Outdoor, quali pavimenti da esterno fanno al caso nostro?

La scelta dei pavimenti da esterno della nostra abitazione deve tenere conto di due elementi fondamentali: in primo luogo la funzionalità, scegliere il giusto pavimento per esterni significa tenere conto di fattori importanti come la frequenza di calpestio, il peso che la pavimentazione dovrà sostenere - carrabile o pedonale- e l’esposizione a fenomeni atmosferici.

In seconda battuta è necessario guardarsi intorno per capire quali possibilità il mercato offre: i prodotti sono numerosi e ci danno la possibilità di trovare l’accordo perfetto con il processo di restauro che intendiamo intraprendere. Affinchè la scelta dei pavimenti da esterno sia la migliore possibile, è bene tenere a mente quali sono le principali categorie di rivestimento.

Gettata in calcestruzzo o battuto di cemento

La gettata in calcestruzzo semplice, detta anche battuto di cemento, è una soluzione pratica e comoda che risolve il problema dei pavimenti da esterno in modo rapido e poco costoso. Spesso è la soluzione che troviamo in ambito industriale, in cortili urbani, capannoni, depositi ed autorimesse. Se per i pavimenti esterni la scelta ricade sul battuto di cemento,la gettata di calcestruzzo deve avvenire sul un valido supporto, per cui in presenza di un fondo in terreno o terreno battuto bisogna ricorrere ad una massicciata, supporto da integrare con uno strato impermeabilizzante in presenza di umidità di risalita o falde acquifere nel sottosuolo.

Per realizzare pavimentazioni per esterni destinate a sopportare forti sollecitazioni, si interviene sulla finitura. Al comune cemento in polvere, vengono aggiunti materiali inerti particolarmente duri, di origine metallica o minerale, rispettivamente tipo la polvere di ferro o rocce silicee. In alternativa, il pavimento viene rifinito con uno strato di 7- 8mm di malta cementizia di estrema durezza, da lisciare con il frattazzo manuale o meccanico.
Innovative tecniche di levigatura consentono di trasformare un anonimo rivestimento in un pavimenti da esterno lucidati a specchio e resistenti come granito. Motivazioni economiche, nell’ambito delle pavimentazioni industriali e commerciali, e l’interesse mostrato dagli architetti e arredatori nell’ambito dell’edilizia residenziale, ne hanno decretato il successo. Essendo però un pavimento particolarmente poroso, col tempo e con l’uso intensivo, tende a sfaldarsi e produrre polvere. Per ovviare a questo problema vengono sottoposti a interventi di impregnazione con vernici sintetiche, al fine di saturarne la porosità, senza creare alcun film superficiale. Il trattamento, oltre ad otturare i pori, conferisce al pavimento una certa lucentezza e resistenza agli attacchi chimici.

Battuto con “finti agglomerati” o “finte beole”

Se la scelta minimalista di un battuto in cemento liscio non convince, è possibile arricchire questo tipo di soluzione con “finti agglomerati” o “finte beole”. Se si opta per la finitura a finto agglomerato, sarà sufficiente scegliere il tipo di elemento da addizionare alla stesa di calcestruzzo. Una volta gettato il cemento è sufficiente comprimere in maniera uniforme gli agglomerati, principalmente ghiaia e ghiaino ben puliti, e attendere la presa del materiale. Se invece si vuole un effetto più geometrico l’effetto beole si può ottenere semplicemente disegnandone la geometria sul cemento ancora fresco. Questo tipo di operazione non garantisce un effetto finale realistico, l’estetica potrebbe risentirne, ma la creazione di queste fughe permette un ottimo scolo dell’acqua e una migliore prestazione dei pavimenti da esterno.

Pavimentazioni in porfido

Quando si dice porfido molti di noi pensano immediatamente ai classici sampietrini che da secoli pavimentano molte delle strade e piazze italiane. Questo perché il porfido è un materiale dalle caratteristiche meccaniche eccellenti. Questo materiale necessità però di manovalanze esperte: ci vuole esperienza poiché è di fondamentale importanza dare anche delle pendenze sufficienti a far si che non si creino ristagni d'acqua. Un marciapiede intorno a casa, però, potrebbe essere anche alla portata di coloro che vogliono provare a cimentarsi nella posa del porfido. I pavimenti da esterno in porfido, se eseguita secondo la buona regola dell'arte, non richiede una manutenzione molto onerosa e ha una buona durata nel tempo, proprio in virtù delle ottime caratteristiche fisico-meccaniche del porfido e dei materiali utilizzati per sigillare i giunti tra i vari elementi.
Il porfido, oltre che nella diffusa forma a cubetto - il sampietrino tradizionale- si può avere in diverse forme e dimensioni, da tenere in considerazione il costo che non rientra tra le pavimentazioni per esterni più economiche.

