Rivestimenti esterni: un modo per progettare le facciate

Il progetto architettonico ha grande rilievo nell’impatto finale che l’edificio sortisce sulle persone: sia su chi fruisce l’edificio sia su chi semplicemente lo apprezza da fuori, anche solo camminando per strada. In questa chiave di lettura, un accurato impiego dei rivestimenti per esterni può fare davvero la differenza nella qualità del progetto.

Rivestimenti esterni facciate: funzione e design

Il tema dei rivestimenti è sempre in voga. E non smettiamo mai di occuparci dell’argomento sotto più punti di vista. Per esempio abbiamo già discusso dei “Rivestimenti interni: la funzione e la forma.

Oggi continuiamo il discorso parlando degli interventi su esterno. Ovvero le operazioni di rivestimento con cui ci è concesso progettare una facciata secondo i materiali, i colori e le geometrie che più sentiamo nostri.

Ma, prima di tutto, qual è il significato di un rivestimento esterno? Di fatto, come intuibile, il vantaggio è duplice:

  • Il posizionamento di un materiale di nostro gusto, secondo un disegno e un ritmo che ci appaghino, influisce in modo consistente sul progetto complessivo e questo ci permette davvero di migliorare la godibilità delle facciate e degli spazi esterni di casa nostra.
  • Altro dettaglio da non trascurare, un rivestimento ad hoc ci permette di conservare le facciate di casa poiché costituisce una protezione verso le intemperie e gli agenti atmosferici in generale.
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Rivestimenti esterni in pietra: un classico rivisitabile anche in chiave moderna

Iniziamo quindi a valutare i materiali che possiamo impiegare a questo scopo.

Senza dubbio, è corretto dire  che la pietra è un classico che non può stancare. Sin da tempi antichi essa è stata impiegata a tale fine.

Infatti, è frequente che nella storia dell’architettura si sia costruito con conci in pietra in modo da realizzare l’intero apparato murario in pietra. Essa assolveva sia la funzione strutturale, statica e sismica, sia quella decorativa ed estetica.

Poi col tempo, in parte per questioni economiche in parte per l’impoverimento delle cave, i due aspetti sono congiunti, si è proceduto alla realizzazione di tessiture murarie portanti in mattoni.

Tuttavia, per non rinunciare al gusto della pietra faccia a vista, questa veniva impiegata come rivestimento.

La bellezza di questa soluzione sta nella possibilità di ripercorrere una soluzione antica ma con uno spirito contemporaneo. Questo atteggiamento si manifesta attraverso alcuni caratteri principali:

  • La pietra è trattata secondo criteri di linearità, complanarità e minimalismo. Quindi i conci di rivestimento non hanno più la composizione di bassorilievi ma sono sottoposti a lavorazioni che, pur mantenendo intatta la matericità della pietra, le conferiscono un gusto più contemporaneo e meno rustico.
  • Le geometrie sono regolari, pulite e filanti, con fughe fra pietra e pietra che tendono talvolta addirittura a zero.

Per i materiali abbiamo più possibilità. Possiamo servirci di una pietra serena –ma attenzione, questa deve essere selezionata presso il marmista fornitore secondo criteri di qualità e una buona durezza per meglio gestire le intemperie, di un travertino, oppure di una quarzite d’importazione, che si caratterizza per caratteristiche meccaniche eccelse.

Rivestimenti esterni finta pietra: con quale criterio sceglierli

Un’alternativa talvolta usata è quella della finta pietra, o ecopietra che dir si voglia. Il vantaggio è indubbio, in quanto consente un risparmio economico notevole.

Tuttavia, ci sentiamo di consigliarvi solo prodotti di altissima qualità poiché, in caso contrario, l’effetto di simulazione sarà evidente e per questo il risultato sarà profondamente deludente.

Rivestimenti esterni in legno: un linguaggio universale dalla baita di montagna alla villa contemporanea

Non dimentichiamo in questa nostra narrazione il legno: un materiale meraviglioso che ci offre la natura.  

Le essenze impiegabili sono molteplici:

  • rivestimenti esterni in larice
  • rivestimenti esterni in teak
  • rivestimenti esterni in legno ipé
  • rivestimenti esterni in legno di pino

Il suo fascino è immutato nel tempo e, come per la pietra, anch’esso può essere coniugato secondo innumerevoli sensibilità estetiche. Vediamone alcune per concludere:

  • Può essere finalizzato al raggiungimento del gusto rustico della baita di montagna, tramite la scelta di sezioni importanti e trattamento grossolano delle assi di rivestimento.
  • Può addirittura conferire alle facciate una sensazione vernacolare, soprattutto quando usato da nuovo con l’intenzione di simulare ambienti antichi. Esempi tipici di questa dinamica sono i finti archi, o il rivestimento di profili in acciaio al fine di simulare finte travi in legno in una tettoia esterna. Facciamo attenzione poiché questi esercizi possono risultare anche sgradevoli.
  • Può essere impiegato con andamento lineare, regolare, pulito, elegante. Doghe sottili accostate fra loro e tagli ortogonali conferiscono la sensazione di pulizia e minimalismo propria della contemporaneità.

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