Lavorare in sicurezza, quello che c’è da sapere per interventi di copertura

Il restauro del manto di copertura di un immobile non è un’operazione semplice poiché richiede una serie di competenze professionali e una rigida applicazione delle norme di sicurezza dei cantieri. Inoltre, il tetto è un elemento di cui vanno valutati rischi di diversa natura, dal distacco di porzioni laterali fino alla manutenzione planare.

il rifacimento del tetto richiede norme ben precise per la sicurezza nei cantieri

Il rifacimento del tetto, sicurezza strutturale e cantieristica

Il rifacimento del tetto è un’operazione complessa ma necessaria. Il tetto, assieme ai muri perimetrali, è il guscio della nostra casa, ciò che ci ripara dagli agenti aggressivi esterni, ci risparmia eccessi di caldo e di freddo, e che ci mette nelle migliori condizioni di comfort abitativo. Per queste ragioni il rifacimento del tetto è un passo fondamentale nella manutenzione della casa che non può essere fatto da operatori inesperti, anche perché il rifacimento del tetto richiede norme ben precise per la sicurezza nei cantieri. Lavorare in sicurezza è la condizione primaria per poter definire un lavoro edile ben fatto, senza le norme di sicurezza nei cantieri l’intero operato perde di valore, senza contare le severe sanzioni cui va incontro chi non ne rispetta i parametri legislativi.

Le norme per la sicurezza nei cantieri, analisi dei rischi

La sicurezza nei cantieri è uno dei punti nodali delle norme che tutelano il lavoratore in ambito lavorativo. Troppo spesso, infatti, è il settore edile a registrare incidenti gravi, con particolare riferimento a interventi sul rifacimento del tetto, uno dei lavori più frequenti e più ad alto rischio caduta. Per questo esistono delle normative specifiche che ne regolano, a livello di linee guida, le buone pratiche per la sicurezza nei cantieri. Primo passo per qualunque tipo di intervento è l’analisi dei rischi. Le principali cause di incidente durante i lavori di rifacimento del tetto sono:

  • Cadute in seguito a perdita di equilibrio, scivolamento e inciampo
  • Sfondamento della copertura
  • Caduta dall’alto oltre il bordo del tetto

Una corretta valutazione del rischio e della conseguente corretta stesura normativa nell’ambito della sicurezza nei cantieri, passa per l’organizzazione di un sistema di definizione delle caratteristiche delle coperture e del contesto in cui si trovano. In particolare avremo coperture:

  • Protette: copertura con sistemi di protezione lungo il perimetro
  • Non protetta: copertura a bordo liscio, senza sistemi di protezione perimetrali
  • Percorribile: una copertura che per caratteristiche morfologiche e strutturali è adatta alla pedonalizzazione
  • Non percorribile: no adatta alla pedonalizzazione poiché non si conosce la resistenza a carico, ha eccessiva pendenza, ci sono lucernari non portanti, condizioni del manto precarie, a ridosso di edifici a rischio caduta materiale.

Inoltre l’analisi dei rischi per la sicurezza dei cantieri e in particolare per quel che concerne il lavorare in sicurezza durante il rifacimento del tetto, passa anche dalla valutazione di altri due parametri importanti: il tempo che si deve trascorrere sul tetto e l’esposizione ad agenti atmosferici che possano variarne l’aderenza superficiale e quindi aumentare il rischio di cadute e scivolamenti.

Lavorare in sicurezza è la condizione primaria per poter definire un lavoro edile ben fatto

Lavorare in sicurezza, soluzioni per la sicurezza nei cantieri su copertura

Una volta valutati i possibili rischi cui ci si espone nei lavori di rifacimento del tetto, si passa all’adozione di sistemi di prevenzione delle cadute che consentano di lavorare in sicurezza. Una prima riflessione va fatta sui mezzi di accesso in quota, tra i sistemi più sicuri troviamo:

  • trabattelli
  • piattaforme elevabili
  • cestelli montati su autogru
  • scale a pioli (utilizzabili per altezze inferiori ai 5m)
  • piattaforme aeree
  • impalcature su facciata

Una volta stabilita la miglior soluzione per raggiungere il punto di intervento si passa all’analisi dei sistemi di protezione collettiva da adottarsi in base alle diverse esigenze cantieristiche valutabili in sede:

  • rete di sicurezza o sottoponti sotto copertura
  • rete di sicurezza o sottoponti sotto i lucernari
  • parapetti con arresto al piede (1m di altezza) lungo i perimetri di copertura e dei lucernari
  • imbracature anticaduta previa verifica di punto di ancoraggio e tirante d’aria
  • parapetti lungo l’aerea del cantiere che segnalino l’eventualità di caduta di materiale dalle coperture.

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