Detrazioni fiscali per ristrutturazione giardino

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Normative e Leggi 01 Ottobre, 2020

Non tutti sanno che tra le detrazioni fiscali concesse dallo Stato per i vari interventi di ristrutturazione edilizia c’è anche il Bonus Verde, un pacchetto di agevolazioni dedicate agli appassionati di giardinaggio, ai “pollici verdi” e a tutti coloro che considerano importante non solo riqualificare la struttura dell’edificio o rinnovare l’arredamento, ma anche curare e rendere più vivibili gli ambienti esterni dell’abitazione.

In questo articolo vedremo più dettagliatamente a quanto ammonta la detrazione fiscale del Bonus Verde 2020, quali sono i lavori ammessi (e quali no), i requisiti da possedere e il tetto massimo di spesa.

Bonus Verde 2020: cos’è e come funziona

Con il Decreto Milleproroghe, lo Stato ha deciso di prorogare il Bonus Verde fino al 31 dicembre 2020, incentivando con vantaggiose detrazioni fiscali tutti coloro che desiderano dare un nuovo volto al proprio outdoor.

Nessuna novità invece da parte del Decreto Rilancio: il Bonus Giardino 2020 si conferma non cedibile e non scontabile.

L’incentivo fiscale Bonus Verde 2020 consente di beneficiare di una detrazione fiscale del 36% per tutti i lavori di rifacimento e ristrutturazione giardino (compresa la conversione dei cortili in spazi verdi), installazione di fioriere fisse sui terrazzi e altri tipi di interventi legati alla ristrutturazione di giardini, spazi verdi, balconi e terrazzi, sia condominiali che privati, effettuati dal 1° gennaio al 31 dicembre 2020.

Bonus Verde per ristrutturazione giardino: chi può beneficiarne

Come detto, tra gli interventi di miglioria, restauro e riqualificazione edilizia rientrano a pieno titolo i lavori connessi alla corretta manutenzione e al rifacimento degli spazi verdi, del balcone o del terrazzo dell’abitazione, nonché dei giardini condominiali e delle altre parti esterne comuni.

A chi è concesso di portare in detrazione le spese relative alla ristrutturazione del giardino?

A beneficiare del Bonus Verde sono le imprese costruttrici, gli Enti pubblici e privati che versano l’Ires e tutti i soggetti privati che detengono sull’immobile oggetto dei lavori uno tra i seguenti diritti:

  • Proprietà
  • Nuda proprietà
  • Diritto reale di godimento (usufrutto)
  • Contratto di locazione ad uso abitativo o per l’esercizio di un’attività professionale
  • Contratto di comodato

La norma specifica, inoltre, che il contribuente può sommare le detrazioni per le spese sostenute su ciascun immobile di sua proprietà (dunque, non solo per le spese sulla prima casa).

Se l’immobile oggetto della ristrutturazione del verde è adibito ad uso promiscuo (funge sia da abitazione residenziale che da sede per attività lavorativa), la detrazione viene goduta nella misura ridotta del 50%, ovvero la metà rispetto ad una condizione normale.

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Bonus Verde 2020: quali lavori detraibili e quali no

Prima di avviare un lavoro di ristrutturazione dell’outdoor, è bene conoscere cosa stabilisce la norma in merito alla tipologia di interventi detraibili e interventi non detraibili.

In altri termini, vediamo qui di seguito quali lavori di “ristrutturazione verde” possiamo portare in detrazione sulla dichiarazione dei redditi:

  • Realizzazione di coperture a verde di aree scoperte private di edifici esistenti, unità immobiliari, pertinenze o recinzioni
  • Riqualificazione di prati
  • Realizzazione di giardini pensili
  • Realizzazione di grandi potature
  • Realizzazione di impianti di irrigazione e pozzi

Tra i costi detraibili al 36% troviamo anche le spese di progettazione, a patto che siano riferite a lavori effettivamente realizzati entro i limiti temporali stabiliti.

È detraibile anche la spesa per l’acquisto di piante in vaso e arbusti, purché la stessa rientri nell’ambito di un progetto più ampio di trasformazione del giardino che comprenda una serie di interventi tra quelli poc’anzi elencati.

In sostanza: il singolo acquisto di una pianta, senza che vengano eseguiti altri lavori di miglioria e ristrutturazione dello spazio verde, non dà diritto alla detrazione fiscale.

Così come non è possibile detrarre il costo di acquisto di attrezzature per la cura e manutenzione del giardino: tosaerba, decespugliatore, forbici, vanghe, pale e altri attrezzi normalmente adibiti alla cura del giardino.

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Bonus Giardino 2020: limiti e condizioni

Il limite massimo dell’importo detraibile è fissato a 5.000 euro ad unità immobiliare. Vale a dire che, sulla singola abitazione oggetto dei lavori di ristrutturazione giardino, balcone o terrazzo, è possibile recuperare fino a 1.800 euro in 10 quote annuali,  a partire dall’anno in cui sono state sostenute le spese.

Il tetto di 5.000 euro per unità immobiliare ad uso abitativo vale anche per gli interventi eseguiti su parti comuni dei giardini condominiali. In questo caso, il singolo condòmino ha diritto alla detrazione nel limite della quota a lui imputabile a condizione che la stessa sia stata effettivamente versata al condominio entro i termini di presentazione della dichiarazione dei redditi.

Altra condizione per poter beneficiare delle detrazioni fiscali per ristrutturazione giardino riguarda la tracciabilità delle operazioni di pagamento. Vale a dire che le spese detraibili con il Bonus Verde devono essere documentate tramite uno dei seguenti mezzi di pagamento: carta di credito, bancomat, assegno, bonifico bancario o postale.

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