi rappresenta uno dei principali settori che deve contribuire con il massimo dell’efficacia al raggiungimento del previsto risultato di risparmio energetico.

Viene calcolato che in Italia oltre il 50 per cento dell’energia utilizzata per il riscaldamento degli edifici viene inutilmente sprecata senza apportare benefici agli utenti previsto risultato di risparmio energetico e che la riduzione dei consumi energetici.

Questo porta ad una conseguente limitazione di emissione di anidride carbonica responsabile dell’effetto serra, che si potrebbe attestare sul 75 per cento dei valori attuali se si intervenisse attraverso una diversa attenzione al problema della gestione delle abitazioni e dei luoghi di lavoro e in particolare attraverso un migliore isolamento degli edifici.

Buona parte degli edifici esistenti in Italia è stata realizzata senza tener conto dell’isolamento termico dell’involucro o con un isolamento insufficiente, quindi richiede elevate quantità di combustibile per far fronte al riscaldamento invernale e alla climatizzazione estiva.

isolamento termico mansarda

Isolamento termico: risparmiare sui consumi energetici

Una coibentazione termica eseguita a regola d’arte, tenendo conto delle attuali norme potrebbe permettere di ottenere un risparmio di quasi il 50 per cento sui consumi energetici per il riscaldamento, con una conseguenza favorevole sul benessere interno al fabbricato e con una notevole riduzione delle emissioni inquinanti derivate dall’impianto termico.

I materiali isolanti presenti sul mercato consentono di intervenire con la migliore soluzione sugli edifici nuovi e sulle costruzioni esistenti apportando un beneficio in termini di comfort abitativo ed economico all’utenza, con un ritorno sull’investimento in tempi molto brevi grazie ai ridotti consumi e agli incentivi fiscali proposti dallo Stato per il settore.

I sistemi di applicazione delle lastre e dei pannelli isolanti sono molteplici, ma la tecnica più efficace consiste nel disporre questi componenti il più vicino possibile all’esterno dell’involucro edilizio, sia lungo le pareti perimetrali che in copertura, e ottenere un guscio coibente continuo che può essere nascosto al di sotto di un intonaco o di un rivestimento a elementi da paramento, sottili e incollati, nelle versioni cosiddette a cappotto. 

applicazione pannelli isolanti

Le varianti sono diverse e studiate per ogni sottosistema edilizio in modo da ottenere una completa continuità nell’isolamento.

La discontinuità nell’isolamento termico di un involucro edilizio viene chiamata usualmente ponte termico e produce una modifica sia del flusso termico che della temperatura superficiale all’interno dell’edificio.

Durante le stagioni fredde i ponti termici danno origine a basse temperature superficiali con un aumento delle dispersioni energetiche e dei costi di riscaldamento.

Ciò comporta il rischio di formazione di condense soprattutto negli ambienti dove viene prodotta molta umidità, come il bagno e la cucina, e di proliferazione di muffe lungo le pareti, tutte condizioni che rendono insalubre l’interno del fabbricato e ne riducono il comfort.

Apparecchiatura termografica per visualizzare ponti termici 

Nei nuovi fabbricati e nelle strutture esistenti, i ponti termici vengono visualizzati tramite un’apposita apparecchiatura termografica che individua, con colori giallo-rossi contro il fondo nei toni del blu delle parti termoisolate, i punti dell’edificio in cui avvengono perdite di calore. 

