Calcolo metri cubi di una stanza: come misurare il volume di uno spazio

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Edilizia 17 Settembre, 2020

Calcolare i metri cubi equivale a conoscere il volume di uno spazio. Tale operazione può servire in diverse circostanze: pensiamo, ad esempio, all’utilità del calcolo metri cubi di una stanza nell’ottica di acquistare il giusto quantitativo di vernice per pitturare le pareti interne di casa.

A differenza di ciò che avviene con i metri quadri, i metri cubi non sono misurabili con il metro o altri strumenti di misurazione. Per stabilire il dato esatto bisogna ricorrere ad un calcolo matematico. Eseguirlo correttamente non è difficile, a patto che si sappia come fare e si rispettino regole ben precise.

In questo articolo scopriremo i vari passaggi da seguire nell’operazione di calcolo della “cubatura” di una stanza.

Come si calcola il volume di una stanza

Il metro cubo (mc) è l’unità di misura che si usa per calcolare il volume degli spazi tridimensionali.

Nell’ipotesi del calcolo metri cubi di una stanza, supponendo che la stessa presenti la forma di un parallelepipedo, i lati da considerare per il calcolo corrispondono alle pareti, al soffitto e al pavimento. Di conseguenza, la tridimensionalità è data dalla misura di larghezza, profondità e altezza.

Per procedere al calcolo dei metri cubi bisogna partire proprio da questi 3 dati. La prima cosa da fare, dunque, è misurare le tre dimensioni della stanza.

calcolo metri cubi stanza salotto
Weber 810 x 125

Calcolo volume stanza: esempio concreto

Il calcolo dei metri cubi di una stanza di forma regolare (cubo) è piuttosto semplice.

Immaginiamo una stanza che misuri:

  • 4 metri in larghezza
  • 3,50 metri in profondità
  • 2,80 metri in altezza

La prima cosa da fare è moltiplicare la larghezza per la profondità. Quindi, nel nostro caso: 4,00×3,50.

Andiamo poi a moltiplicare il dato ottenuto (14,00) per l’altezza: la moltiplicazione da fare è dunque 14,00×2,80. Il risultato così ottenuto (39,20) corrisponde al volume della stanza, ossia 39 mc e 20 cm cubi.

Come visto, il calcolo in sé è facile e immediato, anche se nasconde un’insidia di cui bisogna tener conto per non incorrere in errori. Di che si tratta? Proprio come nell’esempio riportato, il calcolo del volume di una stanza va fatto partendo da valori espressi in metri, anziché in centimetri.

Apparentemente può sembrare una sfumatura banale, ma per comprendere meglio ciò che intendiamo possiamo provare a rifare la moltiplicazione partendo dalle misurazioni in cm: 400x350x280. Il risultato ottenuto (39.200.000 centimetri cubi) è un dato complesso che potrebbe confonderci.

Per convertire i centimetri cubi in metri cubi basterà dividere il valore ottenuto per 1.000.000.

Per tornare all’esempio, per convertire 39.200.000 cm³ in m³ dovremo applicare la seguente formula:

39.200.000/1.000.000 = 39,20 m³

A cosa serve conoscere il volume di una stanza

Conoscere i metri cubi di una stanza è funzionale a diversi scopi.

In particolare:

Calcolo consistenza catastale edifici gruppo B

Il metro cubo è l’unità di misura degli edifici appartenenti alla categoria catastale B (scuole, biblioteche, musei, ospedali, caserme, conventi, strutture detentive, ecc.) e serve a calcolare la consistenza catastale, e la relativa rendita catastale, di suddette unità immobiliari.

La consistenza catastale si determina calcolando il volume vuoto per pieno dell’unità immobiliare ( art. 48 del D.P.R. 1142/49), computando anche eventuali volumi interrati.

Calcolo fabbisogno energetico di un ambiente

Per scegliere la potenza energetica più adeguata a riscaldare un determinato ambiente può essere utile calcolare il fabbisogno energetico dell’ambiente stesso, espresso in Watt.

Per eseguire tale calcolo abbiamo bisogno di due parametri: il coefficiente termico (CT) della zona in cui è collocata l’abitazione e il volume della stanza  espresso in metri cubi (MC). Moltiplicando i due fattori otteniamo il valore relativo al fabbisogno energetico di una stanza: MCxCT=Watt

Mentre il volume della stanza si può calcolare con la formula già vista, il coefficiente termico, che rappresenta la potenza energetica che occorre per riscaldare ogni metro cubo della stanza, è un dato che va acquisito dall’ENEA (Ente per le Nuove tecnologie, l’Energia e l’Ambiente del Ministero dello Sviluppo Economico).

Sul territorio italiano il CT è un numero che varia tra 27 e 42, laddove 27 rappresenta il valore minimo, attribuito alle zone più calde, mentre 42 rappresenta il valore massimo, attribuito alle zone più fredde.

calcolo metri cubi stanza soggiorno

Ripartizione delle spese di riscaldamento centralizzato condominiale

A stabilire la ripartizione delle spese di riscaldamento condominiale tra le varie unità immobiliari è la Norma Uni 10200, che ha previsto l’installazione di sistemi di contabilizzazione e termoregolazione del calore che consentono di misurare i consumi di energia dei singoli appartamenti.

Esistono però casi in cui tecnicamente non è possibile applicare la norma Uni 10200 e circostanze per cui la modalità di ripartizione stabilita dalla norma non sarebbe proporzionata in termini di costi rispetto all’obiettivo del risparmio energetico.

A tal proposito, il Decreto 141/2016 ha chiarito che queste eccezioni si verificano, ad esempio, “quando siano comprovate, tramite apposita relazione tecnica asseverata, differenze di fabbisogno termico per metro quadro tra le unità immobiliari costituenti il condominio o l’edificio polifunzionale superiori al 50 per cento”. È in casi come questi che entrano in gioco i metri cubi della casa.

Infatti, in presenza di una relazione tecnica che attesti tale differenza di fabbisogno termico, l’assemblea condominiale può decidere di suddividere le spese calcolando il 70% di consumo volontario e ripartendo la restante percentuale del 30% in proporzione ai metri cubi, ai metri quadri o ai millesimi di proprietà dei singoli appartamenti.

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