Autobloccanti

Se si necessita di pavimenti da esterno molto durevoli e resistenti a sollecitazioni importanti, spesso ci si orienta verso la scelta degli autobloccanti. I mattoni autobloccanti sono prodotti molto durevoli e permeabili al verde, ovvero, consentono all'erba di crescere ai bordi, pur limitandone lo sviluppo. Questi mattoni vengono definiti autobloccanti poiché essi vengono posati a secco sulla superficie da ricoprire e poi sigillati, sempre a secco, mediante sabbia asciutta. A questa facilità di posa e buona resa, si aggiunge un prezzo competitivo e una vasta scelta di fogge e colori. Questa versatilità permette al consumatore di poter spaziare da pavimento da esterno tradizionali fino a soluzioni più strutturate.

Nonostante i masselli autobloccanti più comuni siano quelli in calcestruzzo, è possibile rintracciare anche mattoni di altri materiali, come ad esempio in argilla, in cotto e in pietra naturale. Gli autobloccanti in calcestruzzo vengono impiegati soprattutto per il rivestimento di pavimenti per esterno, in quanto la loro estetica e le loro particolari resistenze li rendono idonei a resistere all'azione degli agenti atmosferici, soprattutto al gelo, mostrando una resistenza senza pari. Le tinte e la finitura dei mattoni autobloccanti possono essere personalizzate a piacimento, secondo le esigenze estetiche.

Klinker

Tra le numerose tipologie di rivestimenti per esterni, il klinker è forse quello più versatile. A caratteristiche di inalterabilità uniche unisce infatti un alto grado di personalizzazione, con numerose varianti e declinazioni.
Il Klinker è un prodotto che si posiziona ai massimi livelli ceramici ed è ottenuto dalla cottura delle materie prime a temperature molto elevate (circa 1250° C), che ne inducono quasi una vetrificazione. Tale trattamento lo rende particolarmente denso e resistente, oltre che non igroscopico. La diversa finitura superficiale che gli si può conferire -grezza, semilucida o smaltata- permette di coniugare estetica e tecnologia. Tra le materie prime che costituiscono il Klinker una è l’argilla, che viene miscelata con acqua e subisce processi di essiccazione e macinazione e viene avviata automaticamente alla fase di impasto ad umido. Per le sue caratteristiche è spesso usato non solo per pavimenti da esterno, ma anche per interni e spesso, nella versione smaltata, per il rivestimento delle piscine.

Semplice o decorativa?

Il pavimento per esterno è la finitura che completa il carattere degli edifici, un controno non da poco che imprime uno stile piuttosto che un altro alle nostre abitazioni. Scegliere su quale stile orientarsi non è mai banale.
Se si ha la frotuna di abitare in una casa dal sapore antico, pensiamo ai casolari delle campagne, le scelte sono due: un pavimento per esterno che si connetta con lo stile retrò della casa, oppure rivestimenti per esterni in netto contrasto con la preesistenza. Certo, molto dipende dai vincoli che sono posti a livello burocratico, ma a volte accostare materiali e geometrie contemporanee a elementi dal sapore antico è una scelta vincente. L’errore in cui è meglio non incappare è quello di unire materiali che si somigliano ma che non sono uguali: pavimenti in pietra che imitano la pietra della muratura è un accostamento che può stridere!

Pavimentare la zona giardino

La scelta del pavimento per esterno della zona giardino deve prendere in considerazione alcuni fattori importanti, primo fra tutti l’esposizione a forte umidità e la resistenza a variazioni di temperatura notevoli. Inoltre, per una giusta cura dell’armonia del verde, è bene orientarsi su materiali quanto più possibili naturali e coerenti con lo sviluppo del nostro giardino. I pavimenti per giardini che meglio uniscono queste caratteristiche sono quelli che richiamano alla mente le naturali presenze dell’ambiente esterno in cui operiamo: se scavando nel nostro terreno ci imbattiamo in pietre scure piuttosto che in ghiaia, allora è bene assecondare la natura e scegliere pavimenti da esterno su quella gamma di colori. Altro elemento importante è la versatilità della posa in opera: il giardino è di per sé un organismo vivente, soggetto a cambiamenti naturali ma anche alle esigenze dell’uomo. Cambiare disposizione delle essenze deve essere consentito senza che l’eventuale rimozione e riadeguamento dei pavimenti esterni costituisca un problema troppo gravoso. Per questo è meglio convergere su pavimenti da esterno che non necessitino di pose in opera troppo complesse.

Quando i bambini giocano fuori

“Mamma, usciamo!” è una delle frasi che più spesso chi ha figli si sente ripetere. E in effetti gli scoperti delle nostra abitazioni sono lo spazio ideale per lasciar giocare i bambini. Come rendere però questo spazio non solo divertente ma anche sicuro? Una buona soluzione, sperimentata da tempo nei parchi delle città ( La normativa EN 1176 parte prima impone che tutte le attrezzature siano dotate di pavimentazione smorzacadute per preservare o limitare i danni ai bambini potenzialmente provocati in caduta dalle attrezzature) e ora sempre più frequentemente anche nella aree attrezzate di molti complessi residenziali, è il pavimento antitrauma. Sono pavimentazioni studiate per assorbire gli urti di eventuali cadute, la loro consistenza elastica è adatta ad attutire urti e a prevenire traumi da caduta. Il pavimento antitrauma, inoltre, proprio perché pensati per bambini è disponibile in numerose varianti geometriche e personalizzazioni cromatiche, per una progettazione che fa del divertimento uno degli aspetti principali.

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