L’effetto della ripetizione dei ponti termici su una parete uniforme deve essere incluso nel calcolo della trasmittanza termica del sottosistema parete perimetrale o copertura e il decreto 311/06 descrive anche il ponte termico corretto, quando la trasmittanza termica della parete fittizia, il tratto di parete esterna in corrispondenza del ponte termico, non supera per più del 15 per cento la trasmittanza termica della parete corrente

Sul mercato si riconoscono diversi sistemi per l’isolamento termico degli involucri edilizi: per le pareti perimetrali le soluzioni più diffuse sono a base di elementi in lastre e pannelli e sistemi di isolamento a cappotto; per le coperture, i pannelli sottotegola e i pacchetti per la realizzazione dei tetti ventilati.

apparecchiatura termografica

Come valutare l’efficienza e le prestazioni dei materiali termici: conduttività e trasmittanza termica

Per valutare le caratteristiche termiche di un materiale coibente o di una combinazione tra diversi materiali come avviene nelle murature perimetrali, nei solai o in copertura, si impiegano diverse unità di misura tra le quali la conduttività termica e la trasmittanza termica.

La conduttività termica è indicata con la lettera greca lambda (λ) ed è la caratteristica specifica di un determinato materiale termoisolante o non isolante, leggero o pesante.

Viene individuata dall’unità di misura W/mK ed è la quantità di calore in Watt che attraversa uno strato di materiale con una superficie pari a 1 m2 e uno spessore uguale a 1 m, quando la differenza di temperatura tra le due facce e in direzione del flusso di calore è di un grado della scala Kelvin (K).

La trasmittanza termica, indicata con la lettera U, serve a valutare la dispersione o il passaggio di calore attraverso un materiale termoisolante, parti di un edificio, combinazione di vari materiali anche eterogenei come mattoni con rivestimenti coibenti ed è particolarmente utile per capire il comportamento termico dei sottosistemi edilizi, pareti perimetrali, solai, serramenti o coperture. 

isolante termico edificio

L’unità di misura della trasmittanza è il W/m2K che indica la quantità di calore che attraversa uno strato di materiale con una superficie pari a 1 m2 e con un determinato spessore o con una stratificazione ben precisa nei diversi spessori, quando la differenza di temperatura tra le due facce e in direzione del flusso di calore è di un grado della scala Kelvin (K).

I requisiti di legge indicati dalle tabelle allegate al decreto 311/06, espressi in termini di indice di prestazione energetica per la climatizzazione invernale, impongono valori limite di trasmittanza termica U per la combinazione dei diversi materiali costituenti i sottosistemi edilizi disperdenti (strutture opache verticali, strutture opache orizzontali o inclinate, chiusure trasparenti) che sono sempre più stringenti dal 2006 al 2010 per attuare il programma di risparmio energetico. 

Questi valori di trasmittanza sono inseriti in diverse tabelle con riferimento alle zone climatiche, dalla lettera A alla lettera F, in cui il territorio italiano è suddiviso ai sensi del Dpr 412/93, dalla zona più calda a quella più fredda in base ai gradi giorno.

Altri fattori da considerare per un buon isolamento termico: R-Value

Il fattore principale da prendere in considerazione per valutare prestazioni ed efficienza dei materiali e degli isolanti termici è il cosiddetto R-Value. 

Il Valore R o R-Value è un’unità di resistenza termica che misura la resistenza di un materiale isolanti al passaggio di calore.

Un R-Value pari a 5 è un valore neutrale e significa che il materiale isolante non perde ne acquisisce calore se posizionato su una superficie con temperatura pari a 0°c. Quindi un alto valore di R-Value negli isolanti termici determina prestazioni e un isolamento termico migliore.

Bisogna anche considerare che l’ R-Value, essendo una misura scientifica, non tiene conto delle proprietà radiative o convettive dovute alla forma dei materiali isolanti una volta installati.

Quindi, nello scegliere gli isolanti termici, è opportuno valutare non solo l’R-Value, ma anche in quale parte della casa andranno installati.

L’attico e la mansarda sono le tipologie abitative che meglio si adattano all’isolamento della casa. In questo caso risulta più conveniente installare isolanti termici sia in termini di risparmio energetico che di spese di montaggio.

isolamento dell'attico

In alternativa si può migliorare l’isolamento termico intervenendo sulle eventuali perdite d’aria dell’edificio o isolando termicamente il piano interrato.

