Facciata ventilata: che cos’è e come si può realizzare

Spesso, specialmente in ambito di bioedilizia ed edilizia a emissioni zero o quasi zero, si sente nominare la facciata ventilata. Ma di che cosa si tratta di preciso? E’ possibile costruire una facciata ventilata in ogni situazione? E soprattutto, quali sono i suoi vantaggi? A questi e ad altre quesiti cercheremo di dare una risposta.

Le pareti ventilate sfruttano il naturale moto ascensionale dell’aria calda.

Che cosa sono e come funzionano le facciate ventilate

La facciata ventilata è un sistema di rivestimento degli edifici che unisce due caratteristiche apparentemente inconciliabili: la protezione dagli agenti atmosferici e la traspirabilità. Si tratta di contropareti applicate a una certa distanza dalla facciata dell’edificio, lasciando un’intercapedine che permette il passaggio dell’aria. Le pareti ventilate sfruttano il naturale moto ascensionale dell’aria calda per creare un “effetto camino” che trascina via l’aria calda e stabilizza la temperatura del rivestimento dell’edificio, garantendo una migliore prestazione climatica delle strutture con conseguenti vantaggi per la salubrità e la temperatura degli ambienti. Facile intuire come questo sistema di raffrescamento che nasce nell’architettura più antica, abbia trovato terreno fertile nello sviluppo della bioedilizia contemporanea. Le pareti ventilate permettono di ottenere ottime prestazioni termoisolanti senza ricorrere a sistemi complessi anche se, come vedremo, realizzare pareti ventilate richiede una certa perizia nel campo edile.

Come e quando realizzare una facciata ventilata

Prima di considerare l’ipotesi di una facciata ventilata è necessario osservare con attenzione la geometria su cui si andrà a intervenire. Come ci insegna la bioedilizia, l’effetto camino dà il meglio di sé con superfici lisce e sgombre da impedimenti: balconi, particolari geometrie e sbalzi sono un punto a sfavore delle facciate ventilate.
Posto che il funzionamento di una facciata ventilata è molto semplice ed efficace, la sua realizzazione richiede un lavoro se non complesso quantomeno laborioso. Si tratta infatti di creare un’intercapedine, peraltro di una ampiezza calibrata sull’intera superficie da controfacciare, montando listelli su cui verranno agganciati i pannelli di rivestimento. E’ un lavoro che richiede l’impianto di un cantiere e di relativa impalcatura, ma i passaggi fondamentali sono riassumibili in questi punti:

  • preparazione della parete dove andrà applicata la struttura di sostegno con posizionamento di adeguato manto isolante
  • attento studio della geometria della struttura: deve essere progettata in modo da avere quanti meno tagli sul rivestimento finale possibile. Prestare attenzione alla geometria e alle dimensioni della struttura di finitura!
  • applicazione della struttura di sostegno in listelli per applicazione del rivestimento mediante ancoraggio alla prete di facciata
  • ancoraggio e fissaggio delle finitura mediante specifici ganci applicati sui listelli

A lavoro ultimato la stratificazione muraria si configura così:

  1. strato di supporto murario
  2. strato di isolamento
  3. strato di ventilazione
  4. struttura portante
  5. strato di finitura esterno
La bioedilizia sposa la gestione della igrotermia superficiale.

Facciata ventilata, vantaggi per la salute dell’ambiente e della casa

La facciata ventilata è un sistema di ricambio naturale dell’aria, il che permette, durante l’estate, di far scivolare via l’aria calda dal rivestimento grazie all'effetto camino e di sfruttare, nei mesi invernali, il flusso naturale per evitare il ristagno di acqua e la derivante fredda umidità. La bioedilizia sposa questa gestione della igrotermia superficiale, poiché stabilizza in maniera congiura ai tempi della natura le condizioni termiche e igrometriche degli edifici, con benefici non solo sul consumo energetico ma anche sulla salubrità degli spazi che viviamo ogni giorno, dando al nostro corpo il tempo di adattarsi piacevolmente alla naturale variazione climatica.

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