Detrazione 50 e Bonus Casa per ristrutturazione edilizia

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Normative e Leggi 05 Ottobre, 2020

Se siete decisi ad avviare tutti quei lavori di ristrutturazione edilizia che per varie ragioni avete sempre rimandato, sappiate che questo potrebbe essere il momento più opportuno sotto il profilo delle agevolazioni e detrazioni fiscali.

Con il recentissimo Decreto legge 19/05/2020, n. 34 (Decreto Rilancio), lo Stato ha introdotto sconti e maxi detrazioni per sostenere le imprese e le famiglie in difficoltà e per contribuire a rilanciare l’economia del Paese, fortemente colpita dall’emergenza sanitaria legata al Covid-19.

Grazie al Dl Rilancio i contribuenti italiani possono beneficiare di un Superbonus del 110% per una serie di interventi di riqualificazione energetica degli edifici, espressamente indicati nell’art. 119 del decreto stesso, e possono altresì scegliere di cedere il maxi-credito in luogo di uno sconto immediato del 50% in fattura.

In sostanza, nei casi espressamente regolamentati dal decreto, il contribuente ha a disposizione due opzioni, entrambe molto vantaggiose:

  • Ottenere la maxi-detrazione del 110%, recuperabile in 5 quote annuali di pari importo
  • Rinunciare all’agevolazione fiscale del 110% (avvalendosi dell’opzione “Cessione Credito Ecobonus”) e ottenere in questo modo un risparmio immediato e tangibile sotto forma di sconto del 50% in fattura.

Bonus fiscale 2020: detrazione 50% per ristrutturare casa

Se il Decreto Rilancio rappresenta un’importante novità legata ad una situazione emergenziale, il Bonus Casa può essere considerato come una consolidata certezza. 

Questo bonus, infatti, è un pacchetto di agevolazioni fiscali che, ormai da quasi 10 anni, consente ai contribuenti di ottenere una detrazione del 50% sulle spese sostenute per una serie di interventi di ristrutturazione edilizia.

La detrazione 50 per cento è prevista anche per le spese sostenute per l’acquisto di mobili ed elettrodomestici di classe energetica non inferiore alla A+ (Bonus Mobili 2020), a condizione che gli stessi siano destinati ad arredare un immobile sul quale sia stato avviato, non prima del 1° gennaio 2019, un intervento di ristrutturazione edilizia.

Sono previste detrazioni fiscali minori, ma comunque vantaggiose, anche per chi decide di progettare e avviare entro il 31 dicembre 2020 lavori di riqualificazione di giardini e terrazzi: il Bonus Verde 2020 dà diritto alla detrazione del 36% delle spese sostenute per la ristrutturazione di giardini (sia condominiali che privati), conversione di cortili in spazi verdi, ristrutturazione balconi e terrazzi, creazione giardini pensili, realizzazione di pozzi e impianti di irrigazione, entro un limite di 5.000 euro ad unità immobiliare.

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Bonus ristrutturazione casa: per quali interventi è prevista la detrazione 50

Come detto, il Bonus Casa, prorogato dalla Legge di Bilancio fino al 31 dicembre 2020, consente di accedere ad un rimborso Irpef del 50% sulle spese sostenute per diversi interventi di ristrutturazione edilizia, manutenzione straordinaria delle abitazioni autonome e manutenzione (sia ordinaria che straordinaria) degli stabili condominiali.

Rispetto al 2019, è rimasto invariato sia l’importo massimo detraibile (96.000 euro ad unità immobiliare) che la modalità di rimborso: 10 quote annuali di pari importo sotto forma di detrazione Irpef nella dichiarazione dei redditi.

Ma vediamo più nel dettaglio per quali lavori di ristrutturazione edilizia di unità immobiliari residenziali è riconosciuta la detrazione 50:

  • Interventi di manutenzione straordinaria e ristrutturazione edilizia eseguiti su tutte le parti comuni degli edifici residenziali ubicati in condominio o sulle singole unità immobiliari residenziali (comprese le pertinenze) di qualsiasi categoria catastale.

    Tra gli interventi di questo tipo troviamo:

    • Installazione di ascensori, montascale, montacarichi, piattaforme elevatrici, corrimano e altri strumenti atti ad eliminare le barriere architettoniche e a facilitare la mobilità di disabili, anziani e persone con ridotta autosufficienza motoria
    • Restauro o costruzione ex novo di rampe e scale
    • Restauro e risanamento conservativo della facciata esterna dell’edificio
    • Sostituzione di tramezzi interni, a patto che, a seguito di tali lavori, non venga modificata la tipologia dell’immobile
    • Sostituzione infissi esterni
    • Realizzazione di nuovi bagni
    • Sostituzione vecchia caldaia con nuovo impianto finalizzato ad innalzare la classe energetica dell’edificio
    • Realizzazione di mansarda o balcone
  • Interventi atti a ricostruire immobili danneggiati a seguito di calamità e/o di uno stato di emergenza che abbia determinato la demolizione e la successiva ricostruzione dell’immobile stesso
  • Interventi relativi all’adozione di misure antieffrazione: costruzione di recinzioni, cancelli e muri di cinta, installazione di grate, videocamere collegate a vigilanza privata e porte blindate
  • Interventi di cablatura degli edifici
  • Lavori di contenimento dell’inquinamento acustico (ad esempio: installazione di infissi con proprietà fonoassorbenti, lavori di insonorizzazione pareti e soffitti)
  • Interventi antisismici per mettere in sicurezza gli edifici
  • Interventi di bonifica dall’amianto
  • Installazione di rilevatori monossido di carbonio

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Bonus casa 2020: quali spese si possono portare in detrazione?

Oltre all’acquisto dei materiali, al costo della manodopera e degli eventuali ponteggi, le ristrutturazioni edilizie prevedono anche altre uscite che, insieme alle altre, concorrono a determinare la spesa totale da portare in detrazione sulla dichiarazione dei redditi.

Tra le voci di spesa per le quali possiamo beneficiare della detrazione 50 per cento troviamo i costi di progettazione edilizia e architettonica, le parcelle delle varie figure professionali che hanno contribuito al buon esito del lavoro di ristrutturazione (idraulici, elettricisti, geometri, architetti, falegnami, ingegneri, ecc.), i costi relativi alle dichiarazioni di conformità dei lavori e degli impianti, i costi per la messa in regola degli edifici, le spese sostenute per far eseguire perizie, valutazioni e sopralluoghi, nonché tutte le imposte, le tasse e i diritti per le concessioni, le autorizzazioni e le denunce di inizio lavori.

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