Novità detrazioni fiscali per la ristrutturazione 2020: a chi spettano e per quali interventi

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Detrazioni e Agevolazioni Fiscali 04 Maggio, 2020

Stai progettando di comprare casa, ristrutturare il tuo appartamento, installare nuovi infissi a risparmio energetico o rivoluzionare gli arredi con mobili nuovi?

Sappi che in tutti questi casi, anche per il 2020, hai diritto a detrarre parte delle spese sostenute.

La Legge di Bilancio 2020 non ha previsto grossi stravolgimenti rispetto al 2019 per quanto riguarda le detrazioni fiscali per i lavori di ristrutturazione edilizia, stabilendo la proroga sui bonus ristrutturazioni fino al 31 dicembre 2020.

In questo articolo vedremo nel dettaglio cosa prevedono le detrazioni fiscali per gli interventi di ristrutturazione sulle singole unità immobiliari residenziali, a chi spettano, quali requisiti occorre documentare e quanto possiamo concretamente risparmiare con i bonus.

Prima di iniziare, occorre specificare che sono previste due tipologie di detrazioni fiscali nel caso di ristrutturazioni edilizie:

  • Bonus casa: incentivo spettante a chi porta avanti un lavoro di ristrutturazione edilizia non necessariamente collegato al miglioramento energetico dell’edificio
  • Ecobonus: incentivo spettante per gli interventi di riqualificazione energetica dell’edificio

Detrazioni fiscali ristrutturazione 2020: cosa cambia rispetto al 2019

Come già accennato, sarà ancora possibile detrarre il 50% (ripartito in 10 quote annuali di pari importo) delle spese sostenute per i lavori realizzati entro il 31 dicembre 2020, con un tetto massimo di 96.000 euro per ciascuna unità immobiliare.

Tuttavia, qualcosa è cambiato rispetto al 2019. Alcune novità introdotte sono piuttosto significative.

La più importante riguarda la cancellazione (con emendamento del 10 dicembre 2019) della possibilità di scontare le detrazioni fiscali direttamente in fattura.

Ristrutturazioni 2020: abolito lo sconto in fattura

La Legge di Bilancio 2019 dava la possibilità alle aziende e ai rivenditori di applicare lo sconto del 50% (corrispondente alla detrazione fiscale spettante al contribuente) direttamente nella fattura di acquisto. In questo modo, il contribuente poteva ottenere uno sconto immediato del 50% delle spese sostenute senza dover attendere 10 anni per il rimborso da parte dell’Agenzia delle Entrate.

Dal 1° luglio al 31 dicembre 2019, i contribuenti hanno dunque avuto la ghiotta occasione di usufruire dello sconto immediato del 50%, anziché portare per 10 anni consecutivi la detrazione nella dichiarazione dei redditi.

In tanti hanno sfruttato l’occasione di acquistare a metà prezzo elettrodomestici di classe A+ (o superiore), infissi a risparmio energetico, o di riqualificare il bagno sostituendo il vecchio scaldacqua con una caldaia a condensazione di nuova generazione di classe A o superiore. 

Dal 1° gennaio 2020 tale possibilità non è più in essere per lavori al di sotto dei 200.000 euro.

L’opzione “Cessione Credito Bonus Casa o Ecobonus” rimane invece disponibile per lavori di ristrutturazione e riqualificazione energetica sopra i 200.000 euro.

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Ristrutturazione 2020: a chi spettano le detrazioni fiscali

A quali contribuenti spetta la detrazione del 50% delle spese sostenute per i lavori di ristrutturazione edilizia?

Il Tuir stabilisce che “possono usufruire delle detrazioni tutti i contribuenti assoggettati all’imposta sul reddito delle persone fisiche (Irpef), residenti o meno nel territorio dello Stato”.

Per poter usufruire delle agevolazioni fiscali, è necessario documentare di essere proprietari o titolari di un diritto reale/personale sull’immobile oggetto della ristrutturazione o riqualificazione energetica e di averne sostenuto le spese:

  • proprietari o nudi proprietari dell’immobile
  • titolari di un diritto reale di godimento (usufrutto, uso, abitazione o superficie)
  • locatari o comodatari

Purché abbiano sostenuto direttamente le spese, possono fruire della detrazione anche:

  • il familiare convivente del proprietario o detentore dei diritti sull’immobile oggetto dell’intervento
  • il coniuge separato assegnatario dell’immobile intestato all’altro coniuge
  • il componente di un’unione civile
  • il convivente more uxorio, non proprietario dell’immobile oggetto degli interventi né titolare di un contratto di comodato, per le spese sostenute a partire dal 1° gennaio 2016
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Ristrutturazione 2020: per quali interventi è possibile richiedere la detrazione del 50%

Scopriamo ora per quali interventi di ristrutturazione edilizia e riqualificazione energetica sulle unità immobiliari residenziali è prevista la detrazione del 50% delle spese sostenute.

La norma li elenca dettagliatamente:

  • manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo e ristrutturazione edilizia sulle singole unità immobiliari residenziali o sulle parti comuni degli edifici residenziali di qualsiasi categoria catastale, anche rurali, e sulle loro pertinenze
  • demolizione e ricostruzione dell’immobile danneggiato a seguito di calamità per le quali sia stato dichiarato lo stato di emergenza
  • interventi di contenimento dell’inquinamento acustico (ad esempio, i lavori di insonorizzazione)
  • interventi atti alla riqualificazione energetica degli edifici e al conseguimento di risparmi energetici (ad esempio, l’acquisto di moderni infissi ad alta efficienza energetica)
  • interventi finalizzati a migliorare le misure di sicurezza statica e antisismica degli edifici
  • installazione di ascensori e montacarichi finalizzati all’eliminazione delle barriere architettoniche
  • interventi per la realizzazione di strumenti idonei a favorire la mobilità delle persone disabili
  • opere volte a prevenire infortuni domestici
  • interventi di bonifica dall’amianto
  • interventi di cablatura degli edifici

Rientrano nella detrazione fiscale anche le spese connesse all’esecuzione degli interventi poc’anzi elencati.

Vale a dire:

  • spese di progettazione ristrutturazione edilizia
  • spese per le prestazioni professionali dei vari soggetti coinvolti nei lavori
  • spese per la messa in regola degli edifici e per le relazioni di conformità dei lavori alle leggi vigenti
  • spese per l’acquisto dei materiali
  • spese per sopralluoghi e perizie
  • spese relative a imposte e diritti per le concessioni, le autorizzazioni e le denunce di inizio lavori.

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