Ripristino del calcestruzzo, malta tixotropica weber.tec ripara60

Ci siamo occupati di come risanare i ferri del cemento armato, vediamo ora quali sono le problematiche che interessano la parte plastica del composto, ossia la massa del calcestruzzo. Per il ripristino del calcestruzzo ottimale, Weber, propone weber.tec ripara60, una malta tixotropica per il consolidamento del calcestruzzo, scopriamo di cosa si tratta e quando e come usarla.

Ripristino del calcestruzzo e malta tixotropica

Il ripristino del calcestruzzo è uno degli interventi che più spesso si pongono in essere nel momento in cui ci si occupa del restauro degli edifici, intendendo con restauro non solo gli interventi su manufatti di pregio storico ma anche tutte le operazioni volte a ridare smalto e solidità alle costruzioni civili deteriorate .

Il ripristino del calcestruzzo è, dunque, un tema centrale dell’architettura e richiede un approccio e un monitoraggio della situazione accurato poiché, come sappiamo, il calcestruzzo armato si compone di due materiali diversi per natura e composizione: il ferro e il calcestruzzo. Per questa ragione le costruzioni in cemento armato presentano, se non trattate a dovere, problemi di fessurazione . La malta tixotropica risulta particolarmente utile ai fini del ripristino del calcestruzzo. La malta tixotropica è un particolare tipo di malta premiscelata, contenente particolari inerti e additivi, che consente di controllare il ritiro sfruttando le proprietà tixotropiche delle sue componenti .

Con tixotropia, infatti, si intende la capacità di un elemento di comportarsi come un gel e di fluidificare velocemente se sottoposta ad azione meccanica e di tornare rapidamente al loro stato originario una volta cessato il carico meccanico.

Il ripristino del calcestruzzo è un tema centrale dell’architettura

Come e perché si ammalora il calcestruzzo

I principali problemi legati all’ammaloramento delle costruzioni in cemento armato e che rendono necessario il ripristino del calcestruzzo, sono legati a fenomeni di fessurazione. La fessurazione del cemento armato di divide in due categorie principali: macro-fessurazione , ossia lesioni visibili negli elementi in calcestruzzo armato, e micro-fessurazione , lesioni di piccola e piccolissima entità difficili da individuare.

Le lesioni sono un fenomeno inevitabile nell’uso del calcestruzzo armato poiché esse nascono da fenomeni di assestamento del materiale . In particolare, se le lesioni si limitano a micro-fessurazioni, esse non compromettono la stabilità dell’elemento ma ne consentono un assestamento adeguato. Altro discorso va poi fatto per elementi in calcestruzzo armato sottoposto ad agenti atmosferici aggressivi : acqua di mare, salsedine, gravi sbalzi termici, costante contatto con acqua sono elementi che incidono fortemente sulla salute delle strutture, condizioni per cui, spesso, si rende necessario un intervento di ripristino del calcestruzzo.

Ultima causa di ammaloramento del calcestruzzo, le sollecitazioni esterne quali carichi strutturali eccessivi, terremoti, urti accidentali . In questo caso il ripristino del calcestruzzo ha, quasi sempre, funzione strutturale, il che richiede uno studio attento e approfondito delle tipologie di intervento da parte di un professionista.

Weber.tec ripara60, consigli per un corretto utilizzo

Weber, con weber.tech ripara60, mette a punto una malta tixotropica studiata per il perfetto ripristino del calcestruzzo. La sua composizione con addizione di microfibre sintetiche e aggregati selezionati ne consente una perfetta adesione al supporto e ai ferri d’armatura , scongiurando il problema della fessurazione in virtù della tixotropia del materiale stesso. In seguito alla stagionatura, weber.tech ripara60 crea un ambiente alcalino che protegge i ferri d’armatura e la bassa porosità della componente cementizia mette al riparo da aggressioni di inquinanti atmosferici .

Weber.tech ripara60 si presta a lavori di riempimento, ragion per cui si parte da spessori di un centimetro con mani che reggono fino a cinque centimetri di spessore. Il tempo di vita ottimale dell’impasto è di un’ora e prima dell’applicazione, come per ogni malta, è necessario verificare che il supporto sia ripulito da possibili distacchi di inerti e che sia dunque coeso, pulito e privo di ossidazione.

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