Fondazione a platea: caratteristiche strutturali e realizzative

Le fondazioni sono una parte fondamentale dell’edificio. Di fatto, sono la base di una costruzione e questa può essere stabile prima di tutto grazie ad esse. Infatti, una fondazione sottodimensionata può sprofondare nel terreno creando dissesti all’edificio intero. Oppure, se non adeguatamente armata può andare in crisi sotto le sollecitazioni trasmesse dai carichi dell’edificio. Vediamo oggi assieme la fondazione a platea: com’è fatta, come funziona, come viene armata.

Le fondazioni e la loro funzione nell’organismo edificio

Le fondazioni sono l’interfaccia tra l'edificio e il terreno. Tutto il peso dei solai viene raccolto dalle murature e dai pilastri sommandosi al loro peso proprio e da qui raggiunge le fondazioni. Queste, infine, trasmettono al terreno tutti i carichi esercitando su di esso una determinata tensione.
Il dimensionamento delle fondazioni e dei seminterrati dipende dai carichi in gioco e dalle caratteristiche del terreno. Terreni meno resistenti richiedono fondazioni più importanti per dimensioni. Terreni forti richiedono invece fondazioni più compatte.

Fondazioni puntuali e continue: le differenze

Quali differenze intercorrono fra le varie tipologie di struttura?
Innanzitutto c’è da dire che sono tutte realizzate in calcestruzzo armato.
Oltre a ciò, possiamo distinguere principalmente due categorie di fondazioni:

  1. Fondazioni dirette o superficiali
  2. Fondazioni indirette o profonde.

Le fondazioni profonde vanno a pescare il terreno buono molto in profondità rispetto all’edificio. Un tipico esempio sono i pali e micropali. Fisicamente, sono dei veri e propri steli, cilindri allungati di calcestruzzo che procedono anche molti metri verso il basso.
Le fondazioni superficiali sono invece di tre grandi famiglie:

  • Fondazioni a plinto 
  • Fondazioni a trave rovescia
  • Fondazioni a platea

Il plinto è indicato per le strutture a pilastri. Di fatto, è una sorta di scarpa gettata al piede del pilastro. Per questo motivo possiamo definirla una fondazione di tipo puntuale.
La trave rovescia e la platea sono le altre due tipologie di fondazioni superficiali.

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Fondazione a platea e a trave rovescia

La trave rovescia è continua. Ovvero è del tipo nastriforme, in cui due dimensioni sono simili fra loro, e la terza è molto allungata. Su queste fondazioni si poggiano i pilastri, ma soprattutto sono adeguate per i muri, in quanto il muro ha per definizione uno sviluppo e per questo ha bisogno di una fondazione sottostante continua.

Infine abbiamo la platea. Questa è pensabile come una piastra, ovvero ha due dimensioni maggiori, larghezza e lunghezza, e una dimensione minore, ovvero lo spessore. È una sorta di solettone che, per una casa di 10x10 metri di pianta, potrebbe essere pensato di dimensioni 10.5x10.5x0.50 metri di spessore.

Questo tipo di opera presenta numerosi vantaggi.

In generale, una volta gettata, permette di lavorare agilmente all’interno dell’area di costruzione. Infatti, garantisce pulizia e ordine alla zona interessata dalle lavorazioni. Nel caso di plinti e trave rovescia, invece, il terreno che rimane rende difficoltose le lavorazioni e provoca sporcizia e disordine nell’area interessata.

Inoltre la platea presenta, rispetto alle altre fondazioni, il vantaggio di essere un elemento unico di grandi dimensioni che gestisce molto efficacemente eventuali cedimenti del terreno e la localizzazione di tensioni, in quanto queste possono essere ridistribuite attraverso tutta la superficie della soletta.

Armatura platea di fondazione: come è disposto l’acciaio

Concludiamo con uno sguardo tecnico all’aspetto delle armature.
La platea è, sostanzialmente, una soletta di dimensioni importanti armata con acciaio. Di solito, l’armatura classica è costituita da reti elettrosaldate in acciaio. Vengono disposte a foglio in prossimità della parte estradossale e della parte intradossale. Ovvero nella parte alta e bassa della sezione.
Ovviamente, in base ai calcoli, si avrà necessità di armature più o meno importanti per diametro dei tondini.
Talvolta, se il progettista lo ritiene opportuno, può scegliere di inserire armature aggiuntive in prossimità dei pilastri, come per esempio dei cordoli in acciaio di rinforzo.

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