Questi interventi, però, oltre ad essere più costosi non garantiscono la stessa efficacia di un buon isolamento termico della mansarda e del tetto dal momento che il calore tende a disperdersi verso l’alto.

I principali isolanti termici: vantaggi e svantaggi

In commercio esistono diverse alternative che permettono di isolare pareti, tetto o altre parti della casa, ognuna delle quali presenta vantaggi e svantaggi.

Naturalmente è importante considerare l’R-Value di ciascun isolante termico, ma è altrettanto importante contestualizzare l’effettivo utilizzo per scegliere gli isolanti termici migliori per le proprie necessità. 

Di seguito sono riportati i principali isolanti termici maggiormente utilizzati per l’isolamento termico di case e edifici commerciali. Per ogni materiale isolante è stato anche evidenziato il valore R medio per ogni 2,54 cm di materiale.

Schiuma Isolante: R-Value 3.6 – 8.2 x cm 2,54

Tra gli isolanti termici la schiuma isolante viene specialmente utilizzata per riempire piccole fessure. Può essere anche impiegata per soffitti, pareti, fino alle fondamenta. 

Una volta applicata, la schiuma tende ad espandersi offrendo una tenuta quasi del tutto ermetica e resistente all’umidità. È molto utile anche per proteggere e isolare la casa da muffe e parassiti. Inoltre la schiuma isolante riesce a bloccare il calore in modo efficace garantendo una temperatura costante in tutte le stagioni.

schiuma isolante

Fibra di Vetro: R- Value 2.9 – 3.8 x 2,54 cm

Dal momento in cui è stata introdotta sul mercato, la fibra di vetro è uno materiali isolanti maggiormente impiegati per strutture commerciali e residenziali.

La fibra di vetro viene utilizzata principalmente per isolare la casa agendo sulle pareti interne, soffitti o ampi spazi. Questo perché è un isolante termico che è inerte e non decade nel tempo mantenendo il suo R-Value a lungo invariato.

Oltre a garantire un ottimo isolamento termico, la fibra di vetro è fono assorbente e risulta quindi essere il materiale ideale per rivestire le pareti esterne delle abitazioni o soffitti e pavimenti degli appartamenti.

Il vantaggio primario è il rapporto tra prezzo e prestazioni. L’utilizzo della fibra di vetro comporta infatti un prezzo inferiore rispetto a quello di altri materiali isolanti ed è sicuro l’opzione più conveniente. Tuttavia è un materiale particolarmente vulnerabile all’umidità e se si bagna il suo R-Value scende fino a perdere le sue capacità isolandi, facilitando la crescita di muffe. 

fibra di vetro

Infine, le misure standard in cui sono disponibili i pannelli di fibra di vetro, rendono complesso l’adattamento a forme di pareti e soffitti non tradizionali o a piccole fessure.

Cotone isolante: R-Value 3.0 – 3.7 x 2,54 cm

Rispetto agli altri materiali isolanti, il cotone è un materiale rinnovabile e la sua produzione richiede un dispendio inferiore di energia, rendendolo il materiale maggiormente rispettoso dell’ambiente.

La sua provenienza naturale lo rende anche un materiale sicuro senza contro indicazioni per la salute. Inoltre, è dotato di discrete capacità fono assorbenti, così come la fibra di vetro. 

Infine, in termini di prestazioni isolanti non si discosta molto da quelle ottenibili da altri isolanti termici. Il principale svantaggio del cotone è che, anche con una corretta installazione, non offre una tenuta a prova d’aria.

Questo può richiedere l’installazione di un rallentatore di vapore, senza il quale si potrebbero generare delle piccole sacche dove l’aria può circolare abbassando i valori dell’R-Value.

cotone isolante

Fibra di Cellulosa: R-Value 3.1 – 3.8 x 2,54 cm

Un altro materiale isolante eco-sostenibile è la fibra di cellulosa, composta prevalentemente da carta, vecchi cartoni e giornali trattati con acido borico.

