Intonaco: la composizione e gli usi nell’edilizia

Quando parliamo di intonaco intendiamo lo strato di malta da applicare sulle pareti prima che queste ricevano lo strato di finitura finale e la tinteggiatura.
Si applica sulle pareti rustiche, quindi sui mattoni pieni, sui mattoni forati, sui blocchi laterizi o sulla pietra.
Le pareti sono in questo modo protette dagli eventi atmosferici all’esterno e inoltre appaiono pulite e complanari, cosa importante anche per l’interno.
Quindi l’intonaco racchiude in sé molteplici fini, sia di tipo funzionale sia estetico sia igienico.
Come si compone in termini pratici? Quali sono gli ingredienti per fare l’intonaco? Come si applica e quanti tipi ce ne sono? Vediamo assieme tutte queste informazioni.

Intonaco esterno e intonaco interno: le differenze

Come detto, quando pensiamo all’intonaco, generalmente pensiamo alla superficie di una parete di color grigio che al tatto risulta estremamente dura e ruvida. Ma come si arriva a questo risultato? E inoltre, esistono altri tipi di intonaco?

In effetti è opportuno prima di tutto distinguere a seconda che si tratti di:

  • Pareti interne
  • Pareti esterne

Nel primo caso infatti su può fare uso anche di gesso per interno, col quale è possibile rasare la parete portandola a finitura.  Su di essa, potremo infine tinteggiare direttamente.

La stessa tecnica non può essere impiegata invece all’esterno, poiché il gesso temendo l’umidità non gestirebbe bene la pioggia e gli altri eventi affini ad essa.

Anche se questa tecnica è stata impiegata molto nei decenni passati, ad oggi si impiega maggiormente l’intonaco tipico, pure nelle sue varianti tradizionali o premiscelate.

La composizione degli intonaci tradizionali: come realizzare l’impasto 

Esistono due tipi di intonaco:

  • Intonaco civile
  • Intonaco premiscelato

Poiché l’intonaco premiscelato si presenta in ballini da 25 kg già pronto all’uso, mentre quello tradizionale deve essere preparato da noi stessi, vediamo di quest’ultimo la composizione.

Le miscele per l’ottenimento del prodotto fresco da applicare sono composte normalmente di un inerte e un legante e possono essere:

  • Inerte fine
  • Aggiunta di sola calce
  • Aggiunta di solo cemento
  • Aggiunta di calce e cemento secondo opportune percentuali
  • Acqua
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L’applicazione dell’intonaco tradizionale

Di fatto l’intonaco è uno strato di malta che viene applicato alla parete in più fasi, quantomeno secondo la regola dell’arte che possiamo riscontrare nei manuali di tecnologia:

  1. Dapprima si procede grossolanamente con un primo strato per pareggiare al meglio la parete e le sue irregolarità
  2. In una seconda fase si completa l’opera raggiungendo con un secondo strato lo spessore definitivo e poi la superficie finale viene lisciata e portata in piano. 
  3. Infine, anche se questa non è propriamente una lavorazione specifica dell’intonaco ma bensì è la finitura ultima, si applica della malta fine su cui si tinteggerà in seguito.

Se volete applicare l’intonaco col fai da te dovrete munirvi di:

  • I singoli materiali sopra esposti per preparare la malta d’intonaco
  • Teli per coprire a terra
  • Cazzuola per maneggiare e lavorare l’intonaco
  • Frattazzo ligneo o di plastica per lavorare e lisciare l’intonaco
  • Regolo d’alluminio per prepararare le guide dell’intonaco e, una volta caricato l’intonaco sul muro con la cazzuola, per renderlo complanare
  • Livella a bolla per controllare che le guide vengano realizzate opportunamente verticali

Intonaco: cemento o calce?

Tornando alla composizione del prodotto, le varianti sopra elencate hanno caratteristiche specifiche e diverse fra loro.

Gli intonaci con legante di solo cemento sono molto forti e resistenti e il risultato finale è una superficie compatta e addirittura quasi impermeabile. 

Tuttavia, una cattiva caratteristica della malta a base di cemento, è la scarsa traspirabilità. L’aggiunta di calce nella miscela aiuta in tale senso, offrendo all’edificio maggior possibilità di respirare. In tale direzione, gli intonaci ottenuti da malta bastarda sono davvero ottimi: poco cemento e buona parte di calce assieme per un prodotto resistente ma anche traspirante.

Con riferimento alla malta bastarda appena vista, citiamo l’intonaco detto generalmente “premiscelato”. Trattasi di un intonaco a forte presenza di calce e povero di cemento. Questo, anche a distanza di 24 ore o più dall’applicazione, può essere grattato in modo da garantire il risultato finale di complanarità. Rispetto agli intonaci classici sopra visti, presenta caratteristiche meccaniche inferiori e anche un anno dopo dalla sua applicazione non presenterà mai capacità meccaniche tali da garantirne una funzione strutturale, cosa propria invece dell’intonaco tradizionale.

Quali sono i prezzi dell’intonaco a metro quadrato

Come possiamo immaginare, i costi delle lavorazioni edili variano molto nel nostro paese per una moltitudine di fattori: per esempio la zona dove ci troviamo, se abitiamo in piena città o in provincia, se dobbiamo fare dei lavori all’interno del quinto piano di un palazzo oppure all’esterno di un’abitazione monofamiliare isolata.

Nonostante ciò, concludiamo dicendo, in riferimento a quanto appena detto, l’intonacatura tradizionale di una parete può costare dai 12 ai 20 euro a metro quadrato portata a lisciatura con il frattazzo.

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