Piano Casa Regione Piemonte: quello che c’è da sapere

Il patrimonio edilizio italiano ha avuto una crescita quantomeno impressionante. Infatti, a seguito della Seconda Guerra Mondiale, rimasero da risolvere gli effetti di un’impietosa distruzione di migliaia di edifici residenziali, produttivi e di altra natura. Coi grandi boom degli anni ’60 e a venire, l’edilizia fiorì lasciandoci oggi in eredità una grande quantità di condomini, abitazioni monofamiliari, bifamiliari e a schiera. Piante produttive di ogni genere e dimensioni. Grandi edifici destinati ad accogliere uffici.

Oggi, al contrario, l’edilizia langue a causa della crisi economica. Pertanto, è sorta la volontà di incentivare il settore così da muovere l’economia, e unitamente offrire ai cittadini e alle famiglie la possibilità di costruire uno spazio in più da usare con agevolazioni di tipo economico e non solo. Inoltre, questi interventi si accompagnano normalmente alla garanzia di alte prestazioni energetiche e strutturali. Tutto questo è racchiuso dal cosiddetto Piano Casa. Legge di origine nazionale, è stata poi recepita a livello regionale. In questo articolo troverete informazioni utili sul Piano Casa Regione Piemonte.

Piano casa regione Piemonte: cosa prevede la legge nazionale?

Prima di fornirvi alcune valide informazioni sul Piano Casa Regione Piemonte, un accenno su che cosa prevede la legge a livello nazionale, vi tornerà sicuramente utile.

A seguito dei motivi sopra esposti, lo Stato produsse, nel tentativo di fare beneficio all’economia e ai cittadini italiani, il D.P.C.M. del 16 settembre del 2009, rinominato in seguito con il termine di Piano Casa. Un progetto di impatto notevole che avrebbe permesso agli Italiani di realizzare un ampliamento delle proprie abitazioni e non solo. Per comprendere bene la questione, dobbiamo inserirci necessariamente, anche se in pillole, nel contesto della materia di regolamentazione urbanistica.

Per quanto sia più o meno sempre permesso lavorare all’interno della propria abitazione apportando anche eventuali modifiche di tipo distributivo, non altrettanto vale per le modifiche sulle facciate e soprattutto sul volume edificato. Vale a dire che, non possiamo dare per scontato ampliare casa nostra. Questo è concesso solo se l’abitazione possiede capacità edificatoria, e ciò è funzione delle disposizioni specifiche che gli strumenti urbanistici forniscono sulla nostra proprietà immobiliare.

Il Piano Casa si inserisce proprio in questo frangente. Di fatto, consente di costruire in deroga a tali disposti e ampliare comunque, vedremo poi sotto a quali condizioni. Già in un’altra occasione vi abbiamo raccontato dei vantaggi del Piano Casa quindi, senza dilungarci ulteriormente sulla disciplina nazionale, vediamo ora nel dettaglio il Piano Casa Regione Piemonte.

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Il Piano Casa Regione Piemonte

Nella fattispecie, come dicevamo nell’introduzione, la legge ad oggetto nasce dal governo con valore per tutto il suolo nazionale. Poi, come di consuetudine ogni regione l’ha fatta propria legiferando ad hoc in relazione al proprio suolo regionale, con le sue specificità culturali, ambientali, sismiche, energetiche e normative in genere. Così pure ha fatto la regione Piemonte che, di anno in anno, ha rinnovato la legge rivisitando e rielaborando il testo con progressivi affinamenti delle procedure e del metodo attuativo.

Piano Casa Regione Piemonte: proroga per il 2018

La notizia principale è che la regione Piemonte ha confermato nuovamente il Piano Casa per l’anno 2018, fino al mese di giugno incluso. La questione di cui da tempo si parlava è stata consolidata in via definitiva con la legge regionale numero 9 del 28 giugno del 2017, la quale ha appunto reso effettiva la proroga.

L’assessore all’edilizia Alberto Valmaggia ha chiarito che tale provvedimento anticipa di poco un disegno di legge che renderà, pare, strutturale la norma. In questo modo si vorrà dare la possibilità ai cittadini di godere dei suoi benefici, favorendo il riuso dell'esistente, piccoli eventuali ampliamenti, e limitando quindi di conseguenza il consumo di suolo vergine.

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Piano Casa Piemonte: i 3 principali focus da considerare

Quindi, dopo esserci messi in pari con lo stato delle cose, affrontiamo alcuni spot della legge, riportando circostanze e numeri che possono interessarci in termini di concretezza.

Ecco un elenco delle informazioni e modalità che vi potrebbero interessare:

  • Gli edifici residenziali Sono ampliabili per il 20% della loro cubatura
  • I fabbricati non residenziali, come quelli destinati a servizi e produttivo, possono ricevere un incremento del 20% della loro superficie utile lorda
  • Gli immobili residenziali demoliti, possono essere ricostruiti con un bonus maggiore in termini di edificabilità: se raggiungeranno il livello 1.5 del protocollo Itaca potranno essere ampliati del 25%, se raggiungeranno il valore 2.5% addirittura del 35%

Ricordiamo che Itaca è un protocollo volto al miglioramento delle condizioni di sostenibilità energetica e ambientale degli edifici, così da garantire comfort maggiore dell’abitazione con minore peso sull’ecosistema.

Queste le condizioni di base. Mediamente si può procedere, servendosi di un professionista abilitato, grazie al deposito di una segnalazione certificata di inizio attività. Talvolta può essere richiesto un permesso di costruire a seconda del contesto. Per esempio, potrebbe accadere se demoliamo e ricostruiamo ampliando.

Infine, aggiungiamo con chiarezza anche i casi in cui non possiamo godere del Piano Casa Regione Piemonte. Così avremo un’idea globale di possibilità e divieti in merito per orientarvi con maggior consapevolezza.

Nello specifico abbiamo le seguenti esclusioni:

  • Non ne possono godere gli edifici abusivi
  • Non si applica nei centri storici
  • È vietato anche nell’architettura rurale con caratteri identitari di valore
  • Così pure non è consentito avvalersi del piano nel caso di edifici tutelati ai sensi dell’articolo 142 del decreto legislativo del 2004, ex legge Galasso del 1985

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