Questo trattamento rende la cellulosa ignifuga e, allo stesso tempo, la rende “sgradevole” per gli insetti, come le tarme, che possono rovinare i materiali di pareti e soffitti. 

La sua particolarità è quella di essere traspirante e di agire come un equilibratore igrometrico, ovvero ha la capacità di immagazzinare acqua e restituirla all’ambiente quando il clima è più secco, evitando la creazione di muffe. 

Inoltre, la cellulosa ha un prezzo inferiore del 25% circa rispetto alla fibra di vetro, rendendola una delle soluzioni più convenienti per isolare la casa.

Tuttavia, rispetto a molti altri materiali isolanti, la cellulosa assorbe maggiormente l’umidità. Questo può rivelarsi un problema in caso di perdite, poiché possono comprometterne il potere isolante.

Per evitare questi spiacevoli danni è consigliato controllare l’adeguato funzionamento dei sistemi idrici prima di isolare la casa con la cellulosa. 

fibra di cellulosa

Lana di roccia: R-Value 3.3 – 4.2 x 2,54 cm

La lana di roccia è un materiale isolante in fibra simile alla fibra di vetro, con la differenza che è composta da materiali naturali e non di vetro. Ne esistono due diverse tipologie:

  • La lana di roccia: costituita da fibre di pietre naturali (come il basalto)
  • La lana di scorie: composta da fibre ottenute da scarti di minerali ferrosi. Per diversi anni la lana di roccia è stata l’isolante termico più diffuso in Nord America e in Europa.

La lana di roccia è per sua natura molto resistente all’umidità e mantiene le qualità isolanti anche se viene bagnata, rappresentando il materiale ideale per isolare la casa intervenendo sulle zone più esposte agli agenti atmosferici. 

Inoltre, è dotata di proprietà ignifughe e può rivelarsi un ottimo sistema per isolare la casa e migliorare la sicurezza in caso d’incendio. 

lana di roccia

4 tipi di materiali utilizzati per l’isolamento termico dell’involucro edilizio

I componenti utilizzati nell’isolamento termico dell’involucro edilizio sono realizzati con molteplici varianti di materiali, come:

  • Sintetici
  • Minerali
  • Naturali
  • Pannelli preaccoppiati

Le lastre e i pannelli disponibili sul mercato possiedono valori di trasmittanza termica leggermente diversi tra loro in ragione della densità, della composizione, dello spessore e della struttura e in sede progettuale occorre scegliere quale tipologia è più adatta alle specifiche esigenze operative, alle condizioni economico-costruttive e di efficienza finale del sistema. 

Una prima divisione in categorie permette di catalogare le lastre e i pannelli in base al materiale che può essere di derivazione sintetica e composto da resine polimeriche, di natura minerale e inorganica oppure proveniente dal mondo naturale vegetale o animale.

Materiali sintetici

Il principale materiale sintetico utilizzato per l’isolazione termica è il polistirene espanso

Questo materiale – leggero, resistente, traspirante e a ridotta conduttività termica – rappresenta la soluzione migliore per ottenere un isolamento termico in linea con gli standard qualitativi previsti dalle normative CE (comunità europea).

Si tratta del materiale più efficace ed economico per garantire alla struttura una perfetta coibentazione, sia in caso di nuova costruzione sia in fase di ristrutturazione di una vecchia abitazione per ottimizzarne il comfort abitativo.

Il polistirene espanso sinterizzato o EPS (dall’inglese Expanded Sintered Polystyrene) è la denominazione tecnica del polistirene, chiamato più comunemente polistirolo.

Si tratta quindi di un polimero termoplastico ricavato dallo stirolo e composto da carbonio, idrogeno e per il 98% da aria. 

