Isolamento acustico: principi e metodi per attutire il rumore

L’isolamento acustico è un tema di grande rilievo in edilizia. Quando realizziamo un nuovo edificio siamo chiamati a rispondere a una serie di normative che ci aiutano a progettare edifici con requisiti acustici adeguati. Quando invece facciamo i conti con l’esistente, le condizioni al contorno cambiano e siamo obbligati ad intervenire su involucri ed elementi tecnologici di scarso isolamento acustico. Vediamo i principi base di questa disciplina e come procedere per guadagnare un po’ di silenzio a casa nostra.

I principi alla base della propagazione del rumore: conoscere per agire

L’argomento venne toccato a partire dal DPCM del 5 dicembre del 1997, nel quale venivano inseriti dei riferimenti in materia. Comunque, tutti gli edifici degli anni ’50 e ’60 fino a quella data sono spesso carenti sotto questo punto di vista.

Il rumore si propaga per via aerea e attraverso i materiali solidi che vanno in vibrazione sotto gli urti del contatto fisico. 

Esempi concreti per il primo caso sono il suono di una voce che viaggia nell’aria. Nel secondo caso, si pensi ad una sedia appoggiata sul pavimento dei nostri vicini del piano sopra al nostro, che viene spostata senza essere alzata.

Queste modalità si possono riassumere con le seguenti definizioni: 

  • Propagazione per via aerea
  • Propagazione generata dal rumore impattivo

La trattazione tecnico-scientifica dell’argomento è ben complessa e chiaramente non può essere espletata in modo esaustivo in questo scritto.

Ma diamo una legge significativa per descrivere il fenomeno in edilizia, la legge di massa:

t=(1.75x104)/(M2xf2)

I simboli  riportati indicano i seguenti significati:

  • Il coefficiente di trasmissione della potenza sonora t.
  • M indica la massa, che si misura in riferimento all’unità di area dell’elemento analizzato, pertanto 200 kg per metro quadrato di parete, per esempio.
  • La frequenza del suono f, che è il reciproco del periodo T, ovvero 1/T.

La dicitura in questione non vale per ogni contesto in modo assolutamente aderente, tuttavia dà atto di alcuni concetti molto importanti. La trasmissione del suono cresce in modo inversamente proporzionale al prodotto della massa della parete o del generico elemento fisico che ci separa dalla sorgente sonora per la frequenza del suono.

Pertanto, una parete più esile è, più lascia passare i suoni. Al contempo, più un suono è grave, basso, più facilmente si propaga.

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Isolamento acustico materiali: quali scegliere?

Possiamo agire servendoci di materiali dalle caratteristiche adeguate che, uniti agli elementi edilizi ne migliorano l’isolamento acustico. Ne esistono molti, ma quelli comunemente più impiegati e generalmente performanti sono:

  • Sughero
  • Lana di roccia ad alta densità
  • Lana di vetro ad alta densità
  • Fibra di legno
  • Altri

Vediamo nel dettaglio qualche caso pratico per sapere come agire in modo efficace.

Isolamento acustico pareti: come intervenire

La realizzazione di una parete isolante è un caso molto frequente. Infatti, numerosi edifici hanno pareti di separazione fra un appartamento e l’altro molto sottili o inconsistenti, così come le pareti divisorie fra ambienti limitrofi all’interno dello stesso appartamento.

Un tipico elemento costituito da un centimetro di intonaco, mattoni forati di spessore 8 cm più un altro centimetro di intonaco è senza dubbio carente, e quindi dobbiamo intervenire per avere un po’ di privacy rispetto a chi ci sta a fianco.

In tale senso si procede, per esempio, posizionando un pannello di sughero di spessore variabile a seconda delle esigenze -4, 6, oppure 8 centimetri- e, successivamente si procede alla sua rasatura con prodotti di finitura adeguati. Tinteggiando da ultimo, non ci accorgeremo di nulla e il risultato finale sarà solo che l’ambiente si sarà ristretto di qualche centimetro. Ma, dal punto di vista acustico, saremo sicuramente molto più protetti di prima.

Il difficile caso dell’isolamento acustico pavimento

Concludiamo parlando invece di come gestire il problema del rumore impattivo che si trasmette attraverso i solai.

Questo caso è di più difficile gestione, poiché il fastidio che percepiamo per via del calpestio al piano superiore al nostro è dato dalle vibrazioni del solaio, come detto all’inizio. E, purtroppo, questo fenomeno non si risolve mai del tutto. 

Potete intervenire disponendo all’intradosso del solaio uno strato di isolante. Questo vi aiuterà in parte, ma non in modo risolutivo. Infatti, le vibrazioni del piano si trasmetteranno a noi tramite le pareti che sono fisicamente un continuo col solaio stesso.

In effetti, questo inconveniente può essere evitato in toto solo se, in fase di costruzione dell’edificio, viene gettato il massetto con delle guaine che rivestano la funzione di molla, ovvero di smorzatore nei confronti delle vibrazioni.

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