Pavimenti in legno su vecchio massetto: posa del parquet in fase di ristrutturazione

Negli ultimi anni, nel settore delle pavimentazioni, forte di una importante sensibilizzazione verso le finiture naturali, spesso si opta per la posa del parquet. La scelta dei pavimenti in parquet fino a qualche tempo fa generava qualche perplessità riguardo alla resistenza e alla durabilità dei legni ma ora, grazie ai nuovi trattamenti e alle nuove tecnologie di produzione, si rivela affidabile, durevole e conferisce un’ottima abitabilità agli ambienti.

E’ necessario però che i pavimenti in legno vengano trattati e soprattutto posati con particolare cura ed attenzione: il legno è un materiale soggetto a variazioni naturali che dipendono dalle condizioni ambientali e dall’umidità del supporto, che può causare variazioni di dimensione. I movimenti del legno, specialmente quando si tratta di posa del parquet prefinito, sono molto molto ridotti. Il parquet prefinito multistrato è composto da un supporto in betulla o abete e dallo strato superficiale in legno nobile; questa composizione riduce moltissimo il pericolo di movimenti che insistono sulla lunghezza dell'elemento. La posa incollata garantisce una pavimentazione maggiormente stabile nel tempo.

Osservazione delle caratteristiche del pavimento e determinazione del tipo di intervento

Le situazioni che ci si trova ad affrontare in caso di ristrutturazione qualora si opti per i pavimenti in legno sono principalmente due:

  • pavimento vecchio ma in buone condizioni su cui, quindi, si possa incollare il nuovo parquet;
  • pavimento vecchio in condizioni di precaria stabilità per cui si rende necessaria la rimozione delle piastrelle e si va ad operare sul massetto.

Indipendentemente dalle due situazioni, rimane il fatto che l’umidità e la planarità ed omogeneità della superficie di posa del parquet sono fattori determinanti nella buona riuscita della finitura. Innanzitutto è opportuno che tutte le confezioni di listelli di legno vengano aperte almeno da una parte e lasciate ad arieggiare nell’ambiente dove il materiale verrà posato. Questo serve per far acquisire ai pavimenti in parquet l’umidità propria dell’ambiente e a renderlo maggiormente compatibile con il piano di posa. È quindi necessario assicurarsi che l’umidità del legno e dell’ambiente al momento della posa del parquet siano prossime a quelle di esercizio per ridurre il rischio di movimenti del parquet.

A tal proposito è necessario verificare che il sottofondo su cui andremo ad applicare i nostri pavimenti in legno risponda a caratteristiche ben precise al fine di evitare variazioni di forma, rigonfiamenti e distacchi. Diventa fondamentale avere un buon supporto su sui andare ad operare, una superficie stabile, con un tasso di umidità minore del 2% qualora avessimo a che fare con sottofondi cementizi e minore dello 0,5% per quelli a base di anidrite. Al di sopra di queste percentuali, la posa di pavimenti in legno non è consentita se non previo trattamento, per quanto possibile, con specifici prodotti per l’impermeabilizzazione superficiale.

Risulta chiaro quanto importante sia avere una buona base su cui intervenire, da qui la necessità di concentrarsi, qualora il vecchio pavimento non risulti sufficientemente omogeneo per poter procedere alla posa del parquet, sul massetto.

 

Condizioni del sottofondo

In primo luogo va specificato che il massetto è il piano su cui avverrà la posa del parquet, sia esso incollato o flottante. E’ necessario che il piano di posa sia livellato, omogeneo e liscio così da avere caratteristiche di ottima stabilità. Nello specifico è bene controllare che il massetto sia:

  • planare: la verifica della planarità viene effettuata con una staggia di almeno 2 m di lunghezza appoggiandola sul massetto in tutte le direzioni; la tolleranza ammessa con questa staggia è di 2 mm;
  • liscio: l’idoneità del grado di finitura superficiale e, quindi, il livello di rugosità della superficie, dipende dal tipo di pavimento che si deve posare;
  • pulito: la superficie del massetto deve essere perfettamente pulita. Polvere, sporco e detriti possono compromettere l’adesione della pavimentazione al massetto;
  • privo di fessurazioni: prima di procedere alla posa del pavimento è necessario sigillare monoliticamente le eventuali fessurazioni con prodotti specifici;
  • compatto: il massetto deve presentarsi compatto e omogeneo in superficie e in tutto lo spessore;
  • asciutto: l’umidità residua deve essere conforme ai valori previsti per la posa dei legno, come indicato in precedenza, e uniforme in tutto lo spessore del massetto;
  • resistente meccanicamente: oltre a essere stagionato e asciutto, il massetto dovrà avere resistenza a trazione sufficiente per resistere alle sollecitazioni che si generano a seguito dei movimenti di dilatazione/contrazione del legno per effetto di modeste variazioni del suo contenuto di umidità.