Procedura per ottenere il polistirene

Nel dettaglio, il polistirene viene ottenuto per polimerizzazione dello stirene e ricavato per estrusione (XPS) o per sinterizzazione (EPS), con una struttura cellulare alveolare stabile nel tempo e autoestinguente al fuoco, che racchiude piccolissime camere d’aria separate da materiale solido

In genere le varianti XPS hanno una densità superiore a 25 kg/m3, mentre i tipi EPS sono prodotti con una densità di 15-30 kg/m3.

Il materiale in lastre e pannelli si presenta rigido, di peso limitato e con un contenuto d’aria fino al 98 per cento che determina le ottime caratteristiche di  isolamento termico, accentuato nelle versioni additivate con grafite.

Se la struttura è a cellule chiuse, il polistirene non è in grado di assorbire umidità e risulta praticamente impermeabile al passaggio del vapore d’acqua.

materiali sintetici eps

Poliuretano espanso derivato da polimeri termoplastici o termoindurenti e utilizzato in edilizia come isolante termico nella versione rigida autoestinguente al fuoco.

La schiuma dura alveolare che compone i pannelli possiede ottime caratteristiche termoisolanti, è imputrescibile e resistente all’umidità e alle alte temperature. 

I valori ideali di isolamento termico

I valori migliori di isolamento termico si riscontrano a densità comprese tra i 30 e i 40 kg/m3 e su componenti con strutture fini e omogenee.

I pannelli sono disponibili anche con vari rivestimenti quali il velo vetro saturato o bitumato per sistemi con posa per sfiammatura, con carta monobitumata, con cartonfeltro bitumato o con un sottile strato impermeabile per ridurre drasticamente l’assorbimento d’acqua.

Polietilene espanso in lastre estruse con struttura a cellule chiuse, prodotto sia nella versione reticolata che non reticolata.

Difficilmente infiammabile e disponibile anche in classe 1 di reazione al fuoco, viene utilizzato in particolare per sistemi di isolamento acustico sottopavimento.

Il tutto con possibilità di estendere l’impiego nel campo dell’isolamento termico grazie alla bassa conducibilità termica e alle prestazioni complementari come l’impermeabilità al vapore.

I materiali sono prodotti a strato sottile e consentono di realizzare pavimenti galleggianti.

Materiali minerali

I materiali principali derivati dal mondo minerale che vengono utilizzati come isolanti termici sono:

Lana di roccia prodotta dalla filatura

Tipologia prodotta dalla filatura dopo fusione di rocce naturali, di scorie d’alto forno e di miscele di componenti vetrificabili.

La fibra è biosolubile e consente di confezionare pannelli incombustibili e a celle aperte di diversa densità fino a valori di oltre 80 kg/m3. Grazie alle ottime caratteristiche termiche e acustiche permette di realizzare componenti multifunzionali.

La produzione si estende alle versioni idrorepellenti, ai pannelli con fibre orientate in direzione perpendicolare alle facce, alle varianti con rivestimenti di velo vetro o di vario tipo in funzione di barriera al vapore, ai rotoli composti da doghe unite su una faccia diverse densità che vengono sistemati direttamente sul pavimento dei locali sottotetto

Lana di vetro

Prodotta con particolari lavorazioni che permettono di trasformare in fibre masse vetrose composte con materie prime selezionate.

Incombustibile e imputrescibile, viene impiegata per pannelli con densità fino a oltre 100 kg/m3 e possiede ottime doti termiche e acustiche per sistemi di isolamento multifunzioni, grazie alla struttura macroscopica delle fibre, legate tra loro da un composto termoindurente, che attenua i rumori e ingloba grandi quantità d’aria.

La lana di vetro resiste a temperature molto alte e viene prodotta anche in versione non idrofila che mantiene le caratteristiche termiche e acustiche in presenza di umidità. I pannelli sono stabili, non risentono di variazioni dimensionali e sono disponibili senza rivestimento o con rivestimento in velo vetro o bitumato

Vetro cellulare in pannelli rigidi a cellule chiuse

Ricavati mediante un processo termico-chimico che trasforma la materia prima in componenti con struttura vacuolare chiusa e non comunicante, impermeabile al vapore acqueo e all’umidità. totalmente incombustibile, è rigido e indeformabile, risulta chimicamente inerte e possiede una elevata resistenza a compressione.

