Rivestimenti interni: la funzione e la forma

Nel progetto di interior, che si tratti del caso di un’abitazione, di un ufficio o di un ristorante, i rivestimenti interni giocano un ruolo fondamentale e possono cambiare in modo significativo lo spazio. Per esempio, se osservate un appartamento allo stato grezzo, ovvero semplicemente con le sue forme definitive ma prima che finiture e rivestimenti vengano realizzati, e poi lo osservate a lavori conclusi, rimarrete colpiti di quante soluzioni estetiche differenti fra loro possono essere ottenute. Quindi, se volete, potete conferire a casa vostra un aspetto nuovo nel quale riconoscervi anche solo con l’uso intelligente e consapevole di colori, finiture e pavimentazioni. In una parola, servendovi cioè in modo intelligente e sensibile dei rivestimenti interni.

Rivestimenti interni: materiali e disegno

Quando parliamo di rivestimenti interni, parliamo di sistemi volti a finire le superfici delle pareti, dei pavimenti, dei bagni, della zona cucina.

È possibile distinguere fra rivestimenti in senso lato o rivestimenti nel senso più rigoroso del termine.

Nel primo caso intendiamo il concetto più vasto e comprensivo di finitura, incluse tinte e smalti. Nel secondo caso, invece, ci riferiamo a soluzioni che prevedono l’impiego di piastrelle, dogati, tavolati e spatolati particolarmente elaborati.

Ma come orientarsi tra le tante possibilità di scelta? Di certo non è semplice e innanzitutto può aiutare tenere conto di alcuni concetti fondamentali che costituiscono l’ossatura del progetto di interior in relazione ai rivestimenti:

  • Materiale: in primo luogo scegliamo il materiale, in base proprio alle sensazioni che ci evoca se lo immaginiamo nella nostra mente o se lo vediamo da qualche parte. Pietra, laterizio, ceramica, dogati in legno, gres, tempere, calce, smalti.
  • Colore: lo stesso materiale può presentarsi sotto forme diverse e quindi con diverse colorazioni. Per esempio la pietra può essere grigia con un pizzico quasi di blu come nel caso della pietra serena, oppure più calda e rossiccia nel caso del travertino.
  • Texture: pensiamo al modo in cui possiamo finire un rivestimento per interno. Abbiamo la possibilità per esempio di lavorare una stessa pietra in modi molto diversi fra loro. Possiamo levigarla perfettamente, possiamo lasciarla più irregolare e addirittura con i segni del taglio, possiamo sottoporla a fiammatura, oppure realizzare una rigatura o un sistema di scanalature ad hoc.
  • Geometria: in relazione al punto di cui sopra, teniamo poi conto che la geometria con cui disponiamo il nostro rivestimento influenza molto il risultato finale. Se rivestiamo una facciata in pietra scanalata è un’idea interessante disporre la pietra in modo tale da creare pattern e geometrie particolari grazie all’orientamento delle scanalature secondo determinate inclinazioni. Gli stessi elementi possono creare un disegno di parete perfettamente simmetrico e rigoroso oppure disordinato e creativo.
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Rivestimento interno per le pareti

Sicuramente quando pensiamo al concetto di rivestimenti interni facciamo riferimento più di ogni altra cosa alle pareti.

Quante idee possiamo praticare in tal senso? Quante soluzioni, modalità, disegni possiamo inventarci per rendere una parete appetibile e protagonista di un ambiente?
Vediamo alcune proposte:

  • Piastrelle colorate di varie tonalità e varie forme. Negli ultimi anni, si è abbandonato il concetto di piastrella nel senso tipico. Non si impiegano solo piastrelle rettangolari o quadrate. Sono entrate nel mercato forme allungate, oppure forme che venivano impiegate un tempo come per esempio l’esagono. Piastrelle di questo genere e con colori diversi, possono generare pattern di vario tipo, disegni, colori, sensazioni.
  • Il parquet e il dogato in legno o tavolato. Il parquet non è più inteso necessariamente come un tempo: perfettamente liscio, lucido. In verità esistono soluzioni marcatamente materiche, nodose, imperfette, in cui il difetto è il dettaglio che dà valore al tutto. Le essenze sono numerose: rovere, quercia, iroko, teak. Ma, soprattutto, il parquet non è solo una pavimentazione. Nei locali, così come nelle abitazioni, si possono realizzare soluzioni con tavolame più o meno complanare, trattato o rustico applicato a pareti, con sporgenze, rientranze, giochi di luce e volumi.
  • Smalti e tinte. Non dimentichiamo l’utilizzo del colore in sé, soprattutto oggi che lo smalto a base acqua ha avuto un grande sviluppo e siamo più sereni di impiegarlo anche negli ambienti domestici.

Prezzi per fornitura e posa in opera del rivestimento per interno

Abbiamo affrontato molti casi pertanto non possiamo definire prezzi di ognuno di essi. Ma, al termine di questo articolo, cerchiamo comunque di dare alcune cifre esemplificative per orientarci un po’.

Le ceramiche classiche hanno un costo che spazia dai 20 a 40 euro a metro quadrato. Le piastrelle più particolari e ricercate, invece, si attestano su un range che va dai 40-50 euro a metro quadrato fino a 90-110 euro per quelle molto singolari e sofisticate.

Un tavolato fornito varia molto in termini di prezzo per via dell’essenza scelta. Un’essenza di abete costa dagli 8-12 euro a metro quadrato, mentre assi in quercia di prima qualità vanno dai 50 ai 70 euro a metro quadrato.

Discorso a parte va fatto per la posa in opera. Per un rivestimento interno medio un artigiano può chiedervi dai 15-20 fino a 30-35 euro a metro quadrato. Ma attenzione, le lavorazioni più specifiche e secondo progetti particolari spesso non sono facilmente computabili a metro per la loro peculiarità e quindi ogni caso è una storia a sé.

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