A queste caratteristiche si aggiunge per correttezza la stagionatura che, trovandoci di fronte a un massetto già esistente e in condizioni di ristrutturazione diamo generalmente per assodata. In ogni caso il tempo di stagionatura di un massetto in sabbia e cemento è di circa 7-10 gg per cm di spessore. Il tempo di attesa può quindi risultare particolarmente lungo (maggiore di 1 mese). Tale tempo si riduce utilizzando i leganti speciali o le malte premiscelate Mapei a presa e asciugamento rapido;

Principali lesioni dei massetti in fase di ristrutturazione

Molto spesso in fase di ristrutturazione ci si rende conto che il massetto non ha esattamente le caratteristiche sopra indicate. Vediamo quali sono i principali tipi di lesione cui ci si può trovare a far fronte.

Massetto fessurato

Qualora il massetto presenti fessurazioni da ritiro idrometrico o fessure in corrispondenza di riprese di getto mal eseguite, queste devono essere sigillate monoliticamente. Andranno quindi allargate con un flessibile, pulite aspirando la polvere e riparate mediante colatura con adesivi epossidici bicomponenti.

Massetto dalla superficie non perfettamente coesa soggetta a leggera polverizzazione superficiale

Generalmente la presenza di polvere sulla superficie del massetto è legata a un eccessivo quantitativo d’acqua d’impasto o a un’eccessiva bagnatura e frattazzatura durante le operazioni di finitura. Dopo avere effettuato la rimozione meccanica della parte superficiale incoerente e aver aspirato la polvere, è necessario stendere una mano di primerECO PRIME T è un primer acrilico a dispersione acquosa, esente da soventi a bassissima emissione di sostanze organiche volatili (VOC)

Massetto dalla superficie non perfettamente coesa soggetta a sconnessione e polverizzazione localizzata

Qualora il massetto presenti incoerenze più consistenti, con lesioni da 1 a 10mm, è opportuno procedere con una soluzione livellante. ULTRAPLAN è una lisciatura autolivellante ad indurimento ultrarapido, adatta sia a massetti cementizi sia per sottofondi in anidrite. Ad ogni mano è possibile stendere strati fino a 10mm. Questo composto ha tempi di indurimento rapidissimi, indipendentemente dallo spessore di materiale applicato esso è calpestabile dopo 12 ore dalla stesura.

Aderenza migliorata per la posa in opera del parquet

Affinchè il lavoro di posa del pavimento in parquet sia ben eseguito è opportuno stendere una mano di primer, un aggrappante che permetterà una migliore adesione delle colle al massetto livellato. Questa operazione è importante poiché conferisce stabilità e durabilità nel tempo ai pavimenti in parquet rendendo la superficie di posa dei listelli di legno idonea alla stesura di colle specifiche.

La posa in opera: incollaggio della finitura

Una volta resa la superficie di posa meccanicamente efficiente e adatta alla posa in opera dei pavimenti in legno si passa alla fase di incollatura del parquet. L'incollaggio del parquet richiede colle specifiche come, ad esempio,  Ultrabond P 902 2K, adesivo bicomponente, oppure Ultrabond P 990 1 K monocomponente. Entrambi i prodotti sono adesivi idonei alla posa in opera del parquet di qualsiasi dimensione ed essenza, si tratti di listelli prefiniti o di legno massello. I pavimenti prefiniti sono, generalmente, calpestabili dopo 12/24 ore, per i pavimenti in legno massello si consiglia di attendere almeno 3 giorni prima di procedere alla levigatura.

Finitura del parquet e miglioramento prestazionale

Benchè le nuove generazioni di pavimenti in legno presentino caratteristiche meccaniche eccellenti, è sempre bene ricordare che la posa del parquet significa lavorare con un materiale naturale e quindi soggetto a deterioramento e usura. Per ovviare a questo tipo di inconveniente o per lo meno rimandarli per lungo tempo è bene trattare i listelli in legno con finiture specifiche a seconda delle esigenze:
- ULTRACOAT BINDER è un legante all’acqua, esente da solventi da miscelare con polvere di legno di qualsiasi specie legnosa, per la stuccatura di pavimenti in legno. Il prodotto sigilla i listelli di legno e li rende adatti alla lucidatura e finitura con altri componenti.
- ULTRACOAT TONING BASE è un fondo bicomponente totalizzante all’acqua, alto potere isolante, bassa emissione VOC. Esso permette di fissare il colore naturale dei listelli di legno e di non farne alterare la componente cromatica, particolamente indicato quindi per pavimenti in legno con essenze ricche di tannino e di altri estrattivi.
- ULTRACOAT HIGH TRAFFIC è una vernice all’acqua per pavimenti in legno bicomponente 100% poliuretanica a bassissima emissione VOC (EMICODE EC! R) ad elevata resistenza all’usura e all’abrasione. Questo prodotto risulta particolarmente adatto per pavimenti in legno ad alto calpestio.

 

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 ECO PRIM T
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