Per l’assetto chiuso crea una barriera al vapore e si presta per l’isolamento termico al di sotto delle fondazioni e nei controterra. Possiede un peso specifico variabile in base al campo di impiego e viene prodotto anche in versione granulata per l’isolamento al di sotto di platee di fondazione o di pavimenti posti al piano terreno.

fibre vegetali

Pannelli preaccoppiati

I pannelli termoisolanti sono disponibili anche sottoforma di componenti preaccoppiati con lastre rigide autoportanti.

Adatti alla posa su nuovi edifici, sono stati studiati in particolare per l’applicazione nel comparto del ripristino dei vecchi fabbricati da ristrutturare e da riqualificare, quando non è possibile intervenire dall’esterno con gli usuali sistemi a cappotto termico.

Come strato isolante utilizzano svariate tipologie di materiali: polistirene espanso sinterizzato e autoestinguente, estruso senza pelle o miscelato con particelle di grafite per migliorare le qualità termiche, lana di vetro trattata antispolvero oppure lana di roccia con fibre orientate in senso ortogonale al pannello. 

Lo strato isolante può essere composto anche con granuli di sughero aggregati senza collanti da:

  • Un agglomerato in fibra di legno stabile e imputrescibile che possiede un ottimo accumulo termico;
  • Una resina espansa melamminica elastificata a celle aperte e con ottime caratteristiche fonoassorbenti;
  • Composti di gomma piombo e da strati di polietilene reticolato accoppiati a una lamina di piombo vergine per realizzare versioni a forte fonoimpedenza. 
pannelli preaccoppiati

Composizine dei pannelli

Lo strato rigido accoppiato all’isolante è in genere il gesso rivestito in lastre sottili, ma alcuni tipi sono prodotti con doppio paramento in fibre di legno mineralizzato con cemento Portland, in fibre di legno mineralizzato con magnesite ad alta temperatura oppure con singolo o doppio strato esterno composto con una malta speciale idrorepellente. 

Derivate dai pannelli utilizzati nelle coperture, alcune tipologie sono composte da due paramenti esterni in legno o suoi derivati, che racchiudono lo strato termoisolante.

La posa in opera avviene direttamente per incollaggio sulla muratura grezza quando questa è abbastanza planare, mentre per la posa su pareti con dislivelli superiori a 1,5 cm il fissaggio viene effettuato su un’orditura di legno o di profilati metallici.

Materiali naturali

I principali materiali naturali sono:

Fibre di legno mineralizzate in pannelli derivanti da particolari lavorazioni

Si differenziano secondo le tipologie di manufatti e conferiscono al materiale una completa imputrescibilità con un’ottima resistenza all’umidità.

Tra i vari sistemi produttivi si distingue il processo che impiega fibre di legno, derivate in genere da colture a rotazione di pioppo, che vengono mineralizzate con magnesite.

Il passaggio in una macchina di formatura a pressione e ad alta temperatura, permette di ottenere un forte legame tra le particelle e una completa sostituzione del contenuto organico delle fibre con l’impregnante utilizzato nella lavorazione.

Altre versioni in fibre mineralizzate vengono confezionate con leganti inorganici composti da cemento Portland o da cemento bianco.

Una volta che le lastre o i blocchi sono stati sottoposti a pressione, il legante minerale aggrega fortemente i frammenti di legno e le fibre, realizzando una compagine che si presenta stabile e non più soggetta alle usuali alterazioni che in talune condizioni ambientali estreme minacciano l’integrità dei manufatti di legno massiccio.

Sughero derivante dalla lavorazione della corteccia di particolari querce

Rappresenta una risorsa rinnovabile che viene commercializzata sotto forma di granulati, di pannelli rigidi o di teli a spessore sottile disponibili in rotoli.

