Coibentazione tetto: comfort e risparmio assicurati

Si fa un gran parlare di edilizia green e sostenibile, di interventi di efficientamento energetico e delle detrazioni che lo stato prevede se spendiamo dei soldi per svolgere opere di questo genere. Ma sono davvero reali tutti i vantaggi di cui spesso sentiamo raccontare? In effetti, con le giuste considerazioni, è proprio così. Vediamo un caso pratico: la coibentazione tetto.

Coibentazione tetto: le modalità di intervento e i vantaggi

Perché intervenire sul solaio di copertura al fine di coibentarlo? È davvero utile? 

Durante la seconda metà del novecento si è costruito moltissimo. Tuttavia, privi di una cultura e soprattutto una sensibilità di tipo energetico, non ci siamo posti durante questo periodo i giusti dubbi in merito a questioni energetiche e di comfort. Ciò ha fatto sì che oggi noi abitiamo spesso in edifici mal progettati per gestire il calore estivo e il rigore invernale. Ne consegue, dunque, uno smodato uso di impianti di riscaldamento e climatizzazione che ci fanno spendere in bollette salate e contribuiscono al surriscaldamento globale. 

Cosa possiamo fare a tale proposito?

Il tetto è uno dei maggiori responsabili di quanto sopra spiegato, soprattutto se viviamo in un’abitazione con tetto a vista. Perciò, quello che dobbiamo fare è isolarlo a dovere, svolgendo un calcolo termico in termini di trasmittanza che ci permetta di valutare con cognizione di causa quanti centimetri di materiale isolante posizionare sulla sua sommità. Ad oggi, con i pacchetti tecnologici tipici che si riscontrano nell’edilizia italiana, posizionare 10-14 centimetri di un buon isolante ci consente un salto di qualità notevole.

Di solito, un buon lavoro prevede di isolare il solaio, poiché così si ottiene il miglior risultato per una serie di questioni termoigrometriche.

La fasi previste sono:

    1. Stesura progetto a firma di progettista abilitato e ottenimento dei vari permessi del caso
    2. Montaggio ponteggi attorno all’edificio
    3. Rimozione del manto di copertura in laterizio e accatastamento in situ
    4. Rimozione guaina impermeabilizzante e smaltimento
    5. Posizionamento dei pannelli isolanti, caratterizzati da una densità e caratteristiche fisico-meccaniche idonee a sostenere poi il peso che li interesserà, come per esempio il manto laterizio da rimontare e la neve
    6. Stesura della guaina
    7. Rimontaggio manto di copertura
    8. Smontaggio ponteggio e sistemazione finale area di cantiere per lasciare la zona libera e come prima degli interventi
    9. Da valutare l’eventuale sostituzione di lattoneria in rame

Il risultato di questo processo sarà un tetto ben isolato, che vi lascerà più freschi in estate e in inverno vi permetterà di utilizzare i riscaldamenti ad un regime molto più basso.

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Coibentazione tetto in legno

Per offrire qualche specifica in più, possiamo dire che nel caso di tetto in legno, questo è caratterizzato da un’alta traspirabilità. In particolar modo questo è vero ancor di più se non è presente il getto in calcestruzzo ma solo, per esempio, un doppio tavolato incrociato.

Pertanto, a tale proposito vi raccomandiamo materiali isolanti che si distinguono per una buona permeabilità al vapore, così da rispettare questa naturale attitudine del legno e non inibirla.

Coibentazione tetto in cemento

Nel caso di solai in laterocemento, quindi il classico travetti in calcestruzzo e pignatte con getto soprastante, siamo in presenza già di un pacchetto tecnologico parzialmente meno traspirante. Perciò, potete optare anche per isolanti meno permeabili, e che quindi costano meno.

Attenzione, tuttavia, a non esagerare.

A tale proposito facciamo presente che la guaina è, in effetti, una membrana che inibisce la traspirabilità del tetto e, ad oggi, esistono prodotti di qualità recentemente sviluppati e che permettono risultati migliori sotto questo profilo.

I prezzi per coibentare il tetto: quanto spendere per un lavoro chiavi in mano

E anche oggi, per avere un’idea complessiva di ciò di cui stiamo parlando, diamo un’interpretazione economica della questione.

Grossolanamente e con le dovute specifiche del caso, l’esperienza ci insegna che un lavoro complessivo, così come esposto precedentemente, dal montaggio allo smontaggio del ponte chiavi in mano, ci può costare dagli 80 ai 160 euro a metro quadrato di tetto.

Per quel che riguarda le detrazioni fiscali, abbiamo possibilità di spendere fino a 96000 euro recuperando il 65% in 10 anni. Attenzione: sarà necessario svolgere la cosiddetta pratica ENEA per certificare sotto il profilo energetico la bontà dell’intervento.

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