Che cos’è e come si produce il vetrocemento

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Edilizia Pareti Interne Vetrocemento Novembre 13, 2020

Molti di noi sanno che cos’è e come si usa il vetrocemento, ma le sue caratteristiche e modalità d’impiego sono meno conosciute.

Vediamo insieme come nasce uno degli elementi architettonici simbolo dell’edilizia anni ‘70/‘80 che vive, nella sua versione contemporanea, una nuova giovinezza.

Vetrocemento: di che cosa si compone

Siamo abituati a vedere soluzioni di questo materiale in molti edifici sia residenziali sia pubblici, come in casa, in negozi, in uffici e altri luoghi in cui sia necessario avere una partizione che lasci penetrare la luce naturale. 

Troviamo spesso soluzioni di questo materiale nei vani scala, nelle pareti di vetrocemento portanti o nelle partizioni interne così da avere la possibilità di far filtrare la luce da una stanza all’altra pur rimanendo ambienti separati.

Molto comuni sono anche le finestre in vetrocemento.

Questo materiale permette infatti di creare partizioni trasparenti senza nulla togliere alla stabilità statica e strutturale della parete in cui viene inserito, a differenza delle aperture murarie tradizionali come porte, finestre, lucernari e oblò.

Il vetrocemento garantisce una continuità strutturale che non intacca la capacità portante delle strutture.

Per capire come sia possibile che un materiale tanto fragile come il vetro possa diventare un resistente e affidabile materiale da costruzione è necessario capire come si compone il vetrocemento.

Chiamato anche vetromattone, questo materiale è composto essenzialmente da due strati di vetro pressato tenuti insieme da speciali materiali isolanti che permettono la creazione di un’intercapedine sottovuoto tra le due facce del mattone.

Questa caratteristica conferisce al vetrocemento ottime capacità isolanti sia a livello termico che acustico, capacità di isolamento paragonabili all’utilizzo di doppi vetri.

Per soluzioni ancor più creative, sia per ambienti privati che per ambienti pubblici, si può optare per il vetrocemento colorato.

Questo viene realizzato inserendo nel prodotto originale, in fase di produzione, dei pigmenti nella massa vitrea che donano tonalità alla formella.

Come si producono i mattoni di vetrocemento

La produzione dei mattoni in vetrocemento, pur basandosi sullo stesso comune principio delle due facce di vetro tenute insieme da materiale isolante che creano un’intercapedine sottovuoto, variano da un’azienda all’altra.

Questo perché la scelta per i mattoni in vetrocemento si è decisamente ampliata negli ultimi anni.

Il sistema di produzione dei mattoni in vetrocemento si basa essenzialmente sulla colatura di vetro pressato in appositi stampi che ne consentono una struttura interna omogenea e la successiva saldatura di essi con elementi in acciaio e conglomerato cementizio.

È infatti fondamentale tenere presente che i mattoni in vetrocemento si compongono essenzialmente di tre parti: il vetro, il conglomerato cementizio e l’acciaio.

Questi tre aspetti assumono grande importanza nel momento in cui si vanno studiare le caratteristiche di resistenza di questo materiale.

Il vetro infatti è un materiale fragile che assume valore e affidabilità strutturale in funzione del suo spessore e della combinazione adeguata all’acciaio, che gli conferisce elasticità, e al conglomerato cementizio, che interviene sulla massa.

La posa del vetrocemento e la sua resistenza

Come si è detto, il vetrocemento è un materiale estremamente resistente che consente di costruire pareti e rivestimenti coniugando esigenze strutturali e illuminazione naturale.

La posa del vetrocemento è quindi fondamentale per avere prestazioni conformi a parametri di sicurezza standard.

Inoltre, permette di creare pareti trasparenti, legando insieme i vetromattoni tra loro mediante giunti di cemento armato.

Quando si parla di posa del vetrocemento si deve sempre fare i conti con le dimensioni delle singole unità per avere ben chiaro il tipo di texture finale cui si andrà incontro.

La posa del vetrocemento ha a che fare con dimensioni degli elementi piuttosto ridotte poiché il vetro, per sua natura fragile, è un materiale che passa dalla fase elastica a quella di rottura senza fasi intermedie.

Inoltre, questo materiale non mantiene caratteristiche di resistenza adeguate alla costruzione se lavorato in grandi superfici. Infatti, più una lastra di vetro è grande più è soggetta a rottura.

La sua posa è quindi legata a fattori strutturali che caratterizzano questo materiale:

  • Isolamento termico e acustico: l’intercapedine sottovuoto lo rende paragonabile a infissi con doppi vetri.
  • Resistenza agli urti: la posa del vetrocemento deve tenere conto della fragilità del vetro, compensandola attraverso un’opportuna muratura che ne garantisca l’equa distribuzione del carico e sfrutti le proprietà elastiche dell’acciaio e quelle meccaniche del conglomerato cementizio adeguatamente.
  • Prestare attenzione alle variazioni termiche: la posa del vetrocemento deve tenere conto delle condizioni ambientale, un’accurata progettazione preventiva che privilegia strutture isostatiche e consente il naturale dilatamento delle strutture senza che esse subiscano o inneschino fenomeni di dissesto statico.

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