Il sughero granulato, privo di composti estranei, può essere utilizzato tal quale per riempimenti e per realizzare calcestruzzi alleggeriti oppure sottoposto a un procedimento capace di comprimere le particelle e di ottenere un conglomerato aggregato per autosaldatura natura, quasi insensibile all’umidità e con un peso al m3 volte superiore rispetto al materiale non trattato.

Il sughero espanso si ottiene scaldando i granuli sottovuoto a 300-400 °C e poi raffreddandoli in atmosfera inerte.

materiali naturali per isolare: sughero

Fibre di legno in pannelli prodotti con scarti di lavorazione ridotti in chips

Sfibrati con vari processi e riaggregati con un particolare trattamento di bollitura e di pressatura che non richiede leganti minerali o sintetici, ma impiega le caratteristiche adesive della lignina, composto già presente nelle cellule del legno.

I pannelli in fibra di legno possono essere rettificati e fresati con bordi a incastro per garantire la continuità nella posa.

I pannelli, disponibili in molteplici densità fino a oltre 200 kg/m3, sono trattati contro l’attacco dei parassiti e con sostanze che riducono la combustibilità. I pannelli sono isolanti acustici e termici e possiedono una elevata traspirabilità al vapore acqueo.

Fibre vegetali di varia natura

Derivate dalla canapa, dal lino, dalla juta o dal cocco, che vengono ottenute con particolari processi di sfibratura a partire dalla materia prima grezza e permettono di ottenere pannelli o feltri isolanti termoacustici.

Questi materiali non emettono polveri sottili durante la lavorazione e la posa sul cantiere, non provocano allergie o dermatiti da contatto e possono a volte essere miscelati con altri materiali organici, come una piccola percentuale di fibre sintetiche di poliestere che funge da armatura e non fa decadere le qualità naturali del materiale.

I pannelli e i feltri così realizzati sono disponibili con densità diversificate e sovente sono trattati con sali borici per migliorare le caratteristiche di reazione al fuoco

I blocchi termici compositi con lastre

Per aumentare le prestazioni nel campo dell’isolamento termico dell’involucro dell’edificio, il mercato propone alcune tipologie composite di blocchi laterizi alveolati o porizzati oppure di blocchi in calcestruzzo alleggerito con argilla espansa, che formano sistemi completi di pezzi speciali e di finitura per murature portanti e di tamponamento, esterne e interne. 

Una  tipologia a taglio termico continuo è realizzata con elementi a tre strati preassemblati in stabilimento in modo da risultare indissolubili. 

Lo strato più interno è costituito da un pannello isolante in polistirene espanso autoestinguente, quello esterno è un blocco portante e quello opposto è un elemento per tavolato.

In alcuni casi il pannello di polistirene è sostituito da uno spessore di agglomerato in sughero naturale che richiede un assemblaggio tramite tasselli, ma in ogni caso l’elemento coibente sporge dal piano di allettamento del blocco e dai lati così da ottenere la continuità dell’isolante al momento della posa e della formazione del giunto orizzontale. 

In verticale il blocco non richiede malta in quanto dotato di incastri e la malta del giunto orizzontale è disposta in due cordoli lungo i fianchi dell’isolante.

Un’altra tipologia di blocchi portanti con inserti coibenti è composta da usuali elementi in laterizio porizzato, semipieni e con incastro laterale, oppure in blocchi termici di calcestruzzo alleggerito che sono fabbricati con i fori centrali riempiti con polistirene ad alta densità, autoestinguente ed espanso al vapore. 

Si tratta sempre di un sistema completo di fabbricazione che comprende tutti gli elementi, compresi quelli d’angolo e quelli a basso spessore per annullare i ponti termici, confezionati sul medesimo principio dei blocchi portanti e come questi da posare solo con due strisce di malta laterali sporgenti di 1 cm rispetto all’altezza del blocco.