Fughe piastrelle: come si puliscono e a cosa servono

L’Italia è storicamente un polo produttivo leader a livello mondiale per quanto riguarda i prodotti per opere di pavimentazione interna ed esterna. Esportiamo infatti in tutto il mondo i nostri prodotti ceramici e il nostro cotto. Ultimamente, anche l’utilizzo di resine ha preso consistentemente piede, in quanto il gusto per le superfici uniche, pulite e minimali è cresciuto molto. Tuttavia, gran parte dei pavimenti esistenti è realizzata in piastrelle classiche e pure una consistente fetta di quelli che realizziamo da nuovi. Pertanto, studiamo insieme le fughe delle piastrelle, la loro funzione, il modo in cui possono essere realizzate, pulite e sottoposte a manutenzione.

La funzione delle fughe fra le piastrelle e il loro impatto visivo

C’è stato modo di parlare di questo argomento già in altre occasioni. Infatti, in un precedente contenuto abbiamo discusso dello Stucco per le fughe delle piastrelle: quando il colore è fondamentale.

Qual è la funzione delle fughe? Perché le realizziamo? Diciamo che, di base, dal momento che posiamo le piastrelle a terra necessariamente tra una e l’altra si crea una fuga, ovvero una linea di contatto e al contempo separazione in cui una piastrella finisce e un’altra inizia. Di fatto, parte del problema è la gestione di questa linea di separazione. Infatti, è possibile avere, come si dice in gergo tecnico:

  • Fughe o giunti chiusi
  • Fughe o giunti aperti

Nel primo caso, la posa delle mattonelle prevede l’impiego di una fuga sottile, ovvero sotto i 2 millimetri o addirittura direttamente con gli elementi a contatto fra loro.

Nel secondo caso, la posa invece vuole che il giunto rimanga consistente, e quindi 4, 5, 6 millimetri o più a seconda dei casi.

I vuoti, a fine posa, come noto vengono stuccati. In questo modo la superficie rimane pressoché complanare anche se, comunque, in prossimità delle fughe rimane sempre un minimo di dislivello.

Tuttavia, possiamo fare di necessità virtù. Infatti una disposizione particolare della pavimentazione può creare una geometria di fughe e mattonelle, vuoti e pieni, interessante e stimolante. Non escludiamo, infine, la possibilità di usare stucchi colorati per garantire effetti più originali e inattesi.

fughe piastrelle
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Come scegliere la dimensione delle fughe

Ma qual è la funzione che associamo ai giunti?

Di fatto, non è solo una questione fisica. È certo che posando degli elementi fra loro distinti, necessariamente rimangono degli spazi fra l’uno e l’altro. Ma questi sono anche necessari. Infatti, garantendoli abbiamo la possibilità di gestire assestamenti, movimenti, dilatazioni dovuti a variazioni climatiche e altri fenomeni. Tutti processi che di prassi affliggono ogni pavimento.

E infatti, una tessitura a giunto chiuso è spesso problematica proprio per questo. Ovvero, nel momento in cui avviene una dilatazione o una qualunque deformazione, non essendoci una fuga sufficientemente ampia per assorbirla, il pavimento si crepa in modo evidente.  

A tal fine, quindi, per essere sicuri che non si generino problemi possiamo valutare di impostare una fuga almeno pari a 3-4 millimetri.

Fughe piastrelle pulizia: come sbiancarle facilmente

Compresa la funzione della fuga, passiamo ora alla sua manutenzione.

Infatti, una delle problematiche classiche delle fughe è data dalla tendenza a sporcarsi, ad ingiallirsi, ad annerirsi.

Questo avviene in particolar modo nel caso di stucco color bianco. Col tempo, infatti, si stratificano lo sporco, gli olii, i depositi di grasso e altro.  

Uno dei modi per evitare la nascita e l’aggravarsi di questo problema è sicuramente quello di prendersi cura delle piastrelle il più possibile in modo preventivo. Quindi, pulire spesso i pavimenti e i rivestimenti di casa, del bagno, della cucina.

Se, invece, il processo di ingiallimento è già iniziato, allora dobbiamo intervenire in modo più energico. Come fare? Se vogliamo procedere autonomamente con prodotti naturali, ci dobbiamo munire di:

  • Secchio
  • Spugna ruvida
  • Acqua calda
  • Aceto o bicarbonato

Una miscela di acqua calda e bicarbonato, o aceto, o addirittura acqua ossigenata, è un buon modo per aggredire lo sporco. È necessario passare sulla superficie con la spugna intrisa e sfregare energicamente per asportare lo sporco. Successivamente si procede a risciacquare e quindi ad asciugare.

Per concludere, ci sentiamo di darvi alcuni consigli operativi.

Prevenire è meglio che curare. Quindi, è meritevole procedere con opere di pulizia meno energiche ma più frequenti.

Se le fughe sono sporche in modo serio, allora dobbiamo intervenire come descritto. In tal senso, dovremo fare attenzione a non calcare troppo la mano sullo stucco delle fughe. Il rischio, infatti, è quello di asportarlo in modo consistente. Più gratteremo lo stucco, più lo renderemo poroso e incline a raccogliere lo sporco. Quindi, preveniamo il più possibile ed evitiamo interventi troppo invasivi.

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